Bellanova, Whirlpool nuovo piano industriale per Teverola e almeno 75 assunzioni entro settembre 2018

La nuova società si occuperà della produzione di celle al litio, diventando una delle poche realtà operanti in Europa con questa tecnologia.

Presentato  al ministero dello Sviluppo economico, in un incontro presieduto dalla viceministro Teresa Bellanova, il progetto di riconversione industriale dello stabilimento Whirlpool di Teverola acquisito da una newco di proprietà del Gruppo Seri.

La nuova società si occuperà della produzione di celle al litio, diventando una delle poche realtà operanti in Europa con questa tecnologia.

Il piano industriale della nuova società prevede investimenti a Teverola per circa 40 milioni di euro nei prossimi due anni e l’assunzione di almeno 75 lavoratori entro settembre 2018. Al personale verrà applicato il contratto di categoria, quello per l’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti. Ai lavoratori assorbiti dal gruppo Seri, Whirlpool riconoscerà un incentivo pari a 12 mensilità.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti Whirlpool, le organizzazioni sindacali nazionali di categoria e le territoriali e il Gruppo Seri.

“Come stabilito nell’accordo di programma sottoscritto a luglio 2015 – sottolinea la viceministro Bellanova – la prospettiva di rioccupazione dà una risposta concreta alle preoccupazioni delle persone ancora in cassa integrazione a zero ore sul territorio, prevedendo un riassorbimento del personale.

È un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione che il governo ha dedicato al Sud, oltre Carinaro si riavvia anche Teverola.  Grazie all’impegno di tutti possiamo celebrare una rinascita e non un funerale. Più dei proclami contano le cose concrete fatte, nonostante le difficoltà che abbiamo trovato lungo il percorso. Come sempre monitoreremo le fasi successive all’acquisizione sempre nell’interesse dei lavoratori”.

 

Energia, Bellanova: con Enea l’Italia all’avanguardia nello scenario internazionale.

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La Vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, ha espresso grande soddisfazione per l’avvio a Naka in Giappone, delle operazioni di assemblaggio del sistema magnetico del reattore sperimentale per la fusione nucleare JT-60SA, nell’ambito del progetto di ricerca internazionale Broader Approach.

“Il mio plauso e il mio grande apprezzamento per un traguardo importante nella sfida dell’innovazione, e per una realtà, l’Enea, che è fiore all’occhiello della ricerca del nostro Paese, grazie alla quale ancora una volta l’Italia si pone all’avanguardia nello scenario internazionale”. Così la Vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che ha espresso grande soddisfazione per l’avvio a Naka in Giappone, delle operazioni di assemblaggio del sistema magnetico del reattore sperimentale per la fusione nucleare JT-60SA, nell’ambito del progetto di ricerca internazionale Broader Approach.

 

“Un impegno importante che conferma la strategia più complessiva di puntare sulla ricerca ‘di frontiera’ nel campo specifico della fusione, che può avere ricadute notevoli sulla crescita tecnologica ma anche sulla competitività e sostenibilità delle nostre imprese; e che si porta dietro altre eccellenze industriali italiane, dalla ASG Superconductors alla Walter Tosto, oltre che OCEM Energy Technology e Poseico, e il Consorzio ICAS. Realtà che ci consentono di trasferire a livello globale il nostro know how, prezioso patrimonio che l’Italia mette a disposizione con l’obiettivo di una crescita mirata a migliorare ogni giorno la qualità della vita delle persone e dell’ambiente in cui viviamo”.

 

“L’Enea conferma dunque di essere un punto di riferimento nella ricerca scientifica e un attore fondamentale per la crescita e la modernizzazione del nostro Paese, e da questo punto di vista il sostegno del Mise non mancherà. Con un occhio anche all’Expo di Astana, previsto da giugno a settembre prossimi e dedicato alla   generazione da fonti sostenibili per rispondere alla crescente domanda energetica mondiale. Sono certa che l’Italia saprà portare, proprio grazie a questa esperienza e a questi talenti, la passione e l’impegno della ricerca italiana”.

