Milano, replica dell’assessore Majorino

Su situazione profughi l’assessore Majorino “Dal Comune nessun soldo per l’emergenza, solo fondi statali” 

Di Ram

majorinoMilano, 20 febbraio  – “Per la gestione dell’emergenza profughi il Comune di Milano non impiega risorse proprie. Tutte le risorse sono statali e sono state trasferite dal Ministero dell’Interno a seguito della convenzione sottoscritta con la Prefettura dal Comune e dagli enti gestori delle strutture. Invito il consigliere De Corato a non confondersi leggendo le cifre scritte nella lista di bilancio, attribuendo al Comune spese non sue o relative a capitoli di intervento che non c’entrano con l’emergenza profughi”. Così l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.

Brand Milano, due giorni di dibattito per descrivere l’immagine della citta’

D’Alfonso: ”Il lavoro fatto sul Brand Milano va inteso come un patrimonio simbolico in evoluzione a disposizione della città cui tutti possono contribuire” 

di Ram

fbmMilano, 20 febbraio  – Ha preso il via ieri e si conclude oggi 20 febbraio, presso la Sala Napoleonica dell’Università degli Studi di Milano, il Forum Brand Milano: la due giorni di incontri e dibattiti sulla nuova immagine della città. Un appuntamento promosso dal Comune e organizzato dal Comitato Brand Milano in collaborazione con Triennale e Università Statale.
Ad aprire la prima giornata di lavori  il presidente di Triennale Milano Claudio De Albertis  e l’assessore al Commercio, Attività produttive Franco D’Alfonso, che hanno illustrato l’importanza del lavoro fatto in questi due anni dal Comitato Brand Milano per comprendere l’evoluzione della storia identitaria di Milano  e il rapporto della città tra la sua tradizione e la sua innovazione.
“Il futuro di Milano – ha detto l’assessore Franco D’Alfonso aprendo i lavori del Forum – è quello di un luogo di creatività, innovazione e integrazione tra diversi, simile al passato, alla Milano di Ludovico il Moro che accoglieva i migliori artisti, artigiani, talenti da tutto il mondo e li rendeva cittadini milanesi alla sola condizione di avere  qualcosa da apportare alla conoscenza della città”.
“Il Brand Milano – ha proseguito l’assessore – mette sul tavolo ricerche, mostre e un forum per discutere. Mette in campo dei mediatori, che saranno i politici ma anche uomini e donne dell’università, della cultura, dell’impresa e delle associazioni, quel ‘Sistema Milano’ che deve tornare in campo. Un progetto, quello del Brand Milano, che va visto come un patrimonio simbolico in evoluzione”.
Nel corso della prima giornata, alcuni assessori hanno illustrato i cambiamenti della città, dalla sua capacità attrattiva al suo patrimonio culturale, simbolico e artistico: Chiara Bisconti (Sport e Tempo libero), Filippo del Corno (Cultura) e Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali). Insieme a loro una figura storica della cultura milanese come Gillo Dorfles, il rettore dell’Università Statale Gianluca Vago, oltre a molti protagonisti del mondo delle istituzioni, della cultura, dell’imprenditoria: Salvatore Adduce sindaco di Matera capitale europea della cultura 2019, il designer Fabio Novembre, lo chef Davide Oldani, Alessandro Rosso presidente di Alessandro Rosso Group, l’imprenditrice Claudia Buccellati.
Per l’occasione sono stati presentati anche il volume “Identità Milano”  (realizzato da Triennale sul lavoro sviluppato da Comitato Brand Milano, edito da Corraini ) oltre  al sito brandmilano.org che svilupperà il dibattito sull’immagine della città anche in Rete. E’ stata trasmessa anche una serie di brevi filmatiMilanoè sui cambiamenti sociali e identitari di Milano.

