Alla Triennale dell’Arte di Verona la Barbie tumefatta, per denunciare la violenza sulle donne

Sono quasi 7 milioni le donne che ogni anno subiscono violenza fisica e sessuale in Italia. A ricordare e denunciare questo tragedia nazionale l’opera “Beaten Barnie”, la Barbie picchiata dell’artista Lady B, che sarà presentata in anteprima alla Triennale dell’Arte che si terrà a Verona dal 9 al 12 giugno 2016

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Verona, 7 giugno 2016 – Alla Triennale dell’Arte Contemporanea di Verona sarà presente in anteprima l’opera “Beaten Barbie – Mai più violenza sulle donne”, dell’artista Lady Be, per far riflettere le persone che guardano l’opera sull’ importante ed attuale argomento della violenza sulle donne. Grazie alla sua particolare tecnica, l’artista, ricostruisce il volto di unaBarbie picchiata, piena di ematomi e di ferite. Molti considerano la donna una bambola da trattare come un giocattolo e da “buttar via” o maltrattare quando ci si è stufati di lei. Sull’opera compaiono molti volti, a voler simboleggiare le numerose donne costrette a subire ogni giorno violenza, volti pieni di ematomi, cicatrici, cerotti con labbra gonfie e sanguinanti. Altri elementi che compaiono, sono proprio i pugni e le mani degli uomini, strumenti utilizzati per castigare la donna indifesa ed impaurita. Questa opera vuole essere un vero manifesto dell’arte. Arte che si affianca alla lotta che ogni giorno viene fatta da associazioni che stanno vicine alle donne che hanno subito violenza. E’ stata scelta l’icona della Barbie perché è un simbolo associato alla donna da circa 60 anni, universalmente riconosciuto. Nell’opera di Lady Be, caratterizzata proprio dall’utilizzo di giocattoli di plastica, la Barbie tipicamente perfetta nella sua bellezza artificiale, viene umanizzata dai segni che la violenza lascia sul suo corpo, non più di plastica. Beaten Barbie non è solo un’opera d’arte, è un quadro della situazione che oggi il mondo vive e l’artista Lady Be presenterà in anteprima questa sua opera durante la Triennale dell’Arte Contemporanea che si terrà aVerona dal 9 al 12 Giugno del 2016. La violenza maschile sulle donne assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere, esiste anche la violenza sessuale, psicologica ed economica. Non esiste un profilo della donna-tipo che subisce violenza. Il tema della violenza sulle donne è purtroppo un tema di cui oggi si parla molto. Secondo i dati dell’Istat (aggiornati al giugno scorso e relativi al 2014), sono 6 milioni e 788mila le donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Praticamente una donna su tre. Il 20,2% è stata vittima di violenza fisica, il 21 %di violenza sessuale, il 5,4% di forme più gravi di abusi come stupri (si parla di 652mila casi) e tentati stupri (746mila). Mentre a rendersi responsabili delle molestie sono nella maggior parte dei casi (il 76,8%) degli sconosciuti, il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Triennale dell’arte Contemporanea 9-12 Giugno 2016 Palaexpo Viale del Lavoro 8 37135 Veronawww.ladybeart.com

Rosella Iobbi e il mondo delle Barbie

Intervista alla collezionista di Barbie Rosella Iobbi, una passione che nasce dall’infanzia 

BarbieDi Francesca Rossetti

Ascoli Piceno, 17 settembre, 2015- Da sempre la bambola Barbie fa parte del mondo dei giochi femminili, con la sua splendida immagine ricca di luce e positività ed il suo abbigliamento adatto alle molteplici situazioni della vita. A Ripatransone(AP) è nato addirittura un Museo in suo onore nel quale è possibile ammirare centinaia di bellissime Barbie grazie alla splendida collezione di Rosella Iobbi che ho incontrato per saperne di più.

Chi è Rosella Iobbi e come nasce la Sua passione per le Barbie?

Sono collezionista di Barbie da sempre e possiedo un museo che si arricchisce di anno in anno  dove potrete ammirare le splendide Barbie da collezione (oltre 600). Sono entrata a far parte a pieno titolo nelle figure di spicco del collezionismo nazionale ed internazionale come l’organizzatrice della Piceno Fashion Dolls Convention  e negli  ultimi anni promotrice del Piceno Fashion Show itinerante per portare negli eventi nazionali ed internazionali riproduzioni di abiti Barbie a grandezza naturale. Questa mia passione mi ha portata  a fare mostre anche all’estero, in Giordania ,Mosca ,e ultimamente una sfilata su una nave da crociera a Corfù! La passione per Barbie credo di averla sempre avuta! Sin da bambina …..quando per me era un sogno poterla avere…..all’epoca erano troppo costose per i miei genitori e quindi oggi posso dire di aver realizzato il mio sogno. Per i 50 anni di Barbie ho partecipato al concorso indetto da Mattel “Crea la tua Barbie dei sogni” ottenendo una menzione speciale E per l’occasione ho creato un abito rosso con lavorazione in tombolo tipica di Offida ,che dona allo strascico bellezza e luminosità e che è stato molto apprezzato”.

