Libia, Guardia Costiera italiana subisce minaccia armata mentre trae in salvo migranti

Quattro persone armate di kalashnikov hanno minacciato i marinai italiani al largo di Tripoli per riprendersi un barcone vuoto

 

guardia costieraRoma, 15 febbraio – “Nel pomeriggio, mentre l’equipaggio di una motovedetta della Guardia Costiera traeva in salvo dei migranti da un barcone davanti alle coste libiche, si e’ avvicinato un barchino veloce con a bordo quattro persone armate di kalashnikov che hanno minacciato i marinai italiani per riprendersi il barcone vuoto e riportarlo indietro per poterlo riutilizzare” è l’allarmante notizia diffusa dal ministero dei Trasporti nel tardo pomeriggio di oggi.  “Nella tragedia dei migranti e dell’azione di soccorso della nostra Guardia Costiera oggi e’ successo un fatto allarmante, che segna un ulteriore salto di qualita’ nell’orrendo traffico di donne, uomini e bambini nel Mediterraneo”, afferma in una nota il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, che aggiunge “Siamo vicini agli uomini e alle donne della Guardia Costiera che si prodigano da anni per salvare da morte certa migliaia di persone e che per questo rischiano la vita. Oggi a maggior ragione riteniamo, come sostiene il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che per affrontare adeguatamente questo dramma sia indispensabile un intervento delle istituzioni internazionali in Libia”. Intanto altri dodici barconi di migranti sono stati segnalati a sud di Lampedusa. Subito è scattata la macchina dei soccorsi coordinati dalla Guardia Costiera con il compito di trarre in salvo le imbarcazioni che si trovano a cento miglia a sud dell’isolotto.

 

Divina(Ln): Alfano provveda ad impedire finanziamenti bancari a terrorismo islamico

Amedy Coulibaly, terrorista complice dei fratelli Kouachi e autore del raid al supermercato ebraico di Parigi, si era autofinanziato per l’acquisto delle armi con 6mila euro ottenuti da una banca

 

isisRoma, 14 gennaio – Aveva  ottenuto il mutuo dalla Cofidis il 4 dicembre ed il 5 gennaio avrebbe dovuto saldare la prima rata di rimborso di 138 euro. E’ così che Amedy Coulibaly , il killer terrorista islamico che ha assaltato il supermercato ebraico a Parigi tenendo in ostaggio per ore decine di persone, provocando la morte di quattro di loro, si è autofinanziato per acquistare le armi usate durante il tragico evento. Il prestito gli era stato subito accordato nonostante avesse fornito garanzie in parte false e con i sei mila euro ottenuti aveva acquistato kalashnikov e lanciarazzi in Belgio (vicino alla stazione Bruxelles-Midi) per meno di cinquemila euro. Una notizia che scuote profondamente la società civile e pone interrogativi sul funzionamento e sui criteri del sistema bancario nei paesi dell’Ue. “Le banche sanno tutto di tutti. Non sfugge nulla dalle loro banche dati.
Se hai ritardato un pagamento o saltato una rata del mutuo dell’automobile o devi dieci euro all’Agenzia dell’Entrate scordati il prestito! Ogni peccato veniale è da loro gelosamente catalogato.
Poi capita che invece finanzino un terrorista schedato perfino dai servizi segreti”. Lo afferma con veemenza il vicecapo gruppo della Lega Nord al Senato Sergio Divina che continua “Un prestito ottenuto velocemente per motivi urgenti quello fatto a Coulibaly. Quali? A quanto emerge con quei soldi ha organizzato la sua carneficina.” La Cofidis francese non commenta l’accaduto dal momento che  la sua attività, come in generale l’attività bancaria, è coperta da segreto professionale. “Ma le nostre banche avrebbero fatto lo stesso?” si domanda Divina e conclude con un invito che ha il sapore di un obbligo morale a difesa della sicurezza della popolazione italiana:
“E’ bene che il nostro Ministro Alfano dia precise istruzioni affinchè non succeda anche da noi la possibilità per dei criminali di vedersi finanziare i propri orribili crimini.
O il fatto di essere dei delinquenti è coperto anche in Italia da privacy?”.

 

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