 

Milano, intitolato a Sandro Pertini il centro sportivo comunale di via Mosca

Bisconti: “Ë un gesto nato da un percorso di partecipazione popolare che dà valore a tutta la città”  

di Ram

Sandro-PertiniMilano, 16 febbraio  – Sarà intitolato all’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini il centro sportivo comunale Aics Olmi di via Mosca, con una targa che, nel 25° anno dalla sua scomparsa, lo ricorderà con queste parole: “Partigiano, Presidente della Camera e poi della Repubblica, il più amato dagli italiani per la sua schiettezza, il suo rigore morale e la sua capacità di condividere sinceramente con i propri connazionali i momenti più tristi e quelli più felici, comprese le imprese sportive che ci hanno fatto sentire più uniti”.
Lo ha deciso la Giunta di Palazzo Marino, recependo l’indicazione proveniente dai cittadini del quartiere Olmi e condivisa con la Zona 7, attraverso un percorso di partecipazione popolare che rappresenta una vera e propria novità per Milano. La maggior parte dei centri sportivi cittadini, infatti, non hanno un proprio nome, ma vengono identificati con il concessionario che li gestisce: nel caso dell’impianto di via Mosca 67 si tratta, appunto, della Società cooperativa sportiva dilettantistica Aics Olmi.
Proprio in merito all’intitolazione dei centri sportivi, il Consiglio di Zona 7 ha voluto promuovere percorsi di partecipazione popolare, per coinvolgere direttamente i cittadini nella scelta delle personalità del mondo dello sport e, più in generale, della vita pubblica, maggiormente meritevoli del riconoscimento. Per la struttura di via Mosca, i protagonisti sono stati i numerosi partecipanti al torneo di calcio Sandro Pertini, organizzato dalla Zona con sette società sportive del territorio: in quell’occasione, l’8 dicembre scorso, è stata approvata per acclamazione la proposta del concessionario Aics Olmi di intitolare l’impianto alla memoria dell’ex Capo dello Stato Sandro Pertini a 25 anni dalla sua morte.
“Intitoliamo un nostro impianto sportivo a Sandro Pertini – ha commentato l’assessora allo Sport Chiara Bisconti -. Ë un gesto che aumenta il valore di tutta la città, credo che la Zona 7 abbia preso un’ottima decisione”.
L’impianto di via Mosca 67, con una superficie di 34 mila metri quadrati, è costituito da ben sei campi da calcio in erba sintetica e naturale, anche illuminati, e da una tribuna scoperta: due campi sono per il calcio a 11, uno per il calcio a 7 e tre per il calcio a 5, uno dei quali è copribile con pallone pressostatico.
Sandro Pertini, nato a  Stella  il  25 settembre 1896,  morto a  Roma il  24 febbraio 1990, è ricordato nella storia d’Italia per la sua esperienza da partigiano, per aver fatto parte dell’Assemblea Costituente della Repubblica e per essere stato deputato, Presidente della Camera, Capo dello Stato dal 1978 al 1985. Ha caratterizzato il proprio mandato con una forte partecipazione agli eventi pubblici – tragici e non – che hanno catalizzato l’attenzione dell’intero Paese: dal terremoto in Irpinia del 1980 e dall’incidente di Vermicino del 1981 alla vittoria degli Azzurri ai Mondiali di calcio del 1982.

 

Giorno del Ricordo. Milano commemora i martiri delle foibe

 Assessore Rozza alla cerimonia del Giorno del Ricordo in largo Martiri della Foibe

