Etnabook, primo Festival Internazionale del Libro e della Cultura nato a Catania

Tre giorni, 19, 20 e 21 settembre, per l’Etnabook, il primo Festival Internazionale del Libro e della Cultura nato a Catania e creato dall’associazione No_Name. Presentazioni di libri, mostre, proiezioni, un laboratorio di scrittura, un contest “Un libro in una pagina” ed il concorso “Cultura sotto il vulcano” saranno a tema antifascista.

Un inno alla libertà di espressione, alla possibilità di poter fare della cultura uno strumento con il quale creare e risvegliare la capacità di giudizio. Il modo migliore per fare tutto ciò, è con l’emblema della divulgazione per eccellenza: il libro. Lo sanno bene i membri dell’associazione culturale No_ Name (nata per la promozione di progetti nel campo del cinema e delle arti) che, con un gioco di squadra, hanno dato vita alla prima edizione dell’Etnabook- Festival Internazionale del Libro e della Cultura, il 19, 20 e 21 settembre a Catania. Organizzato in collaborazione con il Comune di Catania,  l’evento culturale ricco di: incontri; presentazioni di libri; mostre; proiezioni; anteprime; un laboratorio di scrittura e il contest “Un libro in una pagina”, vedrà come tematica l’antifascismo nella sua accezione contemporanea, invitando autori, librai, studenti ed appassionati a partecipare e ad intervenire per difendere i preziosi valori legati alla democrazia e libertà. A completare l’evento il concorso letterario “Cultura sotto il vulcano”, la cui opera migliore appartenente alle categorie: poesia, saggio e racconto breve, verrà selezionata e poi inserita all’interno del palinsesto di pubblicazione della casa editrice Bonfirraro Editore. La giuria della sezione Poesia sarà formata da esperti del mondo dell’editoria e della cultura locale: la giornalista Agnese Maugeri; l’autore e giornalista Dario Miele e l’editore Marco Tomaselli.

La giuria tecnica del concorso con presidente lo scrittore e psicopedagogista Salvatore Massimo Fazio, vedrà tra i membri: l’autore e produttore di testi musicali Sal Costa; il docente dell’Università degli Studi di Catania Nunzio Famoso; la giornalista Mariateresa Papale; le autrici e giornaliste Milena Privitera e Samantha Viva e la scrittrice e sceneggiatrice cinematografica Debora Scalzo. La premiazione di tutti i concorsi del Festival è prevista nel cortile della Cgil Catania nella serata di gala di chiusura. Grande soddisfazione da parte di Cirino Cristaldi, a capo del direttivo del quale fanno parte anche Giampiero Gobbi e Sara Adorno “È  un’idea-dice Cristaldi- partorita qualche anno fa e alla fine dello scorso anno abbiamo deciso di metterla in piedi con tanta voglia di fare e passione. Siamo partiti pian piano e con molta cautela, eppure nel giro di pochi mesi abbiamo subito riscosso successo tra gli addetti ai lavori ed il pubblico”.   

PROSEGUONO I “LABORATORI DIDATTICI DEL PANE” NELLE SCUOLE PRIMARIE DI CERVIA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA DELLE AIE PER IL 2017.

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È in programma un nuovo appuntamento del programma dei  “Laboratori didattici del pane” promossi all’Associazione Culturale Casa delle Aie CerviaMercoledì 25 gennaio 2017 il laboratorio si svolgerà al mattino, in orario scolastico, nella Scuola Primaria “Enrico Fermi”di Pisignano e coinvolgerà la classe 2ª .

Sono 14 gli appuntamenti complessivi dell’anno scolastico 2016-2017, mirati a coinvolgere le seconde classi delle Scuole Primarie della realtà cervese e delle zone limitrofe del Primo, Secondo e Terzo Istituto Comprensivo. Le iniziative sono finalizzate a recuperare e a valorizzare le tradizioni romagnole legate al ” ciclo del pane”. Il periodo di svolgimento dei laboratori va dal 5 ottobre 2016 al 10 maggio 2017: Gli incontri si svolgono nell’arco della mattinata, a partire dalle ore 9. Presentano ed animano l’iniziativa, all’interno della scuola,  Alfio Troncossi, esperto di tradizioni gastronomiche cervesi e romagnole e Marina Rosetti, nel suo ruolo di “sfoglina” ed appassionata del recupero e valorizzazione dei prodotti locali.