 

ALMAVIVA: MISE, RAGGIUNTO ACCORDO SU SITO NAPOLI

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NESSUNA INTESA SU ROMA

Alle quattro di questa mattina è stato firmato l’accordo tra Almaviva Contact e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, in un incontro presieduto dalla viceministro Bellanova presso il ministero dello Sviluppo economico. L’accordo non è stato sottoscritto dalle rappresentanze sindacali del sito Almaviva di Roma.

Dopo mesi di trattative che non hanno portato ad alcuna intesa tra le parti, è stata avanzata ieri dal ministro Carlo Calenda e dalla viceministro Bellanova una proposta di accordo per cercare di evitare il licenziamento di 2511 persone e la chiusura delle sedi di Roma e Napoli.

In sintesi, l’accordo prevede la prosecuzione della procedura di mobilità in corso fino al 31 marzo 2017. In questo lasso di tempo i lavoratori sono protetti con la cassa integrazione e le parti avvieranno un confronto per recuperare efficienza e produttività.  Andranno inoltre individuate le modalità per ridurre temporaneamente il costo del lavoro e per il miglioramento della performance dei lavoratori.

I suddetti punti richiamano, del resto,  l’accordo firmato a maggio da azienda e sindacati e rimasto poi inapplicato.

La proposta ministeriale, arrivata dopo la proposta di lodo non negoziabile rifiutata  in precedenza, è stata accettata  dai segretari generali dei sindacati confederali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e Francesco Paolo Capone, che hanno posto come condizione la “costante e fattiva presenza del ministero”.

Anche l’azienda ha dato il proprio via libera “condividendo finalità e linee guida della proposta”.

Tuttavia, nel corso della notte, i 13 delegati della Rsu della sede di Roma hanno deciso di non sottoscrivere l’accordo che pertanto sarà valido solo per il sito di Napoli, in quanto approvato dalle rsu napoletana con un solo voto contrario.  La Cigs verrà attivata entro il 31 dicembre 2016 sino al 7 aprile 2017, in favore di un numero massimo di 845 unità lavorative occupate presso la sede di Napoli.

“ Rispettiamo la decisione delle Rsu di Roma  – ha commentato il Ministro Calenda – ma non possiamo non esprimere un grandissimo rammarico. La proposta del governo avrebbe concesso alle parti sociali ed all’azienda di continuare a confrontarsi nel merito dei problemi senza un impatto immediato sui lavoratori. Il governo continuerà ovviamente ad accompagnare nelle prossime settimane il lavoro delle parti  che si sono riconosciute nell’accordo della scorsa notte con  l’obiettivo di raggiungere, entro la scadenza prevista, una soluzione definitiva.”

“Abbiamo messo il massimo impegno per portare le parti a un confronto di merito e arrivare a una sintesi capace di salvaguardare lavoro, redditi e siti produttivi – commenta la viceministro Teresa Bellanova – L’accordo raggiunto sul sito di Napoli deve maturare e trasformarsi in un’intesa duratura a tutela dei lavoratori. Su questo punto, a prescindere dalla funzione svolta, assicuro tutto il mio impegno. Resta l’amarezza per i 1666 lavoratori del sito romano. Purtroppo le 13 Rsu di Roma hanno ritenuto di rifiutare la proposta del Governo accolta dai massimi livelli delle organizzazioni sindacali. Auspico che le Rsu  si confrontino rapidamente con i lavoratori e rivedano le loro posizioni per evitare in extremis i licenziamenti e utilizzare i prossimi tre mesi per provare a trovare una soluzione”

 

ALMAVIVA: DA GOVERNO PROPOSTA MEDIAZIONE PER SCONGIURARE LICENZIAMENTI

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Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e la Vice Ministro Teresa Bellanova hanno presentato alle parti una proposta che prevede  la prosecuzione del confronto

 

Nell’ultima giornata di trattative sulla vertenza Almaviva, a poche ore dalla scadenza dei termini della procedura e considerata la distanza che ancora caratterizza le posizioni delle parti, il governo ha sottoposto all’azienda e ai sindacati dei lavoratori un ultimo tentativo di mediazione che si ritiene equilibrato ed accettabile per entrambe le parti. Per scongiurare gli imminenti licenziamenti, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e la Vice Ministro Teresa Bellanova hanno presentato alle parti una proposta che prevede  la prosecuzione del confronto, con il supporto e la vigilanza del Governo, sulla  base del ricorso agli ammortizzatori sociali e della contestuale previsione di uscite a carattere esclusivamente volontario fino al 31 marzo 2017. Nel corso di questo periodo le parti si impegneranno  a  proseguire il confronto per individuare soluzioni in tema di:

–       recupero di efficienza e produttività in grado di allineare le sedi di Roma e Napoli alle altre sedi aziendali;

–        interventi temporanei sul costo del lavoro.