Di Ram

1115189-foibeMilano, 11 febbraio  – Ieri mattina l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza è intervenuta in rappresentanza del Comune di Milano alla cerimonia del Giorno del Ricordo in largo Martiri della Foibe. “La giornata di oggi, istituita molto tardivamente nel 2004, è dedicata alla memoria di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati – ha dichiarato l’assessore -. Negli anni a cavallo del 1945, migliaia di italiani furono trucidati barbaramente sul confine orientale e 350.000 connazionali costretti all’esilio dalle terre natie in Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione del maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica nei confronti dei cittadini italiani. Questa memoria parla anche all’Europa di oggi in cui si sta determinando una situazione non uguale ma simile in Ucraina”.  “Nel corso degli anni – ha proseguito Carmela Rozza – questi martiri sono stati vilipesi e dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale, la scuola hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato trucidato per il solo motivo di essere italiano o contro il regime di Tito”. “Nel 1980, in seguito all’intervento delle associazioni combattentistiche, patriottiche e dei profughi istriani-fiumani-dalmati, il pozzo di Basovizza e la Foiba numero 149 vennero riconosciute quali monumenti d’interesse nazionale. Il sito di Basovizza, sistemato nel Comune di Trieste, divenne il memoriale per tutte le vittime degli eccidi del 1943 e 1945, ma anche il fulcro di polemiche per il prolungato silenzio e il mancato omaggio delle più alte cariche dello Stato. Tale omaggio giunse nel 1991, quando a Basovizza si recò l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga seguito, due anni più tardi, dal successore Oscar Luigi Scalfaro che nel 1992 aveva dichiarato la Foiba di Basovizza monumento nazionale”, ha concluso l’assessore.

 

Milano, freddo in aumento ma con impegno del Comune i senzatetto sono il 15% in meno rispetto il 2013

Il CASC, il Centro Aiuto Stazione Centrale ha registrato 2.263 persone, 1.766 nelle strutture e 497 per strada. L’Assessore Majorino:”diminuiscono i senzatetto, nessun trionfalismo ma consapevolezza dei risultati del lavoro di Comune e Terzo Settore”

No titleMilano, 20 gennaio  – Diminuiscono i senzatetto in città. In base alle rilevazioni effettuate dal Comune di Milano sono 2.263 i senzatetto registrati e di cui è certificata la “presenza” sul territorio: 1.766 (1.545 uomini e 221 donne) risultano attualmente accolti presso le strutture messe a disposizione per l’emergenza freddo (a cui vanno aggiunti circa 600 profughi “in transito” dalla nostra città), 497 risultano essere seguiti per strada dalle unità mobili diurne e notturne e dal Pronto soccorso sociale.  Il numero totale racconta, per la prima volta dal 2011 a oggi, un calo significativo della presenza dei cittadini senzatetto nel nostro territorio: si tratta di circa il 15 per cento in meno.  Nel 2013 infatti il dato ritenuto più attendibile era quello riferibile al censimento realizzato dalla Fondazione De Benedetti di concerto con il Comune e il Terzo settore.  Esso vedeva, a seguito di un’azione di monitoraggio svolta tra febbraio e marzo, in 2.637 il numero dei cittadini senza dimora presenti nel territorio milanese (2.106 in struttura, 531 in strada).  Al momento della realizzazione del censimento le persone ospitate nelle strutture erano 2.106 e 531 risultavano invece essere quelle presenti in strada. Ma nel mese più freddo, quello di gennaio, la valutazione del Comune visti i cittadini senzatetto inseriti nei centri di accoglienza era di una presenza maggiore, poiché in alcune nottate la presenza, nei centri, aveva superato “quota 2.500”. Un dato ritenuto in linea secondo le stime interne all’Amministrazione con la presenza di senzatetto in città registrata negli anni 2011 e 2012.  Quest’anno il numero di 2.263, frutto del monitoraggio svolto da Comune e Terzo Settore è ritenuto attendibile, anche a fronte di una forte identificazione ‘personale’ dei soggetti monitorati. Per ogni cittadino ancora presente in strada si è infatti disposta una ‘pseudo’ identificazione capace di comprendere se si tratti sempre dello “stesso” senza dimora.  “Tutto ciò non vuole ovviamente dire che il ‘censimento’ realizzato sia perfetto”, spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. “È nota la componente di ‘invisibilità’ potenziale data dalla presenza in giardini o aree dismesse. Le nostre sono stime che indicano una tendenza, sappiamo bene quanto sia difficile leggere in modo indiscutibile il fenomeno dei senza dimora. In noi inoltre non vi è nessun tipo di trionfalismo. Dietro la  flessione del numero dei senzatetto ci sono certamente sicuramente svariate cause. Tuttavia non possiamo non registrare con soddisfazione il fatto che per la prima volta si registri un’indubbia inversione di tendenza”. “Aggiungiamo – prosegue l’assessore Majorino – che pur mettendo già oggi a disposizione più di 2.500 posti per i senzatetto e profughi nei prossimi giorni raggiungeremo, come lo scorso inverno, solo considerando i primi, 2.700. Questo perché da una parte vogliamo non farci tradire dal dato sin qui registrato, dall’altro sappiamo che l’assenza di strutture d’accoglienza in Lombardia può far crescere i numeri del bisogno”. “Insistiamo dunque sul doppio binario che ci ha consentito di creare un sistema unico in Italia – conclude Majorino – che da oggi si fonda anche sulla prima mappa condivisa del posizionamento prevalente dei senzatetto in città. Accoglienza nei centri e assistenza grazie alle unità mobili verso gli ‘irriducibili’ che rifiutano le nostre proposte. Inoltre proseguiamo con le azioni di sostegno al reddito contro le povertà che hanno visto il Comune impiegare 102 milioni di euro dal 2011 ad oggi”.  Il Centro Aiuto della Stazione Centrale oltre a fornire il numero dei senzatetto effettivamente ospitati ha individuato la localizzazione di tutti coloro che, noti ai servizi, dormono per strada. Dalla mappa realizzata emerge una maggiore concentrazione nelle aree centrali e semiperiferiche della città, con particolare presenza nei dintorni delle stazioni ferroviarie.  Riguardo alle persone accolte il 68 per cento, prima dell’inizio del Piano invernale il 15 novembre, disponeva dell’accoglienza notturna presso un altro centro o presso case private (amici, conoscenti, parenti…). Il 32 per cento viveva invece per strada. Quest’anno infine all’apertura del Piano il 15 novembre non si sono create liste di attesa per l’accesso alle strutture.  I senzatetto milanesi sono per l’87 per cento uomini e per il 13 per cento donne. Questo dato ha subito delle variazioni significative nell’ultimo anno: le donne l’anno scorso erano l’8 per cento. 

