Roma, inaugurata mostra collettiva alla 6° Senso Art Gallery

Una nuova gestione contraddistingue questo inizio di stagione nella storica galleria di Barbara Tamburro al centro della Capitale. Grande successo di pubblico all’inaugurazione della mostra collettiva del 29 ottobre

 

 

 

FullSizeRender-351Roma, 2 novembre – La nuova gestione della 6° Senso Art Gallery, Via dei Maroniti 13 – Roma, nelle persone di Barbara Tamburro, Simona Baldi e Antonio Miniaci, giovedì  29 ottobre ha inaugurato la mostra collettiva degli artisti : Mimmo Rotella, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Antonio Tamburro, Marco Tamburro, Domenico Marranchino, Fabio Giampietro, Gianluca Miniaci, Mario Sughi, Irene Petrafesa. La serata è stata accompagnata dall’esclusiva performance artistica realizzata da due grandi protagonisti internazionali del mondo della cucina e dell’ arte: Heinz Beck, chef pluristellato del ristorante ‘La Pergola’ di Roma e Antonio Tamburro, artista del colore che ama dipingere la realtà in modo del tutto originale e innovativo. Tra il numeroso pubblico presente anche l’artista Pippo Franco che come di consueto ha portato una ventata di allegria e buonumore. La mostra sarà visibile fino alla fine di novembre.

 

6° Senso Art Gallery
Via dei Maroniti 13/15 (Largo del Tritone)
00187 Roma
tel/fax: 06 69921131
cell. +39 349 7075469

Roma, alla 6° Senso Art Gallery inaugurata la personale di Irene Petrafesa

Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività.

Di Barbara Tamburro

10560377_10152778952562296_4127685340416025189_oRoma, 20 ottobre – 6° Senso Art Gallery ha inaugurato giovedì 16 ottobre la mostra di Irene Petrafesa “SUL FILO DELLA MEMORIA”, curata dalla gallerista Barbara Tamburro. La mostra  presenta  una serie di nuovi dipinti di medio e grande formato, alcuni dei quali sono stati esposti recentemente alla mostra Antologica “Tra terra e mare – Opere dal 2001 al 2014” , presso il Complesso del Vittoriano di Roma. I dipinti di Irene Petrafesa sono caratterizzati da una grande armonia e delicatezza cromatica, dall’essenzialità del segno e dalla particolare tecnica mista dell’ossido e dei materiali di risulta, dell’olio e dei pastelli. Sono dipinti di grande intensità espressiva e spiritualità interiore. Nella pittura di Irene è connaturata un’ armonia cromatica e formale che si manifesta sulla tela delicatamente, in un gesto quasi etereo. L’artista istintivamente da vita ad immagini astratte, che potremmo definire primordiali per il loro richiamo ai colori del mare e della terra, per i segni incisivi e arcani che evocano l’antica arte muraria, riconducendoci inevitabilmente all’origine della terra, dell’uomo e dell’universo. Nel dipinto “Respiro 2” (Ossido e pastelli su tela) il colore azzurro occupa l’intera tela, mischiandosi ai segni a pastello che si  espandono sulla tela come onde fluttuanti nel cielo.  Nei dipinti “ Anemos” (materiale di risulta e ossidi) e “Sul filo della memoria” (materiale di risulta, olio e grafite) al centro del quadro è disegnata una forma rettangolare che circoscrive al suo interno una mezza luna bianca, come a voler creare uno stacco, un punto di rottura tra lo spazio che la delimita e quello in cui si trova; un segno di netta separazione tra il mondo esterno e quello interiore.

L’artista

10402726_645099855611176_163003858273653613_nPittrice poliedrica, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore, piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi “padri spirituali”. Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un’arte che sa comunicare le sue più intime emozioni. “Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria – scrive la Petrafesa – vengono evocate nell’atto creativo”. E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l’anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.

“Sul filo della memoria”di Irene Petrafesa alla 6° Senso Art Gallery

Roma, dal 16 al 31 ottobre 2014 la mostra dell’artista pugliese curata dalla gallerista Barbara Tamburro

