Successo a Washington per la proiezione di Esuli: le Guerre, di Barbara Cupisti

La proiezione è avvenuta alla presenza del nuovo Ambasciatore italiano, Armando Varricchio

IMG_0327Roma, 7 Marzo – Grande successo venerdì scorso per la proiezione di “Esuli: le Guerre” presso l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Washington. In un auditorium sold out, all’interno dell’ Ambasciata Italiana realizzata dall’architetto Pietro Sartogo, il film documentario di Barbara Cupisti, prodotto dai Rai Cinema e Clipper Media e recente vincitore di un Nastro d’Argento Speciale. La proiezione preceduta da un incontro della regista con il nuovo Ambasciatore Italiano negli Stati Uniti, Armando Varricchio (fino a pochi giorni fa a fianco del Premier Renzi) è stata seguita da una panel discussion molto partecipata.  Protagonisti del panel, oltre a Barbara Cupisti, sono stati il giornalista investigativo italo-americano Sebastian Rotella e Luca Dall’Oglio, Capo Missione Organizzazione Mondiale Migrazioni a Washington. Proprio Dall’Oglio ha rilevato l’importanza e il valore sociale e artistico del film, capace di far comprendere la realtà da cui fuggono i rifugiati. Un documentario che porta lo spettatore in luoghi molto pericolosi e pressoché inaccessibili, come il campo profughi di Daadab (in Kenya), dove le stesse Nazioni Unite hanno grandi difficoltà ad operare per la presenza di cellule silenti del gruppo islamista Al Shaabab. Daadab è infatti il più grande campo-rifugiati del mondo con circa 500mila persone bloccate dal 1992 a causa della guerra in Somalia e dove recentemente sono stati più volte rapiti operatori umanitari. Sebastian Rotella ha sottolineato lo stile narrativo unico dei documentari di Barbara Cupisti nell’affrontare un tema così difficile, che evita l’intermediazione giornalistica o la narrazione esterna, lasciando parlare i protagonisti di questo viaggio.  La regista ha evidenziato come questo progetto, girato tra il 2013 e il 2015 all’interno dei campi per rifugiati siriani, somali e palestinesi, sia stato possibile grazie alla lungimiranza di Rai Cinema,  che ha voluto concentrarsi su un tema che tocca la vita di decine di milioni di persone ben prima che dominasse le cronache giornalistiche di oggi.  Infine, ha ricordato  che aiutare queste persone, sia moralmente giusto e necessario per evitare che milioni di persone rimangano ai margini delle nostre società in Europa . Infatti, circa la metà della popolazione mondiale dei rifugiati è composta da minori e la prospettiva che di milioni di bambini crescano senza educazione e formazione professionale  è una questione centrale per il futuro della comunità internazionale che non può essere ignorata nonostante le paure dell’Occidente.

Esuli – tre documentari per raccontare i rifugiati del Terzo Millennio, diretti da Barbara Cupisti

In anteprima assoluta alla prima edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà (Milano, 11-13 dicembre)

IMG_0327Milano, 9 dicembre – Sarà presentato in anteprima assoluta all’interno della prima edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà, che si svolgerà a Milano dall’11 al 13 dicembre 2015, Esuli, la trilogia di documentari dedicati ai rifugiati, per la regia di Barbara Cupisti (Madri; Vietato sognare; Fratelli e Sorelle, storie di carcere; Interferenze Rom): Esuli – Le guerre (che sarà proiettato venerdì 11 dicembre alle ore 17:15); Esuli – Tibet (proiezione sabato 12 dicembre alle ore 16:30) ed Esuli – L’ambiente(proiezione domenica 13 dicembre alle ore 16:30). Tutte le proiezioni avverranno presso l’Unicredit Pavillion di piazza Gae Aulenti, 10. La trilogia – presentata nella sezione Fuori Concorso del festival – è prodotta da Clipper Media e RAI CINEMA e nelle parole degli stessi produttori, vuole approfondire le storie di chi vive lontano dal proprio Paese di origine, spesso in situazioni di precarietà abitativa, sanitaria, lavorativa, economica, sociale ed educativaIl progetto si sviluppa in tre documentari, ciascuno di un’ora circa, che indagano le “ragioni dell’esilio”: i conflitti e le guerre; le persecuzioni politiche, razziali e religiose; i cambiamenti ambientali e il depauperamento delle risorse naturali.

