La cultura in Italia ai tempi del Coronavirus: l’arte, la musica e i musei sul web

A partire da domenica 8 marzo anche il Ministero per i beni e le attività culturali ha aderito alla campagna #iorestoacasa, necessaria visto il momento di massima emergenza sanitaria contro il Coronavirus.

Sopra: l’immagine della campagna indetta dai musei

A partire da domenica 8 marzo anche il Ministero per i beni e le attività culturali ha aderito alla campagna #iorestoacasa, necessaria visto il momento di massima emergenza sanitaria contro il Coronavirus.
Le varie attività di intrattenimento a contatto con il pubblico sono quindi state sospese, per essere in parte riproposte sul web nelle prossime settimane.
Nel frattempo tutti gli artisti, i musicisti, gli operatori culturali e museali sono stati costretti a interrompere le proprie professioni spesso in modo drammatico: data l’assoluta precarietà della maggior parte dei lavoratori dello spettacolo in Italia, un flagello come l’attuale pandemia non potrà che arrecare un danno economico enorme soprattutto a queste categorie di persone.
Per non parlare, inoltre, del dramma degli aggiunti nelle orchestre al momento privi di lavoro così come tutti i professionisti del mondo del cinema e dello spettacolo in generale.
Non bisogna credere tuttavia che questi lavoratori non abbiano già dimostrato di possedere delle risorse per resistere e affermarsi comunque in un momento tanto difficile; l’intero mondo della cultura si sta mobilitando al fine di trovare al più presto delle strategie alternative per diffondere in ogni caso la propria arte, per permettere alla musica di essere ascoltata ancora il più possibile e alle collezioni nei musei di essere ammirate da turisti italiani e stranieri grazie alle modalità online.
Certo, ovviamente si tratta di una tipologia di fruizione completamente diversa e alla quale è necessario abituarsi, ma una reazione del genere da parte dell’universo culturale e artistico nel nostro paese fa ben sperare per il prossimo futuro, specie considerato che il periodo di arresto di tutte le attività di questo tipo potrebbe protrarsi ben oltre il 3 aprile.

Le istituzioni museali coinvolte

Così il MANN, ossia il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è stato uno dei primi (giusto il 9 marzo) ad aderire alla campagna #iorestoacasa, proponendo sui suoi canali social dei video il cui obiettivo è proprio quello di rilanciare online l’immaginario antico in esso conservato. Nello stesso contesto è notevole il tour virtuale tra i capolavori del museo con il direttore Paolo Giulierini, un viaggio online accompagnato dalle musiche originali del compositore Michael Nyman (noto per la colonna sonora del film Lezioni di piano).
Il musicista ha scelto di donare la sua musica dopo il concerto del 2018 nel Salone della Meridiana al FestivalMann 2018.
La campagna #iorestoacasa ha poi raccolto numerosi consensi in ogni settore della cultura e fra le istituzioni artisticamente illustri del nostro paese. Finora vi hanno aderito: i Musei Reali di Torino, i siti di Pompei, il Parco archeologico del Colosseo, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Palazzo Reale di Napoli, il Museo Egizio di Torino, Palazzo Barberini, la Galleria Corsini e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo Archeologico di Cagliari, il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il Museo d’Arte Orientale di Venezia, Capodimonte, il Museo Omero di Ancona, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Museo di San Martino, la Galleria dell’Accademia di Firenze, le Gallerie dell’Accademia di Venezia.

La reazione della Musica italiana

Il teatro e la musica non stanno certo soffrendo di meno in un momento simile: tutti gli spettacoli teatrali e operistici, i concerti sinfonici o quelli relativi agli altri generi musicali sono stati annullati sino all’inizio di aprile, ma questo non significa che i cantanti e i musicisti italiani più celebri rinunceranno a esibirsi.

Dalla musica pop a quella elettronica è subito arrivata la proposta dei “concerti online”, denominati anche “concerti domestici” vista la necessità di seguirli da casa.

