La Crisi degli Avvocati ed il Declino di una Professione: “Siamo i Nuovi Esodati”

Il mestiere dell’avvocato è ormai in continuo declino a causa di provvedimenti, presi e mancati, che hanno affossato l’avvocatura: il numero chiuso, l’aumento del contributo unificato, la chiusura delle sedi distaccate, la diminuzione degli onorari e aumento dei costi di previdenza, l’esercizio continuativo della professione ed il divorzio senza avvocato

ImageProxyRoma, 22 aprile 2016 – Sono gli avvocati i nuovi esodati? Pare proprio di sì. Abbandonata la vecchia immagine della professione, che la vedeva come qualificante, bella e, perché no, remunerativa, oggi a mettere i bastoni tra le ruote ai professionisti del diritto e ad affossare l’antico mestiere ci pensano sempre più provvedimenti (o non provvedimenti) di dubbia convenienza. Valeria Zeppilli, avvocato in Ascoli Piceno ed articolista per il sito di news giuridiche Studio Cataldi (www.studiocataldi.it), ha stilato un elenco di tutti i provvedimenti che finora hanno danneggiato la professione, pregiudicandone pesantemente il futuro. Vediamolo insieme. Niente numero chiuso Per l’accesso alla laurea e alla professione dell’avvocato manca il numero chiuso. Attualmente solo alcune facoltà sono a numero chiuso: Architettura, Medicina e chirurgia, Medicina in lingua inglese, Odontoiatria e protesi dentaria, Scienze della formazione, Veterinaria. Sono a numero chiuso anche i corsi triennali delle professioni sanitarie. Ma per la laurea in giurisprudenza non c’è il numero chiuso, con la conseguenza che ci sono molti più avvocati di quante siano le reali esigenze di assistenza e che molti studenti si riversano sulla facoltà di giurisprudenza solo perché non hanno “di meglio” da fare o perchè non sono riusciti ad accedere ad altre facoltà. Nonostante in maniera sempre più insistente si stia valutando la possibilità di inserire giurisprudenza tra le facoltà a numero chiuso e anche di limitare l’accesso alla pratica forense, di certo quello del numero eccessivo, anche valutando il complesso del sistema universitario e di accesso alle professioni italiano, si è posto storicamente come uno dei primi problemi del declino dell’avvocatura. Intanto l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali è stato modificato, con la pubblicazione del relativo decreto in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 aprile.Aumento del contributo unificato In ogni caso quello dell’accesso alla professione non è di certo l’unico problema. Si pensi, ad esempio, all’aumento del contributo unificato, che, volto a deflazionare l’eccessivo arretrato che grava sui tribunali, ha scoraggiato i cittadini dal far valere giudizialmente le proprie ragioni. Chiusura delle sedi distaccate A tutto ciò si è aggiunta la chiusura di molte sedi distaccate di tribunale e giudice di pace, che ha contribuito a lasciare ai margini alcuni degli avvocati “di periferia”. Situazione, peraltro, che rischia di essere ulteriormente aggravata se la riforma della geografia giudiziaria attualmente in discussione finirà per andare in porto. Diminuzione degli onorari e aumento dei costi di previdenza E in termini strettamente economici? Non possiamo dimenticare che mentre da un lato sono diminuiti gli onorari degli avvocati, in forza di numerosi interventi che li hanno aggrediti su più fronti, dall’altro si è resa obbligatoria per tutti gli iscritti all’albo l’iscrizione anche a Cassa Forense e sono stati addirittura aumentati i contributi previdenziali. Rendendo per i giovani avvocati l’avvio autonomo della professione quasi un’utopia. Esercizio continuativo della professione Ultimamente, poi, è stato pubblicato in Gazzetta il decreto con il quale sono stati stabiliti i requisiti in assenza dei quali gli avvocati non possono più restare iscritti all’albo. Per poter continuare ad esercitare, in particolare, è necessario che l’avvocato sia titolare di una partita Iva attiva o faccia parte di una società o associazione professionale titolare di partita Iva attiva; abbia l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attivita’ professionale; abbia trattato almeno cinque affari per ciascun anno; sia titolare di un indirizzo p.e.c.; abbia assolto l’obbligo di aggiornamento professionale e abbia sottoscritto una polizza assicurativa a copertura della responsabilità professionale. Divorzio senza avvocato Come se non bastasse, si è incentivato il “fai da te” dei cittadini. Ci si riferisce, in particolare, alla possibilità di divorziare, seppur con dei limiti, senza l’assistenza di un avvocato sia in Tribunale che in Municipio. È chiaro insomma che l’immagine della professione ha perso completamente il suo scintillio, del tutto immeritatamente. Ben lontani dai vecchi tempi, quando la professione dell’avvocato era sinonimo di ricchezza e prestigio. Alla luce di tutto ciò, in fondo, oggi chiamare gli avvocati “i nuovi esodati” non è poi del tutto azzardato.