irene-petrafesaRoma, 10 ottobre – 6° Senso Art Gallery inaugura giovedì 16 ottobre alle ore 19.00  la nuova mostra di Irene Petrafesa “SUL FILO DELLA MEMORIA”, le cui opere resteranno esposte sino al 31 ottobre
La mostra curata dalla gallerista Barbara Tamburro, presenterà una serie di nuovi dipinti di medio e grande formato, alcuni dei quali sono stati esposti recentemente alla mostra Antologica “Tra terra e mare – Opere dal 2001 al 2014” , presso il Complesso del Vittoriano di Roma.
I dipinti di Irene Petrafesa sono caratterizzati da una grande armonia e delicatezza cromatica, dall’essenzialità del segno e dalla particolare tecnica mista dell’ossido e dei materiali di risulta, dell’olio e dei pastelli. Sono dipinti di grande intensità espressiva e spiritualità interiore.
Nella pittura di Irene è connaturata un’ armonia cromatica e formale che si manifesta sulla tela delicatamente, in un gesto quasi etereo. L’artista istintivamente da vita ad immagini astratte, che potremmo definire primordiali per il loro richiamo ai colori del mare e della terra, per i segni incisivi e arcani che evocano l’antica arte muraria, riconducendoci inevitabilmente all’origine della terra, dell’uomo e dell’universo. Nel dipinto “Respiro 2” (Ossido e pastelli su tela) il colore azzurro occupa l’intera tela, mischiandosi ai segni a pastello che si espandono sulla tela come onde fluttuanti nel cielo. Nei dipinti “ Anemos” (materiale di risulta e ossidi) e “Sul filo della memoria” (materiale di risulta, olio e grafite) al centro del quadro è disegnata una forma rettangolare che circoscrive al suo interno una mezza luna bianca, come a voler creare uno stacco, un punto di rottura tra lo spazio che la delimita e quello in cui si trova; un segno di netta separazione tra il mondo esterno e quello interiore.

L’artista

Pittrice poliedrica, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore, piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi “padri spirituali”. Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un’arte che sa comunicare le sue più intime emozioni. “Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria – scrive la Petrafesa – vengono evocate nell’atto creativo”. E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l’anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.

Roma, ‘La moda nell’arte’ illumina la Capitale dell’arte e della moda

Dal 15 al 30 luglio 2014 un omaggio alla bellezza della città eterna in esposizione presso la 6° Senso Art Gallery

di Barbara Tamburro

5f740daf-9889-4da1-87d2-5adc956f9b73Roma, 27 luglio – Un abito-scultura, color cipria, composto da oltre 700 bretelle dell’indumento femminile per eccellenza, sfoggia la creatività della stilista Eleonora Riccio all’entrata della 6° Senso Art Gallery in via dei Maroniti 13, a pochi passi da Fontana di Trevi. Ci accoglie così la galleria di Barbara Tamburro che quest’anno rappresenta l’A.R.G.A.M. (Associazione Romana Gallerie Arte Moderna) insieme allo studio S- Arte Contemporanea di Carmine Siniscalco. L’occasione è la fashion week di AltaRomAltaModa (dal 12 al 16 luglio 2014), a cui l’associazione partecipa con l’allestimento di un evento parallelo nelle suddette gallerie. Il connubio tra Arte e Moda si traduce in termini di ossimori creativi attraverso un esemplare accostamento di opere che si ispirano sia all’universo femminile, principale punto di contatto tra i due settori, sia alla bellezza monumentale della capitale. “Arte e Moda / La Moda nell’Arte”: questo il titolo dell’evento inaugurato il 15 luglio in contemporanea nelle due gallerie. In mostra insieme all’abito-scultura di Eleonora Riccio, in cui si fondono l’aggressività del mondo punk e il romanticismo della lingerie femminile, l’imponente dipinto di Antonio Tamburro che ritrae un gruppo di donne in abiti moderni mentre avanza nella direzione opposta all’osservatore. La sinuosità misteriosa dei loro movimenti induce l’immaginazione a seguirne il cammino sincronizzando il tempo con quello sospeso dell’opera. Si uniscono alla creatività dei due nomi citati i “Patchwork d’Autore” di Emiliano Manari. L’opera “Marlene” ripropone, in versione pop, broccati e damascati di altri tempi. Il blu e l’oro si intersecano in un raffinato gioco di tessuti cuciti a mano, in cui il passato diventa presente e il presente si perde in un lontano passato, quasi per riaffermare l’esistenza di un’osmosi continua, sia in senso diacronico come contaminazione temporale di stili, sia in senso sincronico come uso promiscuo di materiali e contenuti ispirativi. Manari, che è anche architetto, contrappone le sue ricercate creazioni su tessuto, ai seducenti scatti di Sinisca. Le sovrapposizioni fotografiche di quest’ultimo immortalano, trasfigurandoli, famosi monumenti romani. Un omaggio alla bellezza della città eterna proprio durante la settimana dedicata all’Alta Moda romana. La mostra sarà visibile alla 6° Senso Arte Gallery fino al 30 luglio.