Età. Il 28,2 per centro ha tra i 40 e i 49 anni, il 23 per cento tra i 50 e i 59, il 18,3 per centro tra i 30 e i 39 anni, il 16,1 per cento tra i 19 e i 29 anni, il 13,4 per cento più di 60 anni: complessivamente un senzatetto su due ha un’età tra i 40 e i 60 anni. Rispetto agli ultimi tre anni sono diminuite le fasce tra i 18 e 29 e i 30 e i 39 anni a fronte di un aumento delle fasce più anziane. 

Stato civile. Guardando allo stato civile il 75 per cento degli uomini e l’80 per cento delle donne sono single. Per gli uomini il 24 per cento è coniugato, il 15 per cento separato o divorziato, il 2 per cento vedovo. Il 58 per cento risulta è celibe. Nel caso delle donne il 37 per cento e nubile, il 20 per cento coniugata, il 24 per cento divorziata o separata, il 17 per cento vedova.
Nazionalità. Rispetto alla nazionalità i senzatetto sono per due terzi stranieri. Gli italiani sono il 28 per cento, un dato in crescita rispetto agli anni passati. Se nel caso di stranieri e italiani la maggioranza è formata da uomini (91 per cento italiani, 93 per cento stranieri), tra gli italiani le donne hanno una presenza percentuale maggiore rispetto alle straniere (9 per cento italiane, 7 per cento straniere).
Reddito. Di tutti i senzatetto il 12 per cento dichiara di avere un reddito; mentre l’88 per cento afferma di essere senza alcuna fonte di sostentamento.
Residenza. Rispetto alla residenza solo il 50 per cento ha una residenza a Milano. Nella quasi totalità si tratta di residenze in abitazioni ormai abbandonate. Circa il 22 per cento sono residenti fuori Milano (Lombardia 10,2 per cento e Italia 11,9 per cento). Il 28 per cento circa è privo di residenza: molti l’hanno persa a seguito del censimento anagrafico o in quanto residenza “fittizia” poi scaduta.
Per strada. Rispetto ai 497 senzatetto che dormono per strada, il 91 per cento sono uomini e il 9 per cento sono donne (si trovano per strada insieme al compagno e o amiche e amici). L’80 per cento ha rifiutato la sistemazione in un dormitorio e il 20 per cento ha problemi di salute fisica, disagio mentale e dipendenza da alcol o sostanze stupefacenti. Tra gli aiuti forniti dalle unità mobili: cibo, coperte e sacchi a pelo, orientamento ai servizi e ingresso nei dormitori. Riguardo all’età  il 38 per cento ha tra i 40 e i 50 anni; il 26 per cento tra i 18 e i 26 anni, il 18 per cento tra i 30 e i 40 anni e più di 50 anni. Il 30 per cento sono italiani.

