Trionfa la “NORMA”, di Bellini al Teatro di San Carlo-Napoli

Una versione nuova ma fedele alla tradizione dopo 16 anni di attesa. In scena dal 21 febbraio al 01 marzo 2016. 

di Marina d’Angerio di Sant’Adjutore

12717475_10153290596016881_1575089989355989805_nNapoli, 1 Marzo – Grande il trionfo della “NORMA” di Vincenzo Bellini (Catania 1801- Puteaux, Parigi 1835)-[su libretto di Felice Romani, tratto dalla tragedia Norma, ou L’Infanticide di Louis-Alexandre Soumet (1786-1845)] presso il Teatro di San Carlo di Napoli. ‘E ‘sold-out’ sul cartellone! Un tutto esaurito per questa originale rappresentazione fedele sì alla tradizione ma rivisitata in chiave ‘fantasy’ che ricorda il mondo fantastico di immagini televisive e cinematografiche recenti:”Il Signore degli Anelli” o il “Trionfo di spade”. Il team drammaturgico composto da Lorenzo Amato per la regia, Ezio Frigerio per l’allestimento e le scene, ed i costumi di Franca Squarciapino (Premio Oscar per i migliori costumi in Cyrano de Bergerac del 1991), le luci oniriche di Vincenzo Raponi, ha presentato una “NORMA” in una chiave insolita, tecnologica, piena di effetti speciali che hanno avuto il “coup de théâtre” con la pira finale – un momento di grande effetto scenico dove le fiamme hanno invaso tutto il palcoscenico minacciando, quasi, di mettere a fuoco la platea. Il nuovo allestimento del “San Carlo” fa emergere i personaggi da atmosfere oniriche, in una dimensione atemporale. Da una foresta carica di vita e magia, di misteri e misticismo, emergono le frustrazioni di un popolo colonizzato e le istanze nazionalistiche dei Druidi verso i Romani. Norma si muove su un binario universale e senza tempo dove la lotta tra la ragion di Stato e il potere religioso e privato si sovrappongono nella musica e nel libretto. In scena una ‘famiglia’ ed il suo disfacimento.  Protagonista, nei panni della sacerdotessa dei Druidi, la regina del belcanto italiano Mariella Devia che ha riscosso grandi ovazioni – ben sette minuti di applausi- dopo l’aria: “Casta Diva”! Il Direttore Nello Santi, con grande maestria, ha trionfato sul podio. Bravi tutti e meravigliosa l’ Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo di Napoli .

downloadNota storica : “Norma” tragedia lirica in due atti di Vincenzo Bellini (Catania1801-Puteaux,Parigi 1835) libretto di Felice Romani. Prima rappresentazione: Milano Teatro alla Scala il 26 dicembre 1831, e per la prima volta a Napoli il 6 luglio 1833. ‘E pietra miliare della scuola belcantistica italiana e capolavoro indiscusso del più puro lirismo del Romanticismo italiano. I personaggi femminili belliniani trovano in “Norma”(e poi Amina) la più bella figura,nobile e fiera, della storia del melodramma di tutti i tempi . ‘E ai personaggi femminili che Vincenzo Bellini affida le sue melodie più commoventi ed in loro raggiunge la ‘punta di diamante’ del nostro romanticismo.  Il finale della “Norma” raggiunse una potenza drammatica tale da ricevere ,come alloro, la clamorosa ammirazione di Richard Wagner.’Topos’ del melodramma, la follia amorosa, che riscontrerà un numeroso seguito, il più celebre dei quali sarà la grande scena della pazzia della “Lucia di Lammermoor” di Donizetti.

I capolavori di Raffaello, Mantegna, Bellini tornano a splendere al cinema con: L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto.