 

[email protected]
www.sestosensoartgallery.net

La Fashion week di Roma incrocia lo sguardo sul mondo dell’arte

All’ appuntamento di luglio conAltaRomAltaModa, un evento collaterale nato dall’intreccio con l’arte contemporanea: 6° Senso Art Gallery e lo Studio S-Arte Contemporanea il 15 luglio omaggeranno l’Alta Moda attraverso le creazioni di stilisti ed artisti


ImageProxyA cura di Barbara Tamburro
Roma, 14 luglio – Ci sono unioni che fanno parlare di sé. E’ quello che succede durante la fashion week di AltaRomAltaModa (12/16 luglio 2014) quando un evento nell’evento vedrà moda e arte intrecciarsi nello splendido scenario della capitale. L’A.R.GA.M. (Associazione Romana Gallerie Arte Moderna) partecipa all’importante iniziativa dell’alta moda romana, in cui da anni si incontrano storiche maison italiane e nuove realtà produttive e creative internazionali. Protagoniste dell’evento collaterale, che conferma il connubio tra l’arte contemporanea e la grande moda dei nostri giorni, due gallerie d’arte come 6° SENSO ART GALLERY di Barbara Tamburro e lo STUDIO S-ARTE CONTEMPORANEA di Carmine Siniscalco. L’inaugurazione avverrà il 15 luglio, alle ore 18:00 presso lo STUDIO S-ARTE CONTEMPORANEA in Via della Penna 59 e alle 18.30 presso la 6° SENSO ART GALLERY in Via dei Maroniti 13. L’evento si presenta come un circuito a due poli in cui le relative mostre  omaggeranno l’Alta Moda attraverso le creazioni di stilisti ed artisti che si sono ispirati al variegato universo femminile, di cui la moda è portavoce autorevole. Il corpo-donna riveste un ruolo fondamentale che determina nel processo creativo  la scelta della mezzo esecutivo e la forma in cui l’idea primigenia si materializza. Nascono così gli abiti-scultura rispettivamente di Eleonora Riccio e di Valeria Catania e l’imponente tela di  Antonio Tamburro dal titolo “Walking across the street”. Un seducente taglio prospettico che immortala un gruppo di donne in abiti moderni per le strade di una metropoli. Esse avanzano nella direzione opposta all’osservatore, quasi inoltrandosi al di là della parete. Siamo all’entrata della 6° SENSO ART GALLERY. Le opere grafiche della cosmopolita artista Leonor Fini saranno invece esposte allo STUDIO S-ARTE CONTEMPORANEA, testimoniando la sua “eleganza del segno”. Ci sono poi i lavori di Emiliano Manari. I suoi “Patchwork d’Autore” esaltano intriganti sguardi di donne elaborati con raffinati tessuti, tra cui broccati e damascati di una Roma d’altri tempi. Il poliedrico Sinisca si dividerà in questo percorso tra fotografie, gioielli e altri pezzi unici come scialli e foulards. Tradizione e innovazione si innestano infatti nelle creazioni in mostra rispettando quello che è il tema conduttore della fashion week in cui passato e presente dialogano e si confrontano in termini di unicità ed eccellenza.

 

Roma, la tutela dei Beni Culturali tra pubblico e privato

6 senso art galleryIntervento di Barbara Tamburro, titolare della ‘6 Senso Art Gallery’ e studiosa di storia dell’arte: ‘i soggetti privati possono rilanciare un intero progetto culturale’

 Di Barbara Tamburro

Roma, 1 giugno – Lo scorso ottobre sono andata ad un convegno il cui tema era quello dell’intervento dei privati nella cultura e dei suoi profili economici, fiscali ed amministrativi. Mi incuriosiva molto e mi sembrava quanto più calzante, pensando alle proposte di legge sulla privatizzazione dei beni artistici dell’allora governo e ministro per la cultura Massimo Bray. In quella sede non mi stupiva che i vari esponenti politici e i presidenti di alcune fondazioni culturali ribadissero l’importanza della sinergia tra realtà pubblica e realtà privata, in un ottica di scambi di idee e di compartecipazione a progetti culturali. Oggettivamente ritengo che in primis debba essere lo Stato a preservare e tutelare i beni culturali, in quanto sono parte integrante del nostro territorio e se gestiti da adeguate politiche di valorizzazione e tutela, allora non servirebbe l’intervento dei privati. Sono favorevole alla privatizzazione solo in casi estremi, ossia quando l’intervento del privato è necessario per recuperare e restaurare quello che altrimenti rischierebbe di essere abbandonato per incuria e Continue Reading

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