Da questo venerdì 13 anche l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha lanciato la campagna Concerti in streaming, realizzabile grazie alla collaborazione di Rai Cultura: si tratta di una selezione di concerti svolti dall’Orchestra e dal Coro dell’Accademia e caricati sulla piattaforma RaiPlay, insieme ai relativi programmi di sala resi disponibili e scaricabili gratuitamente in formato pdf.

Quindi ogni giovedì alle 19.30, ogni venerdì alle 20.30 e ogni sabato alle 18.00, collegandosi sulla pagina facebook o sul sito dell’Accademia ci sarà modo di assistere a tre concerti diversi, che saranno progressivamente sostituiti con delle nuove programmazioni la settimana successiva. Non solo: la stagione Tutti a Santa Cecilia continua sul web con On line for Kids, la nuova sezione del sito dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dedicata alla Musica e ai ragazzi: periodicamente vi saranno pubblicate delle divertenti clip video da cliccare e da ascoltare, mentre le lezioni concerto e i laboratori musicali ci aiuteranno a proseguire la conoscenza della musica.

Oggi poi, alle ore 18 in punto, tutti i musicisti (professionisti e non) d’Italia prenderanno il proprio strumento e si metteranno a suonare alla loro finestra: in questo modo il nostro paese diventerà per pochi minuti un gigantesco concerto gratuito, in rappresentanza dell’unità nazionale tanto invocata dalle istituzioni.
Ancora una volta la musica ci ricorderà quanto è importante supportarsi reciprocamente nei momenti più tragici, ribadendo la funzione avuta per secoli in altre circostanze storiche e sociali altrettanto difficili.

 

 

STREAMING OFFER

Il ritorno di “Musei in Musica”: sabato 14 dicembre tanti concerti e spettacoli dal vivo nella Capitale nella Capitale

Sabato 14 dicembre a Roma torna “Musei in Musica”, la rassegna artistica giunta alla sua undicesima edizione e promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali insieme a Zètema progetto Cultura

 

Sabato 14 dicembre a Roma torna “Musei in Musica”, la rassegna artistica giunta alla sua undicesima edizione e promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali insieme a Zètema progetto Cultura. Quest’ultimo ha realizzato un bando attraverso il quale sono stati selezionati 115 artisti, 13 bande e 17 associazioni culturali che si esibiranno in alcune delle istituzioni e dei musei noti (ma soprattutto meno noti) della Capitale.
L’obiettivo principale della manifestazione infatti è quello di fare una giusta pubblicità a moltissimi luoghi culturalmente rilevanti eppure poco frequentati dai cittadini romani, come ad esempio le Accademie straniere; in questo modo Roma apparterrà un po’ di più ai suoi stessi abitanti oltre che ai numerosi turisti di solito in visita durante il periodo delle feste di Natale.
Quest’ultimo, per altro, sarà inaugurato ufficialmente proprio domani alle 19 dall’esibizione della Banda Musicale del Corpo di Polizia locale in Campidoglio, nell’ambito di un concerto che introdurrà la prima di una lunga serie di appuntamenti culturali previsti per le vacanze natalizie e pubblicizzati dalla sigla Natale con la MIC

 

