Il nostro futuro manifatturiero

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A Bergamo  venerdì 28 le grandi personalità dell’ industria italiana; tra queste, Fabio Storchi presidente Federmeccanica, Giorgio  Ambrosioni presidente Imprese e Territori , Stefano Micelli direttore scientifico Fondazione Nord Est e Dario Di Vico direttore Festival Città Impresa.

 

di Grendene Roberta 

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Si svolgerà venerdì 28 ottobre presso il Palazzo dei Contratti a Bergamo il convegno  ” Verso Bergamo Città Impresa: Futuro Manifatturiero”. Il programma si inserisce all’ interno del Festival  Città Impresa che dal 2008 è luogo di dibattito internazionale sulle questioni chiave dell’economia e della società contemporanee. Ogni anno il Festival Città Impresa accende i riflettori sulle principali città italiane che interpretano le traiettorie di sviluppo e le grandi trasformazioni urbanistiche e antropologiche che attraversano il nostro Paese . Dopo la città di Vicenza che ad aprile ha accolto i grandi protagonisti della nostra economia, ora è Bergamo che diventa una città d’ impresa a tutti gli effetti, ospitando, nella giornata di venerdì 28 le grandi personalità dell’ industria italiana; tra queste, Fabio Storchi presidente Federmeccanica, Giorgio  Ambrosioni presidente Imprese e Territori , Stefano Micelli direttore scientifico Fondazione Nord Est e Dario Di Vico direttore Festival Città Impresa. L’ inizio del convegno è previsto per le ore 14.30 e ci sarà il sindaco di Bergamo Giorgio Gori a fare gli onori di casa.  Bergamo sta per tornare ad essere  il laboratorio della nuova manifattura italiana. Oggi, che la delocalizzazione sta via via scomparendo, la piccola e media impresa sta ripartendo e ritorna alle origini. Si torna in Italia e si riparte.

 

 

Urge un Piano B per Non Morire di Eurozona: Ecco Cosa si è Detto al Forum delle Prospettive Economiche

Successo di pubblico e di consensi per il Forum delle Prospettive Economiche. Secondo tutti gli intervenuti urge rimettere al centro la politica economica pubblica…

ImageProxyMilano, 3 maggio 2016 – Lo scorso 29 aprile si è tenuto presso l’università di Bergamo il Forum delle prospettive economiche, politiche e sociali. Il Forum, organizzato dall’associazione Rete MMT e dall’associazione studentesca JEBG, svoltosi all’Università di Bergamo, ha ottenuto ampi consensi di pubblico, ed a dare l’idea della riuscita dell’iniziativa non è stata solo la sala piena e attenta per quasi quattro ore di fila, ma soprattutto la qualità e laconcretezza della discussione. L’evento ha fatto discutere politici, giornalisti e mondo dell’impresa intorno alla necessità che l’Italia si doti di un Piano B nel confronto politico con le istituzioni europee, con il coordinamento del giornalista Angelo Mincuzzi deIl Sole 24 Ore che ha gestito in maniera ordinata ma coinvolgente tutti gli interventi.Warren Mosler capo economista della scuola economica della Modern Money Theory ha illustrato i cinque punti del Piano B la strategia economica e politica di ripudio dalle politiche di austerità dell’Eurozona, causa della deflazione:

  1. Tassare e spendere in nuova lira
  2. Non effettuare alcuna conversione forzosa dei depositi da euro in nuova lira al fine di sostenere il cambio della nuova lira
  3. Assicurazione totale dei depostiti bancari in nuova lira
  4. Una politica permanente di tassi di interesse allo 0% priva di rischi
  5. La nuova Banca Centrale italiana offre un lavoro di transizione a tempo pieno a chiunque sia disponibile e in grado di lavorare

Il prof. Stefano Lucarelli dell’Università di Bergamo ha ripreso il concetto di “Stato architetto del futuro” dell’economista francese Alain Parguez: “La Banca Centrale deve garantire politiche di deficit spending e lo Stato deve riprendere il ruolo di attivatore e guida della crescita del sistema economico nei settori produttivi strategici”. Alfredo D’Attorre, parlamentare di Sinistra Italiana, ha dato merito alla MMT di aver ridato importanza al ruolo della politica economica pubblica riportando al centro del dibattito il tema della piena occupazione. “In questi anni c’è stata una lotta di classe al contrario: la rendita finanziaria contro i lavoratori. L’euro ha tutelato la guerra della rendita contro il lavoro. Il Piano B è indispensabile”. D’Attorre ha ribadito che le scelte economiche devono essere orientate al lavoro, tutelato dalla Costituzione, e non al reddito  garantito, che rischia di rappresentare  uno strumento per il mantenimento della deflazione salariale. Marco Zanni, europarlamentare del M5S ha ricordato come il pensiero liberista sia insito al progetto europeo, già prima della nascita dell’euro. “Non è solo una questione tecnica ma anche di deficit democratico nei processi decisionali delle istituzioni europee. Per esempio l’Eurogruppo si muove senza un sistema normato” Daniele Basciu responsabile scientifico di Rete MMT ha spiegato come in economia non esistano eventi imprevedibili. La MMT spiega come si tratta sempre di eventi spiegabili e causati da determinate dinamiche come nel caso della recessione dell’eurozona. La politica economica di riduzione del deficit dei bilanci degli Stati è la causa della diminuzione dell’aspettativa di vita. Quando si taglia la spesa pubblica sanitaria si peggiorano le condizioni di vita dei cittadini. Paolo Agnelli, noto imprenditore manifatturiero e Presidente di Confimi associazione di categoria delle piccole media imprese è partito dai dati drammatici sulla crisi della piccola media impresa (fallimenti, chiusure, perdita di capacità produttiva) per arrivare a parlare di uno dei risultati “prima hanno indebolito le aziende italiane e dopo le hanno comprate”. L’intervento di Carlo Clericetti, giornalista di La Repubblica, ha toccato un tema di grande attualità nell’ultimo periodo “si parla ora di necessità di helicopter money ma attenzione: i liberisti che ne parlano lo pensano in una versione liberista dove lo Stato non avrebbe alcun potere di decidere e progettare gli interventi pubblici e le finalità. Dovrebbe essere gestito dai soli tecnici” L’ultimo intervento del Forum è stato quello della prof. ssa Anna Maria Grazia Variato docente dell’Università di Bergamo ha ricordato gli insegnamenti dell’economista eterodosso Hyman P.Minsky che già a partire da metà del secolo scorso aveva spiegato la connaturata instabilità del capitalismo moderno concludendo il Forum con una riflessione che ha strappato un lunghissimo minuto di applausi “lo Stato di Minsky era uno Stato grande, in termini di visione e obiettivi” quello che oggi le politiche di austerità dell’Eurozona vogliono offuscare.