Coordinano l’attività dei laboratori e collaborano attivamente alla loro gestione Miriam Montesi e Mario Stella.

Il “laboratorio” costituisce l’occasione per ricostruire l’intero ciclo del pane partendo dalla semina del grano nei campi, alla mietitura, alla trebbiatura, alla macinazione del grano per ricavare la farina. Questa costituisce la materia prima per poi andare alle fasi di preparazione dell’impasto del pane, all’utilizzo della gramola (in dialetto grâma), alla cottura nel forno, fino al consumo del pane e alla sua conservazione.

Il ciclo del pane che viene rievocato, e dimostrato praticamente con il coinvolgimento dei bambini, è quello della tradizione romagnola della prima metà del Novecento.

 

Oltre ai laboratori didattici legati al ciclo del pane, nell’anno scolastico 2016-2017, sono in programma 14 “Laboratori di cucina romagnola” riservati alle Scuole primarie di Cervia.

A questi si aggiungono anche 9 “Laboratori di cucina romagnola” rivolti all’Istituto Alberghiero (IPSEOA), sia alle Aie che nei locali dell’Istituto.

I laboratori si svolgono con la collaborazione attiva della gestione del Ristorante della Casa delle Aie che fa capo ai fratelli Battistini. Le iniziative hanno anche il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cervia.

L’organizzazione dei laboratori è gratuita per le scuole.

La Puglia in prima linea all’Expo per le opportunità di investimento in Montenegro

L’Associazione di Amicizia Puglia-Montenegro, presieduta dal Presidente Riccardo Di Matteo è stata ospite dell’evento “Montenegro Investment Forum EXPO 2015”, durante il quale sono stati presentati i settori più ricchi di possibilità che il Montenegro può offrire agli investitori quali ad esempio: Energia, Agricoltura, Trasporti e Turismo

 

 

riccardoMilano, 23 ottobre – Il giorno 19 Ottobre 2015 presso il Four Seasons Hotel (Milano), l’Associazione di Amicizia Puglia-Montenegro, presieduta dal Presidente Riccardo Di Matteo è stata ospite dell’evento “Montenegro Investment Forum EXPO 2015”, durante il quale sono stati presentati i settori più ricchi di possibilità che il Montenegro può offrire agli investitori quali ad esempio: Energia, Agricoltura, Trasporti e Turismo. Tra le personalità montenegrine presenti: Il Vice Primo Ministro per la Politica Economica e Sistema Finanziario e Ministro dell’Informatica e delle telecomunicazioni Prof. Dott. Ric. Vulica Lazovic, il Vicepresidente della Camera di Commercio del Montenegro Dott. Stanko Zlokovic, il Responsabile del settore per le relazioni economiche con l’estero Dott. Zeljko Baltic, il Ministro dei trasporti e degli affari marittimi dott. Ivan Brajovic.Tra i rappresentanti delle principali città montenegrine oggetto dell’attenzione degli investitori italiani erano presenti anche membri onorari della stessa associazione, tra cui il Dott. Boris Rebic (Capo reparto per gli investimenti al Ministero dell’Economia) ed il Dott. Drazen Blazic (Consigliere e capo del Gabinetto del comune di Cetinje. Alcune esperienze dirette degli investitori diretti in Montenegro, in zone quali Porto Montenegro e Lustica Bay, hanno concluso il meeting fornendo immagini ed esempi dettagliati delle strutture di alto livello già realizzate con grande successo internazionale. Al termine dell’incontro si sono svolti B2B diretti e tavoli di dialogo tra rappresentanti di imprese italiane appartenenti ai settori oggetto del meeting ed i corrispondenti rappresentanti dei ministeri montenegrini e della Camera di Commercio del Montenegro. Ancora una volta l’Associazione Puglia-Montenegro ha partecipato attivamente all’evento, favorendo i contatti tra imprese pugliesi e rappresentanti delle autorità montenegrine e consolidando i rapporti con la Camera di Commercio e l’Ambasciata Montenegrina. Il presidente Riccardo Di Matteo ha incontrato il Vice Primo Ministro per la politica economica ed il sistema finanziario ed il Vice Presidente della Camera di Commercio del Montenegro per mettere a punto i dettagli dell’organizzazione della visita di una delegazione di imprenditori pugliesi e non che si recherà in Montenegro durante la prima settimana di Dicembre al fine di porre le basi, attraverso meeting ed incontri, per un B2B diretto tra imprese italiane e montenegrine e per una solida e duratura collaborazione. riccardo di matteoLa Camera di Commercio ha invitato l’Associazione ed il Presidente Riccardo Di Matteo (che opera in collaborazione con la Provincia Bat, Barletta Andria Trani) in Montenegro dopo essere venuta a conoscenza dei positivi risultati derivanti dal meeting Focus Puglia-Montenegro, che si è tenuto in Puglia il 29  Giugno 2015 alla presenza di autorità montenegrine tra cui Drago Djekovic (Head manager della città di Podgorica) e personalità provenienti dal Ministero dell’Economia oltre che personalità del mondo economico ed imprenditoriale pugliese.Tutte le personalità presenti hanno aderito, al termine del meeting, all’Associazione (che ha come attuale presidente onorario l’Onorevole Gabriella Carlucci) in qualità di membri onorari, avviando una fruttifera collaborazione rafforzata da incontri diretti come quello appena avvenuto a Milano. Terminato l’evento, è seguita la visita all’Expo Milano ed al padiglione dedicato al Montenegro

