“Il flauto di canna: Musica Perennis tra Oriente e Occidente”

Intervista al Prof. Eduardo Ciampi

di Marina d’Angerio di Sant’Adjutore

 

12801464_236645103348989_6311118242727814743_n23 marzo 2016, Roma – In relazione all’evento “IL FLAUTO DI CANNA: Musica Perennis tra Oriente e Occidente” realizzato dall’Associazione Dimore della Sapienza a Roma, ho incontrato il Prof. Eduardo Ciampi, insegnante di lingua e letteratura inglese, traduttore e saggista, tra i soci fondatori dell’associazione, ideatore e curatore della collana ‘Melodramma e Filosofia Perenne’ (edizioni Irfan) e relatore in un intervento nell’evento in questione.

1) Quando è nata l’associazione ‘Dimore della Sapienza’, e di cosa si occupa?

La nostra associazione nasce con gli auspici del Centro culturale persiano di Roma ed è connessa ai lavori prodotti delle Edizioni Irfan. Come è riscontrabile sul sito ufficiale (_ HYPERLINK “http://www.dimoredellasapienza.org/” __http://www.dimoredellasapienza.org/_) le attività dell’associazione sostengono una visione olistica dell’esistenza, dell’uomo e delle scienze, volta alla maturazione della personalità, alla conoscenza di sé e all’attuazione delle proprie potenzialità interiori; i suoi dipartimenti disciplinari puntano soprattutto a una riscoperta del significato autentico e dell’insegnamento vero delle Antiche Arti e Scienze tradizionali, attraverso lo  studio e la comprensione delle diverse tradizioni culturali e religiose, nonché al dialogo, alla cooperazione e allo scambio di esperienze e conoscenze tra i popoli e le culture al fine di raggiungere un reciproco arricchimento spirituale, culturale e sociale. In due anni di attività  l’ associazione ha già realizzato quattro importanti eventi (“Tempi ultimi e Restaurazione finale”, “Arte ed estetica tra Oriente e Occidente”,  “L’Islam e la violenza” e “Il flauto di canna”), a cui hanno preso parte relatori di spicco: il giornalista Pietrangelo Buttafuoco, l’antropologo Mario Polia, l’avvocato Carlo Corbucci, l’islamologo Demetrio Giordani, il musicologo Antonello Colimberti, il professor Gianluca Marletta e tanti altri validi studiosi.

2) Prof. Ciampi, quali sono le tematiche che le stanno personalmente più a cuore?

Personalmente mi occupo soprattutto di letteratura e di musica e cerco, attraverso queste forme di espressione artistica, di metterne in risalto la presenza del Sacro. Nella visione contemporanea si ha altresì la sensazione che musica e letteratura (come tutta la produzione culturale, in generale) siano il più delle volte dei mezzi di distrazione e/o di divertimento, quando in realtà sono occasioni di concentrazione e di conversione.

 

3) Mente, anima, cuore: attraverso musica e cultura, esiste dunque un nodo che ci lega al cielo?

Indubbiamente c’è, e c’è sempre stato, anche se sono pochi ormai ad esserne consapevoli. Soprattutto la musica nella sua particolare essenza immateriale è un prezioso dono del Cielo, ‘desceso in terra a miracol mostrare’, come direbbe Dante.

 

4) Qual’è la metodologia di ricerca adottata nella sua collana ‘Melodramma e Filosofia Perenne?

Fondamentale, per cominciare lo studio, è la conoscenza della fonte letteraria e la sua trasposizione nel libretto e quindi nella musica e nell’azione scenica del melodramma; ma la finalità collana è di tipo verticale e non tanto orizzontale. Nell’opera indagata va ricercato quel tema di portata trascendente che percorre ed anima la musica ed il testo. Il primo titolo pubblicato, Il ‘Macbeth’ tra Shakespeare e Verdi tratta ad esempio il tema della regalità, che indubbiamente ha radici celesti; mentre nel secondo, ‘La Campana sommersa’ da Hauptmann a Respighi, le attenzioni sono concentrate sul mistero della Natura. Ovviamente, a sostegno della ricerca ci sarà tutta la produzione degli esegeti della Tradizione, ovvero della Filosofia Perenne, quel pensiero eterno che collega da sempre il Cielo alla terra, stimolando nell’uomo l’intuizione metafisica; a tal motivo il lettore troverà ampia disponibilità di note ricche di rimandi a saggi di approfondimento di alcune delle questioni affrontate.

5) So che lei ha un particolare debole per William Shakespeare. Dopo il Macbeth di Verdi, è previsto qualche altro studio su opere tratte da fonti shakespeariane?

Sì, in effetti nel 2014 è stato pubblicato dalle edizioni Intento un mio saggio sul bardo inglese: William Shakespeare pescatore di uomini. Il messaggio presente nell’opera teatrale di Shakespeare è estremamente prezioso ed il mio impegno è quello di metterlo in evidenza nel modo più chiaro, anche attraverso la mediazione melodrammatica, che è stata particolarmente ispirata dal teatro Shakespeariano. Tra i titoli in programmazione nell’imminenza ci sono altre scelte (Il Don Giovanni di Mozart e il Giro di Vite di Britten), ma se avremo modo di dare una certa continuità alla collana, sicuramente ci confronteremo con altre fonti shakespeariane.

 

6) Vuole ricordare ai nostri lettori gli argomenti ed i relatori degli interventi del vostro evento sulla musica tra oriente e occidente?

Il programma degli interventi è il seguente: l’editore Giuseppe Aiello su La scienza della musica tra matematica, magia e religione; il professor Alberto Perani su L’arte eccellente: riflessioni sulla musica ebraica; il mio intervento su Melodramma occidentale e Filosofia Perenne: prospettive di ricerca e aspetti anagogici delle fonti letterarie; il Maestro Mino Freda su ‘Macbeth’ tra Shakespeare e Verdi: la tragedia della regalità dissacrata; il professor Antonello Colimberti su ‘La Campana Sommersa’ da Hauptrmann a Respighi: Il soprannaturale della Natura; ed infine Pejmann Tadayon su La filosofia della musica tradizionale persiana. Vi saranno anche assaggi di musica persiana a cura del gruppo Mashgh e Eshgh

 

7) Quali sono i prossimi progetti e impegni della vostra Associazione?

Siamo stati invitati per la ricorrenza della festività di Santa Firmina a Civitavecchia del 22 Aprile 2016, per un incontro sull’Arte Sacra. Si parlerà anche della recente pubblicazione di due saggi assai interessanti sull’argomento, sia dalla prospettiva islamica che da quella cristiana: ‘Arte ed estetica nell’Islam’ (di Alla mah Muhammad Taqi Safari) e ‘Il Sacro nella vita e nell’arte’ (di Philip Sherrard); di quest’ultimo studio ho curato personalmente la traduzione. C’è poi un impegno periodico editoriale con i ‘Quaderni della Sapienza’ che oltre a quelle artistiche ed interreligiose affrontano altre questioni più contingenti (scienze economiche e politiche), ma sempre lette da una prospettiva profonda e tradizionale.

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