Nel frattempo il Governo proseguirà l’azione di vigilanza e sanzione come rafforzata nella legge di bilancio appena approvata con l’obiettivo di disincentivare la delocalizzazione.

La proposta è al momento al vaglio delle parti sociali.

VICEMINISTRO BELLANOVA: UN ALTRO PASSO PER IL RISANAMENTO DELL’AREA DI TARANTO

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È stata approvata la proposta di progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di Taranto.

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Dopo il via libera del gruppo di coordinamento e controllo, da oggi le aziende interessate a investire possono inviare la manifestazione di interesse. Il termine scadrà il 3 febbraio. La proposta era stata presentata la settimana scorsa nella riunione presieduta dalla viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova.

Le imprese italiane o estere possono partecipare compilando la scheda disponibile sul sito www.invitalia.it, che è l’unico canale attraverso cui proporre i progetti.

La riqualificazione dell’area di crisi complessa di Taranto mira a rafforzare il tessuto produttivo esistente con incentivi per aumentare l’efficienza dei processi e l’innovazione dei prodotti, attrarre nuovi investimenti, potenziare la logistica connessa alle attività portuali.

I settori su cui orientare gli investimenti e le agevolazioni sono stati selezionati tenendo conto delle linee di indirizzo espresse dalla regione Puglia, con il contributo sul territorio fornito da camera di commercio, provincia e Confindustria Taranto.

Per favorire l’insediamento produttivo di nuovi soggetti industriali nell’area di Taranto, sono stati messi a disposizione 30 milioni di euro da parte del ministero dello Sviluppo economico.

Soddisfazione è stata espressa dalla viceministro Teresa Bellanova: “Un altro passo concreto per il risanamento dell’area di Taranto, ottenuto grazie all’impegno del governo e degli enti locali che hanno coadiuvato il lavoro del gruppo di coordinamento”.

EXPRIVIA MOLFETTA, BELLANOVA: FIRMATA UN’INTESA IMPORTANTE A GARANZIA DELLA CONTINUITA’ OCCUPAZIONALE

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Bellanova: Insieme alla garanzia della continuità occupazionale, l’intesa è stata trovata anche sul mantenimento dei diritti e dell’anzianità acquisita, nonché su importanti misure di welfare aziendale

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“Con l’accordo di oggi tutti i lavoratori della commessa Enel sono stati tutelati. Dopo l’intesa raggiunta per Almaviva Palermo, ci eravamo impegnati – già in quella sede – a tutelare i 57 lavoratori di Exprivia Molfetta. Con questa firma assicuriamo loro la stabilità occupazionale”. Così la viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova al termine dell’incontro tra Exprivia Molfetta, Network Contacts e organizzazioni sindacali del settore dei call center, tenutosi al ministero dello Sviluppo economico. I 57 lavoratori Exprivia già impiegati su una commessa Enel ora vinta da Network Contacts, saranno tutti assunti da quest’ultima.

“Insieme alla garanzia della continuità occupazionale, l’intesa è stata trovata anche sul mantenimento dei diritti e dell’anzianità acquisita, nonché su importanti misure di welfare aziendale. Un percorso fruttuoso, che non ha dimenticato nessuno e ha ancora una volta dimostrato l’attenzione verso questo importante settore” ha concluso Bellanova.

Un gruppo di monitoraggio verificherà con cadenza semestrale la corretta applicazione dell’accordo, a livello nazionale e territoriale.

