Assistente editoriale per l’ONU a Bangkok

[AdSense-A]

 

Consiglio Giovani e Sportello Eurodesk informano

Senza-titolo-37

La Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico (UNESCAP o ESCAP), con sede a Bangkok, in Tailandia, una delle cinque commissioni regionali del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, offre un posto annuale per assistente editorialeLe funzioni richieste sono le seguenti: preparare testi in uscita per la presentazione attraverso un lavoro di traduzione; assistere e collaborare con gli altri editori per quanto riguarda le revisioni di testi; aiutare a mantenere e conservare documenti delle Nazioni Unite; fornire assistenza nella raccolta di dati statistici sui documenti e le pubblicazioni. Il candidato deve: possedere un diploma di scuola superiore o equivalente; avere un minimo di 3 anni di esperienza nel settore dell’editoria e dei servizi amministrativi, o di settori comunque affini; avere un inglese e francese efficienti.

Per le candidature c’è tempo fino al 2 Agosto 2016, seguendo le istruzioni sul sit https://careers.un.org/lbw/jobdetail.aspx?id=62641

Fonte: Eurodesk Italy – www.eurodesk.it

 

Italia – Sudan: delegazione diplomatica in visita all’Isiamed

Martedì 7 giugno alle ore 12.30

Senza-titolo-7

ROMA, 6 giugno- Domani, Martedì 7 giugno alle ore 12.30 una delegazione  dell’ambasciata del Sudan sarà’ in visita di cortesia in Isiamed  l’Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo. Ne da notizia lo  stesso istituto di Via Cola di Rienzo. La visita, espressamente richiesta dalla stessa ambasciata, sarà’  l’occasione per approfondire le relazioni tra i due paesi e stabilire  modalità’ di collaborazione in riferimento alle iniziative che Isiamed  sta portando avanti per lo sviluppo nei rapporti con i Paesi africani,  come spiega la nota di Isiamed.

“Gatti Bengala”, è mania tra i Vip: intervista all’allevatrice degli ibridi gatto-leopardo

I “Bengal cat”, come sono conosciuti nel resto del mondo, sono una razza piuttosto rara e ricercata di gatti perché sono dei gatti incrociati con un tipo di leopardo che si trova solo in Asia