Luoghi e protagonisti della manifestazione

La rassegna dunque proporrà l’entrata libera dalle 20 alle 2 di notte in una lunga serie di istituzioni musicali e culturali, come l’Accademia di Francia, la Casa Argentina, l’Istituto Svizzero, il Museo Ebraico o Palazzo Bonaparte, senza dimenticare i numerosi altri spazi espositivi e culturali gratuiti della città: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Museo Archeologico e il Museo Aristaios dell’Auditorium Parco della Musica, il Polo Museale della Sapienza e i musei dello Stato Maggiore della Difesa.
Inoltre i partecipanti dotati di Mic Card o che acquisteranno il biglietto d’ingresso nei vari musei sopracitati (ad eccezione di quelli a ingresso libero per tutti e della mostra Canova), potranno ammirare anche le collezioni e le mostre presenti negli spazi appartenenti al Sistema Musei Civici, cogliendo così una doppia occasione di offerta culturale.
Notevolissima sarà poi la vasta gamma di generi musicali (dalla classica al jazz sino alla musica elettronica) proposti nell’ambito dei concerti della manifestazione, interpretati anche da moltissimi giovani artisti. Fra questi ultimi spiccano diverse promesse dell’attuale panorama artistico romano, ragazzi per cui le rassegne musicali come questa sono le occasioni migliori per affermare la propria voce in un’epoca caotica e forse ancora troppo poco attenta alla creatività dei musicisti emergenti.
Di seguito, allora, alcune segnalazioni: gli interpreti dell’Orchestra d’Archi del Conservatorio di Santa Cecilia, alle ore 20 e 30, 21 e 30 e 22 e 30 presso l’Esedra del Marco Aurelio dei Musei Capitolini eseguiranno un programma dal titolo Europa barocca. Grandezze e meraviglie comprendente brani di Corelli, Vivaldi ed Händel (l’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Accademia di Romania). Contemporaneamente  si potranno visitare le mostre Luca Signorelli e Roma e l’ Arte Ritrovata.
Altrettanto interessante sarà anche l’incontro con le giovani musiciste del gruppo factory romano ADA, presenti dalle ore 21 presso il Museo dei Fori Imperiali: il loro spettacolo intitolato Walking with Damien è una performance audio video ispirata a uno dei principali esponenti degli Young British Artists degli anni ’90; nello stesso spazio troveremo la mostra Giancarlo Sciannella. Sculture di Archetipi.
Infine, una particolare menzione meritano le interpretazioni della violoncellista Francesca Formisano presso il Museo Civico di Zoologia (dalle ore 20) impegnata nel suo spettacolo Concerti sui cuscini – trasfigurazioni classiche, e gli interventi della talentuosa violinista Misia Iannoni Sebastianini presso l’Università degli Studi “Link Campus University” (dalle ore 20), in una serata che la porrà (insieme ad altri interpreti) al centro del programma culturale universitario a base di arte, cultura e musica.
E allora quale occasione migliore del periodo natalizio, con le sue atmosfere particolari e uniche, per ascoltare il meglio della musica proposto dalla Capitale?

Palermo: allo spazio Zac arrivano i fumetti di Zerocalcare

Il fumettista Zerocalcare a Palermo con la mostra: “Scavare fossati, nutrire coccodrilli”dal 25 ottobre al 12 gennaio 2020 allo spazio Zac. Quattro le tappe che si intrecciano nella sua vita,dai fumetti più divertenti del suo blog, a quelli politici dei centri sociali.

Il ritornello di un prodotto anticalcare, scelto casualmente davanti alla tv di fronte ad uno spot, come nickname per prendere parte ad una discussione su Internet: Zerocalcare. Un nome ed uno stile artistico, che hanno determinato la consacrazione del fumettista italiano Michele Rech, nato a Cortona nel 1983 e cresciuto nella periferia di Roma, scenario delle sue prime storie, che si distinguono per il legame con la scena underground ed il suo impegno civile. A lui è dedicata la mostra “Scavare fossati, nutrire coccodrilli”, dal 25 ottobre al 12 gennaio 2020 allo spazio Zac presso i Cantieri culturali della Zisa di Palermo, promossa dal Servizio Musei e Spazi Espositivi del Comune di Palermo, realizzata dal Maxxi, Museo nazionale delle Arti del XXI secolo e co-prodotta da Minimondi.

Per l’occasione, è stato ricreato uno spazio unico, con i personaggi delle sue avventure che tappezzano le pareti ed il pavimento, inteso come una stiva di una nave dove, dagli oblò, si vedono le lontane periferie. Un viaggio, durante il quale i visitatori avranno la possibilità di attraversare quattro aree tematiche, simbolo delle fasi della vita artistica del fumettista: “Pop”, riguardante gli esordi; “Tribù”, degli anni dell’underground; “Resistenza e politica”, con l’alternanza di fatti di cronaca e politica italiana ed infine “Non-reportage”, su eventi di cronaca interna ed internazionale (dal primo blog del 2011 a Kobane Calling!).