 

 

Meeting sulle opportunità tra Puglia e Montenegro

L’Associazione di Amicizia Puglia – Montenegro mette allo stesso tavolo autorità istituzionali montenegrine e della BAT: obiettivo la promozione di una piattaforma comune di sviluppo imprenditoriale dei due territori

 

montenegroBari, 15 luglio – ‘Ringrazio l’Associazione di Amicizia Puglia – Montenegro ed il suo Presidente, Riccardo Di Matteo, per questo opportuno momento di confronto e riflessione, con presenze istituzionali autorevoli ma anche preziosi contributi da parte di tecnici ed addetti ai lavori, che hanno illustrato al meglio le grandi opportunità offerte da realtà estere come il Montenegro’ così nel corso del saluto istituzionale il Presidente della Provincia di Barletta – Andria – Trani Francesco Spina, che il  29 giugno ha fatto gli onori di casa in occasione del meeting dal titolo: “Focus Puglia -Montenegro: opportunità e relazioni istituzionali ed economiche” presso la sala consiliare della provincia Barletta Andria Trani, in piazza San Pio X, ad Andria. L’incontro organizzato da numerosi soggetti pubblici e privati, è stato promosso dall’Associazione culturale di Amicizia Puglia – Montenegro, presieduta da Riccardo Di Matteo. ‘Raccordare il tessuto produttivo locale, le associazioni e le istituzioni in un progetto comune che punti al rilancio economico del territorio è sicuramente un obiettivo prioritario per la Provincia di Barletta – Andria – Trani, sulla falsariga di quanto fatto dalla passata amministrazione – ha spiegato  Francesco Spina , – ‘l’internazionalizzazione è la chiave di volta per sconfiggere la crisi economica contingente, per creare nuove opportunità occupazionali, dare nuova linfa alle nostre imprese ma anche per proseguire quel processo virtuoso di valorizzazione delle nostre peculiarità e, più in generale, del nostro territorio sotto il profilo turistico. In questo senso – ha proseguito il Presidente Spina – la nostra classe dirigente ha già compiuto passi da gigante, anche grazie al ruolo del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino. Il mio auspicio è che, dopo l’incontro odierno, si possa dar vita ad uno strumento associativo giuridico, con all’interno soggettività pubbliche e private (pugliesi e montenegrine), per la promozione di una piattaforma comune che ci aiuti ad affrontare i mercati esteri, cercando nuove opportunità di investimento che rilancino la nostra economia ed al tempo stesso valorizzino le peculiarità di un territorio dalle enormi potenzialità’. Tra i presenti una delegazione montenegrina composta dal Viceministro all’Economia del Montenegro, Boris Rebič, Milica Popovič, in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo e dell’Industria per investimenti esteri, Drago Djekovič, head manager di Podgoriča, Blazic Drazen, head Manager del Comune di Cetinje, il funzionario governativo Radoica Grba, il Sindaco ed il Vicesindaco di Pljevlja, Mirko Djakic e Ljubisa Curcič. Presenti anche Stefano Sampietro, esperto di Internazionalizzazione per le Piccole e Medie Imprese, il Direttore di Compagnia delle Opere di Massimo Mezzina, Vincenzo Caldarone, esperto di Finanze Agevolate, Vincenzo Liso, esperto di contrattualistica Internazionale, il Consigliere nazionale del Centro Studi Politici “Criticalia” e presidente dell’associazione culturale di Amicizia Puglia – Montenegro Riccardo Di Matteo e Vincenzo De Gregorio, Direttore responsabile del Gazzettino di Puglia.

