UNICEF su Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato

Nel 2015, l’UNICEF ha assicurato il rilascio di più di 10.000 bambini da forze o gruppi armati e ha contribuito a reintegrare 8.000 bambini.

bambini-soldato12 febbraio 2016- In occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato (oggi) l’UNICEF ricorda che decine di migliaia di bambini vengono reclutati e utilizzati nei conflitti in tutto il mondo. Soltanto in Sud Sudan dall’inizio del conflitto (nel dicembre 2013) 16.000 bambini sono stati reclutati e utilizzati dalle forze armate e da gruppi di tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso; in Yemen tutti i gruppi coinvolti nel conflitto hanno ampiamente reclutato bambini; nella Repubblica Centrafricana tra i 6 e i 10 mila bambini sono stati reclutati da gruppi armati durante la crisi. Secondo il Rapporto UNICEF UK “Ending the Recruitment and the Use of Children in Armed Conflict”, i bambini vengono utilizzati in vari modi dalle forze e dai gruppi armati, come combattenti, cuochi, facchini, messaggeri, spie o sono sottoposti a sfruttamento sessuale.  In Iraq e in Siria, la proliferazione di gruppi armati e l’avanzamento militare dell’ISIS hanno reso i bambini ancora più vulnerabili al reclutamento. Bambini di 12 anni subiscono l’addestramento militare, oltre ad essere utilizzati come informatori e guardie ai posti di blocco e in altri luoghi strategici. In altri conflitti gruppi armati rapiscono i bambini in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Somalia e Sud Sudan. Nella Repubblica Centrafricana oltre 2.800 bambini sono stati rilasciati nel 2014, tra cui 646 ragazze. Nel maggio 2015, i leader dei gruppi armati hanno firmato un accordo per liberare tutti i bambini e per porre fine a qualsiasi nuovo reclutamento. Da allora più di 600 bambini sono stati rilasciati. In Myanmar, dalla firma di un piano d’azione nel giugno 2012 quasi 700 bambini sono stati liberati dalle forze armate. In Sud Sudan: a seguito ad un accordo di pace locale, il gruppo armato Cobra Faction ha rilasciato 1.755 bambini. Nel 2015, l’UNICEF ha assicurato il rilascio di più di 10.000 bambini da forze o gruppi armati e ha contribuito a reintegrare 8.000 bambini. L’UNICEF lavora per ottenere la liberazione dei bambini soldato da parte delle forze e dei gruppi armati e per reintegrarli nelle loro società. “Non possiamo aspettare la pace per aiutare i bambini intrappolati nelle guerre. Dobbiamo investire in interventi concreti per tenerli lontani dalle linee di combattimento, soprattutto attraverso l’istruzione e il sostegno economico. Dobbiamo ricordarci che sono anche queste le situazioni da cui tanti bambini e adolescenti fuggono per cercare protezione in Europa” – ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera – “Fino a quando queste gravi violazioni continueranno, la comunità internazionale non avrà onorato la sua promessa di porre fine, una volta per tutte, al reclutamento e all’impiego di bambini nei conflitti armati”. La Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato ricorda il giorno in cui nel 2002 è entrato in vigore il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati. Attualmente il protocollo è stato ratificato da 159 Stati.

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UNICEF, in Sud Sudan liberati altri 250 bambini soldato

 Tra loro anche una bimba di 9 anni, in tutto da gennaio smobilitati 1.300 bambini

bambini-soldato-2_La-grande-testataRoma, 22 marzo  – Fino a 250 bambini soldato, tra cui quattro ragazze – compresa una di nove anni- sono stati rilasciati ieri in Sud Sudan da un gruppo armato, la Cobra Faction. Un altro gruppo di 400 sarà  rilasciato nei prossimi due giorni. Il rilascio è avvenuto nel remoto villaggio di Lekuangole, nel Jonglei State. E’ il terzo rilascio di bambini a seguito di un accordo di pace tra la fazione e il governo. L’UNICEF, il Government’s National Disarmament e il Demobilization and Reintegration Commission (NDDRC) stanno lavorando insieme per prendersi cura dei bambini e reintegrarli di nuovo nelle loro comunità. Cobra Faction ha informato l’UNICEF che hanno fino a 3.000 bambini soldato nel loro gruppo armato. In una cerimonia formale a Lekuangole i bambini sono stati smobilitati dal NDDRC con le loro armi e uniformi e scambiati con abiti civili. L’UNICEF ha poi preso la responsabilità della cura dei bambini in un centro di cura nel villaggio dove riceveranno cibo, riparo e cure mediche. L’UNICEF ed i suoi partner inizieranno a rintracciare le loro famiglie, e, dove sarà necessario, forniranno supporto psicosociale. Squadre dell’UNICEF e della NDDRC hanno registrato 654 bambini. L’UNICEF ha detto che molti altri bambini soldato, comprese le ragazze, rimangono nei campi di bestiame nella zona. Due ulteriori rilasci sono in programma a breve. Il Rappresentante UNICEF in Sudan meridionale, Jonathan Veitch ha sottolineato che con questo rilascio il numero di bambini soldato smobilitati è salito a 1.314. “Dei 660 bambini liberati a Pibor e Gumrok, 200 bambini sono stati riuniti o stanno per riunirsi con le loro famiglie. In breve tempo questa cifra raddoppierà”, ha detto Veitch. “Mentre accogliamo con favore la libertà per i bambini, siamo anche profondamente turbati dalle centinaia di bambini che sono rapiti nell’Upper Nile e nel Unity States. I ragazzi sono presi di mira e arruolati dalle forze del governo e di opposizione.” “L’UNICEF condanna questa violazione dei diritti umani e invita tutte le parti a liberare i bambini. L’UNICEF è pronta a sostenere la loro smobilitazione”, ha detto Veitch.

Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato: oltre 250 mila i minorenni coinvolti

UNICEF e Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i bambini nei conflitti armati: conflitti sempre più brutali e intensi lasciano i bambini a maggior rischio di reclutamento

bambini soldatoRoma, 14 febbraio  – I bambini sono sempre a rischio di reclutamento e di utilizzo da parte di gruppi armati, poiché i conflitti in tutto il mondo diventano sempre più brutali, intensi e diffusi, hanno dichiarato oggi  l’UNICEF e il Rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini  nei conflitti armati in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato.  “Mentre i governi hanno fatto progressi a riconoscere che i bambini non devono essere parte degli eserciti, il reclutamento dei bambini soldato rappresenta ancora un problema enorme, in particolare nei gruppi armati”, ha detto Leila Zerrougui, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i bambini nei conflitti armati. “Su 59 parti in conflitto individuate dal Segretario Generale per gravi violazioni contro i bambini, 57 sono state richiamate perché stanno reclutando e utilizzando bambini soldato”.
L’UNICEF e l’Ufficio del Rappresentante speciale lanciano un appello per un intervento urgente per porre fine alle gravi violazioni contro i bambini, incluso il loro reclutamento e utilizzo da parte di gruppi armati. Le parti in conflitto devono rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale.
“Il rilascio di tutti i bambini da parte dei gruppi armati deve avvenire senza ulteriori ritardi. Non possiamo aspettare la pace per aiutare i bambini intrappolati nel mezzo delle guerre”, ha detto il Vicedirettore generale dell’UNICEF Yoka Brandt. “E’  assolutamente necessario per il futuro dei bambini della loro società Investire in interventi  per tenerli lontani dalle linee del fronte, anche attraverso il sostegno economico e all’istruzione”.
Decine di migliaia di ragazzi e ragazze sono associati alle forze e ai gruppi armati in conflitto in oltre 20 paesi in tutto il mondo. Molti sono stati vittime, o testimoni o sono stati costretti a partecipare in atti di indicibile brutalità.
-In Afghanistan: nonostante i progressi compiuti per porre fine al reclutamento e all’impiego di bambini nelle forze nazionali di sicurezza i, i bambini continuano ad essere reclutati dalle parti in conflitto, quali la Haqqani Network e i talebani. Nei casi più estremi, i bambini sono stati usati come attentatori suicidi, per la fabbricazione di armi e per il trasporto di esplosivi.
– Nella Repubblica Centrafricana: ragazzi e ragazze di appena otto anni sono stati reclutati e utilizzati da tutte le parti coinvolte nel conflitto per prendere parte direttamente alle violenze inter-etniche e religiose.
– Nella Repubblica Democratica del Congo: le Nazioni Unite hanno documentato nuovi casi di reclutamento di bambini da parte di più gruppi armati che operano nella parte orientale del paese. I bambini, in alcuni casi, anche di 10 anni di età, sono stati reclutati e utilizzati come combattenti, o in funzioni di supporto, come facchini e cuochi. Le ragazze sono state usate come schiave sessuali o sono stati vittime di altre forme di violenza sessuale.
– In Iraq e Siria: gli avanzamenti dell’ISIL e la proliferazione di gruppi armati hanno reso i bambini ancora più vulnerabili al reclutamento. Bambini di 12 anni sono in fase di addestramento militare e sono stati usati come informatori, per presidiare i posti di blocco e per sorvegliare punti strategici. In alcuni casi, sono stati utilizzati come attentatori suicidi e per effettuare esecuzioni.
L’UNICEF lavora con i partner per sostenere i bambini, una volta che vengono rilasciati dai gruppi armati. Ciò include ricongiungerli con le loro famiglie e fornire loro assistenza sanitaria, generi di prima necessità e sostegno psicologico, nonché l’accesso ai programmi di istruzione e di formazione.
Proprio di recente in Sud Sudan è iniziato il rilascio graduale di circa 3.000 bambini del South Sudan Democratic Army (SSDA) Cobra Faction. Più di 500 bambini sono stati rilasciati nelle ultime due settimane e stanno ricevendo sostegno per tornare alla vita normale. Ulteriori rilasci sono previsti nel corso del mese prossimo.

 

Congo, liberati 82 bambini-soldato reclutati da milizie

 bambini soldatoSono stati riuniti alle loro famiglie. Lo ha annunciato l’Onu. 

(Ansa-Afp) – Kinshasa, 16 agosto – Piu’ di 80 bambini, alcuni di soli otto anni, che erano stati reclutati dalle milizia Bakata Katanga, attiva nella provincia del Katang (a est del Congo), sono stati riuniti alle loro famiglie. Lo ha annunciato l’Onu. La missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica democratica del Congo (Monusco) “accoglie la liberazione di 82 bambini, tra cui 13 ragazze, dal gruppo armato Mai Mai armato Bakata Katanga, avvenuta tra il 13 maggio e il 15 agosto 2013”, si legge in una nota dell’Onu. Continue Reading

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