Senza-titolo-5

Vicenza, 27 maggio 2016 – Dopo che lo stilista Stefano Gabbana ne ha adottato uno, facendolo conoscere e rendendolo una razza desiderata ed ambita anche da altri Vip si sta diffondendo anche in Italia la mania per i gatti bengala. I “Bengal cat”, come sono conosciuti nel resto del mondo, sono una razza piuttosto rara e ricercata di gatti perché sono dei gatti incrociati con un tipo di leopardo che si trova solo in Asia. Per saperne di più siamo andati alla ricerca di colei che è definita la “Regina italiana” dei Bengal cat, ovvero Tonietto Luisa Albachiara. Lei in Italia i “gatti bengala” è stata la prima ad importarli e la prima ad iniziare un programma di selezione molto serio nella sua Khoomfay Oasis (www.allevamentogattibengala.it) dove alleva i suoi rari esemplari di ibridi, importando esemplari provenienti dai più importanti allevamenti nel mondo. Albachiara è stata numerose volte in Thailandia, Bangladesh e India per capire le reali condizioni di tutela di questi felini che ad oggi stanno avendo una velocissima diminuzione di numero a causa del bracconaggio ed il disboscamento, creando solide collaborazioni con associazioni di tutela della razza che operano in quei posti e per diffondere una cultura di salvaguardia delle biodiversità. In Italia, attraverso la sua oasi, oltre ad allevare degli esemplari spettacolari dei gatti bengala, cerca di far conoscere il rischio di estinzione che corrono molti felini nel mondo. Ora Albachiara sta scrivendo la sua appassionante storia in un libro che si chiamerà “I Leopardi del Brenta” visto che Bassano del Grappa è il luogo dove vive e li è famosa per apparire lungo il fiume Brenta assieme ai suoi piccoli leopardi che si divertono a nuotare nel fiume ed a farsi fotografare dai turisti. Ecco dunque cosa ha detto Tonietto Luisa Albachiara, la prima allevatrice italiana dei gatti bengala a Serena Maggi del Blog del Gatto Bengala che l’ha intervistata per noi. Allora, finalmente dopo le nostre richieste, ha deciso di raccontarci la sua vita… -Eh, stavolta mi avete convinto…. Lei è stata la prima a portare in Italia il gatto bengala che è un ibrido ottenuto attraverso l’incrocio con un piccolo leopardo Asiatico, e li alleva nel Veneto, lungo il fiume Brenta,  nella sua Oasi chiamata Khoomfay. Si sente una pioniera? Pioniera mi sembra esagerato, ho avuto solo la fortuna di  iniziare una straordinaria avventura e di portare avanti un progetto meraviglioso per la selezione di questo ibrido contribuendo a diminuire la smania della genete di avere l animale esotico in casa… In che senso “sminuire la smania della gente” ? Sì, perchè tutti amano gli animali esotici e rari, ma questo negli anni ha sempre alimentato un commercio illegale che io personalmente ho sempre odiato: gli animali selvatici devono vivere nel loro mondo… Quindi allevare il gatto bengala per lei significa anche preservare le biodiversità ? Certamente, io non ho iniziato ad allevare queste creature con uno scopo commerciale, ma perchè mi ero trovata talmente coinvolta nell’esperienza che ho vissuto tanti anni fa, da decidere di fare qualcosa per la salvaguardia delle specie in via di estinzione, nella fattispecie i piccoli felini come il leopardo asiatico. Come ha conosciuto questa razza? Il mio primo incontro con queste creature non lo feci in un negozio o ad una esposizione felina ( che non frequento) ma nella foresta….. Abbiamo letto un pezzetto della presentazione del suo libro dove racconta di Eva…. Sì, Eva fu per me una delle creature più affascinanti mai viste nella vita. Mi trovavo nel Caucaso Orientale per una missione, e nel bel mezzo del mio lavoro lei entrò a far parte della mia vita, era un bellissimo esemplare di Prionilurus Bengalensis. Come l’ha potuta avvicinare? La cosa straordinaria è che non fui io a sceglierla, ma fu lei a scegliere me. Mi trovavo dentro ad una piccola meravigliosa chiesetta bizantina nel cuore del Caucaso, a 2400 metri di altitudine, e mi stavo occupando del restauro di un affresco, quando lei decise di portare il suo cucciolo dentro alla chiesetta per metterlo al sicuro. Sembra una fiaba… Infatti fu una fiaba.Per diversi giorni ho potuto condividere la mia vita con lei, ho imparato a conoscere i suoi ritmi, le sue abitudini, il suo linguaggio, e ad ammirare come le mamme feline seguono con estremo amore i loro cuccioli… E quindi dopo questa esperienza si è avvicinata alla razza del gatto bengala. Ma questo ibrido è ottenuto mediante l’incrocio tra un gatto e un leopardo asiatico, come è possibile? Il gatto bengala non è un gatto comune ma un ibrido appunto. Il leopardo asiatico con cui si ottiene il bengala  in realtà non è molto grande, arriva a pesare fino ai 6-7 chili ed ha caratteristiche genetiche che combaciano alla perfezione con quelle del gatto comune. Anche il periodo di gestazione è di 65 giorni per entrambi, pertanto gli accoppiamenti avvengono in modo molto naturale e senza forzature. Tutti sanno che lei è la prima e anche la più conosciuta esperta in questa razza, ma lei non si vanta mai di questo.Beh, allevare per vendere, e allevare per passione come missione di vita sono cose diverse. Vedo molti siti di allevamenti che vantano i più assoluti primati, esposizioni feline, i gatti più belli del mercato… Loro stessi danno un aspetto commerciale al loro mestiere, facendo capire quale sia la loro priorità. Io odio per esempio le esposizioni feline: non espongo i miei esemplari in ambienti dove il rischio di contagio da malattie feline è altissimo, e questo per cosa, per avere una coccarda appesa al muro e consegnare animali portatori di malattie? Quindi i suoi meravigliosi felini non fanno le mostre… Assolutamente no, io faccio selezione genetica e chi viene da me non chiede mai di avere un cucciolo con un  “Supreme Champion” nel pedegree; ma chiede di avere un cucciolo proveniente dalle migliori linee feline del mondo. Ed io questo lo posso dare. Sì, lo sappiamo, ci è giunta voce che da lei vengono attori, cantanti, stilisti e show man, è vero? Cosa vi devo dire, a quanto pare lo sapete meglio di me, anche se no so come, visto che la mia vita è molto riservata. Forse è proprio perché lei conduce una vita riservata, priva di esibizionismi e vanti, che le persone la stimano molto in Italia. Amo i miei animali, amo consegnare esemplari unici e lavoro affinché tutti i miei cuccioli siano al massimo dello splendore e della salute, geneticamente delle migliori linee del mondo, che spesso non corrispondono con le linee pubblicizzate…Ci sono allevatori come me nel mondo, che lavorano con rigore e rispetto per la natura, collaborando spesso come faccio io , con le associazioni per la tutela del leopardo asiatico che si trovano nei luoghi più esposti al bracconaggio e commercio di cuccioli esotici…. Si collabora, si donano fondi, si condividono esperienze per portare avanti una selezione che dia un messaggio volto al rispetto della natura, e questo non va molto d’accordo con gli aspetti commerciali e le pubblicità ostentate che vedo da parte di certi pseudo allevatori che vedono il guadagno facile prima di quello che è realmente la selezione genetica e l allevamento coscienzioso. Quindi lei cerca di proporre i cuccioli di gatto bengala in sostituzione dei cuccioli selvatici che alcuni acquistano di contrabbando? Certo, Ogni anno vengono sterminati decine di migliaia di leopardi asiatici per commerciarne la loro pelliccia, vengono allevati in cattività in piccole gabbie per avere cucciolate da venderli agli amanti dell’esotico in tutto il mondo. Se continuiamo così tra pochi anni anche il leopardo asiatico entrerà nelle liste rosse degli animali ad elevato rischio di estinzione. I gatti bengala sono creature fantastiche; una seria e preparata selezione ottenuta incrociando determinate linee genetiche e lavorando sui singoli soggetti, porta ad ottenere degli ibridi straordinariamente dolci, intelligenti e felini solo negli aspetti che ci interessano: estetica e movenze…Per il resto ai miei bengala manca solo la parola. I suoi gatti vivono in un oasi creata su misura, è vero? La maggior parte dei nuovi pseudo allevatori tengono i gatti in gabbia in qualche garage o in  appartamento accoppianoli  due volte all’anno e a questo si limita la loro storia ed esperienza in merito… KhoomFay è un oasi lungo il fiume dove vivono i miei esemplari; è un area all’aperto dove i gatti vivono la natura al 100% , hanno il loro laghetto, gli alberi per arrampicarsi, l’erba dove stendersi, il fieno dove partorire, il fiume dove rivivere la vita ancestrale del loro progenitore  ( il leopardo asiatico) che in natura vive lungo i fiumi. Questo credo si chiami allevare per passione e fare selezione della razza mettendo i bengala a loro agio in modo da ottenere esemplari sani e sereni. Da noi pare impossibile ma i gatti spesso dormono a pancia all’aria.. è una cosa che fa divertire chi li vede. In genere il gatto si sente in pericolo se viene messo nella posizione a pancia all’aria. Al khoomfay loro sanno di essere nel loro regno, e questo mi riempie di gioia e soddisfazione.Se qualcuno vuole adottare un cucciolo da lei cosa deve fare? Prima di tutto capire che è possibile avere un animale esotico senza ottenerlo attraverso l’acquisto illegale di animali protetti. Il gatto bengala oltretutto non conserva alcun aspetto di aggressività tipica dei felini selvatici, che oltre a soffrire la vita in cattività  il più delle volte muoiono perché non si possono adattare alla vita e all’alimentazione forzata. Quando le persone avranno capito questo allora acquistare un gatto bengala assumerà un altro significato. Non significherà più adottare un animale esotico, ma adottareun animale domestico con sembianze esotiche lasciando quello selvatico nel suo habitat naturale. Sarà un piccolo impegno per far si che la biodiversità nel mondo venga sempre più vista con consapevolezza e senso di responsabilità. Avere un bengala significa avere un piccolo mondo esotico in casa, aiutandoci anche a sostenere le associazioni che ogni giorno lottano in Asia, per salvaguardare le dodici  sottospecie del Leopardo Asiatico ancora esistenti. Un ultima domanda Albachiara, quando uscirà il libro in Italia? Appena uscirà ve lo farò sapere, grazie…. Da una persona “selvatica” come i suoi gatti non poteva non arrivare una risposta più “sfuggente ” di questa…. :-) Serena Maggi per Il Blog del Gatto bengala

