Napoli Baku: diplomazia ed economia

Un partenariato economico – culturale di forte interesse per il tessuto imprenditoriale campano

di Domenico Letizia

Si è svolto a Napoli, presso l’Hotel Romeo, l’interessantissimo incontro, organizzato dall’Associazione Napoli-Baku, in cui si è approfondito l’attualità dei rapporti culturali, economici e commerciali tra l’Italia, in particolare la Campania e l’Azerbaijan. Significativa la partecipazione di imprenditori e giornalisti all’evento a cui hanno partecipato l’Ambasciatore della Repubblica di Azerbaigian in Italia, Mammad Ahmadzada e la parlamentare azera Ganira Pashayeva, membro della delegazione della Repubblica dell’Azerbaijan all’Assemblea Parlamentare al Consiglio d’Europa.

L’Ambasciatore ha ribadito gli importanti rapporti che legano i nostri due Paesi, in primo luogo economici (l’Italia è il partner più importante dell’Azerbaijan in Europa); ma anche politici, testimoniati anche dalle recenti visite nel Paese centro-asiatico da parte dell’allora Ministro degli Esteri e attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e del Ministro dello Sviluppo Economico Calenda. La Parlamentare Ganira Pashayeva dopo aver invitato a visitare l’Azerbaigian per conoscere e approfondire la storia e la cultura del paese caucasico ha ricordato la caratteristica principale del paese: il Multiculturalismo. “La popolazione dell’Azerbaijan è in maggioranza musulmana; tuttavia chiunque avrà la possibilità di visitare questo Paese vedrà un modello di multiculturalismo che costituisce la nostra principale ricchezza: qui è possibile per tutti vivere in pace e armonia”, ha dichiarato Ganira Pashayeva.

Interessantissima la relazione del Presidente dell’Associazione Napoli Baku, Giuseppe Caniglia, che ha elencato le opportunità fiscali e le prospettive economiche, dovute anche alla diversificazione economica in atto nel paese, per gli imprenditori napoletani interessati ad investire in Azerbaigian. Nel pomeriggio dalle ore 17,00 l’evento “Remember Khojaly” durante il quale è stato proiettato un filmato in commemorazione del massacro di Khojaly in cui furono uccisi centinaia di civili azeri nel 1992 durante la guerra del Nagorno-Karabakh, e rappresenta il più grave evento nel pur drammatico conflitto, e il cui anniversario cade in questi giorni. Nel febbraio del 1992 l’esercito dell’Armenia, con accanto le truppe ex sovietiche, iniziò un attacco contro la città. L’intento era quello di compiere un massacro, eliminare la popolazione residente nella zona, attuando una vera e propria pulizia etnica. Khojaly venne rasa al suolo. Il resoconto ufficiale delle vittime del massacro conta 613 civili azerbaigiani, tra cui 106 donne, 63 bambini e 70 anziani; 56 persone vennero uccise con particolare crudeltà. Come conseguenza di questa tragedia, 487 persone furono rese invalide e 1275 civili – inclusi donne e bambini, dopo la cattura, subirono violenze e gravi ferite fisiche, durante la prigionia. Inoltre, 150 prigionieri sparirono senza lasciare traccia. Cinquantasei civili furono uccisi con particolare brutalità e crudeltà.

Le fonti parlano di vittime bruciate vive, decapitate e destinatarie dei più terribili oltraggi. Una tragedia di estrema attualità. Occorre citare, per onestà di cronaca, i ricordi dell’attuale presidente in carica della Repubblica dell’Armenia, SerzhSargsyan, che era capo del “Comitato della Sdf”, regime separatista illegale nel Nagorno-Karabakh, pubblicati nel libro del giornalista britannico Thomas de WaalBlack Garden: Armenia e Azerbaigian attraverso la pace e la guerra”: “Prima di Khojaly, gli azerbaigiani pensavano che stessimo scherzando. Ritenevano che gli armeni non avrebbero potuto arrecare danno alla popolazione civile. Ora si poteva rompere quello stereotipo e questo è quello che è successo”, ha riconosciuto SerzhSargsyan. Lo scrittore armeno MarkarMelkonian, nel suo libro “My Brother’s Road: an American’sFatefulJourney to Armenia” dedicato a suo fratello, il noto terrorista internazionale Monte Melkonian (che è intervenuto direttamente nella conquista di Khojaly), descrive in dettaglio come gli armeni uccisero i civili a Khojaly. Secondo lui, alcuni abitanti di Khojaly si erano rifugiati in un luogo sicuro, dopo un percorso di circa 10 chilometri, quando i soldati armeni li catturarono e li pugnalarono a morte. Quello di Napoli è stato un incontro importante che sicuramente incide positivamente nell’affermazione dei rapporti diplomatici economici e culturali tra il Meridione italiano e l’Azerbaigian.