Come risolvere la disoccupazione nell’Eurozona?

Se ne parla al “Forum delle prospettive economiche” a Bergamo il 29 aprile

ImageProxy-(2)Bergamo, 26 aprile 2016 – Dopo la proposta volta a risolvere la disoccupazione nell’Eurozona, pubblicata nei giorni scorsi dal Corriere.it (www.corriere.it/extra-per-voi/2016/04/18/salario-minimo-occupazione-finanziati-bce-l-inedita-proposta-dell-ex-guru-wall-street-e0895f38-0557-11e6-9d1f-916c0ba5b897.shtml) Warren Mosler, fondatore della Modern Money Theory, affronterà l’argomento a Bergamo il 29 aprile per il Forum delle Prospettive Economiche, Politiche, Sociali, dove si terrà il dibattito nazionale su austerità e Eurozona. Oltre all’economista americano, parteciperà al dibattito anche Marco Zanni europarlamentare M5S, Alfredo D’Attorre di Sinistra Italiana, Angelo Mincuzzi del Sole 24 Ore, Carlo Clericetti della testata La Repubblica. Al Forum il mondo politico, scientifico e il tessuto economico indagheranno le alternative alle politiche di austerità con un fine ambizioso: aggiustare la rotta del Paese. L’evento, aperto dal rettore dell’Università di Bergamo, Prof. Remo Morzenti Pellegrini e coordinato da Angelo Mincuzzi (Il Sole 24 Ore), proporrà una riflessione a partire dall’intervento di Warren Mosler, massimo esperto di sistemi monetari e fondatore della Modern Money Theory, approccio teorico di riferimento di Stephanie Kelton, consigliere economico di Bernie Sanders. L’intervento di Mosler sarà accompagnato dal contributo del Prof Stefano Lucarelli (Università di Bergamo) e contestualizzata nel quadro politico dagli interventi di Alfredo D’Attorre (parlamentare Sinistra Italiana), Marco Zanni (europarlamentare M5S) e Daniele Basciu (responsabile scientifico Rete MMT). I relatori verranno successivamente interrogati dai discussant Paolo Agnelli (presidente Confimi Industria) e Carlo Clericetti (La Repubblica). Le conclusioni saranno affidate alla prof.ssa Anna Maria Variato (Università di Bergamo) economista post-keynesiana. “Demenza è fare la stessa cosa ancora ed ancora aspettandosi risultati diversi”  affermava Albert Einstein e l’intento del Forum sarà proprio quello di esplorare le vie alternative migliori all’austerità che ha letteralmente strozzato l’Eurozona. Il Forum avrà luogo a Bergamo, venerdì 29 aprile presso la sede di via dei Caniana dell’Università di Bergamo, dalle ore 15 alle ore 18:30 con un break  alle 17. L’evento è organizzato da Rete MMT e JEBG ed il programma completo dell’evento è disponibile sul sito retemmt.it/forumdelleprospettive Possibilità di prenotare un posto auto interno all’università.

Regus apre a Bergamo il suo 21° centro in Italia

Sempre più capillare la presenza del network internazionale Regus, che con l’apertura del nuovo centro di Bergamo porta a 21 il numero dei suoi business center nel nostro Paese.

 

unnamedMilano, 30 marzo 2016. Con l’arrivo di Regus anche a Bergamo, sono ventuno in Italia i business center del principale fornitore mondiale di uffici e di spazi di lavoro flessibili. Come tutti i business center Regus nel mondo, anche il centro di Bergamo consente a imprese e professionisti di lavorare con maggiore efficienza e produttività e di ridurre i cosi fissi di struttura rispetto ai tradizionali uffici fissi. In particolare la provincia di Bergamo registra un significativo flusso di pendolari verso l’area metropolitana di Milano ma anche verso est in direzione di Brescia e la possibilità di poter lavorare in un prestigioso business center in modo agile e flessibile, da postazioni perfettamente attrezzate, con connessioni veloci per periodi variabili, consente a manager e professionisti di svolgere il proprio lavoro evitando lunghi spostamenti con il traffico delle ore di punta.

Il business center Regus di Bergamo: 29 uffici e 84 posti di lavoro disponibili in centro città.