Alcuni numeri del Piano invernale per i Senzatetto.

–        3 unità di Pronto intervento sociale: City Angels, Progetto Arca; Comunità Progetto;

–        7 centri diurni: Caritas (“La Piazzetta”, viale Famagosta 2); Padri Somschi (Drop in Piazza XXV Aprile); Lotta contro l’Emarginazione (Drop in via Miramare); SOS Exodus (via Tonale); Ronda della Carità (via Picozzi 21); Cardinal Ferrari (via Boeri 3); Casa della Carità (via Brambilla 10);

–        l’accesso a questi luoghi è libero o su segnalazione dei servizi sociali, In questo ultimo caso avviene la presa in carico del soggetto e la definizione di un piano di aiuto individualizzato;

–        4 unità mobili sui mezzi pubblici: City Angels (filoviaria 90/91), Papa Giovanni XXIII (autobus 56), Ronda della Carità (tram 3 e 15, autobus 95), Cisom (monitoraggio sui messi su segnalazione del Centro Aiuto Stazione Centrale);

–        2 unità mobili sanitarie: Medici Volontari; Croce Rossa Italiana;
Effettuati 1.300 controlli antitubercolari (test manoux), 2.100 visite mediche generali, 80 interventi di unità mobile infermieristica.

–        16 unità mobili notturne per il monitoraggio su sei aree della città (nord, sud, est, ovest, centro est e centro ovest): City Angels, Progetto Arca, Fondazione Fratelli San Francesco, Croce Rossa Italiana, Ronda della Carità e Solidarietà, Sos Milano, Milano in Azione, Frati Cappuccini, Papa Giovanni XXIII, Fondazione Isacchi Samaja, Comunità Sant’Egidio, Cisom/Smom, Anime biosgnose, Fondazione Padri Somaschi e Misericordie.
In questi mesi l’Amministrazione comunale ha potuto contare su centinaia di segnalazioni da parte dei cittadini. Ringraziamo tutti e rinnoviamo l’invito a indicarci le persone che ancora dormono per strada chiamando i numeri del Centro Aiuto Stazione Centrale. Tra loro ci potrebbero essere persone noi non ancora non conosciamo ancora e che non sanno dei ricoveri per la notte dove abbiamo posto.Dal 2011 ad oggi i posti sono più che raddoppiati: erano 1.248 nel 2010/2011, sono diventati 2.020 nel 2011/2012, 2.500 nel 2012/2013 e 2.700 nel 2013/2.014. Anche quest’anno i posti a disposizione garantiti dal Comune sono 2.700. Il Centro Aiuto Stazione Centrale è aperto tutti i giorni con orario prolungato dalle 8.30 alle 24 (il sabato e la domenica dalle 9).

Per le segnalazioni è possibile chiamare questi numeri: 02/88447643 – 02/88447646 – 02/88447647 – 02/88447648 – 02/88447649.
Per i senzatetto che scelgono di rimanere per strada, non accettando l’accoglienza in una struttura, l’assistenza è portata ogni notte dagli operatori e dai volontari che distribuiscono coperte, sacchi a pelo e bevande calde. Le attività sono svolte in collaborazione con i mezzi del 118.

