Cause civili troppo lunghe: il 2016 Annus Horribilis

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Investire e incentivare sempre più  il ricorso alla Mediazione e all’Arbitrato , unica possibilità per portare anche in Italia una giustizia rapida, concreta, altamente specialistica

Come ogni anno il Tribunale Arbitrale dell’Immobiliare e del Condominio divulga e commenta i dati sulla Giustizia Civile. Stando ai dati forniti di recente dal Governo Renzi, in occasione dei 1.000 giorni di attività, sembrerebbe vi sia un netto calo delle cause pendenti, ma non è proprio così. “Si tratta di dati inopportunamente trionfalistici” racconta il Dr. Nicola Guerriero, Presidente Nazionale del Tribunale Arbitrale dell’Immobiliare e del Condominio – Il cittadino non ricorre più in Tribunale perché preferisce non addentrarsi in un tunnel che forse gli permetterà di avere una sentenza di 1° grado dopo 4 o 5 anni. Disincentivare il cittadino a non ottenere giustizia non è da paese civile“.In ogni caso apprezziamo l’impegno del Ministro della Giustizia Orlando che sin dal suo insediamento parla degli strumenti ADR. Ma bisogna fare di più. Investire e incentivare sempre più forte il ricorso alla Mediazione e all’Arbitrato che siamo certi sono l’unica possibilità per portare anche in Italia una giustizia rapida, concreta, altamente specialistica”. “Di fronte ad una giustizia lunga e costosa abbiamo una sola alternativa. Investire sempre di più sugli strumenti ADR” conclude il Presidente Rocco Guerriero.

Divina (Ln) su Marò:”Amburgo valuti violazione diritto internazionale e diritti umani”

Commento del Vicepresidente commissione Difesa del Senato, senatore Sergio Divina, sul caso marò che approda in sede di Arbitrato internazionale del mare

 

di Sergio Divina
Vicepresidente commissione Difesa del Senato

divinaRoma, 14 agosto – Inizia l’arbitrato internazionale della corte di Amburgo.  Tardivamente di fronte ad un atteggiamento della giustizia indiana inconcludente, farraginoso e succube di pressioni politiche prima locali e poi nazionali. Tutto ciò di fronte ad una palese violazione del diritto internazionale ed anche dei diritti umani che vengono sbandierati ai quattro venti quando si tratta di annunci e invece spesso sono disattesi in parte o totalmente quando si tratta di applicarli. Il punto è che una persona accusata di aver commesso un reato ha diritto di essete giudicata in tempi ragionevoli dal suo giudice naturale.  È il caso dei due fucilieri di marina del San Marco. Non si tratta di affermare che siano colpevoli o innocenti.  Si tratta di affermare che hanno il diritto di essere giudicati. Da chi ? Da un collegio giudicante in territorio italiano e non da altri e men che meno in India. Semplicemente perché l’episodio di cui sono accusati è avvenuto quando la nave Enrica Lexie si trovava inconfutabilmente in acque internazionali ( come rilevato dalle apparecchiature) e poiché batteva bandiera italiana era territorio italiano. Dunque giudice italiano: su questo punto il diritto marittimo internazionale è chiarissimo. Le Autorità politiche indiane erano e sono di avviso contrario per assecondare l’opinione pubblica locale, in primis quella dello Stato del Kerala e poi quella nazionale con il montare del caso. Il tira e molla indiano è stato inaccettabile e ha palesato la debolezza italiana sia politica che gestionale . A questo riguardo è semplicemente disdicevole e duole ricordare che per ottenere un nulla di fatto l’Italia ha sostenuto costi legali per oltre 5 milioni di euro ! E non è finita perché la Corte di Amburgo non emetterà un verdetto di assoluzione o di colpevolezza ma si limiterà a sentenziare dove si dovrà svolgere il processo! Tempi ancora lunghissimi quindi. Cosa si sarebbe dovuto fare da parte italiana ?  Semplicemente quando i due fucilieri erano tornati in Italia in licenza, un Giudice italiano competente avrebbe dovuto avocare a se il diritto / dovere di giudicarli. Il Governo in carica di quel momento in ogni caso , in forza del diritto internazionale aveva il sacrosanto dovere di non rimandarli in India.  Anche perché cosi facendo, come ahimè ha fatto, ( l’unico a ben comportarsi è stato l’allora Ministro degli Affari Esteri Ambasciatore Giulio Terzi , insieme a  qualche voce parlamentare) ha violato la nostra Costituzione che vieta qualsiasi estradizione verso paesi che applicano sentenze di pena di morte: i due Marò come ampiamente riportato anche da organi di stampa italiani e indiani rischiano tale pena , se giudicati in India!  È semplicemente orrendo che il Governo del paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria si sia comportato in questo modo! Non sarà mai sufficiente deprecare e provare un senso di distacco per il comportamento pusillanime e colpevole del Presidente Monti in violazione del fondamentale diritto alla vita solennemente sancito dalla nostra Costituzione.  La cosa più assurda è che il Governo per giustificare l’improvvido trasferimento in India di La Torre e Girone, abbia citato il proprio impegno a rimandarli in India sottoscritto con un documento , vuoto di significato per i predetti motivi costituzionali, che coprivano invece indicibili interessi industriali per altro disattesi successivamente da parte indiana. Il Governo indiano da par sua ha violato, con il blocco della libertà di movimento del nostro Ambasciatore,  l’immunità diplomatica che rappresenta un fondamentale pilastro dei rapporti internazionali senza che l”Italia, come avrebbe dovuto, strepitasse e facesse il diavolo a quattro in tutti i Fori internazionali!  Il caso dei nostri due fucilieri di Marina è dunque un compendio di diritti internazionali e umani violati , la cui gravità non è stata percepita compiutamente dalla nostra pubblica opinione forse distratta dalle varie strumentalizzazioni che di volta in volta hanno accentuato solo alcuni aspetti della intera questione. Purtroppo, al momento , questa vicenda che rappresenta una tragedia per i due fucilieri e per le loro famiglie ma anche per l”intero popolo italiano , è ancora lontana da una corretta e legittima soluzione . Dio non voglia da un esito orrendo in punta di diritto e di sensibilità delle coscienze.

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