Situato nel prestigioso palazzo Rezzara, in viale Papa Giovanni XXIII n.106, nel pieno centro della città, il nuovo centro Regus dispone di 29 uffici, 84 posti di lavoro, 3 sale riunioni e una business lounge, tutti forniti di connessioni veloci. Queste nuove soluzioni flessibili, consentono di utilizzare uffici, sale riunioni e tutti i servizi d’ufficio in funzione delle effettive necessità di un’azienda eliminando i costi fissi di contratti d’affitto a lungo termine.  Manager e professionisti che operano nel territorio possono così scegliere tra le diverse soluzioni offerte da Regus per affittare un ufficio o una sala riunioni solo quando è necessario oppure utilizzare per poche ore o per periodi più lunghi le postazioni di lavoro nelle business longue. Inoltre chi opera anche all’estero con frequenti viaggi d’affari può usufruire del network internazionale dei 2.800 business center di Regus presenti in 977 città e in 106 paesi.  Mauro Mordini, Country manager di Regus in Italia ha commentato: “L’offerta di spazi lavorativi Regus anche a Bergamo consentirà alle imprese e ai professionisti del territorio di usufruire dei vantaggi della flessibilità, controllando maggiormente i costi fissi di struttura, anziché vincolarsi con gli ormai datati contratti di affitto tradizionali. Manager e professionisti che gravitano verso l’area metropolitana di Milano potranno così decidere di lavorare per giornate intere o solo per alcune ore da postazioni flessibili. Anche le imprese multinazionali che intendono operare in quest’area geografica hanno a disposizione un punto operativo di elevata immagine a costi inferiori a quelli di una sede di rappresentanza. Questo business center inserito nel network internazionale Regus rappresenta pertanto un’opportunità di sviluppo economico per tutta la provincia”.

Malevic e Marc Chagall, due mostre e un solo biglietto‏

La GAMeC di Bergamo e il Museo di Santa Giulia a Brescia finalmente insieme: un biglietto unico a 14 euro per visitare entrambe le mostre co-prodotte in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e con GAmm Giunti, e dedicate a due grandi protagonisti dell’arte del Novecento: Kazimir Malevic e Marc Chagall.

malevic_chagallMilano, 11 dicembre – Un biglietto unico al prezzo ridotto di 14 euro per visitare due mostre che, a distanza di cinquanta chilometri una dall’altra, contribuiscono a riscoprire una pagina irripetibile dell’arte del Novecento. La GAMeC di Bergamo e il Museo di Santa Giulia a Brescia, grazie alla collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e alla coproduzione di GAmm Giunti, dialogano tra loro per offrire al pubblico la possibilità di entrare in via esclusiva nell’immaginario di Kazimir Malevic e di Marc Chagall, ricostruendo così insieme la ricca e poliedrica scena dell’arte russa della prima metà del secolo scorso, episodio determinante per l’evoluzione delle avanguardie su scala internazionale. Lo speciale biglietto combinato è acquistabile presso le biglietterie di entrambe le mostre o sui siti www.mostramalevic.it ewww.chagall.bresciamusei.com. Divergenti eppure complementari i percorsi dei due artisti, che incrociano le proprie esperienze creative e le proprie vicende biografiche sullo sfondo della Russia della rivoluzione sovietica. È del 1917 la nomina di Chagall, impegnato nella lotta al regime zarista, a commissario dell’arte per la regione bielorussa di Vitebsk, nel cui capoluogo fonda un Museo d’Arte Moderna e una Accademia di Belle Arti di cui diventa direttore. Chagall chiama ad insegnare alla sua scuola i principali artisti russi del tempo tra cui proprio Kazimir Malevic, conosciuto a Mosca qualche tempo prima. Ma la filosofia del maestro dell’astrattismo, i suoi metodi di insegnamento e i rigidi precetti del nascente Suprematismo – che coinvolgerà allievi importanti dell’Accademia come il giovane El Lissitzky – entrano prestissimo in rotta di collisione con il lirismo di Chagall. Il direttore, accusato di individualismo e di non essere quindi un vero artista rivoluzionario, viene quindi messo in minoranza e presto sostituito dallo stesso Kazimir Malevic, che – allontanato dalla scuola – dopo un primo periodo a Mosca partirà nel 1923 per Parigi, dove costruirà la sua fortuna di artista. Il conflittuale rapporto tra i due è tra le righe della mostre di Bergamo e Brescia: da un lato incontriamo la progressiva rarefazione del segno, la tensione verso un astrattismo che sfocia nel mitico Quadrato nero (dipinto nella sua prima versione esattamente un secolo fa, nel 1915); dall’altro l’esplosivo figurativismo e il visionario lirismo coloristico che porta alla romantica La passeggiata, tra le opere più note e amate dell’intero Novecento. Il biglietto combinato, appositamente pensato per le festività, diventa quindi una straordinaria opportunità per vedere due mostre uniche e per riconciliare i due grandi amici-nemici, maestri imprescindibili ed assoluti dell’arte moderna. “Non si tratta di una iniziativa una tantum, – dichiara il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori – ma di un ulteriore passo nella costruzione di attività e di politiche sovracomunali: la cultura rappresenta in questo senso un volano per la promozione del nostro territorio e la nostra intenzione è quella di intraprendere altre iniziative di questo genere, anche con altri comuni lombardi. Grazie a questo modello di collaborazione e sinergia siamo in grado di poter puntare, con rinnovate energie, a obiettivi importanti: non a caso l’area della Lombardia Orientale, Bergamo e Brescia con Mantova e Cremona, sono state designate Regione Europea Gastronomica nel 2017.”“La cultura a Brescia e Bergamo fa gioco di squadra” interviene Laura Castelletti, Vicesindaco e Assessore alla cultura, creatività e innovazione del Comune di Brescia. “Due magnifiche mostre e un solo biglietto sono un invito allettante per scoprire due fra le più belle città lombarde. Le nostre due amministrazioni hanno da tempo intrapreso un forte rapporto di collaborazione e di scambio che vede al centro le politiche culturali e di attrattività turistica. Grazie ai nostri due musei sperimentiamo in modo molto concreto cosa vuol dire fare sinergia in un territorio che, insieme a Cremona e Mantova. Immaginiamo sempre più attraente e attrattivo sul piano culturale.” La mostra MALEVIC è curata da Evgenija Petrova – Vice Direttore del Museo Russo di Stato di San Pietroburgo, e Giacinto Di Pietrantonio – Direttore della GAMeC di Bergamo, coprodotta dalla GAMeC e da GAmm – Giunti Arte mostre musei, in collaborazione con il Museo Russo di Stato di San Pietroburgo. L’esposizione, unica nel suo genere per completezza e per l’accurata indagine storico-critica, accoglie 50 opere di Malevic accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati relativi al periodo storico di riferimento. Proponendo, inoltre, il video della riedizione dello spettacolo Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro, creata da Malevic con Michail Matjusin e Aleksej Krucënych. La mostra Marc Chagall. Anni russi 1907-1924 (aperta in via eccezionale sia giovedì 24 dicembre sia giovedì 30 dicembre, dalle ore 9.30 alle 19) è organizzata da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Museo Russo di Stato di San Pietroburgo e la partecipazione di GAmm – Giunti Arte mostre musei, con la curatela di Evgenija Petrova, Vice Direttore del Museo Russo di Stato. L’esposizione si sviluppa seguendo il percorso del pittore dalla sua formazione sino ai primi anni della maturità, proponendo 35 opere, 17 dipinti e 16 disegni oltre a due taccuini – con disegni e poesie recentemente ritrovati ed esposti per la prima volta al pubblico – che vanno dal 1907 al 1924. Accanto alla mostra di Chagall, i visitatori hanno l’occasione di vivere un altro evento unico appositamente progettato e realizzato per l’occasione: un racconto sulla vita e l’opera di Marc Chagall firmato dal Premio Nobel Dario Fo, accompagnato da disegni e dipinti del grande drammaturgo.