Da dove provengono le Barbie del Suo Museo, quante sono e ci sono alcuni modelli unici?

Le mie Barbie provengono tutte dagli Stati Uniti ed essendo pezzi a tiratura limitatissima le acquisto attraverso altri collezionisti americani. Ci sono diversi pezzi unici realizzati da alcuni designer  italiani e denominati Ooak: si acquistano le Barbie basic, si cambia il trucco, si  rivestono di abiti disegnati dal designer stesso, si cambia acconciatura e diventano pezzi unici…ne possiedo all’ incirca 20 pezzi regalati dai miei amici designer per metterli in mostra nel mio museo. Due esemplari sono state ricreati da me.”

 

Cosa rappresenta Barbie nell’immaginario collettivo femminile e come nasce come bambola?

Io credo che Barbie nell’immaginario femminile rappresenti la perfezione ,in alcuni casi, come per me rappresenta la migliore amica. La storia di Barbie inizia nel 1938, quando due giovani sposi, Ruth ed Elliot Handler, vanno a vivere a Los Angeles. Le varie vicende professionali che coinvolgono la coppia portano, nel 1945, alla nascita del nome “Mattel” dove “Matt” sta per Mattson ed “el” per Elliot. Hardol Mattson, amico di Elliot, lavora con lui nel garage di casa, trasformato in un vero e proprio laboratorio. Qui producono manufatti di legno ed in seguito anche mobili per case di bambole. Ruth collabora attraverso le sue idee, avviando la Mattel verso una produzione rivolta sempre più al mondo dei giocattoli. Vorrebbe anche iniziare a produrre le bambole. Lei aveva già in mente l’immagine “moderna” della bambola ideale: gambe lunghe, vita sottile, busto florido e tratti del volto dettagliati. Ma, anche di fronte a tanta precisione, nessuna delle sue idee viene presa in considerazione. Nel 1956, in Svizzera, Ruth Handler vede nella vetrina di un negozio di giocattoli una bambola che corrisponde a quella da lei pensata. La bambola in questione si chiama Lilli e misura 29,5 cm di altezza; realizzata in plastica, raffigura una donna famosa che ricorda Brigitte Bardot. Lilli ha già una sua storia e gode di un vasto successo quando viene scoperta da Ruth, dato che nasce in Germania prima come personaggio di un fumetto ed era disegnata da O.M. Hausser. Rappresentava una ragazza disinvolta e birichina, poi compare sul mercato tedesco il 12 agosto 1955, indossando un abito specifico tra i molti del suo guardaroba, ma questi abiti non vengono venduti separatamente. Questo incontro tra Ruth e Lilli avvia definitivamente il progetto e convince la Mattel a realizzarlo. Ne acquistarono tre esemplari e, una volta tornati in America, rielaborarono la bambola per far nascere pian piano Barbie, cioè l’esatto opposto della originaria Lilli, ma comunque molto somigliante. La Mattel decide di usare il vinile come materiale di produzione e questo la porta a trovare nel Giappone un ottimo alleato, dove risiedevano numerose industrie specializzate nella lavorazione di questo materiale. Negli anni che vanno dal 1957 al 1964 la produzione di Barbie si espanderà da Hong Kong alla Corea. Il nome è suggerito da quello della figlia degli Handler, Barbara. Il 9 Marzo del 1959, (questa e’ la data ufficiale della nascita di Barbie) realizzarono la prima Barbara Millicent Roberts (nome completo di Barbie). Barbie debutta ufficialmente in occasione della fiera del giocattolo di New York e si preannuncia già come un fenomeno commerciale senza precedenti: nel corso dell’anno 1959 vengono vendute più di 350 mila Barbie al prezzo di 3 dollari ciascuna. Tale trionfo si deve in gran parte alla geniale intuizione di Ruth Handler, cioè commercializzare una bambola con ampio guardaroba fatto di abiti e accessori venduti separatamente. Nel 1961 compare Ken, il fidanzato di Barbie (Kenneth è il nome del figlio degli Handler)”.

 Come è strutturato Piceno Fashion Dolls Convention e chi vi partecipa?

La Convention è nata come incontro tra collezionisti nazionali ed internazionali dove si possono acquistare e scambiare le proprie bambole, non solo Barbie ma di tutti i generi, mostre di tutte le epoche e tipologie di bambole e sfilate con abiti inerenti a Barbie che io stessa ho portato per la prima volta in Italia. L’appuntamento si teneva una volta all’anno fino a quando ho iniziato ad avere richieste anche al di fuori dell’ambito collezionismo e quindi è diventata Piceno Fashion Dolls on the Road (itinerante)”.

Lei è anche stilista: quali capi realizza e sotto quale nome?

abito rossoDiciamo che mi diverto a creare abiti per Barbie e poi a realizzare a grandezza umana …..e perché no magari in futuro fare una vera e propria linea … “

Certo che la Nostra è davvero una persona straordinaria ed il suo bellissimo Museo si trova presso Agriturismo Due Cipressi – Via Fonte Antica 25 – 63038 Ripatransone (AP), tel. 0735/99290

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