Indagini difensive, la riforma che non decolla

A Velletri un convegno dal titolo “Le Investigazioni difensive, artt. 391 bis – 391 decies c.p.p.”, per riaffermare il diritto e dovere della difesa a svolgere un ruolo attivo e costruttivo nel processo penale

lucantoni Roma, 21 novembre –  Difendere investigando, è questo il  punto di snodo del convegno accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Velletri ed organizzato da Sodales Juris, dal titolo “Le Investigazioni difensive, artt. 391 bis – 391 decies c.p.p.”, che si è tenuto martedì 18 novembre presso l’aula polifunzionale del Tribunale di Velletri e che ha visto un’aula gremita di avvocati penalisti attirati dalla possibilità di dare forza allo strumento offerto dalla riforma del processo penale attuatasi già da 14 anni. Presenti in sala il Presidente del Tribunale Dr. Francesco Monastero e il Procuratore della Repubblica Dr. Francesco Prete, che hanno offerto un prezioso contributo al dibattito culturale. Tale riforma, regolamentata con la  legge n. 397/2000,  è stata emanata immediatamente dopo la modifica dell’articolo 111 della Costituzione, che ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga battaglia voluta dai penalisti e che si colloca nell’ambito delle importanti riforme del processo penale, introducendo il concetto di giusto processo, che sancisce la necessità di una piena esplicazione del contraddittorio e quindi di una difesa effettiva ed attiva. Il nuovo testo dell’art. 111 della Costituzione ha elevato a rango costituzionale, la parità fra accusa e difesa, il contraddittorio di fronte al giudice terzo ed imparziale, nonché la ragionevole durata del processo. Durante l’incontro i relatori – l’Avvocato Andrea Lazzoni della Camera Penale di La Spezia e l’Avvocato Salvatore Scuto Presidente della Camera Penale di Milano, rispettivamente responsabile e componente dell’Osservatorio per le Investigazioni Difensive dell’Unione Camere Penali sino al 13 novembre di quest’anno, coadiuvati dall’avvocato Ettore Randazzo del Foro di Siracusa, già Presidente dell’UCPI (2002-2006), hanno analizzato e argomentato con attenzione, i contenuti disciplinati dagli articoli 391 bis e seguenti del c.p.p.  Si è evidenziato, a seguito del capillare lavoro di monitoraggio dell’Osservatorio delle indagini difensive su tutto il territorio nazionale, durato circa due anni, che nonostante la riforma del 2000 abbia sancito chiaramente il diritto e dovere di difendersi provando,  allo stato attuale, la cultura dell’investigazione difensiva non è ancora correttamente metabolizzata.lucantoni 1 Le cause di questo empasse sono molteplici, a partire da una giurisprudenza ed una prassi giudiziaria conservatrici e diffidenti, che con interventi interpretativi-demolitori delle norme, hanno minato al cuore della riforma, fino ad arrivare alle difficoltà pratiche e alle carenze delle disciplina legislativa. La legge 397/2000 prevede tra le prerogative della difesa, la facoltà per i difensori di interrogare i testimoni e le vittime di un delitto ma all’assunzione di informazioni non può assistere la persona sottoposta alle indagini, ossia il cliente del difensore. Il pregiudizio dell’interesse privato dell’indagato alle indagini, rispetto l’interesse pubblico dell’accusa ha ristretto notevolmente l’ambito operativo del difensore, che puntualmente trova ostacoli di vario genere, compresa la diffidenza della pubblica amministrazione, sul suo percorso investigativo utile al pari di quello del magistrato alla formazione della prova. “E’ necessario pertanto non solo promuovere e diffondere la cultura delle indagini difensive attraverso una adeguata preparazione e specializzazione degli avvocati penalisti, ma sollecitare le opportune modifiche legislative, in particolare dei commi 10 e 11 dell’art. 391 bis c.p.p. L’attività di indagine difensiva per essere realmente efficace e vantaggiosa anche in termini di durata del processo,  deve necessariamente essere libera dai limiti e dalle scelte discrezionali da parte della giurisdizione, come attualmente codificati” – spiega l’avvocato Sabrina Lucantoni, moderatrice dell’incontro. “Soltanto una riforma liberale e rispettosa dei principi costituzionali del Giusto Processo, così come statuito dal novellato art. 111 della Costituzione, consentirebbe il riequilibrio tra accusa e difesa nell’ambito del processo accusatorio”conclude l’Avvocato Andrea Lazzoni della Camera Penale di La Spezia