I capolavori di Raffaello, Mantegna, Bellini tornano a splendere al cinema con: L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto.

Arriva al cinema solo il 9 e il 10 dicembre il film che racconta le opere, i tesori e la riapertura dopo il restauro di un museo simbolo del collezionismo italiano

ferrarioRoma, 28 novembre- L’Accademia Carrara di Bergamo è uno dei numerosi tesori d’Italia rimasti a lungo chiusi al pubblico e ora finalmente tornati alla luce. Annovera nella sua collezione oltre 600 dipinti, tra cui quelli di Raffaello, Mantegna, Bellini, Botticelli, ma anche moltissime opere di grandi artisti dal Rinascimento all’inizio del Novecento. Chiusa nel 2008 per restauri, l’Accademia è stata riaperta solo pochi mesi fa raccogliendo un boom di visitatori. E’ proprio durante l’ultimo anno di lavori che il regista Davide Ferrario, nato a Casalmaggiore ma cresciuto a Bergamo, ha deciso di iniziare le riprese del suo film, per raccontare la riapertura della pinacoteca in un percorso cinematografico che rappresenta anche una sua personale riflessione per immagini sul senso del guardare. L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto arriverà al cinema distribuito da Nexo Digital solo per due giorni, il 9 e 10 dicembre (elenco delle sale su www.nexodigital.it e trailer qui https://youtu.be/jijDRwjXa8A), all’interno della Stagione della Grande Arte al Cinema. Nel corso del film seguiremo così il gruppo di esperti all’opera per la riapertura, ascolteremo ragionamenti di esperti sul nuovo ordinamento e sul rinnovato allestimento delle collezioni, ci immergeremo nella toccante testimonianza dell’ex-custode che ha vissuto più di quarant’anni dentro la Carrara, costruendo un suo personale rapporto con le sale del museo. Come spiega il regista Davide Ferrario “Per me, da sempre, fare cinema significa cercare. Non parto mai dalla dimostrazione di una tesi. Qui avevamo un luogo, dei capolavori e anche tutto il processo materiale di allestimento. Ho provato a seguire queste tre piste, portando a casa più riprese che potevo, per poi trovare un bandolo nel montaggio. Ma non mi sono limitato a seguire quello che accadeva: ho anche realizzato delle sequenze di vera e propria messa in scena. Penso che per parlare dei quadri non puoi limitarti a riprenderli e poi fare parlare qualche accademico che ne spiega la storia e l’importanza. Non è lì che sta la vita dell’opera d’arte”. Così L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto ripercorre anche i momenti della riapertura della galleria (con la gran folla di bergamaschi ansiosi di riappropriarsi del “loro” museo per troppo tempo chiuso), le attività della scuola d’arte annessa alla pinacoteca e frequentata da centinaia di giovani, le performance musicali di gruppi rock dentro le sale e le videoproiezioni sulla facciata: tutti indizi di un’idea di museo immersa nella modernità e ora trasportata sul grande schermo in un film originale e appassionato. Ampio spazio avrà la sequenza di grande potenza visiva in cui Giovanni Lindo Ferretti, ex cantante e autore di CCCP e CSI accompagnato dal vivo da Gianni Maroccolo e Paolo Simonazzi, legge un testo di Vasilij Grossman interrogandosi su cosa nasconda il volto della Madonna. Il film cercherà inoltre di spiegare, seguendo in particolare la pista del ritratto di cui la Carrara offre una straordinaria collezione, perché da secoli guardiamo le immagini dipinte. Le guide in questa ricerca saranno lo storico dell’arte Giovanni Romano e il celebre antropologo inglese Desmond Morris, autore, tra l’altro, de La scimmia artistica. Racconta Giovanni Romano all’interno del film “L’ordinamento di un museo complesso come la Carrara comporta molte riflessioni a volte contraddittorie. L’ordinatore deve scegliere. E deve dimostrare di avere scelto con delle ragioni. Una delle linee, che non esaurisce certo la Carrara, ma che potrebbe essere per una volta la linea della visita, è quella di seguire come cambiano i ritratti nel corso dei secoli. Quelli che abbiamo alla Carrara sono nomi straordinari della ritrattistica italiana, non solo bergamasca, che si ritrovano tutti curiosamente a Bergamo”, mentre Desmond Morris spiega: “L’arte rende la vita speciale, questo è il suo senso. Quando creiamo opere d’arte ci impegniamo nello sforzo primigenio di rendere la vita speciale. Non possiamo fare a meno della bellezza, anche se si tratta solo del colore della nostra auto. L’arte è una necessità, non solo un divertimento. E’ un qualcosa che abbiamo bisogno sia presente nella nostra vita, in una forma o in un’altra”.