Singapore in festa per il capodanno Cinese

Singapore ha dato il via ai festeggiamenti più virali dell’anno, tantissimi saranno gli appuntamenti per celebrare l’imminente arrivo dell’Anno della Scimmia.

ImageProxyMilano, 19 Gennaio 2016 – Sono cominciati sabato 16 gennaio e proseguiranno fino a marzo i festeggiamenti di Singapore per il Capodanno Cinese, tra coriandoli, fuochi d’artificio e funamboliche performances. Fino all’8 marzo le vie della città stato più cosmopolita dell’Asia saranno illuminate da decorazioni e lanterne appese su rami di pesco e decorate con simpatiche scimmie, segno del 2016. La Street Light-Up non è mai stata così vivace e colorata. L’attesa per l’Anno Lunare è anche l’occasione per un’esclusiva exhibition ai Gardens by The Bay. Fino al 28 febbraio, infatti, si terrà”Dahlia Dream Floral Display”, un’esposizione floreale ispirata alla celebre novella cinese “Viaggio in Occidente”. Un panorama mozzafiato popolato da dalie, begonie e altri fiori sullo sfondo di una montagna alta 7 metri che ricordano il mito della “Montagna di Fiori e Frutta” raccontata nella novella. Il 23 gennaio invece, spazio alle danze con la nona edizione della International Lion Dance Competition, una manifestazione internazionale che premierà i migliori di questa specialità. La Danza del Leone, tipica nei giorni del Capodanno Cinese, ha una storia lunga millenni e secondo le credenze popolari è in grado di scacciare i cattivi spiriti per lasciare spazio nel nuovo anno solo a fortuna e buoni sentimenti. Anche i piccoli abitanti dei parchi più importanti festeggeranno con fantastiche sorprese dal 6 al 9 febbraio. Allo Zoo di Singapore, che ospita circa 30 specie rare di scimmie, questi simpatici animali godranno di premi speciali per la loro festa: arance, noccioline e semi. Gli spettatori saranno meravigliati dai loro movimenti svelti e agili mentre pupazzi giganti raffiguranti il Dio della Fortuna e le Fu Lu Shu mascot rallegreranno i visitatori, soprattutto quelli più piccoli. Ma non solo le scimmie avranno succulenti privilegi, anche i pappagalli dello Jurong Bird Park e i panda giganti di River Safari saranno deliziati da decorazioni con dolcetti e arance. Gli animali notturni che popolano il Night Safari, invece, dovranno andare alla ricerca delle loro sorprese nascoste. Il 7 febbraio tutto pronto per dare il benvenuto all’Anno della Scimmia con il Countdown Ufficiale a Chinatown. A seguire due settimane di eventi iconici come River Hongbao dal 6 al 14 febbraio presso il Floating Platform di Marina Bay Sand.  Questo evento offre un’autentica esperienza culturale cinese, dalle lanterne giganti all’appetitosa proposta gastronomica, una vera gioia per i sensi. La scimmia sarà la vera protagonista delle installazioni insieme alla gigantesca lanterna raffigurante il Dio della Fortuna e agli altri animali dello Zodiaco Cinese. Le strade si riempiranno di bancarelle con indovini, artigiani e cibo da strada tipico asiatico, in particolare: Xiao Long Bao(panino al vapore con ripieno di carne), Tako Yaki (polpette fritte accompagnate da alga aonori tritata, maionese e katsuobushi), Squid (spiedini di calamari grigliati), Satay (tipici arrosticini indonesiani accompagnati da salsa alle arachidi), Lontong (torta di riso avvolta in foglia di banana), Kueh Tutu (dolce con farina di riso tostato e ripieno di granella di cocco o polvere di arachidi) solo per citare alcuni nomi. Il 19 e 20 febbraio, invece, le vie della città verranno illuminate dalla parata più coinvolgente dell’Asia, la Chingay Parade. Quest’anno il tema sarà “Lights of Legacy, Brighter Singapore” in quanto segnerà l’inizio del cammino verso SG100, anniversario dei 100 anni di Indipendenza di Singapore. L’apertura della sfilata dal titolo “Voyage SG100”, mostrerà un gruppo di circa 800 giovani performer in cima a un carro che viaggia verso il 100° anno d’Indipendenza della città-stato. La sfilata proseguirà con carri, balli ed esibizioni. Circa 8000 lanterne firmate dai cittadini, che esprimono valori come armonia culturale, coesione sociale, integrità e prudenza, verranno lanciate in aria durante il gran finale della sfilata.

Il Capodanno cinese anima Singapore per celebrare l’anno della scimmia

La città stato più cosmopolita dell’Asia si appresta a festeggiare il suo capodanno tra spettacoli di luci, danze e parate per accogliere il 2016, Anno della Scimmia.