Milano, la carica dei 400 avvocati a tutela della salute dei cittadini

Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri: “primaria esigenza del Cittadino è una Giustizia che funzioni in tempi rapidi”. Soprattutto nei casi di danno alla salute. 

2014-11-14 10.00.31Milano, 17 novembre – “Il contributo culturale e professionale delle associazioni specializzate e di riferimento del settore della Responsabilità civile sono una necessità imprescindibile per il Governo e per il Parlamento quando si tratti di provvedimenti che vanno ad incidere sui diritti fondamentali della persona” lo afferma a Milano il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri in apertura del convegno  ‘Il Ruolo delle Istituzioni nella tutela delle persone, L’accertamento, la valutazione e la liquidazione dei danni’ organizzato dall’Associazione Valore Uomo di cui è presidente l’Avvocato Giuseppe Mazzucchiello che, da anni, si batte per la difesa dei diritti fondamentali della persona così come sanciti dalla Carta di Nizza del  2000 . Il Sottosegretario Ferri, preso atto dei contrasti che esistono al momento nel settore del risarcimento dei danni da lesioni e da morte, dopo aver ascoltato le tante autorevoli voci presenti al dibattito, ha sollecitato a formulare ipotesi di riforma che certamente serviranno per dare completezza all’iter legislativo delle norme che stanno andando avanti in Parlamento. L’incontro, che ha avuto luogo ieri presso l’hotel Michelangelo della città meneghina, ha visto l’adesione di oltre 400 partecipanti, giuristi e medici, attirati in massa dal delicato tema della tutela della salute, che appare ancora oggi estremamente difficile da affrontare in sede giudiziale, in specie in alcune città. In tale materia, spiega Mazzucchiello confortato dagli autorevoli relatori intervenuti, il punto di partenza deve essere  la persona e, in casi di danno alla salute, la certezza della giustizia e del risarcimento integrale del danno subìto. “Ma cosa può comprendere il cittadino dei percorsi giurisprudenziali e legislativi che appaiono ai suoi occhi nebulosi mandandolo in confusione a causa della disparità di orientamento dei vari organi preposti?” si interroga il sottosegretario Ferri spiegando che “primaria esigenza del Cittadino è una Giustizia che funzioni in tempi rapidi”. In effetti il dibattito svolto con una foltissima presenza di Avvocati meneghini ha consentito di accertare che alcune pronunce del Tribunale di Milano, che si sono espresse sulla responsabilità medica, sono le uniche in controcorrente e, proprio mentre il Legislatore sta provando ad accelerare per portare avanti il percorso che regolamenti il risarcimento dei danni in ambito civile ad integrazione della cd Legge Balduzzi, che si occupa invece solo dell’aspetto penale della responsabilità del medico, alcune sentenze del Tribunale di Milano hanno fornito una interpretazione della stessa Legge Balduzzi addirittura estendendola all’ambito civilistico, in contrasto con l’intera giurisprudenza italiana e soprattutto della Corte di Cassazione, che annovera molteplici sentenze in tal senso.2014-11-14 10.01.00 Questa interpretazione operata da alcune sentenze Milanesi, in contrasto con la Giurisprudenza delle Corti Superiori, rischia di ingenerare aspettative nella classe medica che, verosimilmente, non solo non avrà risolto il vero problema del caro-polizze, ma che sarà ancor più esposta nei gradi successivi di giudizio. Nello stesso tempo avrà determinato la limitazione del risarcimento del danno derivante dalla lesione del diritto alla salute dei singoli danneggiati. Invece, ha concluso il dibattito, bene avrebbe fatto la giurisprudenza locale ad affrontare la questione non dalla prospettiva conflittuale tra medico e paziente, che sono entrambi i soggetti deboli della catena, ma dall’angolazione della tutela invece del medico rispetto al proprio datore di lavoro, l’Ospedale, e rispetto alle Società di Assicurazione, creando un meccanismo di vincolo della Impresa di Assicurazione, sancendo, per esempio, come illegittima la disdetta appena giunge la richiesta di risarcimento danni. Quindi Tutelare il Medico per Tutelare il Paziente, ma non contro il Paziente stesso appesantendone la tutela  giudiziaria, ma contro la Struttura Sanitaria che tende a scaricare le responsabilità sui suoi professionisti e contro le Assicurazioni che lucrano sempre più sulle polizze dei sanitari. E in questa ottica della tutela del diritto alla Salute garantito dall’art. 32 della Costituzione, i relatori presenti hanno sottolineato l’importanza fondamentale del Ruolo di Garanzia svolto dalla classe Medico-legale, la cui neutralità ed imparzialità, quando svolge il ruolo di Ausiliario del Giudice, sono presupposti essenziali ed imprescindibili. Punto di partenza in questo senso è che una norma non può definire i contenuti dell’attività del Medico-legale, che resta una prestazione da svolgere in assoluta libertà ideologica e lontana da situazioni anche solo potenziali di conflitti di interesse.