 L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto è prodotto Rossofuoco in associazione con Innowatio e con la collaborazione di Lab80 Film. La distribuzione italiana è a cura di Nexo Digital in collaborazione con il mediapartner MYmovies.it

 DAVIDE FERRARIO

Nato nel 1956 a Casalmaggiore, si laurea in letteratura americana all’Università  di Milano. Vive a Torino. Inizia a lavorare nel campo del cinema negli anni ’70 come critico cinematografico e saggista, avviando al contempo una piccola società di distribuzione a cui si deve, tra l’altro,  la circuitazione in Italia di Fassbinder, Wenders, Wajda. Lavora in seguito in qualità di agente italiano per alcuni registi americani indipendenti come John Sayles, e Jim Jarmusch. Il suo debutto alla regia è del 1989 con La fine della notte,giudicato “Miglior film indipendente” della stagione. Dirige poi sia opere di finzione che documentari, che gli procurano una grande considerazione in Italia e che sono stati presentati  in numerosi festival internazionali, da Berlino al Sundance, a Venezia, Toronto, Locarno. Tra gli altri: Tutti giù per terra, Figli di Annibale, Guardami e i lavori realizzati con Marco Paolini. Ultimo in ordine di tempo La luna su Torino (2014). Ferrario occupa un posto singolare all’interno della scena italiana. Rigorosamente indipendente, non è solo regista ma guida al contempo con notevoli risultati la propria casa di produzione, Rossofuoco. Dopo mezzanotte, realizzato con un budget molto ridotto, ha ottenuto un grande successo in Italia ed è stato venduto in tutto il mondo, così come il documentario La strada di Levi. È anche autore di romanzi: Dissolvenza al nero è stato tradotto in molte lingue e adattato per lo schermo da Oliver Parker. Nel settembre 2010 è uscito per Feltrinelli Sangue mio. E’ collaboratore fisso del Corriere della Sera e ha anche pubblicato un libro di fotografie a seguito della sua mostra Foto da galera (2005).

L’ACCADEMIA CARRARA DI BERGAMO

Sin dall’origine, alla fine del Settecento, l’Accademia Carrara è sede di museo e luogo di formazione artistica grazie all’esposizione della raccolta d’arte del fondatore Giacomo Carrara e all’attività della Scuola di pittura. Il progetto culturale di Giacomo Carrara continua ad avere un’invidiabile continuità per una serie di ragioni, tra le quali risalta un messaggio fortemente civile, nel quale si sono riconosciuti i grandi collezionisti che hanno destinato le proprie raccolte al museo di Bergamo per affermare il concetto moderno della condivisione. Collezionisti e conoscitori di alto profilo – tra cui Guglielmo Lochis e Giovanni Morelli nell’Ottocento e Federico Zeri nel Novecento – hanno arricchito il nucleo originario, facendo della Carrara un museo tra i più raffinati d’Europa, memoria e simbolo del collezionismo privato italiano. La pittura italiana del Rinascimento è il cuore pulsante della Carrara con capolavori assoluti della storia dell’arte, da Pisanello a Mantegna, da Foppa a Bellini, da Raffaello a Botticelli. Le raccolte del museo documentano anche un altro valore della cultura della città, rappresentato dai percorsi di artisti nati o in attività a Bergamo e nei suoi territori. La pittura di Lorenzo Lotto, interessante personalità del ‘500 veneto, è documentata da un magnifico gruppo di dipinti che si specchia nel mirabile itinerario offerto dalle chiese di Bergamo. Nella specialità del ritratto Giovan Battista Moroni e Fra’ Galgario individuano la linea di un realismo sensibile, ricco di umanità  che caratterizza la pittura lombarda; la natura morta trova in Evaristo Baschenis il raffinato inventore di questo genere nel soggetto musicale.