Arte in primis, ma anche veicolare un messaggio importante, quello che il fumettista ha dichiarato ai microfoni de La Repubblica: «“Siamo tutti sulla stessa barca”-dice Zerocalcare– è il tema del disegno, ma è anche quello che penso in generale rispetto ai posti in cui viviamo ed ai quartieri in cui abitiamo dove, invece di entrare in competizione tra chi ci abita, dovremmo valutare il fatto che tutti condividiamo assieme l’assenza dei servizi e tutto quello che abbiamo intorno. È molto più quello che ci unisce, che quello che ci mette a ingherellarci tra di noi». 

Catania: prima tappa per la mostra itinerante “Cicatrici” .

Inaugurata a Catania la mostra “Cicatrici”, dal 15 al 20 luglio alla Gam-Galleria di Arte Moderna. Il risultato del lavoro svolto dai ricercatori e studenti di +Lab e dai giovani di B.Live, un progetto con ragazzi dai 14 ai 29 anni affetti da gravi patologie, il cui fine è mostrare, senza vergogna, alle persone sane i segni che la malattia lascia sui corpi.

Convivere con la malattia, quel malessere considerato un nemico insinuato nel proprio corpo, che si desidera combattere a tutti i costi. Dopo una lunga sofferenza, giunti alla sua sconfitta, non restano che le cicatrici, marchio indelebile e simbolo di una battaglia vinta. Nasconderle? Camuffarle? Renderle, piuttosto, uno strumento a cui donargli bellezza e nel quale potersi identificare, questo lo scopo della mostra per la prima volta itinerante “Cicatrici” dal 15 al 20 luglio alla Gam-Galleria d’Arte Moderna a Catania. Un evento unico, sviluppato nel 2012 dalla Fondazione Near Onlus, esposta per la prima volta alla Triennale di Milano ad ottobre 2018, frutto del lavoro e dell’esperienza dei ricercatori e studenti di +Lab (laboratorio di Stampa 3D del Politecnico di Milano) e dei giovani di B. Live (da “to be” e “to live”), un progetto di cui fanno parte ragazzi affetti da gravi patologie come tumori, Hiv e disturbi alimentari. Un modo, prima di tutto, per poter ridurre la distanza tra le persone sane e quelle che devono lottare conto una malattia.

A fare da riferimento due icone di bellezza del passato: La Venere di Milo e Il David di Michelangelo, ripensati dai ragazzi di B.Live come figure sulle quali poter trasferire le proprie cicatrici fisiche ed interiori, per poi rappresentarli in modelli 3D. Quarantuno riproduzioni alte 35 cm, realizzate lungo un percorso durato un anno, cariche di un forte valore simbolico che non vuole rattristare, ma far riflettere e spingere l’osservatore in un viaggio dentro se stesso e sviluppare anche quel senso di empatia che la società contemporanea sembra rifuggire. Importante anche il messaggio contro le discriminazioni di genere: nessun indizio permette di stabilire il sesso dell’artista di ogni opera, in quanto anonime. Per tutta la durata della mostra, i visitatori saranno accolti dai B.Livers, che li guideranno nel percorso. Non mancheranno gli incontri, durante i quali protagonisti e realtà del territorio si confronteranno sul tema della fragilità

Cassibile, rinviato il sequestro del presepe di cartapesta più grande d’Italia

Il presepe di cartapesta di Cassibile, la cui tradizione è portata avanti dal socio fondatore e presidente dell’associazione “Gruppo Cartapesta” Vincenzo Cianci, mercoledì ha rischiato di chiudere i battenti, poiché ne è stato disposto il sequestro, rinviato all’11 luglio. Nel frattempo, si moltiplicano gli appelli e la solidarietà per un bene che ha ricevuto riconoscimenti anche dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa.

Una vicenda che non smette di destare stupore e delusione tra i cittadini della città di Siracusa e non solo, quella del presepe di cartapesta di Cassibile, il più grande d’Italia, condannato ad un futuro incerto a causa della momentanea indifferenza dell’amministrazione comunale aretusea. Un problema, che la nostra testata aveva evidenziato a gennaio: https://thedailycases.com/cassibile-il-presepe-di-cartapesta-piu-grande-ditalia-rischia-di-scomparire/.