Fotografia a cura di Fortunato Materazzo, membro dell’Associazione “Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia”:

Concorso internazionale di fotografia sul dialogo interculturale tra giovani

Consiglio Giovani e Sportello Eurodesk informano

Intercultural dialog from the point of view of youthCori, 22 Marzo 2016 – Il concorso dal titolo “Intercultural dialog from the point of view of youth” è organizzato dal Ministero della Gioventù e dello Sport e dal Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica dell’Azerbaijan, e realizzato nel quadro del 7° Global Forum of UN Alliance of Civilizations, che si terrà a Baku dal 25 al 27 Aprile 2016. L’obiettivo del contest è di migliorare i valori della differenza culturale, della tolleranza e della comprensione reciproca, e di promuovere il dialogo interculturale ed inter-religioso attraverso l’aiuto della fotografia. Durante il Forum sarà organizzata un’esposizione delle migliori foto del concorso. Per poter partecipare è necessario avere tra i 14 e i 29 anni. Le fotografie possono coprire temi quali l’istruzione, l’immigrazione, i media e i giovani, basati sulle priorità fissate dall’UN Alliance of Civilizations. Le foto saranno valutate da una giuria e prevedono i seguenti premi: 1° posto: 1.000$; 2° posto: 750$; 3° posto: 500$. La copertura delle spese (viaggio, vitto e alloggio, e trasporti interni) di tutti i vincitori che parteciperanno alla cerimonia a Baku del Global Forum saranno a carico dell’organizzazione. Per partecipare c’è tempo fino al 31 Marzo 2016.

Maggiori informazioni su https://dl.dropboxusercontent.com/u/16671764/International_photo_contest_25-27_april_2016.pdf

Fonte: Eurodesk Italy – www.eurodesk.it

Italia- Azerbaigian: delegazione parlamentari incontrano vice ministro esteri e nuovo ambasciatore

La delegazione dei parlamentari italiani era composta dai senatori Sergio Divina, Maria Rizzotti e Mauro Maria Marino

di Romolo Martelloni

FullSizeRenderROMA, 4 Febbraio – Incontro conviviale e di cortesia ieri sera presso un ristorante della capitale tra una delegazione dell’associazione interparlamentare di amicizia Italia-Azerbaigian e il vice ministro degli esteri dell’Azerbaigian, Hafiz Pashayev che e’ anche rettore dell’Universita’ Diplomatica e delle Relazioni Internazionali di Baku, accompagnato dal nuovo ambasciatore designato e dal primo segretario d’ambasciata Vuqar Haciyev. La delegazione dei parlamentari italiani era composta dai senatori Sergio Divina, Maria Rizzotti e Mauro Maria Marino.

Siamo tutti Azerbaigiani!!!

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della comunità italiana a Baku

 