ImageProxyMilano, 17 Dicembre 2015 – Negli ultimi anni il Capodanno Cinese è diventato una delle ricorrenze più internazionali che anima le Chinatown di tutto il mondo. Anche Singapore rispetta la tradizione asiatica dando vita a due mesi di festeggiamenti per celebrare il 2016, Anno della Scimmia, che inizierà ufficialmente l’8 febbraio 2016. I nati sotto il segno della Scimmia, nono segno zodiacale, sono spesso inventori, disegnatori, animatori e geni creativi. Hanno una naturale intelligenza che permette loro di capire cosa sta succedendo e poi prendere una decisione giusta; grazie alle loro menti agili e talenti diversi, possono dominare qualsiasi argomento. Sono persone affidabili, ospitali e oneste nei loro rapporti, sanno ascoltare attentamente e, allo stesso tempo, elaborare soluzioni. I festeggiamenti prenderanno il via sabato 16 gennaio con la Official Light Up & Opening Ceremony: fuochi d’artificio, performance d’artisti e installazioni luminose riempiranno le vie di Chinatown. Il 23 gennaio invece si terrà la nona edizione della International Lion Dance Competition, una manifestazione internazionale che premierà i migliori di questa specialità. La Danza del Leone, tipica nei giorni del Capodanno Cinese, ha una storia lunga millenni e secondo le credenze popolari è in grado di scacciare i cattivi spiriti per lasciare spazio nel nuovo anno solo a fortuna e buoni sentimenti. La sera di domenica 7 febbraio grande festa per il Countdown ufficiale che accoglierà in grande stile l’Anno della Scimmia. A seguire, due settimane di eventi con storici appuntamenti quali il River Hongbao (6-14 Febbraio) che, all’interno della Marina Bay Floating Platform, darà vita a giochi cinesi per adulti e bambini e bancarelle dove gustare ottimo street food; e il Chingay Parade (19-20 Febbraio), il tradizionale corteo a cui prendono parte circa 11.000 persone, tra cui giocolieri, percussionisti, clown e ballerini travestiti da leoni e draghi.

Natale nel mondo

Le tradizioni più antiche 

christmas_dublindi Francesca Rossetti

In Europa: Italia

Roma, 9 dicembre – In Italia il Natale è ricco di tradizioni legate al suo significato religioso. Uno degli elementi caratteristici è il presepe: la tradizione fa risalire il primo vivente a San Francesco d’Assisi che nel 1223, a Greccio, la notte di Natale volle far rivivere, in uno scenario naturale, la nascita di Gesù. Le prime statuine, in legno, furono scolpite invece da Arnolfo di Cambio nel 1280 (alcune sono conservate a S. Maria Maggiore a Roma). Un’altra usanza tradizionale è quella di preparare l’albero di Natale. Alla fine dell’Ottocento era di moda nelle corti europee addobbare abeti con decorazioni natalizie, e quella italiana non voleva essere da meno: così, anche la regina Margherita fece allestire un abete al Quirinale. La notizia fece il giro della penisola e l’idea piacque molto a tutti gli italiani, specialmente ai bambini. Ma da dove arriva l’albero di Natale? È una tradizione nordica: in molti Paesi nordeuropei si festeggiava il passaggio dall’autunno all’inverno piantando davanti a casa un abete addobbato con alcune ghirlande. Col passare del tempo, alle ghirlande si aggiunsero nastri e candele, fino all’Ottocento, quando alcuni artigiani svizzeri e tedeschi crearono decorazioni in vetro soffiato. Oggi sull’albero di Natale si ritrovano palline e decorazioni di ogni tipo, fra le quali il vischio, da sempre benaugurante, e i nastri dorati che ricordano le strenne. In Italia è molto viva la tradizione del cenone della vigilia di Natale, a base di pesce portafortuna, salsicce di maiale coperte di lenticchie oppure tacchino ripieno con castagne. Tra i dolci troviamo il panettone, torrone e pandoro. È tradizione che i dolci natalizi contengano noci e mandorle poiché sono simbolo di fertilità della terra e contribuiscono a incrementare la famiglia e il bestiame.

Germania


Qui il periodo natalizio inizia già a novembre. L’ 11 novembre, il giorno di San Martino, le scuole organizzano delle processioni, dove i bambini portano delle lanterne, costruite da loro, per illuminare la strada. Il 6 dicembre San Nicola porta ai bambini cioccolatini, casette fatte con il pan speziato e altre prelibatezze. Nel periodo dell’Avvento si costruiscono delle ghirlande, che, nelle quattro domeniche precedenti il Natale, vengono decorate con candele. Il 24 dicembre si addobba l’albero e alla sera arrivano il
Christkind (il Bambino Gesù) e Babbo Natale, che consegna i regali ai bambini buoni. La vigilia di Natale il cenone è a base di carne di maiale, insalata di maccheroni, salsicce e wurstel bianchi e come dolci marzapane, tavolette aromatizzate e una specie di pane umido contenente della frutta.

Francia


Nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali, riponendoli nelle scarpe dei bambini. Appende anche dolci e frutta all’albero di Natale. Il culmine della festività natalizia è il cenone di Natale dopo la Messa di mezzanotte e consiste in anatra, paste fatte con farina di grano saraceno e panna acida, tacchino con castagne, mentre per i Parigini le ostriche. Una torta che porta il nome di
La bouche de noel con la forma di un tronco d’albero viene consumata durante la cena. Nella forma richiama il ceppo che un tempo veniva acceso per riscaldare Gesù Bambino nel presepe.
Anche in Francia il presepe occupa un posto privilegiato tra le tradizioni natalizie: molto belli e famosi sono quelli provenzali, con le statuine d’argilla.

Russia


I Russi sono in gran parte cristiani ortodossi e il Natale viene celebrato il 6 gennaio, cioè durante la festa di San Nicola, che è l’equivalente del nostro Babbo Natale. Durante la cena della vigilia viene mangiato il
Kutya, una specie di zuppa di grano e miele, simboli di speranza e felicità, posto in un unico piatto al centro del tavolo che rappresenta l’unità della famiglia.

Danimarca


Durante il periodo dell’Avvento i bambini si trasformano in folletti (gli aiutanti di Babbo Natale) e si divertono a fare dei piccoli scherzetti in casa. La vigilia si trascorre in famiglia e si addobba anche l’albero con palline e bandierine danesi. Il pranzo tradizionale prevede oca arrosto con cavoli, patate scure e, per dessert, riso alle mandorle: nel dolce viene nascosta una mandorla intera e chi la trova (di solito si fa trovare al bambino più piccolo) riceve un bel regalo. I bambini vengono vestiti come folletti (di rosso con un cappello a punta) e si aspetta lo
Julemann (Babbo Natale) che porta i regali. Dopo cena si balla intorno all’albero, si cantano canzoni natalizie e si aprono i regali.