VICEMINISTRO BELLANOVA: “COOPERATIVE, UN SISTEMA INCLUSIVO DA SALVAGUARDARE E VALORIZZARE”

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Sul sistema delle cooperative il ministero dello Sviluppo economico è fortemente impegnato con l’intensa attività di vigilanza, ma anche sul fronte delle agevolazioni, con il nuovo regime di aiuto volto a sostenere la nascita e la crescita delle imprese dell’economia sociale in tutto il territorio nazionale.

senza-titolo-16“Le imprese cooperative sono strutture inclusive che riescono a coniugare la redditività con la solidarietà e la qualità del lavoro e rafforzano la coesione sociale. Caratteristiche che vanno preservate e rafforzate”. Così la viceministro Teresa Bellanova in occasione della presentazione al ministero dello Sviluppo economico – promossa in collaborazione con Invitalia – degli otto studi di fattibilità per lo sviluppo di nuovi progetti integrati e di filiera tra le imprese cooperative in ambiti innovativi, che il ministero stesso ha finanziato, con l’obiettivo di accompagnare le cooperative in percorsi di crescita e consolidamento sul mercato. Gli otto studi di fattibilità spaziano dal socio-sanitario all’agricoltura sociale, dal sistema integrato di turismo e cultura alle cooperative di comunità.

“Gli italiani associano al lavoro delle cooperative termini come equità, armonia, giustizia” – ha spiegato la viceministro. Questi studi di fattibilità sono replicabili, sostenibili dal punto di vista economico-finanziario e dunque rappresentano una sorta di buona pratica che può diventare un modello per lo sviluppo e la crescita del sistema cooperativo. “Questo modello – ha detto Bellanova – parte dalla consapevolezza che la qualità e l’innovazione sono obiettivi che è più facile conseguire con la partecipazione, la condivisione e la coesione: valori riconosciuti come patrimonio fondante del mondo cooperativo, che ha creduto nel metodo e si è fatto partner attivo insieme a noi”.

Sul sistema delle cooperative il ministero dello Sviluppo economico è fortemente impegnato con l’intensa attività di vigilanza, ma anche sul fronte delle agevolazioni, con il nuovo regime di aiuto volto a sostenere la nascita e la crescita delle imprese dell’economia sociale in tutto il territorio nazionale. Inoltre il ministero sostiene e valorizza i progetti di workers-buyout (l’acquisizione delle imprese da parte dei lavoratori), strumento particolarmente efficace per uscire dalle crisi aziendali salvaguardando le realtà produttive e i livelli occupazionali. “Proprio di recente ho avuto la possibilità di visitare il Birrificio Messina – conclude Bellanova – rinato grazie ai lavoratori che lo hanno rilevato. La loro storia di successo porta con sé anche tutti i problemi che hanno dovuto affrontare nella lotta alla burocrazia: solo la forza operaia li ha portati a resistere. Per questo la semplificazione è essenziale perché lo Stato diventi un alleato delle aziende e dei lavoratori”.

Ocse, Viceministro Bellanova: “La sfida è la crescita economica innovativa, basata su sostenibilità, occupazione e condotta responsabile delle imprese”.

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Bellanova: “Crediamo  che per implementare questo modello sia necessario rafforzare e proseguire il dialogo e la collaborazione con tutte le istituzioni, le associazioni datoriali, le parti sociali e i rappresentanti della società civile”

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In occasione dell’incontro Linee guida Ocse per le imprese multinazionali e punti di contatto nazionali, tenuto questo pomeriggio presso il Ministero dello Sviluppo economico, la Viceministro Teresa Bellanova ha affermato: “Questo evento guarda a scenari globali che sembrano lontani dalla vita di tutti i giorni, ma non lo sono. La crescente globalizzazione, il dinamismo dei paesi emergenti sui mercati e lo sviluppo di catene di fornitura complesse, che vanno oltre i confini nazionali, così come le difficoltà della crescita economica nel nostro Paese, pongono nuove sfide”. “La prima sfida” ha aggiunto la Viceministro, “è quella della crescita economica innovativa, che risponda a nuovi bisogni della società in modo da essere competitiva e creare occupazione, evitando pratiche di dumping, da accompagnare, non solo in Italia, con la  tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, la tutela dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani, la sostenibilità ambientale. Si tratta di temi fondanti che hanno a che fare con la crescita globale e inclusiva, un obiettivo chiave del Governo italiano e dei Governi OCSE”. “La nostra azione come Ministero dello Sviluppo economico ha sempre messo le Linee Guida OCSE al centro di processi programmatori e normativi a livello nazionale” ha spiegato, “ma non c’è naturalmente solo il ruolo dei Governi: per rispondere a queste sfide globali, fondamentale è anche il ruolo delle imprese.  La condotta responsabile delle imprese richiama, infatti, tutte  quelle azioni che  portano ad un “modello” attento ai profitti ma anche all’occupazione, all’innovazione e alla sostenibilità: in sostanza un modello per la crescita durevole e il progresso sociale”. “Crediamo – ha concluso – che per implementare questo modello sia necessario oggi rafforzare e proseguire il dialogo e la collaborazione con tutte le istituzioni, le associazioni datoriali, le parti sociali e i rappresentanti della società civile con l’approccio coerente e concreto che abbiamo sempre avuto nei confronti di questi temi”.