italy-azerbaijan-flags“In Azerbaigian esiste una cospicua comunità italiana che, come accade in qualsiasi altro paese estero, si conosce, si incontra e spesso si confronta sui fatti che accadono in Italia e in Europa. O talvolta invece si scambia opinioni su ciò che accade nel paese che li ospita. Quando si sta all’estero, c’è più interesse per ciò che accade “fuori e dentro” il mondo in cui si vive. Si è tutti più ricettivi. La ricerca di informazioni, di notizie diventa un’attività costante. Forse per la necessità di tenere un filo conduttore tra il luogo in cui si vive ed il paese di origine. Noi Italiani, quando siamo all’estero, amiamo il nostro paese molto di più di quanto siamo in grado di farlo quando siamo in Italia. Lo amiamo perché rimpiangiamo sempre le cose belle dell’Italia, quelle che ci hanno resi grandi ed importanti a livello internazionale. Come non rimpiangere la nostra buona cucina, le nostre città d’arte, le nostre isole, i piccoli paesi medievali sparsi qua e la nello stivale? Siamo fieri ed orgogliosi di vedere i nostri marchi nelle vetrine dei migliori negozi del centro, di incontrare persone straniere che indossano le maglie delle nostre squadre di calcio. E’ così gratificante parlare Italiano e sentirsi dire dal vicino di tavolo che la nostra lingua ha il suono di una poesia. In poche parole è bello essere Italiani… quando si vive fuori dall’Italia. Ogni Italiano all’estero però ha una ragione diversa che lo ha spinto ad allontanarsi dall’Italia: chi per amore, chi per volontà della propria azienda, chi per cercare lavoro, chi per fare impresa o semplicemente per la voglia di fuggire via. Ma il motivo per cui sei arrivato dall’altra parte del mondo in fondo non è mai così importante. La cosa che stupisce è la solidarietà che si crea tra concittadini, il bisogno di proteggersi l’uno con l’altro. La necessità di sentirsi appartenenti ad un’unica bandiera. A Baku, nelle ultime settimane è successa una strana cosa. Per la prima volta gli Italiani, o almeno la gran parte di essi, si sono confrontati sull’attacco mediatico subito dall’Azerbaigian prima, durante e dopo l’organizzazione dei Giochi Europei. E la stragrande maggioranza di essi ha concordato sul fatto che questo attacco è stato del tutto inopportuno, forse manovrato, o comunque frutto di una grande ignoranza che aleggia in Europa sull’Azerbaigian e su tutta questa area geografica. La cosa assolutamente inusuale è stato sentirsi tutti vicini ad un popolo ed una nazione che non sono l’Italia, ma in cui tutti noi ci sentiamo a casa e che rispettiamo per gli sforzi compiuti dal crollo dell’Unione Sovietica ad oggi in tutti i settori, dall’istruzione all’edilizia, dalla valorizzazione della cultura e dello sport alla politiche internazionale e allo sviluppo sociale. Abbiamo scoperto che in fondo ci sentiamo tutti Azerbaigiani! Gli Italiani a Baku, attraverso questa lettera, vogliono esprimere il loro dissenso e il loro sdegno per tutti quegli articoli che fanno una critica ad un paese senza neanche considerare la storia, il contesto geopolitico e la cultura che lo caratterizzano. Il fenomeno della cattiva informazione non danneggia solo una nazione, bensì la sua gente, il progresso sociale, le amicizie tra i popoli.”

 

Gli Italiani a Baku

Elio Bevilacqua, Paola Casagrande, Stefano Muscaritolo, Giulio Alvino, Alessandro Giamberti, Gianluca Fatone

Ido Giuseppe Biffi, Mauro Fregni, Giuseppe Massacusa, Cristian Lombardi, Alberto Caggiani, Claudio Zagato

Carlo Cervellieri, Roberto Casadei Rossi, Fabrizio Ranieri, Marco Catelani, Andrea Uliva, Enrico Venuturelli

Massimo Giorgietti, Massimo Bernardino, Maurizio Schirru, Mario Sias, Maurizio Spiga, Andrea Carboni

Maurizio Mullano, Andrea Ruffoni, Mario Raffo

Focus sull’Azerbaigian alla società geografica italiana

L’Azerbaijan, paese di convivenza culturale, religiosa, un orgoglio reale dove Chiese, Moschee, Sinagoghe condividono lo stesso territorio. Azerbaijan simbolo di multireligiosità