Finlandia


In questo paese, oltre al classico abete di Natale, all’esterno delle case viene preparato un secondo alberello per… gli uccellini: un covone di grano legato ad un palo e addobbato con stuzzichini appetitosi. Babbo Natale vive con Mamma Natale e tanti piccoli aiutanti in Lapponia, all’interno di una montagna chiamata
Korvatunturi: questa montagna ha tre orecchie, cosicché Babbo Natale può ascoltare i messaggi che gli arrivano da tutto il mondo. L’entrata della montagna è talmente segreta che finora nessuno è riuscito a scoprirla.

IN NORDAMERICA

Canada


È usanza decorare la casa con corone di alloro e luci colorate. La settimana prima di Natale i bambini scrivono a Santa Claus per chiedergli i regali. Appendono anche delle calze in modo che Babbo Natale le possa riempire con caramelle e cioccolatini. In alcuni paesi esiste ancora la tradizione per i bambini di andare a cantare di casa in casa per ricevere in compenso monete, dolcetti o qualcosa di caldo da bere. Il pranzo natalizio tradizionale è caratterizzato dal tacchino ripieno con contorno di patate e salsa di mirtilli, oppure dall’anatra arrosto.

USA


Negli Stati Uniti, il modo di celebrare il Natale varia di casa in casa. Tutto dipende dalle origini familiari che spesso rimandano a tradizioni diverse.
In genere il pranzo più importante è quello del 25. Per alcuni è basato sull’arrosto di manzo, per altri su tacchino e purea di patate, salsa di mirtillo rosso e verdure come fagiolini verdi o zucchine. Per dessert, poi, gli americani mangiano biscotti e crostate fatte secondo le ricette familiari risalenti ai tempi dei primi colonizzatori.  L’eggnog è la tradizionale bevanda delle feste natalizie, composto da uova, latte, zucchero e a volte anche rum.  Il piatto più caratteristico è il
Lumberjack Pie, una crostata di purea di patate riempita di carne, cipolla e cannella.

Capodanno

Un Capodanno tutto particolare è quello cinese, seguito dall’inizio della primavera. È un momento di rinnovata fertilità della terra, un evento meraviglioso per ogni cinese. Chiamato anche Festa di Primavera, in passato il Capodanno contrassegnava una svolta decisiva per gli affari perché si poteva sperare in una vita migliore e in un maggiore successo nell’anno nuovo. Oggi in tutta la Cina è il momento delle riunioni familiari, delle visite agli amici, del riposo dal duro lavoro del resto dell’anno, e di ogni sorta di intrattenimento.

Case,uffici e strade vengono puliti da cima a fondo perché secondo la vecchia superstizione in questo modo si elimina la sfortuna e si attira la buona sorte.  Sugli edifici pubblici e nelle case vengono appese lanterne da cerimonia con fiocchi rossi e gialli e strisce di carta colorata,tutti cercano di essere a casa per la vigilia del Capodanno e, una volta riunita la famiglia, di solito ci si scambiano piccoli regali. Per i bambini ci possono essere dei nuovi vestiti, giocattoli, dolci o una piccola somma di denaro e quasi sempre regali anche per gli anziani.

In Cina il cibo viene servito in abbondanza per celebrare il Capodanno. La maggior parte del cibo consumato ha un significato preciso: per esempio, vengono preparate delle torte chiamate nian-gao che simboleggiano la prosperità della famiglia. Le cene cinesi hanno dodici portate, ognuna di esse con uno specifico significato. Il pesce, servito intero, simboleggia l’abbondanza e l’unità familiare. La verdura di mostarda (una verdura con foglie) rappresenta longevità, mentre si crede che la rapa porti buona sorte. Il cibo più significativo consumato alla vigilia di Capodanno sono degli gnocchi cinesi, che simboleggiano ricchezza. La loro forma ricorda infatti gli antichi lingotti cinesi in oro e argento. Una moneta viene cucinata all’interno degli gnocchi e si crede che colui che troverà la moneta diventerà la persona più facoltosa e fortunata dell’anno che sta iniziando.

In Giappone, la festa di Capodanno è chiamata Shogatsu: è considerata la festa più importante dell’anno e si protrae per ben tre giorni. È il periodo in cui i parenti si riuniscono e molte famiglie si recano dai nonni a trascorrere le vacanze. Le celebrazioni iniziano la vigilia del nuovo anno. Alla mezzanotte del 31 dicembre la famiglia si reca in visita al santuario locale o al tempio per pregare affinché il nuovo anno sia fortunato. Nei templi delle città, trenta minuti prima di mezzanotte, si suona una grande campana per 108 volte.

Il primo dell’anno viene consumata una colazione speciale e ai bambini vengono regalate piccole somme. Ognuno attende con ansia di ricevere i biglietti d’auguri, chiamati nengajo. Queste cartoline vengono emesse dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e sono abbinate a un concorso a premi. Vengono spesso personalizzate con disegni, adesivi o fotografie stampate e vengono spedite tutte insieme la mattina di Capodanno. In esse, oltre ai saluti convenzionali di “Buon Anno Nuovo” (akemashite omedeto gozaimasu), si scrivono notizie su se stessi.
Per tradizione i giapponesi festeggiano con un pasto che simboleggia lunga vita, chiamato
toshikoshi soba (pasta di grano saraceno). Vengono anche serviti il mochi (riso battuto), verdure e pesce. L’Ozoni è il cibo offerto al dio del Nuovo Anno: è una minestra a base di pollo e verdure consumata dall’intera famiglia durante la celebrazione di Capodanno. Otoso, un vino di riso dolce, è la bevanda tipica di questa festa.