Lazio, a Velletri gli avvocati penalisti protagonisti di una difesa attiva

Il convegno ‘Le Investigazioni Difensive’ organizzato dall’associazione ‘Sodales Juris’ per promuovere la cultura delle indagini difensive

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Roma, 16 novembre 2014 – Promuovere e diffondere la cultura delle indagini difensive, che presuppone una avvocatura adeguatamente formata e specializzata, al fine di rendere tale strumento, un mezzo ordinario ed efficace e non una stravagante eccezione. E’ questo il tema principale del convegno accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Velletri ed organizzato da Sodales Juris, che avrà luogo il prossimo 18 novembre presso l’aula polifunzionale del Tribunale di Velletri, a partire dalle ore 15,00. Titolo dell’incontro “Le Investigazioni difensive, artt. 391 bis – 391 decies c.p.p.”, utile all’acquisizione di quattro crediti formativi per la categoria. La legge sulle investigazioni difensive (n. 397/2000) risale a 14 anni or sono ed è stata emanata ad un anno di distanza dalla modifica dell’art. 111 della Costituzione e dei principi del giusto processo. Si tratta di una conquista di civiltà giuridica e liberale e, nonostante il lasso di tempo trascorso, l’istituto non solo non è stato esplorato totalmente, ma non è stato “metabolizzato” dagli operatori del diritto e dalla prassi giudiziaria. “L’evento mira ad inviare un messaggio forte circa l’importanza centrale della nostra attività difensiva’ – spiega Sabrina Lucantoni avvocato penalista- Molti sono gli ostacoli, a partire da una giurisprudenza ed una prassi giudiziaria conservatrici e diffidenti, se non addirittura ostili, che si frappongono alla possibilità di usare le indagini difensive e il reale utilizzo di questo strumento, ma molteplici i vantaggi anche in termini di durata del processo e quindi di ottimizzazione economica. A questo va aggiunto che, in base alla normativa che regola questa materia e alle future modifiche che si auspicano, una difesa attiva, che sappia contrapporsi all’accusa in termini di impostazione probatoria, restituirebbe all’avvocatura penale il ruolo di protagonista del procedimento in tutte le sue fasi.

Di seguito il programma:

TRIBUNALE DI VELLETRI

AULA POLIFUNZIONALE

18 NOVEMBRE 2014

ORE 15.00 – 19.00

LE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE

art. 391 bis – 391 decies c.p.p.