Arriva al cinema solo il 9 e il 10 dicembre il film che racconta le opere, i tesori e la riapertura dopo il restauro di un museo simbolo del collezionismo italiano

ferrarioRoma, 28 novembre- L’Accademia Carrara di Bergamo è uno dei numerosi tesori d’Italia rimasti a lungo chiusi al pubblico e ora finalmente tornati alla luce. Annovera nella sua collezione oltre 600 dipinti, tra cui quelli di Raffaello, Mantegna, Bellini, Botticelli, ma anche moltissime opere di grandi artisti dal Rinascimento all’inizio del Novecento. Chiusa nel 2008 per restauri, l’Accademia è stata riaperta solo pochi mesi fa raccogliendo un boom di visitatori. E’ proprio durante l’ultimo anno di lavori che il regista Davide Ferrario, nato a Casalmaggiore ma cresciuto a Bergamo, ha deciso di iniziare le riprese del suo film, per raccontare la riapertura della pinacoteca in un percorso cinematografico che rappresenta anche una sua personale riflessione per immagini sul senso del guardare. L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto arriverà al cinema distribuito da Nexo Digital solo per due giorni, il 9 e 10 dicembre (elenco delle sale su www.nexodigital.it e trailer qui https://youtu.be/jijDRwjXa8A), all’interno della Stagione della Grande Arte al Cinema. Nel corso del film seguiremo così il gruppo di esperti all’opera per la riapertura, ascolteremo ragionamenti di esperti sul nuovo ordinamento e sul rinnovato allestimento delle collezioni, ci immergeremo nella toccante testimonianza dell’ex-custode che ha vissuto più di quarant’anni dentro la Carrara, costruendo un suo personale rapporto con le sale del museo. Come spiega il regista Davide Ferrario “Per me, da sempre, fare cinema significa cercare. Non parto mai dalla dimostrazione di una tesi. Qui avevamo un luogo, dei capolavori e anche tutto il processo materiale di allestimento. Ho provato a seguire queste tre piste, portando a casa più riprese che potevo, per poi trovare un bandolo nel montaggio. Ma non mi sono limitato a seguire quello che accadeva: ho anche realizzato delle sequenze di vera e propria messa in scena. Penso che per parlare dei quadri non puoi limitarti a riprenderli e poi fare parlare qualche accademico che ne spiega la storia e l’importanza. Non è lì che sta la vita dell’opera d’arte”. Così L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto ripercorre anche i momenti della riapertura della galleria (con la gran folla di bergamaschi ansiosi di riappropriarsi del “loro” museo per troppo tempo chiuso), le attività della scuola d’arte annessa alla pinacoteca e frequentata da centinaia di giovani, le performance musicali di gruppi rock dentro le sale e le videoproiezioni sulla facciata: tutti indizi di un’idea di museo immersa nella modernità e ora trasportata sul grande schermo in un film originale e appassionato. Ampio spazio avrà la sequenza di grande potenza visiva in cui Giovanni Lindo Ferretti, ex cantante e autore di CCCP e CSI accompagnato dal vivo da Gianni Maroccolo e Paolo Simonazzi, legge un testo di Vasilij Grossman interrogandosi su cosa nasconda il volto della Madonna. Il film cercherà inoltre di spiegare, seguendo in particolare la pista del ritratto di cui la Carrara offre una straordinaria collezione, perché da secoli guardiamo le immagini dipinte. Le guide in questa ricerca saranno lo storico dell’arte Giovanni Romano e il celebre antropologo inglese Desmond Morris, autore, tra l’altro, de La scimmia artistica. Racconta Giovanni Romano all’interno del film “L’ordinamento di un museo complesso come la Carrara comporta molte riflessioni a volte contraddittorie. L’ordinatore deve scegliere. E deve dimostrare di avere scelto con delle ragioni. Una delle linee, che non esaurisce certo la Carrara, ma che potrebbe essere per una volta la linea della visita, è quella di seguire come cambiano i ritratti nel corso dei secoli. Quelli che abbiamo alla Carrara sono nomi straordinari della ritrattistica italiana, non solo bergamasca, che si ritrovano tutti curiosamente a Bergamo”, mentre Desmond Morris spiega: “L’arte rende la vita speciale, questo è il suo senso. Quando creiamo opere d’arte ci impegniamo nello sforzo primigenio di rendere la vita speciale. Non possiamo fare a meno della bellezza, anche se si tratta solo del colore della nostra auto. L’arte è una necessità, non solo un divertimento. E’ un qualcosa che abbiamo bisogno sia presente nella nostra vita, in una forma o in un’altra”.