Befana


“L’epifania tutte le feste porta via” è un detto popolare diffuso in Italia, ma cos’è l’Epifania e soprattutto chi è la Befana? Il termine Befana è la versione popolare del termine greco Epifania, cioè la festa che commemora la visita che i Magi fecero a Gesù. Il Vangelo non dice quanti fossero i Magi, ma il numero viene fissato a tre, in base ai doni che portarono: oro, incenso e mirra. Quanto alla Befana, ci sono molte leggende che la riguardano: la prima racconta che i Magi, durante il loro viaggio, si fermarono a chiedere ospitalità a una vecchia che gliela negò. Più tardi la donna cambiò idea, ma ormai i Magi erano troppo lontani.  
Un’altra leggenda narra che i Magi chiesero alla vecchietta di accompagnarli per portare i doni a Gesù, ma la vecchietta rifiutò, perché doveva finire le faccende di casa. Quando ci ripensò, i Magi erano troppo lontani, e lei cominciò a inseguirli con in mano la scopa, ma non riuscì a raggiungerli. Per questo la Befana viene raffigurata come una vecchia a cavallo di una scopa che gira di casa in casa, lasciando ai bambini i doni che non ha potuto dare a Gesù bambino.

 

Indimenticabile Capodanno in Asia

Cambogia, Thailandia, Myanmar e Vietnam con partenze: 26 dicembre da Milano e 27 dicembre da Roma

offerte-capodanno-2016

Cambogia

Milano, 20 novembre – Il meglio della Cambogia in una settimana per una indimenticabile vacanza di fine anno in uno dei più spettacolari e affascinanti Paesi del sud-est asiatico, con brindisi di San Silvestro nella suggestiva e magica atmosfera dei templi di Angkor. Dall’Italia a Phonm Penh, la capitale, dal suo classico aspetto coloniale “alla francese”. “City tour” tra Palazzo reale, la Pagoda D’Argento – dal pavimento ricoperto da oltre cinque mila tessere argentate, il colorito centro storico ,le case su palafitte dei pescatori lungo il Ton Sap River. Via quindi in aereo, alla volta di Siem Reap, nel nord, per ammirare la spettacolare area archeologica di Angkor con le vestigia dei suoi templi e monumenti religiosi che le foreste dell’ex Indocina hanno restituito intatti dopo secoli. Il meglio a vedere: “Angkor Ton”, la gigantesca città fortificata con le sue terrazze ricche di bassorilievi, il “Bayon”, famoso per le mille teste di Buddha scolpite, i ruderi del tempio Ta Phron, avvolti dalle radici contorte di giganteschi alberi e il maestoso “Angkor Wat”, il “best” del viaggio, simbolo nazionale. 

Partenza: 28 dicembre.

Thailandia

“Toccata e fuga” a Bangkok, giusto il tempo per visitare la capitale della Thailandia con i suoi templi e coloriti mercati e per trascorrere la notte di San Silvestro in allegria (a volontà, i locali a disposizione), e poi, via, al sole di Phuket, l’”Isola Verde” sull’oceano Indiano – che qui però si chiama mare di Andama – a pochi chilometri dalla giungla malese. Spiagge sabbiose bagnate da un mare azzurro-turchese di rara suggestione, vegetazione rigogliosa, locali tipici in cui gustare saporiti piatti thai, attrezzati “centri diving” per gli appassionati subacquei e sole a volontà. GO ASIA di Ancona (tel. 071-2089301 www.goasia.it) ha in programma una combinazione di 15 giorni – 12 notti: volo da Milano Malpensa, trasferimenti, quattro notti a Bangkok in hotel con prima colazione e altrettante otto sull’isola di Pukhet con ugual trattamento.

Partenza: 27 dicembre.

Myanmar

Vacanze di Capodanno in Birmania – ora ribattezzata Myanmar – uno dei più interessanti e suggestivi paesi del sud-est asiatico, proposte da GoAsia di Ancona (tel 071/2089301; www.goasia.it). La combinazione di 10 giorni – 7 notti prevede la partenza dall’Italia a Yangon, la capitale, con minitour cittadino prima di raggiungere il lago Inle (in barca tra i famosi “Orti galleggianti” e i villaggi su palafitte), Via quindi alla volta di Mandalay (Palazzo reale e splendidi monasteri, cenone di Capodanno). Prevista un’escursione in battello lungo il fiume Irrawaddi fino al villaggio di Mingun che ospita la più grande e pesante campana della Birmania (90 tonnellate!!). ll tour raggiunge poi Bagan, sulla riva sinistra dell’Irrawaddi, “Museo all’ aperto” dell’arte e della storia del paese con vestigia di templi e pagode sparse a perdita d’occhi. 

Partenza: 28 dicembre.

Vietnam e Cambogia

Vacanze di fine anno tra Vietnam e Cambogia, due paesi del sud-est asiatico ricchi di storia, millenaria cultura, paesaggi di struggente bellezza, popolazioni ospitali. Avvio da Hanoi, capitale nel nord Vietnam (visita città) e da qui alla Baia di Halong, tra le più belle del Golfo del Tonchino (mini-crociera a bordo di una tiica junka a motore tra isolette e faraglioni). Tappa quindi ad Hoi An-un “gioiellino” con strade strette e pià di seicento dimore storiche ispirate a quelle della Cina del sud (Veglione di Capodanno). Ecco poi Ho Chi Min City, l’ex Saigon, con il suo fascino coloniale un po’ decaduto. “Tour” cittadino e crociera lungo il Mekong. In volo poi alla volta di Siem Rap, nel nord della Cambogia, per raggiungere il maestoso sito archeologico di Angkor con i suoi fantastici templi che le foreste dell’ex Indocina hanno restituito quasi intatti dopo secoli. 