– Ricezione di dichiarazioni, assunzione

di informazione da parte del difensore

– attività investigativa preventiva

– attività investigativa a contenuto scientifico

– opportunità e nuove prospettive

CONVEGNO ACCREDITATO DAL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI VELLETRI

4 CREDITI FORMATIVI

SODALES JURIS – ALL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE

A.N.F. VELLETRI

ARTI GRAFICHE s.a.s. – Albano Laziale

 

RELATORI:

Avv. SALVATORE SCUTO

Foro di Milano – Presidente Camera Penale di Milano

Componente Osservatorio per le Investigazioni Difensive

Unione Camere Penali Giunta Spigarelli

Avv. ANDREA LAZZONI

Foro di La Spezia – Responsabile Osservatorio per le Investigazioni Difensive

Unione Camere Penali Giunta Spigarelli

PRENOTAZIONI TRAMITE SITO INTERNET WWW.SODALESJURIS.IT

Roma, il premio ‘IUSGUSTANDO’ festeggia dieci anni di attività

Anche quest’anno il convivio “De gustibus disputandum est….”vedrà in gara cinque magistrati e cinque avvocati in uno show cooking dal vivo

INVITO WEB 2014 GARA 17 OTTOBRERoma, 11 ottobre – IUSgustando, festeggia i suoi primi dieci anni di attività ufficiale rendendo omaggio al ricordo di un grande magistrato, il Presidente Filippo Paone, socio ed ideatore, insieme all’avv. Antonella Sotira e al Consigliere Antonello Racanelli, della  singolare sfida ai fornelli fra avvocati e magistrati. Se la Giustizia è cotta, meglio farla cucinare da grandi giuristi e con leggerezza e allegria affrontare i delicati temi del “Food safety and Food security”e degustare le eccellenza enogastromiche scelte dall’Accademia Mondiale di Gastronomia Chaine des Rotisseurs. Il convivio “De gustibus disputandum est….”vedrà in gara cinque magistrati e cinque avvocati che in uno show cooking dal vivo, con l’ausilio degli Chef Sandro Masci, Giuseppe Amato, Ernesto Casacchia, Andrea Misseri Sara Papa e Fabio Campoli, delizieranno il palato della Commissione Ufficiale di Degustazione composta dal Presidente del Tribunale di Roma dott. Mario Bresciano, dai Presidente degli Ordini degli Avvocati di Roma e di Rieti, dalla Presidente della Fondazione Alberto Sordi Stefania Binetti,  dai magistrati Caterina Garufi, Salvatore Cosentino e Lorenzo Pontecorvo, dai membri del Consiglio Nazionale Chaine des Rotisseurs Anna Accalai e Francesco Casellato, dal Sommelier e Grand Cerimoniere della Presidenza del Consiglio Alessandro Scorsone, dall’attrice teatrale Silvia Siravo dalla cantante Giò di Sarno e capitanata dalla madrina della gara Matilde Brandi. Ad accogliere gli ospiti nella  Grande Sala Dei Cesari del Crowne Plaza St.Peter’s, la mostra fotografica “La Giustizia è cotta” con le immagini più intense di questo primo decennio di  Ars Coquinaria Iuridica, e un reportage sull’opera di Don Alessandro dè Spagnolis fondatore della onlus Africa Project a cui è destinata la raccolta fondi dell’asta benefica di fine serata che verrà battuta dalla Socia Sara Iannnone. Ai premi “Eccellenza IUSgustando- Chaine” per il miglior piatto in gara, Fantasia giuridica per il più creativo nomen iuridico del piatto, Frangipane per la migliore attività di solidarietà sociale, in questa edizione si aggiunge il Premio Filippo Paone  che verrà assegnato a chi incarna con il suo operato l’adesione alla massima del Siracide che sintetizza lo spirito di IUSgustando il palato distingue al gusto il buon vino, così come la mente assennata distingue il buon diritto. E per restare in tema di brocardi dulcis in fundo, con trionfi della gola con le delittuose Sorprese di babà panna e cioccolato della Maitre Chocolatier Luisa Proietti.

 

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