 

 

“Ti amo se ti rispetto”, un progetto di prevenzione alla violenza

Nato grazie all’impegno dell’associazione Fermati Otello con il patrocinio e il sostegno del Comune di Milano, il progetto è partito in tre scuole superiori milanesi e i primi risultati della ricerca dicono che gli studenti vogliono affrontare la questione della violenza, che li riguarda da vicino

fermatiotelloMilano, 23 marzo  – È partito in tre istituti superiori milanesi il progetto educativo “Ti amo se ti rispetto” dell’associazione Fermati Otello, rivolto agli studenti e pensato per prevenire la violenza di genere. Il percorso, patrocinato e sostenuto dal Comune di Milano, è iniziato lo scorso dicembre e ha coinvolto gli studenti di tre scuole superiori della città, una classe del terzo anno dell’Istituto professionale Bertarelli, due classi, una terza e una quarta, del Liceo scientifico Virgilio e tre classi del quarto anno del Liceo scientifico Alessandro Volta. Il progetto prevede due fasi, la prima, già realizzata, è un’indagine esplorativa sulla percezione della violenza da parte delle ragazze e dei ragazzi, mentre la seconda prevede un lavoro di formazione in classe con tre incontri in aula, di due ore, condotti da psicoterapeute. Questa comincerà a fine marzo e terminerà a giugno. L’intero progetto è stato seguito da Fernanda Sibilio, psicologa e vicepresidente dell’associazione Fermati Otello, mentre la ricerca vera e propria è stata condotta da Linda Gobbi Morace, sociologa e volontaria dell’associazione Fermati Otello. “Questo progetto – spiega Angelica Vasile, presidente di Fermati Otello – è l’anima della nostra associazione ed è per questo che siamo nati”. “Siamo convinti – dichiara Fernanda Sibilio, responsabile del progetto – che la prevenzione nelle scuole sia il modo più efficace per affrontare il problema della violenza nelle relazioni, alla radice”.  “L’indagine – spiega Linda Gobbi Morace, responsabile della ricerca – è stata accolta con partecipazione dagli studenti, tanto che in alcuni questionari è stata ritrovata la frase “grazie per averci permesso di parlare di questi temi”. È emerso da parte degli studenti un bisogno di lavorare insieme per affrontare una questione che li riguarda da vicino”. “L’Amministrazione Pisapia – ha dichiarato la delegata del Sindaco alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk – è orgogliosa di sostenere questa iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza nelle scuole. ‘FermatiOtello’ è una realtà che lavora sul territorio con entusiasmo sulle tematiche di genere rivolgendosi con particolare attenzioni ai più giovani, rendendoli protagonisti attivi e consapevoli. Colpisce che nella ricerca effettuata tra gli studenti ricorra molto spesso nelle loro risposte la questione dell’aggressività nelle relazioni interpersonali: ciò mostra un grado significativo di consapevolezza, che appartiene in buona percentuali anche ai maschi, e che ci auguriamo che, quindi, possa trasformarsi positivamente anche nella pratica quotidiana”. “Un progetto importante – l’assessore all’Educazione e Istruzione Francesco Cappelli- perché ha il nobile obiettivo di cambiare la cultura di genere nella nostra società, e non solo quella. Insegnare ai ragazzi cos’è la violenza, come si manifesta e come si esercita renderà questi giovani degli adulti più consapevoli e pronti a evitare di esercitare e subire comportamenti violenti. Educare le giovani generazioni al rispetto per l’altro, che sia donna, uomo, omosessuale, straniero oppure di un’altra religione è la regola base per vivere civilmente”. La parte inziale del progetto ha coinvolto 138 studenti, che hanno compilato in forma anonima un questionario di 21 domande sulla percezione della violenza. Il primo dato della ricerca che colpisce è l’immaginario comune per ragazzi e ragazze nei confronti degli atteggiamenti violenti in termini di fisicità e sessualità. Lo scarto invece aumenta quando si ragiona sulle espressioni verbali, ad esempio sulle battute a sfondo sessuale. In questo caso le