Visit Bergamo rilancia e si apre agli operatori turistici

300mila visitatori nel semestre maggio-ottobre 2015 a Bergamo

headline-bgBergamo, 27 novembre – Tempo di bilanci per il progetto di promozione turistica VisitBergamo: a sei mesi dal varo del nuovo contenitore di attività per migliorare l’attrattività della città di Bergamo e lanciarla sul mercato internazione del turismo i numeri sono più che confortanti e dimostrano che la via intrapresa è quella giusta. In primo luogo è confermato un notevole incremento per quel che riguarda i flussi turistici in città nel periodo maggio-ottobre 2015, con variazioni percentuali che superano il +20% per quello che riguarda le presenze straniere nel capoluogo, il +18.8% di presenze dall’Italia e un dato straordinario di oltre 308.474 turisti registrati dal 93,9% delle strutture che hanno risposto alla rilevazione effettuata dall’Osservatorio provinciale sul turismo. Interessanti anche i dati sull’area della Grande Bergamo, a dimostrazione che la promozione del territorio è stata sistemica e che ha dimostrato una visione ampia e in grado di abbracciare i territori dell’hinterland. +16.2% il dato complessivo, su cui influisce un incremento notevole dei flussi turistici provenienti dall’Italia (+23.2%), e oltre 275mila presenze nel periodo maggio-ottobre 2015. A dimostrazione del ruolo ricoperto dal portale web e dalla strategia di comunicazione Visit Bergamo vi sono i dati stessi del sito internet www.visitbergamo.net: gli utenti unici giornalieri sono stati 3617 (54% italiani, 46% dall’estero) nel trimestre campione giugno-agosto 2015, triplicati rispetto ai dati dello stesso periodo 2014 del sito Turismo Bergamo, con una permanenza sulle pagine di oltre 3 minuti a utente e oltre 80mila utenti iscritti spontaneamente al rinnovato servizio di newsletter. Prendendo in considerazione il portale TripAdvisor, uno dei siti più cliccati da chi viaggia, la progressione di Bergamo per quel che concerne il dato relativo ai commenti è impressionante: nel gennaio 2013 erano 2681 i commenti sul capoluogo orobico, nell’aprile 2015 5260 (+96% in 28 mesi di tempo), allo stato attuale sono 8523, con una variazione percentuale in positivo del 62% in soli sei mesi. La media di post al mese sulla città passa così dai 92 dell’aprile scorso ai 544 attuali. Parallelamente migliora il “sentiment” sulla città, a dimostrazione che Bergamo ha migliorato sensibilmente il suo modo di comunicare tutte le sue parti, riuscendo a trasmettere una migliorata percezione di sé verso il visitatore. “La nostra città sta uscendo dal guscio e sta riuscendo ad affermarsi per quella che è davvero, una straordinaria città d’arte e di cultura. – sottolinea Nadia Ghisalberti, Assessore al turismo del Comune di Bergamo – Un esempio concreto: solo in questi giorni Bergamo si impone sul palcoscenico nazionale e internazionale grazie alla forza della sua offerta culturale, dalla prima nazionale di “Due donne che ballano” al Teatro Sociale, alla rappresentazione di questa sera di un’attesissima Anna Bolena di Gaetano Donizetti (che ha richiamato giornalisti da tutta Italia e dall’estero), al ritorno del capolavoro assoluto del Sarto di Giovan Battista Moroni e alla grande mostra dedicata a Malevic. Visit Bergamo ha consentito di attuare strategie in grado di comunicare verso l’esterno l’essenza della nostra città, un brand che dobbiamo saper sfruttare per imporre la nostra città all’attenzione internazionale.” “La prima fase del portale Visit Bergamo- spiega Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo e Consigliere delegato al turismo della Provincia di Bergamo – ci ha permesso di affrontare la stagione di Expo con buoni risultati, testimoniati dai dati che abbiamo appena commentato e di cui ringrazio l’Osservatorio Turistico della Provincia, che ha svolto un grande lavoro di monitoraggio dei flussi turistici, un impegno che si è rivelato molto utile per comprendere l’efficacia delle strategie messe in campo. Ora lanciamo una secondo fase del progetto Visit Bergamo, molto più strutturata e in grado di svolgere un ruolo di vera regia tra tutti gli operatori che lavorano nel settore turistico della nostra provincia. Si tratta infatti di un progetto a medio termine che prevede la partecipazione diretta degli operatori (albergatori, ristoratori, ma anche attività commerciali, ecc.) e una serie di servizi destinati ai territori.” Il sito www.visitbergamo.net si presenta già rinnovato nell’interfaccia e nei contenuti ai visitatori: una nuova veste grafica, che privilegia l’immagine, un menu meglio organizzato e più leggibile con uno speciale box per il lancio di eventi, servizi o advertising, foto aggiornate alla stagione invernale a cui si accompagna la conferma della scelta degli editoriali. Il portale presenta un miglioramento degli strumenti di ricerca, lo snellimento e una più efficace comunicazione degli eventi e delle possibilità di raggiungerli. La parte più interessante e innovativa riguarda però la nuova strutturazione del portale, che si apre davvero agli operatori del settore. Ogni albergatore, ristoratore o struttura per il turismo che aderisce al progetto Visit Bergamo ha la possibilità di usufruire di una pagina dedicata, alla quale può accedere per caricare contenuti propri, organizzati e visualizzabili con lo stile accattivante proprio del sito. Ogni operatore potrà inserire le proprie offerte, ma anche i propri menu, i propri punti di forza, caricando anche contenuti multimediali di impatto e sfruttando le possibilità di visibilità che il portale offre. Allo stato attuale il sito VisitBergamo è il 16millesimo sito più cliccato in Italia, più di mille posizioni sopra Visit Verona, 10mila meglio di Visit Mantova, 20mila meglio di Tourism Brescia, 14mila sopra Wonderful Expo e 25mila meglio di Visit Garda. Nel periodo maggio-ottobre 2015 il portale bergamasco è stato in media di gran lunga il più cercato e cliccato sul motore di Google, rispetto a città come Brescia, Mantova, Ravenna o Perugia, città medie o vicine che rappresentano buoni elementi di paragone sulla promozione turistica. A partire da questi risultati si sviluppano le strategie per il futuro: si va verso un portale in grado di gestire prenotazioni, sia verso alberghi che ristoranti, abbreviando i tempi e tagliando i passaggi per coloro che desiderano visitare il nostro territorio. “Non solo nuove iniziative per quello che riguarda il portale e il progetto Visit Bergamo in generale – sottolinea Luigi Trigona, presidente di Turismo Bergamo – ma siamo al lavoro anche per realizzare anche novità rispetto alla gestione stessa dell’Azienda di promozione turistica bergamasca. Turismo Bergamo deve divenire un’agenzia sempre più attenta all’innovazione e alle best practice del settore. i risultati ottenuti in questi sei mesi sono il frutto di un lavoro di squadra che ha visto collaborare in modo nuovo le principali istituzioni della città: Turismo Bergamo, Camera di Commercio, Comune e Provincia. Ciascuno ha fatto la sua parte e noi come Turismo Bergamo abbiamo messo a disposizione sia risorse economiche che personale in una misura consistente. Devo dire che sicuramente questo fare rete e lavorare insieme è una delle prime eredità che Expo ci lascia. Abbiamo imparato un metodo che rimarrà come patrimonio da far fruttare per il bene del nostro territorio.”