 

Calabria, scuole in visita gratuita ai Bronzi preso il museo di Reggio Calabria

bronziAssessore alla cultura Mario Caligiuri invita le scuole per gite d’istruzione alla scoperta dei beni culturali calabresi

 Roma, 29 dicembre – L’assessore regionale alla Cultura della regione Calabria, Mario Caligiuri, sta sollecitando le scuole per organizzare gite di istruzione per visitare il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, dove si possono ammirare le statue dei bronzi. In collaborazione con la Sovrintendenza Regionale Archeologica dei Beni Culturali e i volontari del Fondo Ambiente per l’Italia, le visite saranno gratuite e con guide a disposizione. Per le prenotazioni, i dirigenti scolastici possono scrivere ad [email protected], precisando nell’oggetto: “Visita al Museo di Reggio Calabria”. Caligiuri ha anche sollecitato il Ministero dell’Istruzione per coinvolgere tutte le scuole italiane per ammirare i due guerrieri di Riace nella loro nuova sede. Continue Reading

Roma, ‘Tutti possono sbagliare’ al ‘Teatro del sogno’ per chiedere con l’arte il cambiamento

tutti possono sbagliare 3Per Antonella Bagorda, giovane autrice teatrale e cinematografica, solo una rivoluzione delle menti può determinare un’inversione di tendenza culturale che rimetta al centro della scena la dignità umana.

 Roma 25 novembre – ‘Tutti possono sbagliare’ in un’ Italia dove le speranze per le giovani generazioni sono ridotte a zero. E’ il titolo del nuovo spettacolo messo in scena al Teatro del Sogno, scritto e diretto da Antonella Bagorda.  E così i protagonisti di una storia semiseria di fantarivoluzione rapiscono il ministro della Cultura. Ma i due, il braccio e la mente, il cretino e il saggio, la mediocrità e la cultura, commettono un gravissimo errore di valutazione. Così presi dal voler fare la rivoluzione, rapiscono un insignificante assessore all’Agricoltura, che solo nel finale, ‘ltura’ appunto, somiglia lontanamente all’oggetto del loro interesse. Una serie di gag divertenti che strappano la risata, ma tra le righe invitano alla riflessione sul futuro del paese: senza cultura, con i tagli all’attività teatrale e artistica dove andremo a finire? Se lo domanda il ‘capo’, alias Antonella Bagorda, con fare tra il preoccupato ed il rassegnato. Grandi sognatori, forse, gli autori dell’efferato rapimento. Di sicuro due improbabili antieroi che decidono di fare qualcosa al di sopra delle loro possibilità e, soprattutto, delle loro capacità.

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Milano dice no alla violenza contro le donne

183457153-39bac708-d697-4b85-a179-1458b6ddb93e‘No al silenzio! Basta violenza sulle donne ‘, da metà settembre a fine ottobre oltre 100 eventi per combattere il femminicidio

Roma, 13 settembre – Oltre cento eventi dal 14 settembre al 27 ottobre coloreranno Milano con le tinte di un mega evento dal titolo “No al silenzio! Basta violenza sulle donne”, una risposta culturale ai troppi casi di violenza contro le donne degli ultimi mesi. Mostre, spettacoli teatrali, interventi musicali, dibattiti, conferenze, presentazioni di libri ed incontri con gli autori, animeranno la città, per sensibilizzare ed informare oltre che per far conoscere il lavoro dei soggetti impegnati nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno della violenza di genere. “E’ la prima volta che una città affronta questo tema, coinvolgendo tante realtà” dice l’assessore Filippo Del Corno che ha voluto fortemente questa campagna insieme ai colleghi Marco Granelli e Pierfrancesco Majorino e alla delegata del Sindaco alle Pari opportunità Francesca Zajczyk. “Quest’anno – ha spiegato Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e Coesione sociale – abbiamo effettuato oltre 300 interventi in materia di reati collegati allo stalking e alla violenza sulle donne. Far sapere quanto accade è importante perché serve a far crescere nelle coscienze dei cittadini la consapevolezza di questo problema.  Continue Reading

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