ragazze si dimostrano più sensibili alla violenza espressa verbalmente, indicata dal 39,6% dalle ragazze e dal 30,6% dei maschi. Questo significativo scarto indica che il problema si annida ancora in una cultura che continua a non sancire o condannare il linguaggio maschile offensivo nei confronti delle donne e che troppo spesso viene ancora considerato come uno scherzo, una battuta o addirittura una lusinga. Le ragazze lo colgono e lo subiscono, i ragazzi lo alimentano, considerandolo in qualche modo naturale. Questa riflessione è avvalorata anche dalle risposte sull’auto-percezione e il giudizio sui motivi per i quali si agisce adottando apprezzamenti e battute a sfondo sessuale, contatti fisici ai limiti della molestia e prese in giro sui social network: l’abbigliamento e il trucco da parte delle ragazze sembrano “giustificare qualche volta” comportamenti di questo tipo per ben il 63,8% dei maschi contro il 46,1% delle ragazze. Inoltre il 21,2% delle ragazze afferma che “bisogna stare attenti a come ci si veste o ci si trucca”. Viceversa, per le ragazze, un certo abbigliamento o una cura estetica particolare da parte dei ragazzi, induce a giustificare un loro apprezzamento verbale (70,2%) e solo una minima parte del campione (17,0%) arriverebbe a giustificare una presa in giro, anche con battute a sfondo sessuale. È in questa dimensione sottile e delicata che l’educazione deve intervenire, nella speranza di prevenire i pensieri – ancor prima che i comportamenti – offensivi e prevaricatori nei confronti delle donne. Dall’indagine sono emersi altri dati, come ad esempio la maggiore sensibilità dei ragazzi nel considerare il tema dell’aggressività nella relazione con le persone. In questo senso i ragazzi si dimostrano assai più sensibili delle loro coetanee: il 34,1% dei maschi dichiara che la violenza ha soprattutto a che fare, appunto, con l’aggressività interpersonale, rispetto al 22,6% delle femmine, che lo considera un problema rilevante. Essendo proprio i maschi a produrre maggiormente comportamenti aggressivi, ma anche osservare e subire violenza, sono essi stessi a segnalare il problema: vittime e carnefici di relazioni apertamente conflittuali, violente e aggressive. Il dato di una sostanziale parità nelle risposte tra ragazzi e ragazze si ritrova anche quando si affronta il tema della violenza subìta: la domanda “ho subito qualche volta violenza” è stata confermata dal 50,0% dei maschi e dal 50,9% delle femmine. Colpiscono, inoltre, i luoghi e le occasioni indicati come teatro dell’aggressività. Non solo lo stadio (53,6%) o le manifestazioni di piazza (46,4%), ma anche discoteche e pub (30,0%), che sono solitamente luoghi di divertimento. L’esperienza di ricerca segnala un ulteriore elemento di riflessione: le giovani generazioni incontrano “la violenza” quotidianamente. Infatti all’84,7% degli intervistati (spesso 78,8 qualche volta e 5,9% spesso) è capitato di assistere a episodi di violenza. Si è trattato soprattutto di azioni fisiche (75,9%), secondariamente di espressioni verbali (64,2%) e nel 10,2% dei casi di episodi che riguardavano la sfera sessuale. La reazione prevalente è stata quella dello “spavento” nel caso di azioni fisiche, e del “silenzio” nel caso delle espressioni verbali violente (35,8%). Ed emerge una tenue predisposizione a coinvolgere i presenti o chiedere aiuto. In particolare dall’indagine è emersa l’esigenza da parte degli studenti di affrontare la questione violenza, che coinvolge tutti gli studenti. In particolare le ragazze desiderano far comprendere il “senso dell’offesa”, anche delle battute, che non devono essere considerate uno scherzo, mentre i ragazzi dichiarano di aver assistito e di subire episodi di violenza, tanto quanto (anche se in misura leggermente inferiore) le loro compagne di classe. Tutti chiedono di offrire occasioni di approfondimento (54,8%), parlarne di più per far emergere il problema (40,7%), lavorare insieme, uomini e donne, per fare dei passi avanti (36,8%) e agire concretamente nel quotidiano (36,0%).

