Afghanistan, è morta Barbara De Anna

de_anna_barbaraEra stata ferita in un attentato talebano lo scorso maggio.

Roma, 21 giugno – E’ morta, per le ferite riportate a seguito di un attacco talebano nel maggio scorso, Barbara De Anna, la funzionaria dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. La volontaria è stata coinvolta nell’esplosione di una granata che le ha provocato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo.
Barbara De Anna aveva 40 anni era era fiorentina. Dopo una lunga permanenza all’Onu, era partita per l’Afghanistan. Prima era stata ad Herat e dal 2011 si trovava a Kabul.
Barbara ha ricevuto le prime cure nell’ospedale di Emergency, ma le sue condizioni erano gravi e per questo è stata trasferita, prima nell’ospedale militare di Baghram, e poi in Germania, presso la struttura sanitaria della base militare americana di Ramstein. Nello stesso attentato morirono 7 persone.

Allarme Afghanistan: la guerra ferisce e uccide sempre più bambini

afganisthan bambiniDa gennaio sono 414 i minori che hanno perso la vita. Sono il 27% in più rispetto al 2012

ROMA, 16 giugno – Il numero di bambini uccisi o feriti a causa del conflitto in corso in Afghanistan è aumentato del 27% nei primi quattro mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo nel 2012. Dal 1° gennaio al 30 aprile di quest’anno, sono state registrate – tra i bambini- 414 vittime legate al conflitto, rispetto alle 327 registrate nello stesso periodo dello scorso anno. Tale forte aumento nei primi mesi dell’anno desta seria preoccupazione. Il Rapporto sui bambini e i conflitti armati presentato questa settimana dal Segretario generale delle Nazioni Unite rivela che in Afghanistan, nel 2012, sono state registrate – tra i bambini – 1.304 vittime, causate da azioni di tutte le parti in conflitto. Queste morti sono inaccettabili e l’aumento di vittime tra i minori nei primi mesi del 2013 è molto preoccupante. La maggior parte delle morti di bambini legate al conflitto negli ultimi due anni sono dovute ad attacchi effettuati con ordigni esplosiviimprovvisati – compresi gli attacchi suicidi – iniziati da gruppi armati di opposizione. Proprio la scorsa settimana, il 3 giugno, un attacco suicida nei pressi di una scuola nella provincia di Paktia ha causato la morte di dieci bambini e il ferimento di altre sette. Il giorno seguente, nella provincia di Farah, un padre e i suoi tre figli sono stati uccisi mentre erano in macchina a seguito di un attacco lungo la strada. Qualche giorno dopo, il 6 giugno, un attacco aereo da parte delle forze militari internazionali nella provincia di Kunar ha ucciso tre bambini e ne ha feriti altri sette. Questi tragici incidenti, e molti altri che non vengono denunciati, servono da critici promemoria sul devastante impatto che il conflitto in corso in Afghanistan ha sui bambini e sulla urgente necessità che sia portato rapidamente a termine.

L’appello dell’UNICEF 

L’UNICEF rinnova l’invito a tutte le parti in conflitto a impegnarsi maggiormente per garantire che la vita dei bambini, delle donne e degli altri civili sia protetta in ogni momento, in conformità con il diritto internazionale umanitario. Ciò include cambiare gli schemi di coinvolgimento che mette i bambini in prima linea e a rischio di morte e di ferimenti. L’UNICEF esorta tutti i gruppi armati di opposizione a rispettare il divieto di utilizzare tattiche indiscriminate che non riescono a distinguere tra civili e combattenti, tra cui gli attacchi suicidi e il collocamento di ordigni esplosivi improvvisati nelle aree pubbliche dove i bambini e altri civili rischiano di essere presenti. L’UNICEF esorta le forze militari internazionali e il governo dell’Afghanistan a proseguire nella revisione delle tattiche e delle procedure relative alle operazioni militari, in particolare le operazioni aeree, per evitare vittime civili, soprattutto i bambini.

 

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