 L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto è prodotto Rossofuoco in associazione con Innowatio e con la collaborazione di Lab80 Film. La distribuzione italiana è a cura di Nexo Digital in collaborazione con il mediapartner MYmovies.it

 DAVIDE FERRARIO

Nato nel 1956 a Casalmaggiore, si laurea in letteratura americana all’Università  di Milano. Vive a Torino. Inizia a lavorare nel campo del cinema negli anni ’70 come critico cinematografico e saggista, avviando al contempo una piccola società di distribuzione a cui si deve, tra l’altro,  la circuitazione in Italia di Fassbinder, Wenders, Wajda. Lavora in seguito in qualità di agente italiano per alcuni registi americani indipendenti come John Sayles, e Jim Jarmusch. Il suo debutto alla regia è del 1989 con La fine della notte,giudicato “Miglior film indipendente” della stagione. Dirige poi sia opere di finzione che documentari, che gli procurano una grande considerazione in Italia e che sono stati presentati  in numerosi festival internazionali, da Berlino al Sundance, a Venezia, Toronto, Locarno. Tra gli altri: Tutti giù per terra, Figli di Annibale, Guardami e i lavori realizzati con Marco Paolini. Ultimo in ordine di tempo La luna su Torino (2014). Ferrario occupa un posto singolare all’interno della scena italiana. Rigorosamente indipendente, non è solo regista ma guida al contempo con notevoli risultati la propria casa di produzione, Rossofuoco. Dopo mezzanotte, realizzato con un budget molto ridotto, ha ottenuto un grande successo in Italia ed è stato venduto in tutto il mondo, così come il documentario La strada di Levi. È anche autore di romanzi: Dissolvenza al nero è stato tradotto in molte lingue e adattato per lo schermo da Oliver Parker. Nel settembre 2010 è uscito per Feltrinelli Sangue mio. E’ collaboratore fisso del Corriere della Sera e ha anche pubblicato un libro di fotografie a seguito della sua mostra Foto da galera (2005).

L’ACCADEMIA CARRARA DI BERGAMO

Sin dall’origine, alla fine del Settecento, l’Accademia Carrara è sede di museo e luogo di formazione artistica grazie all’esposizione della raccolta d’arte del fondatore Giacomo Carrara e all’attività della Scuola di pittura. Il progetto culturale di Giacomo Carrara continua ad avere un’invidiabile continuità per una serie di ragioni, tra le quali risalta un messaggio fortemente civile, nel quale si sono riconosciuti i grandi collezionisti che hanno destinato le proprie raccolte al museo di Bergamo per affermare il concetto moderno della condivisione. Collezionisti e conoscitori di alto profilo – tra cui Guglielmo Lochis e Giovanni Morelli nell’Ottocento e Federico Zeri nel Novecento – hanno arricchito il nucleo originario, facendo della Carrara un museo tra i più raffinati d’Europa, memoria e simbolo del collezionismo privato italiano. La pittura italiana del Rinascimento è il cuore pulsante della Carrara con capolavori assoluti della storia dell’arte, da Pisanello a Mantegna, da Foppa a Bellini, da Raffaello a Botticelli. Le raccolte del museo documentano anche un altro valore della cultura della città, rappresentato dai percorsi di artisti nati o in attività a Bergamo e nei suoi territori. La pittura di Lorenzo Lotto, interessante personalità del ‘500 veneto, è documentata da un magnifico gruppo di dipinti che si specchia nel mirabile itinerario offerto dalle chiese di Bergamo. Nella specialità del ritratto Giovan Battista Moroni e Fra’ Galgario individuano la linea di un realismo sensibile, ricco di umanità  che caratterizza la pittura lombarda; la natura morta trova in Evaristo Baschenis il raffinato inventore di questo genere nel soggetto musicale.

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