Roma, Equoevento prende il cibo dai ricchi e lo regala ai poveri

Intervista a Carlo De Sanctis, fondatore di Equoevento

Di Francesca Rossetti

equoventoRoma, 15 febbraio – Che cos’è Equoevento, come nasce e quali sono i soci fondatori?

Equoevento è una associazione senza scopo di lucro che recupera il cibo prodotto in eccesso e non consumato in occasione di eventi (come convegni, matrimoni, meeting ecc) e lo porta a chi ne ha bisogno (mense caritatevoli, centri di accoglienza per rifugiati, case famiglia). Il cibo è di ottima qualità, solo per fare degli esempi abbiamo portato alla mensa della Comunità di Sant’Egidio del riso al tartufo (ancora caldo) proveniente dalle cucine del Waldorf Astoria di Roma che poche ore prima mangiavano i notai d’Italia in occasione di un convegno di Federnotai, oppure anche dalla tribuna d’onore degli stadi durante la partita. L’idea è nata da quattro amici ad un matrimonio quando, dopo aver visto quanto cibo non consumato veniva buttato via, ci siamo detti di dover fare qualcosa per evitare questo enorme spreco. Tutti i fondatori di Equoevento sono ragazzi sotto i 30 anni con una propria professione: Giulia e Francesco sono avvocati, Giovanni è un webdesigner e Carlo è architetto. Nonostante gli impegni, abbiamo sentito la necessità di contribuire alla causa di Equoevento cercando di dedicare all’organizzazione dei ritagli di tempo ogni  giorno e i fine settimana, durante i quali di solito gli eventi sono organizzati.

Su quale zona opera e in che modo?

Attualmente Equoevento è operativa nel Lazio da cui è partita l’iniziativa ed in Lombardia con una associazione appena nata, solo nel primo anno di operatività abbiamo recuperato da oltre 100 eventi per un totale di 35.000 pasti. Il maggiore network di Equoevento è il passaparola, i media ed i social network. Siamo contattati da diversi operatori, spesso dai catering stessi, a volte dagli sposi, oppure dagli organizzatori e gestori delle location. Una volta è capitato di essere richiesti per lo stesso evento sia dal catering che dal promotore dell’evento. La nostra attività è molto semplice e la nostra azione rapida ed efficiente, normalmente ci accordiamo con il catering per l’orario del ritiro, arriviamo con il nostro furgone frigo, carichiamo nei contenitori isotermici il cibo eccedente e lo portiamo alla mensa più vicina. Disponiamo di mezzi frigo e di una grande numero di volontari, a Roma oltre 30, prevalentemente ragazzi come noi che hanno deciso di dedicare un po’ del loro tempo libero alla causa

Quali sono i beneficiari e quali altre attività svolgete?

La forza di Equoevento è quella di ridurre lo spreco e, al tempo stesso, di ridurre l’esigenza di cibo delle classi bisognose distribuendo cibo di altissima qualità. La soddisfazione maggiore è sicuramente vedere gli sguardi felici delle persone a cui distribuiamo il cibo quando si trovano di fronte a pasti cucinati dai migliori chef. Solo a Roma disponiamo di un’ elenco di oltre 200 mense per poveri e case famiglia, solo a titolo esemplificativo collaboriamo e portiamo cibo alla Caritas ed alla comunità di Sant’ Egidio,  fino ad ora siamo riusciti a portare cibo ad oltre 30 strutture caritative, ma cercheremo di aiutare tutti quelli disposti a ricevere i nostri alimenti. Il cibo eccedente rappresenta un rifiuto umido, non riciclabile che ha dei notevoli costi di smaltimento, attraverso questa pratica si eliminano molti chili di rifiuti dalla circolazione. Un altro aspetto da non sottovalutare sono le risorse primarie che sono state impiegate per produrre quegli alimenti, basti pensare che per produrre 1kg di carne di manzo sono necessari 15mila litri d’acqua mentre per 1 kg di carne di maiale 4.800 litri. Quando buttiamo il cibo dobbiamo pensare che abbiamo utilizzato inutilmente tutte queste importanti risorse.