Ebbene, ci sarebbero degli sviluppi. Mercoledì era stato disposto, con apposizione di sigilli, il sequestro dell’area, che accoglie l’opera curata e portata avanti da Vincenzo Cianci, procedura che però non è stata portata a termine per il riscontro da parte dell’ufficiale giudiziario, dopo un giro di ispezione, di incongruenze nei documenti rilasciati dalla controparte, comportando il rinvio in data 11 luglio. Un’opera d’arte a grandezza naturale, finanziata con i soldi dell’amministrazione comunale, per poi essere dimenticata dallo stesso. Il suo travaglio ha inizio a gennaio 2017, a seguito di una lite tra i proprietari del fondo e il signor Cianci. In seguito il Comune ha disposto il verbale di infrazione urbanistica a seguito di controlli da parte dell’ Ufficio Tecnico che ha riscontrato in loco una serie di infrazioni a causa delle quali è stato disposto l’ordine di ripristino dei luoghi. A febbraio 2017 viene emessa l’ordinanza di demolizione per abusivismo. Dopo l’emissione della suddetta ordinanza il signor Cianci, richiede l’assegnazione per novantanove anni del diritto di superficie di un lotto di terreno del Comune di Siracusa mai ricevuto. Il signor Cianci, pertanto, procede alla demolizione del Presepe ricostruendolo su ruote, ma nonostante ciò, a seguito dell’accertamento della Polizia Municipale del dicembre 2018 viene emesso il verbale di inottemperanza alla demolizione da parte del Comune di Siracusa con l’irrogazione di una sanzione amministrativa. Il 7 marzo 2019 si ha l’archiviazione del procedimento penale a carico del signor Cianci da parte della Procura di Siracusa con le dichiarazioni della Polizia Municipale per assenza di abusivismo edilizio. Nonostante l’archiviazione, i proprietari del fondo hanno comunque ottenuto il sequestro dell’area dove sorge il Presepe dal Tribunale di Siracusa.

Vane sono state le richieste fatte dal signor Cianci, nel tentativo di poter risvegliare l’amministrazione, per poter preservare l’opera, attrazione di scolaresche e turisti provenienti da ogni parte d’Italia. Più volte ha ribadito di voler rispettare le disposizioni della legge, ma di non accettare il fatto che il Comune non faccia nulla e di conseguenza, continua a vivere con la paura di non poter avere la certezza che il presepe possa continuare ad esistere per le generazioni future quando lui non ci sarà più. Non resta che attendere un intervento tempestivo dell’amministrazione comunale per un’opera che, ha ricevuto riconoscimenti anche dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa nel lontano 2015, quando il presepe ha rischiato di scomparire a causa di un incendio: “Vincenzo Cianci” dice lo storico “Con il suo presepe monumentale, attrazione di Cassibile e di tutto il comprensorio della Sicilia Orientale, ha compiuto un lavoro antropologico degno della grande tradizione incarnata da Giuseppe Pitré ed Antonino Uccello […]. “C’era nelle espressioni delle figure, nella gestualità dei personaggi, un citazionismo colto che risvegliava nella memoria del visitatore esempi alti della cultura artistica europea. Le tecniche esecutive applicate non erano dissimili da quelle degli scultori-scenografi teatrali”.

“Caravaggio experience”, dialogo tra Caravaggio e Minniti e realtà virtuale a Siracusa

Inaugurata ieri la mostra “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea” fino al 10 gennaio 2020 nel Palazzo della Soprintendenza di Siracusa. A dialogare con la Crocifissione di Sant’Andrea della collezione privata Spier di Londra, gemella a quella di Cleveland, due opere di Mario Minniti, amico e allievo durante il soggiorno siracusano. A maggio un percorso virtuale dell’esperienza creativa del Merisi nell’ipogeo della città.