“Jethro Tull, The Rock Opera” Il concerto Prog dell’anno

29 novembre – BOLOGNA, 30 novembre – TORINO, 1 dicembre – BERGAMO

orizzontale_lrRoma, 18 novembre – “Come and see Jethro Tull, The Rock Opera”. Questo l’invito del pioniere del rock progressive e leader degli storici JETHRO TULL, IAN ANDERSON, che torna con la sua band in una nuova avventura musicale: un nuovo tour che toccherà l’Italia per tre imperdibili date, il 29 novembre a Bologna (Auditorium Manzoni), il 30 a Torino (Teatro Colosseo) e il 1 dicembre a Bergamo (Teatro Creberg). Il nuovo live “Jethro Tull, The Rock Opera” onora  la storia e la vita dell’agronomo ed inventore inglese Jethro Tull, da cui la band prese ispirazione nel 1968, qui immaginate in un futuro prossimo. La performance ha una struttura quasi lirica, e verrà illustrata dai brani più conosciuti del repertorio dei Jethro Tull. Heavy Horses, Farm On The Freeway, Songs From The Wood affiancheranno Aqualung, Living In The Past, Wind-Up, A New Day Yesterday, The Witch’s Promise, Locomotive Breath e altri brani tra i più noti, spesso con testi leggermente rivisitati per armonizzare gli elementi del racconto. Un imperdibile omaggio e una rivisitazione di brani storici dei Jethro Tull con nuovi video e alcuni “effetti speciali” per il pubblico non anglofono. Un’opportunità imperdibile per i tanti appassionati del rock progressive di assistere a un nuovo sorprendente spettacolo dei leggendario Ian Anderson, l’uomo che ha reso popolare il flauto nel mondo del rock. Dopo più di 65 milioni di dischi venduti e di 4.000 concerti in 54 paesi con i Jethro Tull, Anderson continua ad attrarre le platee di tutto il mondo e a percorrere le sorprendenti tappe di un percorso creativo  senza sosta. Insieme al band leader Ian Anderson, sul palco ci saranno David Goodier al basso, John O’Hara alle tastiere,Florian Opahle alla chitarra, Scott Hammond alla batteria e alcuni “special guests” virtuali nello schermo. Il tour è partito dal Regno Unito, per proseguire in Russia e Sudamerica.

“JETHRO TULL – THE ROCK OPERA”: nei teatri italiani

Domenica 29 Novembre @BOLOGNA, Auditorium Manzoni, Lunedì 30 Novembre @TORINO, Teatro Colosseo, Marteì 1 Dicembre @BERGAMO, Teatro Creberg

image001Bologna, 22 ottobre-  “Come and see Jethro Tull, The Rock Opera”. Questo l’invito del pionere del rock progressive e leader della storica band JETHRO TULL, IAN ANDERSON, che torna con la sua band in una nuova avventura musicale: un nuovo tour che toccherà l’Italia per tre imperdibili date: il 29 novembre a Bologna (Auditorium Manzoni), il 30 a Torino (Teatro Colosseo) e il 1 dicembre a Bergamo (Teatro Creberg). Il nuovo live “Jethro Tull – The Rock Opera” onora  la storia e la vita dell’agronomo ed inventore inglese Jethro Tull, da cui la band prese ispirazione nel 1968,  qui immaginate in un futuro prossimo. La performance ha una struttura quasi lirica, e verrà illustrata dai brani più conosciuti del repertorio dei Jethro Tull. Heavy Horses, Farm On The Freeway, Songs From The Wood affiancheranno Aqualung, Living In The Past, Wind-Up, A New Day Yesterday, The Witch’s Promise, Locomotive Breath e altri brani tra i più noti, spesso con testi leggermente rivisitati per armonizzare gli elementi del racconto.  Un imperdibile omaggio e una rivisitazione di brani storici dei Jethro Tull con nuovi video e alcuni “effetti speciali” per il pubblico non anglofono. Un’opportunità imperdibile per i tanti appassionati del rock progressive di assistere a un nuovo sorprendente spettacolo dei leggendario Ian Anderson, l’uomo che ha reso popolare il flauto nel mondo del rock. Dopo più di 65 milioni di dischi venduti e di 4.000 concerti in 54 paesi con i Jethro Tull, Anderson continua ad attrarre le platee di tutto il mondo e a percorrere le sorprendenti tappe di un percorso creativo  senza sosta. Insieme al band leader Ian Anderson sul palco ci saranno David Goodier al basso, John O’Hara alle tastiere, Florian Opahle alla chitarra, Scott Hammond alla batteria e alcuni “special guests” virtuali nello schermo. Il tour è partito dal Regno Unito, per proseguire in Russia e Sudamerica.