Per info: www.equoevento.org

 

Puglia, San Paolo di Civitate colora l’estate con ‘Siamo tutti di..versi’

Un evento culturale patrocinato dal Comune e organizzato dal Comitato Culturale “Insieme per l’arte”,  per celebrare le diversità come valore aggiunto dell’umanità

 Di Maria Pompea Carrabba

10603018_10152661577699282_1926856307_nRoma, 16 agosto – In un clima di festosa partecipazione, si è svolta la IV rassegna poetica “Siamo tutti di..versi”,  evento culturale  organizzato dal Comitato Culturale “Insieme per l’arte”, attivo sul territorio dal 2012. Hanno aderito all’iniziativa l’ASH, Ass. Superamento Handicap, ANPANA, Ass. Protezione animali natura ambiente, Ass. Spazio Donna Onlus Caserta, Funzione Pubblica CGIL di Foggia, Ass. Art Village. L’evento è stato patrocinato dal Comune di San Paolo di Civitate, presenti quella sera il sindaco Generoso Perna  e il Presidente del Consiglio Comunale con delega alla Cultura Mariarita Cordone. Il sindaco ha encomiato l’attività svolta dal Comitato Insieme per l’arte, a favore dell’arte e della cultura, auspicando un prosieguo di quanto iniziato due anni fa perché “davvero questo progetto può diventare  risorsa per la comunità come fonte di arricchimento personale e spunto di sviluppo sociale”. Le letture poetiche, accompagnate dalle melodie sonore del maestro Nicola Giordano, sono state ispirate ai temi della diversità, disabilità ed ogni forma di disagio sociale. A declamare le poesie alcuni lettori e i poeti giunti nella cittadina sanpaolese, tra cui il poeta pugliese Francesco De Francesco, la poetessa Anna Ursula Giuliani di San Severo, Felice Zinno,  la giovanissima Chiara Serafina Campolattano di Caserta, Michele Mandunzio, Antonio Bellino, Maria Rosa Di Donna, Antonella Gentile, Maria Luisa Iesu, Gina Palmieri, Enzo Zampino, Ella Grimaldi, Maria Pompea Carrabba e Luigi Napoleone. Una sorta di “percorso di riflessione e conoscenza”, che muovendo dalla Poesia, ha attraversato l’Arte, quella della Pittrice Annarita Bellini di ArteBellini, che ha esposto alcune sue opere sul palco del nuovo Anfiteatro e per l’occasione ha donato la sua opera Acrilico su tela “Non c’è diversità nel battito del cuore”  al Comitato Insieme per l’Arte; la musica quella del soprano Gina Palmieri che si è esibita in alcuni pezzi del suo repertorio accompagnata al piano dal Maestro e Direttore d’orchestra Nazario La Piscopia. Alchimie di luci e colori sapientemente dirette dal maestro Antonio Carretta, che da anni svolge la sua attività concertistica nell’ambito di prestigiosi festival in tutta Europa, hanno reso magica l’atmosfera della straordinaria location del nuovo Anfiteatro della Villa Comunale. In scena anche i ragazzi de “Le Giovanili di ANPANA” che hanno accompagnato l’interpretazione di alcune poesie con il  linguaggio particolare della Lingua dei Segni Italiani in acronimo LIS, utilizzata dalla Comunità Sorda Italiana. I ragazzi hanno realizzato gli addobbi floreali per abbellire il palco,  fiori green realizzati con materiale di recupero secondo l’idea di Arte e Design a impatto zero. Il ricavato di questi lavori viene utilizzato per altri materiali con i quali realizzare successivi lavori ma soprattutto per l’acquisto di cibo e altro che serve per la cura di animali  che vengono trovati.. La sera dell’evento i fiori sono stati messi a disposizione di quanti hanno voluto dare un piccolo contributo da devolvere ad AGAPE: Associazione Genitori e Amici Piccoli Emopatici, un’associazione di genitori di bambini affetti da leucemie e tumori, curati presso il reparto di Onco-Ematoogia Pediatrica  del poliambulatorio Giovanni Paolo II di San Giovanni Rotondo (Foggia). Toccanti le loro testimonianze sul palco di Insieme per l’Arte. Hervè Papalatyr Faye, responsabile di Casa  Sankara coop “l’albero del pane” per accoglienza migranti e progetto “ghetto out” ha letto un brano dell’autrice Maria Pompea Carrabba dal titolo “Ultimo barcone” dedicata ai migranti e rifugiati. foto ellaAttraverso la proiezione di immagini Hervè ha parlato delle condizioni  di estrema precarietà e marginalizzazione in cui si ritrovano stranieri ormai diventati stanziali e che vivono nelle campagne pugliesi durante tutto l’anno. Al grido di “Nessun essere umano è illegale” Hervè Papalatyr Faye ha voluto lanciare una grande lezione di umanità e di necessità di integrazione. Significativa e ricca di fantasia la perfomance dei  ragazzi e collaboratori di ASH (associazione Superamento handicap onlus San Paolo di Civitate),  che hanno dato vita a momenti di spettacolo  molto apprezzati. Mascotte della serata la dolcissima  Iris Capitano, 9 anni, già protagonista in numerose fiction con Veronica Pivetti, e inoltre nel film”Posti in piedi in Paradiso”, con Carlo Verdone. Abbiamo assistito ad una danza di sentimenti, di bellezza, di emozione, tutto era in movimento…Questo è il movimento della vita, che muove dalla bellezza della diversità, dalla ricchezza della dignità di ogni individuo e persona. Nutritissimo il pubblico, l’atmosfera è stata  quella delle grandi occasioni. Un progetto d’amore che è stato possibile realizzare  grazie all’azione e attività del presidente Ella Grimaldi e dei suoi collaboratori Maria Pompea Carrabba, Enrico Candela, Enrico Zampino, Antonio Bellino e tanti altri che a vario titolo hanno aderito alla iniziativa, Insieme si può, insieme possiamo!