Il taglio di un nastro che cela dietro di sé una stanza buia, contenente la Crocifissione di Sant’Andrea, con un gioco sapiente delle luci per rievocare la cifra stilistica di uno dei più importanti artisti di fine ‘500 e primi anni del ‘600, che ha contribuito a creare una vera e propria maniera, Michelangelo Merisi da Caravaggio. Ieri a Siracusa, alla presenza del sindaco Francesco Italia, il presidente della Regione Nello Musumeci e la soprintendente Irene Donatella Aprile, l’inaugurazione della mostra “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea” aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020 nel Palazzo della Soprintendenza. Curata dagli storici dell’arte Pierluigi Carofano e Nicola Barbatelli e organizzata da Sicilia Musei con il patrocino della Regione Siciliana, Assessorato regionale dei Beni Culturali, soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali della provincia di Siracusa e la città aretusea.

Un primo step della “Caravaggio experience” che, oltre alla tela del Merisi 198×148,5 della collezione privata Spier di Londra, vedrà in esposizione anche due tele dell’amico e allievo Mario Minniti provenienti dal Polo Museale di Messina: Miracolo della vedova di Naim e Maddalena ai piedi della croce; insieme ad un dialogo con l’altra opera del maestro della luce nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, Il seppellimento di Santa Lucia. Il secondo step è previsto il 15 maggio dove, nell’ipogeo della città, a due passi dalla mostra, con proiezioni, realtà virtuale e suggestioni sonore, il visitatore sarà accompagnato in un percorso che ripropone l’esperienza creativa del pittore. Due le tematiche prevalenti: il soggiorno siciliano dell’artista ed il tormento degli ultimi anni di vita. La città aretusea è la prima in Italia che vede il ritorno dell’opera gemella di quella conservata nel museo di Cleveland, dove è stata esposta anche essa nel 2017 per sostituire l’originale durante un restauro. Benché identiche, le due tele presentano delle differenze, quella della collezione Spier raffigura gli ultimi istanti di vita del martire precedenti alla crocifissione, che in quella di Cleveland è già compiuta. Non era inusuale per il maestro della luce dipingere versioni gemelle delle sue stesse opere, sia per una questione economica sia per il fatto di non essere mai soddisfatto, tra i casi più noti: Il Fanciullo morso dal Ramarro, il Suonatore di liuto, San Francesco in meditazione, la Medusa.

“L’impossibile è Noto”, l’esposizione sull’inverosimile ed inaudito nell’arte novecentesca

Cento opere in mostra a Noto, nel Convitto delle Arti dall’11 aprile al 15 novembre, con la mostra “L’impossibile è Noto”. Un percorso di dieci tappe che ripercorre i movimenti artistici del Novecento: Futurismo, Cubismo, Metafisica, Dada e Surrealismo con i loro grandi artisti. A fine mostra un omaggio al surrealista Salvador Dali, con un’intera sala a lui dedicata, per il trentesimo anniversario dalla morte.

Addentrarsi nei dedali della mente, cogliere gli aspetti che sfuggono, euforici e dirompenti come fiumi in piena e resi unici perché privi di senso ed impossibili, sono le opere degli artisti dei movimenti rivoluzionari del Novecento che approdano nella città del barocco con una mostra dal titolo “L’impossibile è Noto”, da giovedì 11 aprile al 15 novembre al Convitto delle Arti di Noto. Cento i capolavori, provenienti da fondazioni, archivi e importanti collezioni private, per l’esposizione curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta e prodotta da Sicilia Musei con il patrocinio del comune netino. Il Futurismo, il Cubismo, la Metafisica, Dada, il Surrealismo, saranno i protagonisti indiscussi con opere dei loro maggiori esponenti: Picasso; Braque; Boccioni; Balla; Severini; De Chirico; Klee; Kandinskij; Masson; Ernst; Dalì; Mirò; Carrà; Man Ray; Marinetti, per citarne alcuni.

