UNICEF/Siria: nella città sotto assedio di Deir Ez Zor oltre 40.000 bambini in pericolo

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Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore Regionale UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente

“I bambini che vivono nella città assediata di Deir Ez Zor hanno subito un intenso attacco la scorsa settimana. L’acuirsi delle violenze minaccia le vite di 93.000 civili, compresi oltre 40.000 bambini che non ricevono regolarmente assistenza umanitaria da oltre due anni.

Bombardamenti indiscriminati hanno ucciso dozzine di civili e costretto le altre persone a rimanere nelle proprie case. I prezzi del cibo sono aumentati a dismisura fino a raggiungere livelli tra le 5 e le 10 volte superiori rispetto alla capitale Damasco. La mancanza cronica di acqua sta costringendo le famiglie a raccoglierne altra non sicura dal fiume Eufrate, esponendo i bambini a rischi di malattie legate all’acqua. L’assedio rischia di peggiorare la già difficile condizione nutrizionale dei bambini.

L’UNICEF chiede alle parti in conflitto in Siria di liberare immediatamente tutte le città sotto assedio e consentire un accesso sicuro e senza condizionamenti ai bambini a Deir Ez Zor e in tutte le 15 aree sotto assedio nel paese.

Non c’è nulla che possa giustificare un assedio e le terribili sofferenze che subiscono i bambini. I bambini della Siria hanno già pagato il prezzo più alto per una guerra che non hanno voluto”.

Andrea Iacomini (Portavoce UNICEF Italia): “In Siria 7 milioni di bambini vivono in povertà

 

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Assedi spesso impediscono maggiori sforzi umanitari. Urgente soluzione politica del conflitto

“Con l’intensificarsi delle operazioni militari nelle aree di Aleppo, Damasco rurale, Homs rurale, Idleb, Raqqa e Deir ez Zor la crisi umanitaria in Siria non accenna a migliorare anzi è spesso ostacolata dai combattimenti” li dichiara Andrea Iacomini Portavoce UNICEF Italia “Pensavamo che con l’evacuazione da alcune zone a rischio la popolazione sarebbe stata al sicuro ma non è affatto così: basti pensare che il solo intervento militare nella zona di Raqqa ha prodotto oltre 10.000 sfollati e 175.000 bambini a rischio per le difficili condizioni igienico sanitarie e alimentari“ “al netto dei centinaia di morti, tanti sono bambini dell’ultimo anno in Siria e degli oltre 300 bambini reclutati come  soldato  – continua Iacomini – colpisce il fatto che nella regione 7 milioni di bambini vivono in povertà ed oggi risultano ancora più vulnerabili a causa delle rigide temperature. Nonostante i grandi sforzi delle organizzazioni umanitarie è ancora molto difficile raggiungere la popolazione che vive nelle zone assediate. In Siria infatti abbiamo 1/3 degli ospedali fuori uso e il 70% della popolazione senza accesso all’acqua, di cui 1 milione con poco cibo e medicine.”
“L’UNICEF ha risposto a questo grande bisogno portando acqua a 15 milioni di persone sfollate, vaccinando i bambini contro la polio, intervenendo contro la malnutrizione e la povertà ma è impensabile risolvere l’emergenza umanitaria se le parti del conflitto continuano a combattere senza alcun rispetto dei civili da quasi sei anni” –conclude Iacomini.

Belgio, uomini armati entrano in appartamento a Gand

Quattro uomini armati sono entrati in un appartamento nella città belga di Gand. La polizia ha isolato l’area circostante.

 

20141215_86114_gand4Roma, 15 dicembre – Quattro uomini armati hanno fatto irruzione in un appartamento  nella zona Dampport di Gand, cittadina del nord del Belgio. Voci non confermate hanno detto che i quattro hanno preso in ostaggio un uomo e la polizia intervenuta  ha invitato i residenti a rimanere in casa per la loro sicurezza. Non appare al momento come un’azione violenta riconducibile a terrorismo jihadista o di gruppi collegati all’Isis. Il capo della polizia di Gand,  Filip Rasschaert, ha confermato poi la cautela nel portare avanti le operazioni di polizia  a causa del potenziale coinvolgimento di un ostaggio anche se “questo non è lo stesso tipo di incidente come gli eventi di qualche ora fa a Sydney,” ha spiegato la portavoce Annemie Serlippens. La TV belga ha detto che già un altro assedio simile a questo aveva avuto luogo a Gand nel mese di ottobre.