Roma, cervelli ‘non’ in fuga danno vita a lavori alternativi

IMG-20140227-WA0000Tre giovani laureati in Terapia Occupazionale  alla Sapienza di Roma creano l’associazione ‘Mente in festa’ per individuare spazi lavorativi a favore dei diversamente abili

 di Valentina Colella

Roma, 4 marzo – Il momento economico che sta attraversando la nostra società è fin troppo chiaro a tutti. La parola d’ordine sembra essere solo una: estero. Tra offerte di lavoro al limite dello sfruttamento e contratti che  somigliano ad accordi stipulati tra due giocatori di “Monopoli”, il futuro lavorativo e professionale dei neo laureati e non, è una chimera raggiungibile solo al di fuori dei confini  nazionali.Si crea così il mercato delle “menti”, persone dai profili più disparati che portano le loro capacità e competenze all’estero, con la mera speranza di iniziare con qualche lavoretto per poi, in futuro, riuscire a sentirsi “arrivati”. A questo punto, la domanda che si pone è :“Se sono tutti andati via, chi è rimasto qui? Ci sono ancora le famose menti brillanti che lottano nel nostro paese per essere riconosciute come tali?” La risposta arriva da tre giovani romani neo laureati che rappresentano quell’esigua percentuale di ragazzi che, non essendosi arresi alle dinamiche economiche e sociali del paese, lottano non solo per trovare un lavoro ma per il giusto riconoscimento della loro figura professionale. Paolo Marotti (26 anni), Emanuele Brunno (29 anni) e Roberto Fantini (23 anni), intraprendono nel 2009 il loro percorso accademico all’università  “La Sapienza”- Roma, e lo portano a termine nel 2013. La facoltà di studi scelta è “Terapia occupazionale”. La figura professionale nasce in Italia nel 2002 dalla scissione con quella del fisioterapista Continue Reading

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