di Romolo Martelloni

Azerbaigian-in-crescita-9.12.13Roma, 4 luglio – Il suo nome risuona a molti fin troppo poco musicale, con una cadenza e affiancamento di lettere il cui suono suscita spesso un irrefrenabile inarcamento delle sopracciglia con tanto di grandi e spalancati occhi increduli – il tutto completato dal comune e oramai banale commento “ma quel posto è sicuro?”. Ebbene, l’*Azerbaijan è molto più di un “posto”: è uno Stato, una forma di governo repubblicana bagnata dal ricco Mar Caspio e vicina terra dell’Iran sciita, della sempre più europeista Georgia, della grande Russia ed il suo cugino nemico – l’Armenia, Paese col quale da anni si combatte una guerra congelata a tratti infuocata, per la rivendicazione del Nagorno Karabakh, rivendicazione rafforzata da varie risoluzioni della comunita’ internazionale, in primis l’Onu. E’ in questo breve richiamo che il tutto e’ condensato nel presentare alla Societa’ Geografica Italiana lo scorso 1 luglio il paese Azerbaigian dopo che alcuni rappresentanti della blasonata Societa’ Geografica, accompagnati da Paola Casagrande, Presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Azerbaigian, hanno potuto visitare il paese in un tour di 10 giorni. A Villa Celimontana, presenti tutte le massime istituzioni da rappresentanti del Senato e della Camera dei Deputati, alla Regione Lazio, a Roma Capitale nonche’ un delegato dell’Ufficio italiano della Commissione Europea, oltre a esponenti della societa’ civile, si e’ cosi’ svolto un incontro diviso in tre momenti che, dopo i saluti di Azar Karimli, massimo esponente del Parlamento di Baku e Presidente dell’Interparlamentare di amicizia Azerbaigian-Italia, ha potuto dare un quadro esaustivo del paese caucasico e delle tante opportunita’ non solo economiche ma anche turistiche che puo’ offrire. Baku è la capitale di questo che è oggi un Paese ed una realtà a noi sempre più vicina e necessaria, nonostante i racconti e la Storia non diano giustizia a esistenze statali ex sovietiche ora in forte accelerazione per consenso internazionale. La ricchezza della città, la grande città con quasi 2 milioni di abitanti, è violenta nel suo imponente modo di manifestarsi, il suo prendere forma con strutture, edifici, parchi geometricamente curati, grattacieli così specchiati da vederci dentro cieli riflessi con nuvole annesse. Un lungomare che sembra proteggere e accogliere le varie piattaforme di estrazione di petrolio, la cantieristica incessante per l’avvio del Tanap e del Tap gasdotto che approderà direttamente sulle coste salentine per soddisfare gli affamati di gas e allontanare il vizio di fumo di dipendenza chiamato Russia. Tuttavia Baku non è soltanto modernità portata all’estremo, vie lussuose per chi ama passeggiare, cordialità straniera per lo straniero di turno in patria. Baku è volutamente in gara per sentirsi nominare principale referente dello scambio di saluti e affinità, mani che si salutano e discorsi preimpostati sul tema della globalità e diversità al tempo stesso, da tutelare e da rispettare. In uno di futuristici edifici, il centro culturale Heydar Aliyev Center, si è svolto nelle giornate del 18 e 19 maggio, Il 3° “World Forum of intercultural dialogue”. Un evento di richiamo internazionale promosso dall’UNESCO, dall’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, dall’Organizzazione mondiale del Turismo, dal Consiglio d’Europa, dall’ISESCO e dal Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa. Il tema di questa terza edizione è stata la cooperazione e la sostenibilità per l’agenda post 2015. Centro Paesi rappresentati da alte cariche ministeriali e diplomatiche, incroci di culture, religioni e modi di pensare. E qui Karimli ha voluto ricordare le parole del presidente Ilham Aliyev all’ apertura del Forum : “L’Azerbaijan, paese di convivenza culturale, religiosa, un orgoglio reale dove Chiese, Moschee, Sinagoghe condividono lo stesso territorio. Azerbaijan simbolo di multireligiosità”. Questa gioviale condivisione si respira davvero tra le strade di Baku, come di Gakh situata a nord o di Quba dove esiste una antica comunita’ ebraica e cio’ nonostante la sua posizione geografica collochi il Paese in un area ora di grande frammentazione e rivalità che sfocia sempre più spesso in odio religioso. Qui comunque e’ forte la connessione con l’Europa, una identita’, quella azera, che non nasconde influenze europee. E tutte le piu’ importanti citta’ azere si presentano al turista o al ricercatore con stradine alberate pulite e ben asfaltate, nel pieno del camminare osserverete quella stessa Europa e, per diretta derivazione, quell’ immancabile Occidente, prendere vita nelle boutique della capitale dai marchi di alta moda – Bulgari che sovrasta un angolo di strada, affiancato dalle vetrine di Dolce e Gabbana, e poi ancora Versace, Burberry fino allo stordimento che porta a credere di passeggiare in via Monte Napoleone a Milano. Ma questo e’ anche il magico e irruento effetto del petrolio e del gas naturale, cui l’Azerbaigian dopo la guerra civile in Libia e’ diventato il primo esportatore per l’Italia, del prezzo che ne consegue e del suo perenne potere attrattivo per chi in casa sua non ne ha mai sentito l’odore ed è costretto a giocare di ruolo nella caccia al tesoro nero

 

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