Partenze: 26 dicembre da Milano e 27 dicembre da Roma

Per informazioni Go Asia [email protected] ph 071 2089301 www.goasia.it

Mobile: Expedia svela nuovi dati e conferma la sua rapida crescita nel settore

I risultati in Italia confermano i trend internazionali, con un 70% di crescita nel terzo trimestre del 2015 per la domanda via mobile degli hotel partner dell’azienda. Expedia risponde alla crescita dell’utilizzo degli smartphone investendo in tecnologia che aiuta i suoi partner a far fronte alla domanda e alle abitudini dei viaggiatori internazionali

expedia_NUOVO_PORTALEMILANO – 19 novembre 2015 – Nuovi dati del gruppo Expedia, tra le più grandi società di viaggi online del mondo, rivelano che oggi la domanda via mobile continua a crescere in Italia e che nel terzo trimestre del 2015 più di una camera su quattro, a livello globale, è stata acquistata tramite un dispositivo mobile. Secondo i dati del gruppo Expedia, nel terzo trimestre del 2015, la domanda via mobile per gli hotel partner italiani è cresciuta di quasi il 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie a mercati internazionali come Corea del Sud (+280%), Hong Kong (+220%) e Giappone (+200%). Anche il mercato domestico è cresciuto tanto, con un +80% dall’Italia, confermando la grande propensione e affinità degli italiani con la tecnologia mobile.  “I nostri dati possono offrire agli albergatori importanti spunti e informazioni sull’importanza della tecnologia mobile e su come questa possa influenzare il loro business, diventando quindi un fattore chiave della loro strategia”, ha dichiarato Giovanni Moretto, Director Market Management Italy North del gruppo Expedia. “Il mobile è un elemento fondamentale nel nostro settore e avrà un impatto sempre più significativo sul modo in cui i consumatori pianificheranno e organizzeranno i loro viaggi. È logico pensare che l’aumento degli utenti che avranno accesso a internet tramite dispositivi mobili genererà una crescita conseguente del numero di quanti li utilizzeranno per acquistare viaggi online. Questo vale soprattutto per i viaggiatori provenienti dall’Asia, molti dei quali hanno iniziato a viaggiare oltre oceano da poco e prenotano tramite i dispositivi mobili”. I dati raccolti da Expedia, che confermano i trend internazionali che vedono in crescita l’uso degli smartphone per lo shopping online, rappresentano una prova dei cambiamenti in corso nelle abitudini dei consumatori e sono corroborati anche da ricerche recenti: uno studio condotto da Phocuswright sull’utilizzo degli smartphone, infatti, riporta nel 2014 gli europei che hanno programmato un viaggio tramite i dispositivi mobile sono cresciuti di 11 punti percentuali*, mentre secondo una ricerca di eMarketer svolta nell’area Asia-Pacifico, il 71% degli intervistati in Cina, il 76% in Corea del Sud e l’86% in Giappone hanno prenotato gli alberghi per le vacanze tramite il digitale**. “Attraverso una costante analisi dei nostri dati siamo in grado di assicurarci che i nostri investimenti possano fornire agli hotel partner la migliore tecnologia disponibile. Continuiamo a focalizzarci sullo sviluppo del mobile per poter far fronte ai cambiamenti della domanda dei viaggiatori internazionali perché riteniamo che il mobile debba essere un fattore chiave della strategia distributiva di ogni albergatore”, ha aggiunto Giovanni Moretto. “Come azienda globale, con oltre 150 siti di viaggi online in più di 70 paesi, siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità per avere una relazione sempre migliore con i nostri hotel partner, come testimoniano gli importanti investimenti nelle innovazioni destinati ai brand Expedia, come lo sviluppo e il lancio di strumenti all’interno dell’Expedia PartnerCentral (EPC), lo strumento realizzato per gli hotel”.

 Expedia e le innovazioni tecnologiche per il settore

Nel 2015 il gruppo Expedia ha lanciato Real-Time Feedback e Sell Tonight, due nuovi e potenti strumenti per gli albergatori e i viaggiatori, entrambi disponibili sull’Expedia PartnerCentral, lo strumento creato per gli albergatori. Real-Time Feedback è stato ideato per aiutare gli albergatori ad avere recensioni positive, soprattutto da parte dei viaggiatori che utilizzano principalmente la piattaforma mobile, grazie a una migliore relazione con i loro clienti: subito dopo aver effettuato il check-in in un albergo prenotato tramite Expedia, gli ospiti riceveranno una email all’interno della quale troveranno tre brevi domande sul check-in, sulla camera e sulla sistemazione. Rispondendo a queste domande attraverso un’interfaccia intuitiva e divertente, avranno quindi la possibilità di lasciare commenti specifici, e la recensione verrà inviata in tempo reale all’albergatore tramite l’Expedia PartnerCentral, dandogli l’opportunità di agire prima che questa semplice considerazione divenga una recensione negativa. Sell Tonight ha reso più semplice e veloce per gli albergatori dare visibilità alle tariffe same day e la disponibilità dell’offerta, con l’opzione di offrire queste speciali tariffe ai viaggiatori che usano il mobile. Sell Tonight informa in tempo reale gli albergatori sulle tariffe same day all’interno del loro mercato di riferimento, dando loro la possibilità di essere competitivi e aumentare le prenotazioni per la tariffa specifica.

Roma – Italia. Dimensioni transcontinentali dell’immigrazione.

I gruppi nazionali più numerosi tra percorsi di inserimento e legami con i paesi di origine “Affari Sociali Internazionali – Nuova Serie” n. 1-2/2015

20051228 - IMMIGRAZIONE, CONSULTA BOCCIA ALTRA NORMA DELLA BOSSI-FINI  - Un barcone di immigrati nelle acque dell'isola di Lampedusa (Agrigento) in un'immagine d'archivio del 22 giugno scorso. FRANCO LANNINO/ARCHIVIO ANSA/ji