Un progetto che non vuole solo ripercorrere il mezzo secolo più importante dell’arte del Novecento, ma anche allenare l’occhio e la mente alla percezione di queste diverse correnti estetiche e di pensiero le quali, proprio quando sono poste l’una accanto all’altra, esprimono meglio la loro essenza, nella loro opposizione e differenza, a volte nel loro conflitto. Un percorso espositivo di 10 tappe: l’invenzione del movimento nella fotografia e nella pittura; Futurismo e Cubismo; Metafisica e Dada tra Europa e Italia; Surrealismo; il Futurismo negli anni trenta; tra volo-sogno e cosmo; Astrattismo e Astrattismo lirico; Mirò e Depero; l’Astrattismo e la materia; Dalì stravaganze, focus sul futuro. In conclusione, un tributo a Salvador Dalì, per il trentesimo anniversario dalla sua morte, con un’intera sala a lui dedicata con opere uniche, bozzetti, oggetti e stravaganze in suggestivo allestimento multimediale. Un’appendice della mostra si troverà nelle due sale esterne che danno sul cortile del Museo, per un approfondimento del dialogo tra movimenti significativi che hanno cambiato ed influenzato parte dell’arte novecentesca, mettendo a confronto due grandi uomini e rivoluzionari: Marinetti e Rammelzee.

Addio a Salvatore Napoli, figlio dei grandi pupari catanesi

È scomparso all’età di 73 anni Salvatore Napoli, membro della famiglia di pupari catanesi, che ha contribuito a mantenere viva la tradizione di famiglia conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. A dare la notizia, ieri, i parenti su facebook.

Orlando e Rinaldo, Carlo Magno, Angelica e Gano di Maganza, hanno perso un membro della famiglia, andranno in scena con la consapevolezza di non vedere più tra i suoi spettatori e accanto al palco, colui che apparteneva alla tradizione di infondere loro la vita, per poi riporli a riposo in un angolo fino alle prossime imprese, Salvatore Napoli. Si è spento all’età di 73 anni, a darne l’annuncio la famiglia sulla pagina facebook. Figlio d’arte, secondogenito di Natale e Italia Chiesa, era esponente della tradizione secolare dei pupari catanesi, come ideatore delle luci e fonico, apportando negli anni ’60 innovazione con i nuovi sistemi di amplificazione ed illuminazione, contribuendo nell’attività di famiglia a portare avanti la tradizione secolare dei pupari catanesi, affermata in tutto il mondo.

La compagnia venne fondata nel 1921 a Catania, da Gaetano Napoli e oggi, giunta alla sua quarta generazione, rappresenta una significativa e importante realtà dell’opera dei pupi, arte nata nella seconda metà dell’Ottocento, formata non semplici marionette ma da opere d’arte il cui meccanismo è stato perfezionato durante gli anni con la realizzazione di un’asta di metallo, al posto di fili, che dall’interno fa muovere braccia e gambe. Vicinanza al dolore dei parenti è stata espressa dal sindaco di Belpasso, Daniele Motta: «Partecipiamo al cordoglio della famiglia Napoli, per la scomparsa di Salvo “Turi”. Abbiamo avuto il piacere di ospitare i loro spettacoli nel nostro Comune, di apprezzarne la straordinaria competenza e la capacità di “modernizzare” l’opera dei pupi pur restando fedeli ad una complessa arte popolare che per essere espressa a livelli d’eccellenza, come i Napoli fanno da sempre, richiede passione, professionalità e sacrificio».

Siracusa e Caravaggio, in arrivo la Crocifissione di Sant’Andrea tela gemella di quella esposta a Cleveland

Il 13 aprile sarà inaugurata a Siracusa la mostra in itinere su Caravaggio e l’amico Mario Minniti, organizzata dalla Soprintendenza e l’assessorato regionale ai Beni culturali fino al 10 gennaio 2020. A dialogare con “Il seppellimento di Santa Lucia” dipinta dal Merisi per la città, la tela con la “Crocifissione di Sant’Andrea” gemella di quella già esposta nel museo d’arte di Cleveland.

