UNICEF e UNHCR lanciano i centri ‘Blue Dot’ per dare maggiore sostegno ai bambini e alle famiglie che attraversano l’Europa.

Questi ‘Blue Dot’ hanno l’obiettivo di sostenere le famiglie migranti più vulnerabili.

UN01070126 febbraio 2016 – Come parte dell’impegno congiunto per garantire ulteriore protezione al numero crescente di bambini e altri soggetti con bisogni specifici che arrivano in Europa, UNHCR e UNICEF stanno predisponendo centri specializzati per il sostegno dei bambini e delle famiglie lungo le rotte di migrazione maggiormente percorse in Europa. 20 Centri per il Sostegno dei bambini e delle famiglie, chiamati “Blue Dot”, garantiranno in un unico luogo spazi sicuri, servizi essenziali, spazi per giocare, protezione e supporto per i bambini e le loro famiglie. Questi ‘Blue Dot’ hanno l’obiettivo di sostenere le famiglie migranti più vulnerabili. Specialmente i molti bambini non accompagnati o separati esposti a rischio di malattie, traumi, violenze, sfruttamento e traffico. Con l’evolversi della situazione, ad ora i primi centri sono operativi o lo saranno presto in Grecia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia. Tutti e 20 saranno operativi entro i prossimi tre mesi. I ‘Blue Dot’ nascono in un momento in cui le donne e i bambini rappresentano i due terzi delle persone che attraversano l’Europa. A febbraio, le donne e i bambini rappresentavano circa il 60% degli arrivi via mare, rispetto al 27% di settembre 2015. Presso questi spazi sarà anche possibile identificare e proteggere i bambini e gli adolescenti che viaggiano da soli e riunirli alle loro famiglie, quando possibile, sulla base del loro superiore interesse. “Siamo preoccupati per il benessere dei bambini e delle bambine non accompagnati in transito e senza protezione in Europa, molti dei quali hanno dovuto passare da soli attraverso guerre e avversità durante il viaggio,” ha dichiarato Volker Turk, Assistente Alto Commissario per la Protezione dell’UNHCR. “I centri avranno un ruolo chiave nell’indentificare i minori e nel fornire loro la protezione di cui hanno bisogno in un ambiente estraneo, dove potrebbero essere a rischio.” “Le vite dei bambini in viaggio sono state stravolte, hanno dovuto affrontare pericoli e stress ad ogni tappa del loro percorso. I centri rappresentano un punto di riferimento sicuro e stabile nelle loro vite poco sicure, un posto dove potranno ricevere l’aiuto e il supporto a cui ogni bambino ha diritto. I centri contribuiranno a rafforzare i sistemi nazionali di protezione dell’infanzia,” ha dichiarato Marie Pierre Poirier, Coordinatore Speciale dell’UNICEF per la Crisi Rifugiati e Migranti in Europa. Identificare i bambini è una sfida. In molti paesi, gli adolescenti migranti fingono di essere adulti per evitare di ritardare i loro viaggi o di essere trattenuti, ma si espongono così al rischio di sfruttamento. L’anno scorso, più di 90.000 bambini separati o non accompagnati sono stati registrati e hanno richiesto asilo o si trovavano in strutture di accoglienza in Europa, per la maggior parte in Germania e Svezia. I ‘Blue Dot’ per i bambini e le loro famiglie saranno chiaramente identificabili e garantiranno pacchetti di aiuti di base uguali per tutti, forniti da diverse organizzazioni, comprese le Unità Nazionali della Croce Rossa e altri partner. In ogni caso, non si sostituiscono alla responsabilità e all’ obbligo degli Stati di mettere in atto tutte le misure necessarie per sostenere e proteggere i bambini non accompagnati e separati e prevenire violenze sessuali e di genere. I centri si troveranno in aree strategiche selezionate – entrate/uscite lungo i confini, centri per la registrazione, alcuni centri urbani strategici – e opereranno anche attraverso unità mobili. Le attività comprendono:

–          Ristabilire i collegamenti con le famiglie – servizio fornito dal Network della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa;

–          Ricongiungimento familiare;

–          Spazi a misura di bambino e spazi dedicati alle madri e ai loro figli;

–          Stanze private per ricevere consulenze;

–          Primo soccorso psicosociale;

–          Consulenza legale;

–          Spazi sicuri per dormire per donne e bambini;

–          Disponibilità di operatori sociali;

–          Centri per le informazioni con connessione Wi-Fi;

 

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