Roma, 23 giugno – Una ricerca sulle più numerose collettività immigrate a Roma promossa dall’Istituto di Studi Politici San Pio V a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS Nel panorama dell’immigrazione italiana, l’area romana gioca un ruolo di assoluto rilievo. Sono oltre 500mila i cittadini stranieri residenti nell’intera Città Metropolitana, pari a oltre un decimo del totale nazionale, dei quali oltre 350mila nel Comune di Roma Capitale. Le loro provenienze e caratteristiche sono tra le più diverse e, nell’insieme, attestano un insediamento sempre più stabile e radicato sul territorio. Di questa variegata realtà si è interessato l’Istituto di Studi Politici San Pio V, dando incarico al Centro Studi e Ricerche IDOS di realizzare una ricerca sul tema, che fotografasse la situazione dei gruppi nazionali più numerosi. La pubblicazione esce come numero monografico della rivista “Affari Sociali Internazionali – Nuova serie” (n. 1-2/2015) con il titolo Roma – Italia. Dimensioni transcontinentali dell’immigrazione. I gruppi nazionali più numerosi tra percorsi di inserimento e legami con i paesi di origine. A coordinare la ricerca è stata Maria Paola Nanni con il supporto del corpo redazionale di IDOS. Sono state prescelte, per ciascun continente di origine dei migranti, le due collettività più numerose tra i residenti stranieri nel Comune di Roma Capitale, senza tener conto della distinzione tra cittadini comunitari e cittadini di paesi terzi: romeni e ucraini per l’Europa, egiziani e marocchini per l’Africa, filippini e bangladesi per l’Asia, peruviani ed ecuadoriani per l’America Latina. Di ciascun gruppo viene presentato un ritratto a tutto tondo, che unisce l’analisi dei dati statistici più aggiornati alla ricostruzione dell’evoluzione storica dell’insediamento, con specifica attenzione ai percorsi di inserimento sociale e lavorativo nell’area romana, messi a fuoco anche grazie all’ascolto di testimoni privilegiati rappresentanti delle collettività stesse. Il tutto, con una prospettiva di ampio respiro che, seppure centrata sul territorio romano, resta aperta tanto alla dimensione nazionale che all’esplorazione dei rapporti con i paesi di origine. Le riflessioni che ne derivano sono in larga misura estendibili anche ad altre collettività immigrate e aiutano a ricomporre un quadro unitario di Roma come città internazionale. Si individuano, inoltre, chiavi di lettura unificanti rispetto ai vari continenti:

· per l’Europa, la vicinanza e l’appartenenza allo stesso processo di integrazione continentale;

· per l’Africa, l’obiettivo dello sviluppo e della cooperazione;

· per l’Asia, l’avvicinamento a quello che sarà il fulcro dell’economia mondiale;

· per l’America, continente che ha accolto nei due secoli precedenti flussi massicci di italiani, la memoria di un passato che costituisce un sussidio per meglio affrontare i temi più attuali della mobilità internazionale. 2 I cambiamenti intervenuti nell’ultimo decennio, in particolare, hanno visto triplicare la presenza di cittadini immigrati nell’area romana, come anche nella Regione Lazio. In questo quadro, alcune collettività sono cresciute di più rispetto alla media, come i bangladesi (aumentati di oltre 8 volte nel Comune di Roma tra il 2004 e il 2014), gli ucraini (quasi 7 volte di più) e i romeni (5 volte di più). I filippini e i bangladesi, inoltre, si distinguono per una concentrazione nel Comune di Roma particolarmente spiccata (oltre 1 su 4 rispetto all’insieme dei connazionali residenti in Italia e oltre 9 su 10 rispetto a quelli presenti nel Lazio, a fonte di una media relativa all’intera presenza straniera di 6 su 10). Riassumendo i cambiamenti intervenuti, Ugo Melchionda, presidente di IDOS, sottolinea che “il potere di attrazione di Roma è rimasto pressoché intatto, nonostante la crisi, anche perché i servizi alla persona e il commercio trainato dalla vocazione turistica della Capitale sono stati ‘settori rifugio’ per i lavoratori migranti”. In questa ricerca, in cui Roma si staglia sempre più come un ‘laboratorio del futuro’, che indica in anticipo quali saranno i prossimi scenari dell’Italia, la società appare sollecitata a configurarsi sempre più come internazionale, interculturale, interreligiosa e imprenditoriale, assicurando nello stesso tempo l’inte(g)razione, la coesione sociale e lo sviluppo. È questo l’obiettivo che il presidente dell’Istituto di Studi Politici “San Pio V”, Antonio Iodice, sottolinea con forza nella sua prefazione, in cui si sofferma su “lo scarto tra impegno e indifferenza, tra responsabilità e inazione, tra approfondimento e superficialità” e sottolinea che “le statistiche indicano un percorso di condivisione e di dialogo”, particolarmente utile per proteggersi dalle “raffiche di vento del populismo e della xenofobia”.

Tubercolosi, un pericolo in aumento

Alcuni ceppi di tubercolosi sono diventati antibiotico resistenti

 

l43-tubercolosi-lastra-medicina-131028190823_bigRoma, 19 gennaio – I batteri responsabili della tubercolosi hanno acquisito resistenza a diversi antibiotici, secondo uno studio sulla rivista Nature . La tubercolosi è ancora responsabile ogni anno di 1,5 milioni di morti in tutto il mondo. E alcuni ceppi di Mycobacterium tuberculosis, il batterio responsabile dell’infezione, rappresentano una grave minaccia per la salute perché gli antibiotici conosciuti sinora non hanno più effetti  su di loro. Lo studio spiega che la diffusione della resistenza multi-farmaco è guidata da un gruppo di ceppi di tubercolosi chiamato ‘Beijing lineage’ ( genotipo di Pechino). Si tratta di ceppi prevalentemente presenti nei paesi asiatici e nel territorio dell’ex Unione Sovietica Thierry Wirth del Muséum National d’Histoire Naturelle in Francia con la sua equipe ha analizzato il corredo genetico di 4987 ceppi di tubercolosi, di cui 110 genomi completi provenienti da 99 paesi, per capire meglio come la resistenza multi-farmaco si è evoluta nel tempo. I riscontri temporali evidenziano picchi più alti di tubercolosi nel corso degli ultimi 200 anni, in coincidenza con la rivoluzione industriale e la prima guerra mondiale, seguiti da un calo della malattia in concomitanza con l’aumento dell’uso di antibiotici nel 1960. Gli autori fanno risalire la diffusione in tutta l’Eurasia di due ceppi che si associano alla resistenza multi-farmaco nei primi anni ‘90, quando il sistema sanitario pubblico della ex Unione Sovietica crollò. Infine, hanno identificato 15 geni che possono aver contribuito alla resistenza ai farmaci nel ceppo Beijing lineage

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]