Nuovo rapporto UNICEF-OMS sulla malaria

Raggiunto l’Obiettivo di Sviluppo del millennio con forte calo di casi e di mortalità, ma 3 miliardi di persone rimangono a rischio

Photographer’s caption (NOT FACT-CHECKED):  An AMCP doctor performs a malaria test in the village of Manadougou, located in the district of Ouellesebougou, Mali on November 29th, 2012.

17 settembre 2015 – Secondo un rapporto congiunto OMS-UNICEF lanciato oggi, il tasso di mortalità per la malaria è crollato del 60% dal 2000, che equivale a  6,2 milioni di vite salvate, la maggior parte dei quali bambini. Il Rapporto “Achieving the Malaria Millennium Development Goal Target”  mostra che  lo specifico obiettivo di Sviluppo del Millennio entro il 2015, è stato raggiunto “in modo convincente”, con nuovi casi di malaria diminuiti del 37% in 15 anni. “Il controllo a livello mondiale della malaria è una delle grandi storie di successo della sanità pubblica degli ultimi 15 anni”, ha detto Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS. “E’ un segnale che le nostre strategie hanno raggiunto l’obiettivo e che siamo in grado di battere questo antico killer, che rivendica ancora centinaia di migliaia di vite, soprattutto bambini, ogni anno”. Un numero crescente di paesi sono sul punto di eliminare la malaria. Nel 2014, 13 paesi non hanno riportato alcun caso di malattia e 6 paesi meno di 10 casi. Le diminuzioni più veloci sono avvenute nel Caucaso e in Asia centrale, che nel 2014 non ha registrato nessun caso, e in Asia orientale. Nonostante gli enormi progressi, la malaria rimane un grave problema di salute pubblica in molte regioni. Nel solo 2015, ci sono stati circa 214 milioni di nuovi casi di malaria e circa 438.000 persone sono morte per questa malattia prevenibile e curabile. Circa 3,2 miliardi di persone – quasi la metà della popolazione mondiale – sono a rischio di malaria. In 15 paesi, soprattutto in Africa sub-sahariana, si registrano l’80% dei casi di malaria e il 78% dei decessi a livello globale nel 2015. I bambini sotto i 5 anni rappresentano più di due terzi di tutti i decessi connessi con la malaria. Tra il 2000 e il 2015, il tasso di mortalità sotto i 5 anni per  malaria è diminuito del 65% con una stima di circa 5,9 milioni di bambini salvati. Tra il 2000 e il 2015, la percentuale di bambini con meno di cinque anni che ha dormito sotto una zanzariera trattata con insetticida in Africa sub-sahariana è passata da meno del 2% al 68%. 1 bambino su 4 in Africa sub-sahariana vive ancora in un nucleo familiare senza zanzariere trattate con insetticida e senza nessuna altra protezione. “La malaria uccide per la maggior parte bambini, soprattutto quelli che vivono nelle aree più povere e remote. Il modo migliore per celebrare il progresso a livello mondiale nella lotta contro la malaria è di impegnarci a raggiungere e curare questi bambini “, ha detto il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake. “Sappiamo come prevenire e curare la malaria. Dal momento che siamo in grado di farlo, dobbiamo farlo”.

UNICEF: Nuovo rapporto su accesso alla giustizia per bambini vittime di violenza

La maggior parte dei bambini vittime di violenza in Europa Centrale e Orientale e in Asia Centrale non ha la possibilità di parlare e sporgere denuncia in tribunale.

 

 

unicef-logo1Roma, 4 giugno  – Secondo un nuovo rapporto regionale dell’UNICEF lanciato oggi, la maggior parte dei bambini vittime di violenza in Europa Centrale e Orientale e in Asia Centrale non ha la possibilità di parlare e sporgere denuncia in tribunale. Il rapporto, Children’s Equitable Access to Justice in Central and Eastern Europe and Central Asia, mette in luce le enormi difficoltà che i bambini affrontano nel trovare giuste e concrete soluzioni per porre rimedio alle ingiustizie e alle discriminazioni subite nelle loro vite. Allo stesso tempo, il rapporto sottolinea anche notevoli progressi nell’amministrazione della giustizia. I governi nella regione stanno notevolmente modificando le procedure nei tribunali e nelle stazioni di polizia per proteggere i diritti dei bambini, in linea con gli standard internazionali. Viene fornito sempre più il supporto legale e sociale ai bambini che sono coinvolti nei processi giudiziari. Attraverso i centri per i diritti dei bambini o le strutture legali, i bambini e le loro famiglie possono avere informazioni  sui ricorsi, ricevere consulenze legali e sociali, essere rinviati a un avvocato, a un dottore, a uno psicologo o accedere ad altri servizi. In alcuni casi, possono ricevere assistenza legale diretta per cominciare un processo giudiziario. Nell’ambito di una discussione a livello politico in cui è stato presentato il rapporto, Susan Bissel, Responsabile dell’UNICEF a livello globale per la Protezione dei bambini, ha dichiarato: “Ovunque attorno a noi, ogni giorno, i bambini sono colpiti da violenza e abuso, e solo una parte di loro ha accesso a un sistema giuridico giusto in grado di decidere per il loro superiore interesse.” “Il diritto di accedere alla giustizia sembra ancora, nella testa di molti, inconcepibile quando si tratta di bambini. Chiediamo ai Governi e ai partner di includere specifici diritti e necessità dei bambini nelle riforme della giustizia a tutti i livelli.” La discussione è stata co-organizzata dall’Ufficio Regionale UNICEF e l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali in collaborazione con l’Intergruppo del Parlamento Europeo per i Diritti dell’infanzia. Altre violazioni dei diritti dei bambini nella regione sono ancora sotto registrate o non affrontate in tribunale. Queste comprendono:

–      Negare ai bambini con disabilità di poter andare a scuola o la separazione forzata dalle loro famiglie;

–      Negare l’accesso al sistema sanitario, a carte d’identità o a benefici del welfare sociale ai bambini rom o di famiglie povere nelle aree rurali.

–      Trascurare il superiore interesse dei bambini in questioni relative al loro affidamento in procedimenti di divorzio.

Le decisioni giuridiche o amministrative su queste o altre violazioni di diritti possono costituire un precedente per altri bambini e avere un impatto sul cambiamento del loro futuro. Secondo il rapporto, le convinzioni sociali e culturali radicate hanno reso inaccettabile, per i bambini nella regione, aprirsi con un adulto estraneo all’ambiente familiare circa violazioni di diritti dei bambini a casa, a scuola o nelle comunità e ancor meno accettabile presentare un reclamo attraverso il sistema giuridico, per paura di subire ritorsioni verso se stessi o la loro famiglia. Lo studio regionale è focalizzato su Albania, Georgia, Kyrgyzstan e Montenegro, ed è stato condotto dall’International Development Law Organization. In tutti i paesi in cui è stata realizzata l’indagine, la maggior parte dei bambini ha dichiarato di non esser a conoscenza di nessun servizio specifico e delle risorse a cui potersi appellare in un momento di difficoltà. Tra i gruppi più vulnerabili ci sono i bambini nati in povertà, i bambini delle comunità rom e i bambini con disabilità. Quando hanno affrontato procedimenti giudiziari, i bambini hanno dichiarato di non aver ricevuto assistenza legale specializzata e di aver dovuto affrontare procedure lunghe e complesse.

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