IMG_8357Il primo documentario, Esuli – Le guerre, realizzato con il patrocino dell’Alto Commissariato delle Nazione Unite per i Rifugiati (UNHCR), è dedicato ai profughi di guerra ed è stato realizzato in Turchia e Giordania tra i profughi siriani e palestinesi e in Kenya tra i profughi somali. Il secondo documentario, Esuli – Tibet, si concentra sulle storie di esodo di coloro che sono stati costretti ad allontanarsi dal proprio Paese a causa di persecuzioni di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale od opinione politica. In particolare, il documentario narra la vicenda dei profughi tibetani ed è stato realizzato in India, sede del Parlamento tibetano in esilio. Il terzo documentario, Esuli – L’ambiente,realizzato con il patrocino di Amnesty International sezione italiana, è dedicato ai “rifugiati ambientali” e agli esuli da “conflitti ambientali” ovvero a tutte quelle situazioni in cui il degrado ambientale, il depauperamento delle risorse, l’inquinamento, i disastri naturali hanno determinato, per centinaia di comunità sparse nel mondo, l’impossibilità di garantirsi mezzi di sostentamento nei propri territori. I Paesi coinvolti in questo documentario sono il Brasile e gli Usa (California). Nel lavoro di ricerca ci si è avvalsi di fonti istituzionali quali l’Ufficio ONU per i Rifugiati, il WFP, l’Amministrazione centrale tibetana di Dharamsala e la Città di Porterville (California) e le ONG locali ed internazionali Action Aid, Survival International, Greenpeace, International Campaing for Tibet, Conselho Indigenista Missionario.

Esuli – tre documentari per raccontare i rifugiati del Terzo Millennio, diretti da Barbara Cupisti

In anteprima assoluta alla prima edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà

IMG_0327Milano, 1 dicembre – Sarà presentato in anteprima assoluta all’interno della prima edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà, che si svolgerà a Milano dall’11 al 13 dicembre 2015, Esuli, la trilogia di documentari dedicati ai rifugiati, per la regia di Barbara Cupisti (Madri; Vietato sognare; Fratelli e Sorelle, storie di carcere; Interferenze Rom): Esuli – Le guerre (che sarà proiettato venerdì 11 dicembre alle ore 17:15); Esuli – Tibet (proiezione sabato 12 dicembre alle ore 16:30) ed Esuli – L’ambiente(proiezione domenica 13 dicembre alle ore 16:30). Tutte le proiezioni avverranno presso l’Unicredit Pavillion di piazza Gae Aulenti, 10. La trilogia – presentata nella sezione Fuori Concorso del festival – è prodotta da Clipper Media e RAI CINEMA e nelle parole degli stessi produttori, vuole approfondire le storie di chi vive lontano dal proprio Paese di origine, spesso in situazioni di precarietà abitativa, sanitaria, lavorativa, economica, sociale ed educativaIl progetto si sviluppa in tre documentari, ciascuno di un’ora circa, che indagano le “ragioni dell’esilio”: i conflitti e le guerre; le persecuzioni politiche, razziali e religiose; i cambiamenti ambientali e il depauperamento delle risorse naturali. Il primo documentario, Esuli – Le guerre, realizzato con il patrocino dell’Alto Commissariato delle Nazione Unite per i Rifugiati (UNHCR), è dedicato ai profughi di guerra ed è stato realizzato in Turchia e Giordania tra i profughi siriani e palestinesi e in Kenya tra i profughi somali. Il secondo documentario, Esuli – Tibet, si concentra sulle storie di esodo di coloro che sono stati costretti ad allontanarsi dal proprio Paese a causa di persecuzioni di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale od opinione politica. In particolare, il documentario narra la vicenda dei profughi tibetani ed è stato realizzato in India, sede del Parlamento tibetano in esilio. Il terzo documentario, Esuli – L’ambiente,realizzato con il patrocino di Amnesty International sezione italiana, è dedicato ai “rifugiati ambientali” e agli esuli da “conflitti ambientali” ovvero a tutte quelle situazioni in cui il degrado ambientale, il depauperamento delle risorse, l’inquinamento, i disastri naturali hanno determinato, per centinaia di comunità sparse nel mondo, l’impossibilità di garantirsi mezzi di sostentamento nei propri territori. I Paesi coinvolti in questo documentario sono il Brasile e gli Usa (California). Nel lavoro di ricerca ci si è avvalsi di fonti istituzionali quali l’Ufficio ONU per i Rifugiati, il WFP, l’Amministrazione centrale tibetana di Dharamsala e la Città di Porterville (California) e le ONG locali ed internazionali Action Aid, Survival International, Greenpeace, International Campaing for Tibet, Conselho Indigenista Missionario.

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