Turismo. Milano in quattro anni cresciute del 21% le presenze in città

D’Alfonso: “Expo rappresenta un’opportunità da cui partire per confermare  nei prossimi anni la capacita attrattiva di Milano. Dobbiamo lavorare sul fronte dei prezzi  per modificare la percezione di città costosa per il segmento business e leisure”

aeroporto4-620x400Milano, 24 luglio 2015 – Alberghi occupati al 78%, musei civici che hanno segnato  +54% di visite cui si aggiunge una media di oltre 200 appuntamenti  sul territorio comunale grazie al cartellone di ExpoinCittà e 194 nuove aperture tra ristoranti e bar. Questi sono alcuni dei dati che indicano la ricaduta positiva di Expo sul territorio di Milano presentati dall’Assessore al Turismo, marketing territoriale Franco D’Alfonso nel corso della Commissione consiliare su Expo 2015. “Milano nell’anno di Expo prosegue nel suo trend turistico positivo, infatti  dal 2010 al 2014 abbiamo assistito a una crescita complessiva delle presenze nell’ordine del +21% a fronte di un incremento regionale del +10% e dello +0,7% a livello nazionale. Dati che evidenziano come la città sia sempre di più una meta ambita dai turisti e viaggiatori stranieri”, così l’Assessore al Commercio, Attività produttive e Turismo Franco D’Alfonso che prosegue: “Expo rappresenta un’opportunità da cui partire per confermare nei prossimi anni la capacita attrattiva di Milano. Ora dobbiamo lavorare sul fronte dei prezzi  legandoli meno ai singoli eventi ospitati in città  in modo da renderli più attrattivi, contribuendo così a modificare la percezione di città esageratamente costosa per  il segmento business e leisure.”Milano e la sua ospitalità crescono senza presentare nessuna bolla speculativa, infatti, secondo i dati sul sistema ricettivo milanese, si evidenzia come l’occupazione delle strutture alberghiere cittadine sia arrivata al 78% con un delta giugno 2014-giugno 2015 del +10,%, mentre il costo medio di una camera ha segnato un +28,8%, passando da 141 a 181 euro. Un incremento positivo,  sempre nello stesso periodo, che ha coinvolto anche le  strutture alberghiere esterne alla città: Malpensa fa segnare l’83% delle strutture piene con un delta del +11,5%, a Bergamo l’occupazione arriva al 70% con un + 16%, Monza-Brianza arriva al 67% con un +29% e anche Torino risente dell’effetto Expo, infatti l’occupazione è giunta al 70% segnando un +21% . La capacità ricettiva di Milano, nel 2015, è aumentata del 3,9% grazie a 9 nuove strutture alberghiere, 12 nuovi bed & breakfast e 18 nuovi alloggi in affitto. Dati che hanno portato l’offerta complessiva di posti letto in città a 62.800. Nel mese di maggio 2015, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, l’effetto Expo ha fatto registrare un aumento degli arrivi del 9,1% , mentre durante il mese di giugno l’incremento è stato del 12%. A conferma che la Milano di Expo sia entrata fra le mete più richieste dei viaggiatori internazionali gli arrivi nel sistema aeroportuale milanese che a giugno (rispetto sempre allo stesso mese del 2014) sono stati 890.000 a Linate (+7,3%), 1.700.000 a Malpensa (+0,9%). Per quanto riguarda la nazionalità dei turisti giunti a Milano nel mese di maggio, al primo posto si collocano i cittadini americani, seguiti dai francesi, inglesi e tedeschi. Riguardo ai francesi, la tratta ad alta velocità Parigi-Lione-Torino-Milano, a maggio-giugno 2015, ha fatto segnare un significativo +41% rispetto allo stesso periodo 2014, secondo la SNCF. L’interesse dei francesi per Milano è confermato anche dai dati on line che dimostrano come il capoluogo lombardo sia la prima destinazione in Europa più ricercata ed è la  seconda destinazione più ambita e cliccata dai viaggiatori nelle pagine mondo. Notevole anche la domanda di informazioni relative all’offerta turistica di Milano. Circa 290.000 le richieste censite: 60mila all’Info Point della Galleria Vittorio Emanuele, 51mila ai desk informativi degli aeroporti, 120mila alle 25 edicole che forniscono informazioni turistiche, 53mila gli accessi al portale del Turismo del Comune di Milano con oltre 190mila pagine visitate (+ 1,5% rispetto al mese precedente) e 5.500 app scaricate per scoprire la città e la sua offerta. A questo riguardo si segnala come il circuito dei musei civici abbia fatto segnare una variazione del +54,3% rispetto al  2014, 117mila visitatori solo nel mese di giugno 2015. Il “Cenacolo” vinciano ha segnato 42mila ingressi (+27,8% rispetto a giugno 2014)  e il museo della “Pietà Rondinini” 24mila visitatori, il “Duomo”, simbolo di Milano, fa segnare 290mila (+15%). L’offerta culturale, di appuntamenti ed eventi presenti sul territorio si è ampliata anche grazie al calendario di ExpoinCittà che ha proposto 551 eventi, 515 solo nel mese di maggio su un totale di 6.028 pubblicati sul portale del Comune di Milano. La presenza turistica a Milano è testimoniata anche dall’incremento dei fruitori della metropolitana anche dopo la chiusura delle scuole che non vede più la presenza quotidiana degli studenti. Solo nel mese di giugno infatti sono stati registrati circa 6 milioni di passaggi ai tornelli delle linee metropolitane milanesi, ossia +10,7% rispetto allo stesso mese del 2014. L’onda positiva di Expo si vede anche da un punto di vista commerciale  negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito a un saldo effettivo di 194 nuove aperture, nello specifico si registrano  417 aperture  per bar,  ristoranti e pub  a fronte di 407 chiusure con un saldo positivo di più 10 esercizi, mentre nello stesso periodo, per quanto concerne le attività artigianali come rosticcerie, pizzerie e gelaterie sono state totalizzate 234 aperture contro 50 chiusure  pari a un saldo positivo di 184 nuove attività L’aumento di presenze durante il mese di maggio si evince anche dall’aumento dei rifiuti urbani: +3,8% rispetto allo stesso mese del 2014 (ad aprile era stato solo dello 0,6%) in aumento anche nel mese di giugno a +2,4%.

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