Un’arte solenne, dove predomina la realtà con un utilizzo maestoso della penombra e della luce tali da rendere ciò che si ha davanti agli occhi espressione di naturalezza e di una drammatica potenza espressiva, appartenente al pittore e maestro della luce Caravaggio, pseudonimo di Michelangelo Merisi. A beneficiare di tanta bellezza, la città di Siracusa, dove il 13 aprile sarà  inaugurata la mostra “Caravaggio Experience” curata dalla Soprintendenza e l’assessorato regionale ai Beni culturali, che proseguirà fino al 10 gennaio, dedicata al pittore e al suo amico Mario Minniti, conosciuto durante gli ultimi anni romani e che gli fu accanto durante il suo soggiorno nella città aretusea. Atteso l’arrivo  della “Crocifissione di Sant’Andrea” opera gemella della più celebre del museo di Cleveland, proveniente dalla collezione privata Spier di Londra, ed in precedenza appartenuta alla Back Vega di Vienna, come specificato dal quotidiano La Sicilia di oggi.

Un’occasione unica, poiché l’opera dialogherà con “Il seppellimento di Santa Lucia” sull’altare maggiore della chiesa di Santa Lucia alla Badia a piazza Duomo con un percorso itinerante: il capolavoro in prestito sarà esposto nella sala Caravaggio della Soprintendenza, in piazza Duomo, a pochi passi dalla chiesa dove si trova il quadro dipinto dal pittore a Siracusa. Poco distante, entrando da un portone nelle mura dell’arcivescovado, si potrà ammirare la mostra dedicata a Mario Minniti allestita tra l’intrico di vie dell’Ipogeo siracusano. «Il dialogo tra le due opere di Caravaggio – dice Fabio Granata, assessore alla Cultura del Comune – consentirà il miracolo della percezione di un paesaggio caravaggesco originale e inedito, reso ancora più suggestivo dalla contestuale “Caravaggio Experience” allestita nel tratto sotterraneo della stessa piazza, nel cuore dei suoi misteriosi ipogei». Saranno esposte alcune opere di Minniti per completare il contesto espositivo, dove si potrà assistere all’arte pittorica basata sulla “maniera” caravaggesca dell’artista siciliano e siracusano”.

Noto, Corrado Bonfanti invita le comunità siciliane in America a partecipare all’Infiorata

L’appello, del sindaco di Noto Corrado Bonfanti alle comunità siciliane in America per la 40esima edizione dell’Infiorata, a partecipare con la realizzazione di bozzetti su disegno che saranno valutati da una commissione creata per la circostanza. Importanti anche i suggerimenti per eventi collaterali nei tre giorni dell’evento con il coinvolgimento di artisti, ballerini e cantanti

Un luogo di fuga, quell’”amara terra” che non basta più, non dà da mangiare e non offre possibilità. La Sicilia, terra amata, desolata, calpestata, protagonista del grande esodo migratorio di fine Ottocento ed attualmente la regione con più emigrati all’estero. Valigia in mano ed in viaggio per il Nuovo Mondo dove dare il proprio contributo, un destino di molte famiglie scelto come tema della 40esima infiorata di Noto “Siciliani in America”(Canada e Usa), il 17,18 e 19 maggio. Un riconoscimento, attraverso 16 pannelli, a tutte le donne e agli uomini con le loro storie, la loro fantasia, talento, e ai grandi personaggi siciliani che hanno illuminato con la loro esistenza il progresso, la cultura, l’arte, la scienza, la politica e il costume in Usa e Canada. Una iniziativa nata con la collaborazione dell’on. Nissoli eletta in rappresentanza degli italiani del nord America.

Dare un benvenuto ed un ringraziamento a coloro che hanno continuato ad amare l’Isola, questo è il messaggio del sindaco Corrado Bonfanti che invita gli stessi a collaborare con: la presentazione di 16 bozzetti che raccontino storie, simboli e personaggi siciliani in America: storie di quotidianità o di chiara fama; la storia dei viaggi e degli arrivi; i simboli o gli eventi importanti per le comunità in America. Otto dei sedici bozzetti saranno scelti tra quelli realizzati dalle comunità in America, al fine di valorizzare il talento e la capacità dei creativi delle nostre comunità siciliane emigrate. Quelli prescelti saranno poi riprodotti a terra dagli stessi autori (se presenti a Noto) e trasformati infine dai maestri infioratori, quelli invece non utilizzati per l’evento, saranno valorizzati in una mostra dedicata. La conferenza stampa si terrà anche a New York alla fine di marzo a data ancora da stabilire.

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