Milano, sparatoria in Tribunale. Pisapia: “Cordoglio per le vittime del folle gesto”

“Grazie a Forze dell’Ordine e Carabinieri per l’arresto dell’omicida”lo ha affermato il sindaco di Milano sconvolto per la morte di quattro persone tra cui il giudice Ciampi a seguito della sparatoria avvenuta stamane  al Palazzo di Giustizia
spari_tribunale_milano_1_pisapia_fotogrammaMilano, 9 aprile  – “Cordoglio mio e di tutta la città per le vittime della tragedia che si è consumata all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano. Una notizia che ha sconvolto tutti noi. Ringrazio tutte le Forze dell’Ordine intervenuti sul posto e i Carabinieri che hanno arrestato il responsabile del folle gesto. Sono vicino alle famiglie delle vittime, tra cui il giudice Fernando Ciampi che conoscevo personalmente e che ho sempre apprezzato per la sua professionalità e umanità. La mia vicinanza a tutta la magistratura, all’avvocatura e ai lavoratori di Palazzo di Giustizia”. Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia  a seguito del grave attentato al Tribunale di Milano dove hanno perso la vita quattro persone tra cui  il giudice Fernando Ciampi e l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani. La terza vittima è Giorgio Erba, oltre a Davide Limongelli gravemente ferito.  Questa mattina intorno alle ore 11 un uomo, individuato come Claudio Giardiello, 57 anni, residente a Brugherio nell’hinterland milanese ma nato in provincia di Avellino a Fontanarosa, imputato per bancarotta fraudolenta nell’ambito del processo dell’Immobiliare Magenta, ha fatto irruzione nel Palazzo di Giustizia milanese sparando in prima battuta nella stanza del giudice Ciampi, quindi si è diretto verso l’aula e ha rifatto fuoco sparando all’avvocato e verso i suoi coimputati che lui riteneva ‘causa’ dei suoi guai. A quanto emerge dalle indagini l’omicida si sarebbe nascosto per mezz’ora all’interno del Palazzo di Giustizia, poi è stato inseguito per un’ora ed infine arrestato dai carabinieri della compagnia di Monza a Vimercate dopo essere fuggito con una moto.

Omicidio Elena Ceste: è stato il marito

Michele Buoninconti, marito della Ceste uccisa un anno fa, arrestato con l’accusa di di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere

di Kat

Elena-CesteRoma, 29 gennaio – I carabinieri di Asti, dopo un anno dalla morte di Elena Ceste, hanno arrestato il marito 37enne Michele Buoninconti con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. L’uomo era già iscritto nel registro degli indagati dal 20 ottobre scorso, data in cui venne ritrovato il cadavere della moglie presso un canale a un chilometro dalla loro abitazione. Secondo quanto riferito dal comandante dei carabinieri di Asti, il colonnello Fabio Federici, “la donna sarebbe deceduta per morte violenta nella sua abitazione. Escludiamo l’annegamento. Probabile l’asfissia”.  Sembrerebbe che la donna sia stata uccisa in casa e trasportata, in un secondo momento, nel luogo in cui è stato ritrovato il cadavere.  Oggi 29 gennaio, il gip di Asti Giacomo Marson ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato e ha arrestato il marito della donna, la cui versione era risultata poco credibile fin dall’inizio. Elena Ceste venne uccisa il 24 gennaio 2014, lo stesso giorno in cui il marito ne denunciò la scomparsa. Michele ne da l’allarme quando  tornò a casa alle 9, dopo aver accompagnato i figli a scuola. Secondo il suo racconto, Elena si sarebbe allontanata a piedi, senza portare né gli occhiali da vista né il cellulare, né la giacca che di solito indossava per uscire. Altro strano particolare: Michele sosteneva di aver trovato i vestiti della moglie dietro il cancello nel cortile di casa. Secondo quanto scritto dal Gip nel mandato di arresto, Michele Boninconti ha messo in piedi un “castello di menzogne” con  “vani tentativi di depistaggio” per allontanare da se tutti i sospetti di aver ucciso la moglie.

Roma, stalker recidivo arrestato dai Carabinieri

277-0-34617_carabinieri_2In una delle molteplici minacce rivolte alla sua ex le ha puntato il coltello alla gola giurandole di portarle via i figli.

Roma, 22 luglio – Una storia d’amore come tante, culminata con le nozze nel 2006 e suggellata dalla nascita di due figli. Poi quel rapporto, a causa della smodata gelosia del marito, ha iniziato a incrinarsi: persecuzioni, pestaggi e minacce di ogni tipo fino alla decisione della donna, una ragazza romena di 30 anni, di avviare le pratiche per la separazione. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: dal 2009 fino a ieri, giorno in cui l’uomo, un romano di 49 anni già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati, si è accanito sulla donna con una lunga serie di minacce, verbali e via sms, e di appostamenti sotto casa. Continue Reading

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