 

Missione Unicef a Amerli nel nord Iraq dopo la fine dell’assedio

Nel solo mese di agosto, l’Unicef ha consegnato quasi 360tonnellate di aiuti umanitari per oltre 314 mila sfollati

IRAQ-UNREST-BLASTRoma, 5 settembre – Un team di specialisti dell’UNICEF- composto da esperti in ambito sanitario, dei servizi idrici e igienico-sanitari, della protezione e delle emergenze –  ha preso parte ad una missione di varie Agenzie (svoltasi ieri) ad Amerli, nel Governatorato di Salah Al-Din, nel nord dell’Iraq. E’ stata la prima missione umanitaria delle Nazioni Unite in un area sotto assedio da due mesi. L’assedio è terminato sabato scorso. Secondo i dati dell’UNICEF 3.000 bambini sono rimasti intrappolati nell’area durante questo periodo, mentre la situazione umanitaria sul confine è ancora difficile. Durante l’assedio, le famiglie hanno dovuto affrontare grandi difficoltà per scarsità di cibo e di provviste igieniche e mediche e il limitato accesso all’acqua potabile. L’UNICEF ha incontrato le autorità locali sul confine, che hanno portato notizie di grandi sofferenze: le persone sono state  costrette a vivere soltanto a pane ed acqua.  L’UNICEF ha anche incontrato i medici nella città. Un farmacista ha raccontato della morte di due bambini e 7 donne in gravidanza durante l’assedio ad Amerli. L’UNICEF non ha potuto verificare questa testimonianza durante la missione. Il Sindaco di Amerli ha chiesto all’UNICEF di fornire ulteriori aiuti salvavita, tra cui: cibo, acqua e scorte mediche; ha anche chiesto un sostegno per riattivare l’unica clinica sanitaria di base in città. Il Sindaco ha espresso preoccupazione per l’inizio dell’anno scolastico per le 11 scuole elementari della città. I servizi di base come l’acqua e l’elettricità sono stati interrotti durante l’assedio e ora stanno gradualmente riprendendo. Nelle 48 ore immediatamente successive alla fine dell’assedio, l’UNICEF ha inviato diversi convogli (15 camion) con più di 100 tonnellate di aiuti salvavita per 15.000persone di Amerli. Questi aiuti comprendono: kit di cibo per famiglie, kit per la reidratazione orale per le cliniche sanitarie, razioni alimentari d’emergenza, ciboterapeutico per bambini malnutriti, kit per l’igiene familiare e più di 8.490 bottiglie d’acqua.  Da gennaio, l’UNICEF ha fornito aiuti salvavita a 641.243 sfollati in tutto l’Iraq.  Nel solo mese di agosto, l’UNICEF ha consegnato quasi 360 tonnellate di aiuti umanitari per oltre 314 mila sfollati, con, tra l’altro: acqua potabile, cibo supplementare(come biscotti ad alto contenuto proteico), e kit sanitari di emergenza.

 

Australia, canoista ostaggio di un coccodrillo

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Un alligatore di 6 metri assedia su isola per due settimane neozelandese 37enne con la passione da esploratore. Salvato da falò

 

Roma, 3 settembre – Brutta avventura in Australia per Ryan Blair, 37 anni, canoista neozelandese con la passione da esploratore. E’ rimasto ostaggio, con una limitata riserva di acqua e cibo, per due settimane su Governor Island, piccola isola al largo di Kalumburo. Il sequestratore un coccodrillo di 6 metri che lo aveva seguito probabilmente da quando si era fatto lasciare con il suo kayak sull’isoletta. Una volta che l’uomo, accampatosi in zona per effettuare le sue esplorazioni, aveva deciso di rientrare,  è apparso il voluminoso alligatore. Da quel momento ogni tentativo di fuga del malcapitato è andato a vuoto, ogni volta che tentava di allontanarsi riappariva il coccodrillo carceriere. Continue Reading

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