General Electric, Viceministro Bellanova: “Priorità è mantenimento stabilimento di Sesto San Giovanni e livelli occupazionali”

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 L’incontro è aggiornato al 26 settembre prossimo

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Si è tenuto questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro relativo allo stabilimento della General Electric di Sesto San Giovanni. Alla riunione, presieduta dalla Viceministro Teresa Bellanova, hanno partecipato i rappresentanti della Regione Lombardia, del Comune di Sesto San Giovanni, l’azienda e le organizzazioni sindacali. “Per il Governo la priorità è il mantenimento dello stabilimento di Sesto San Giovanni” ha dichiarato la Viceministro nel corso della riunione, “per questo siamo disponibili a dare un sostegno tramite le nostre strutture in cerca della soluzione migliore, a tutela della continuità produttiva e occupazionale dell’area. Ho apprezzato molto – ha aggiunto – la disponibilità mostrata dalle rappresentanze sindacali in questa difficile situazione: disponibilità a proseguire un confronto di merito con l’azienda, per trovare soluzioni a una vicenda non ordinaria”. La Viceministro ha inoltre invitato l’azienda, “in quanto grande multinazionale, con importanti progetti di sviluppo in Italia, ad assumersi le proprie responsabilità e proseguire nella ricerca di nuovi acquirenti o, in alternativa, spostando parte della produzione nello stabilimento di Sesto San Giovanni”, bloccando nel frattempo i licenziamenti annunciati a partire dal 30 settembre. L’incontro è aggiornato al 26 settembre prossimo.

GEPIN, Bellanova:” soddisfazione per l’accordo. Salvi 347 posti di lavoro”

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Dopo una lunga serie di incontri  è stato accolto il documento redatto congiuntamente dalle aziende E-Care S.p.A., Abramo Customer Care S.p.A. e 3G S.p.A

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“L’impegno di questi mesi ha dato i suoi buoni frutti e il senso di responsabilità alla fine ha prevalso: oggi sono stati salvaguardati 347 posti di lavoro”: lo afferma la Viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova al termine dell’incontro sul caso Gepin Contact tenuto al Mise, cui hanno preso parte Governo, istituzioni regionali, aziende e rappresentanti sindacali. Dopo una lunga serie di incontri, è stato infatti accolto il documento redatto congiuntamente dalle aziende E-Care S.p.A., Abramo Customer Care S.p.A. e 3G S.p.A. Il testo, frutto di una mediazione tra le parti, garantisce ai lavoratori la tutela dei livelli occupazionali e retributivi, andando incontro alle richieste dei lavoratori: totale riassorbimento dei dipendenti, mantenimento degli stessi orari di lavoro previsti dal precedente contratto, rispetto del principio di territorialità, incontri periodici al Ministero dello Sviluppo economico per la verifica semestrale dello stato di avanzamento del piano di rioccupazione. “Sono stati ottenuti risultati che erano impensabili nei primi giorni della crisi Gepin e il Governo e le istituzioni regionali – aggiunge la Viceministro – nell’ambito di questa lunga mediazione, hanno giocato un ruolo cruciale. Basti ricordare le numerose interlocuzioni tenute con Poste Italiane e le aziende affidatarie della commessa”. “Finalmente, al termine di settimane drammatiche – conclude – questa vicenda si chiude con una soluzione che garantisce diritti e lavoro. Riteniamo che per l’intero settore i contenuti di questo accordo possano rappresentare una buona pratica da replicare”.

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