UNICEF: più di 1 milione di bambini nella Repubblica Centrafricana ha urgente bisogno di assistenza dopo tre anni di combattimenti

In previsione della visita di Papa Francesco domani

UNI19524928 novembre 2015 – Si stima che 1,2 milioni di bambini ha urgente bisogno di assistenza umanitaria dopo quasi tre anni di conflitto nella Repubblica Centrafricana. Mentre la nazione si prepara ad accogliere domani Papa Francesco per una visita di due giorni volta a promuovere la riconciliazione, l’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto di garantire libero accesso alle organizzazioni che cercano di aiutare le persone colpite dalla crisi. “La violenza che ha afflitto questo paese ha avuto un impatto devastante sulla vita dei bambini”, ha detto Mohamed Fall, Rappresentante dell’UNICEF nella Repubblica Centrafricana. “I bisogni umanitari sono schiaccianti, per affrontarli abbiamo bisogno di poter avere accesso e di un maggiore sostegno internazionale”.  L’UNICEF stima che più di due milioni di bambini sono stati colpiti dalla violenza che è scoppiata nel dicembre 2012 ed ha raggiunto livelli critici nel dicembre 2013 in seguito agli scontri che hanno portato allo sfollamento di centinaia di migliaia nella capitale Bangui. Quasi 400.000 persone sono sfollate all’interno del paese, e nuovi scontri nel mese di settembre hanno creato ulteriori 39.000 sfollati interni a Bangui. Un ulteriore mezzo milione di persone vive come rifugiati nei paesi vicini. L’insicurezza e la mancanza di fondi continuano a mettere a rischio le attività di assistenza urgenti, mentre gli attacchi contro i convogli mettono in pericolo la distribuzione degli aiuti umanitari all’interno del paese. Anche nelle aree non interessate dai combattimenti, le comunità continuano ad avere bisogno di sostegno. Circa un terzo della popolazione non ha accesso all’acqua potabile e il 41% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica. Nonostante la gravità dell’emergenza, l’UNICEF ha ricevuto  37 milioni di $ – ovvero poco più del 50% – dei $ 70,9 milioni necessari per fornire interventi salvavita urgenti ai più vulnerabili nel 2015. Una canzone per la pace, scritta e cantata dai bambini, è stata trasmessa sulle stazioni radio prima dell’arrivo del Papa. Il testo della canzone, che invoca l’unità nazionale e la fine dei combattimenti, è stato presentato da tre bambini nell’ambito di un concorso organizzato dall’UNICEF con la principale emittente radiofonica del paese, Radio Ndeke Luka. Altri tre bambini sono stati selezionati per cantare la canzone. “Siamo fiduciosi che le voci di questi bambini saranno ascoltate e che la visita del Papa nel paese saprà promuovere la riconciliazione, in un paese che ha un disperato bisogno di pace”, ha detto Mohamed Fall, Rappresentante dell’UNICEF nella Repubblica Centrafricana.

Terrorismo: senatori Lega, allarme rosso servizi segreti francesi: ” il Papa non vada in Centrafica, lo vogliono assassinare”

Stando a quanto rivelato appena pochi minuti fa dal sito specializzato in intelligence “Globalist”, diretto da Gianni Cipriani, gli 007 d’oltralpe considerano a rischio terrorismo la veglia di preghiera a Bangui.

NEWS_165398Roma, 19 novembre – “L’allarme rosso lanciato dai servizi segreti francesi sull’intenzioni di assassinare il Papa durante la tappa nella Repubblica Centrafricana del suo prossimo viaggio ci riempie d’angoscia. Stando a quanto rivelato appena pochi minuti fa dal sito specializzato in intelligence “Globalist”, diretto da Gianni Cipriani, gli 007 d’oltralpe considerano a rischio terrorismo la veglia di preghiera a Bangui. Questo allarme è parte integrante delle minacce e degli attacchi che i fondamentalisti islamici vogliono portare contro i cristiani e il cristianesimo, che sono sempre di più nel mirino dei terroristi.La difesa dei nostri valori e della nostra cultura deve essere l’imperativo in Italia e in tutti i paesi in cui i cristiani sono perseguitati per la loro fede”. E’ quanto scrivono in una nota congiunta i senatori della Lega Nord, Sergio Divina e Nunziante Consiglio citando il sito di intelligence www.globalist.it

Fonte www.globalist.it

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