“Sicilia si cura” l’app per monitorare a distanza i contagi da Covid-19

Un’applicazione digitale dal nome “Sicilia si cura”, messa a punto dalla Regione Sicilia e l’assessorato della Salute e Protezione civile regionale per monitorare il numero dei contagi, avere sotto controllo lo stato di salute delle persone in quarantena ed il flusso degli asintomatici.

La tecnologia, in questi giorni di emergenza da Covid-19, è lo strumento che sta mostrando il suo lato positivo e rivoluzionario, dallo smart working ai corsi di formazione on line, fino a diventare uno strumento di supporto e presidio per la sicurezza. Questo è accaduto in Sicilia, con l’app “Sicilia si cura”, soluzione digitale per: monitorare i contagiati da coronavirus, dialogare con chi è in quarantena e ad avere un maggiore controllo degli asintomatici. Per poter usufruire del servizio messo in atto dalla Regione Sicilia insieme all’assessorato della Salute e Protezione civile regionale, basta effettuare la registrazione attraverso i canali messi a disposizione dalle autorità sanitarie, come il sito www.siciliacoronavirus.it, dopodiché saranno inviati un sms e una mail all’utente contenente username ed un link per la creazione della password da inserire nel proprio smartphone o tablet, con geolocalizzazione attiva nel territorio della Regione Siciliana. Nell’Isola attualmente, secondo quanto riportato dai dati della Regione Sicilia, è stato registrato il numero di 60 casi guariti, 57 decessi ed identificata Catania come la città con il maggior numero di contagi, per questo, l’obiettivo di “Sicilia si cura” è quello di poter creare un processo informativo in cui l’utente ha un ruolo fondamentale, indicando il luogo da cui sta trascorrendo la quarantena, mettere a conoscenza sullo stato di salute fino a due volte al giorno e definire i contatti avuti con altre persone, tutto nel rispetto della privacy.

Palermo, il progetto “Test your breast” per la prevenzione del tumore al seno compete a Parigi.

All’Innovation day di Palermo, vince un gruppo di studenti universitari con il progetto: “Test your breast”, basato su un piccolo dispositivo collegato ad una app in grado di effettuare la diagnosi precoce e facilitare la prevenzione del tumore al seno. Il primo dicembre la sua presentazione alla gara di Parigi per eleggere il progetto vincente.

Un’applicazione mobile dedicata a smartphone e tablet come valido aiuto insieme ad un piccolo dispositivo, non per monitorare le abitudini alimentari ed i parametri vitali cui, gli utenti da anni sono ormai abituati, ma per la diagnosi precoce e la prevenzione della neoplasia con maggiore incidenza nella popolazione femminile: il tumore al seno. Secondo il rapporto annuale stilato da Aiom-Airtum, in Italia nel 2019 sono ben 52.800 le donne e circa 500 gli uomini colpiti dal tumore alla mammella. Questi dati allarmanti hanno spinto un numero di studenti dell’Università di Palermo ad agire, con la realizzazione del progetto “Test your breast”, vincitore all’Innovation day organizzato il 28 ottobre dal Consorzio Arca (attivo per l’applicazione della ricerca e la creazione di aziende innovative) in partnership con l’Imperial College di Londra e Eit Health (Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia). Un grande traguardo raggiunto dal gruppo di sei studenti palermitani, selezionati tra 47 partecipanti, composto da: Matteo Procopio, del corso di laurea in Ingegneria chimica e biochimica; Enrico Tornatore e Alice Schirru, studenti del corso di laurea in Biotecnologie; Sara Volpes, Lucia Ambra Capici e Federica Ceraulo, studentesse del corso di laurea magistrale in Biologia molecolare e della salute. L’appuntamento, per questi ragazzi, è per il primo dicembre a Parigi dove, sarà scelto il gruppo, meritevole di avviare un percorso di start up per la realizzazione del proprio progetto. Grande, la soddisfazione da parte di Fiammetta Pantò, coordinatrice del Ris Hub Eit Health del Consorzio Arca, nel vedere i ragazzi mettersi alla prova con entusiasmo alle sfide proposte per renderli protagonisti del cambiamento della propria terra.

Nasce flark!, la prima app di dating al buio Made in Italy

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Flark! la prima app di dating al buio pensata e sviluppata interamente in Italia nasce dall’idea di quattro ragazzi milanesi e dopo sei mesi di sviluppo  è disponibile gratuitamente da oggi sia su Google Play che sull’App Store della Apple.

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Può una frase ammiccante attrarci verso un’altra persona senza vederne prima l’aspetto? L’apparenza è davvero così importante? Da oggi a risolvere questi e tanti altri dubbi ci penserà l’app di flark!, (www.theflark.com) la prima app di dating al buio pensata e sviluppata interamente in Italia. Flark! nasce dall’idea di quattro ragazzi milanesi e dopo sei mesi di sviluppo ed è disponibile gratuitamente da oggi sia su Google Play che sull’App Store della Apple. La nuova rivoluzionaria app permette di conoscere persone non in base alle classiche foto del profilo ma mediante una frase di approccio. Frase che gli utenti devono comunicare in fase di registrazione. Dopo l’installazione, flark! localizza l’utente e chiede di inserire alcune preferenze sul tipo di persone che si desidera conoscere come la fascia d’età, il sesso e la distanza geografica. L’utente, per installare flark! sul proprio smartphone Android o iOS deve possedere un profilo Facebook da cui l’app scarica l’immagine mostrandola agli altri sfocata, in modo da renderla irriconoscibile., L’unico fattore di scelta a disposizione degli altri utenti resta appunto la frase di approccio. Nel caso di reciproco apprezzamento, l’app permetterà di chattare con l’altra persona per tre giorni. Nel frattempo le rispettive immagini diverranno sempre più visibili. Al terzo giorno le due foto saranno svelate e si dovrà effettuare la scelta finale: continuare la frequentazione sia virtuale che, perché no, anche nella vita reale, o interromperla per sempre. La possibilità di bloccare l’altra persona anche prima dei tre giorni e la certezza che la propria immagine sarà invisibile agli altri, rendono l’app sicura e garantiscono una privacy pressoché totale. Per maggiori informazioni su flark!, la prima app di dating al buio fatta in italia è possibile visitare il sito internet www.theflark.com.

L’App interattiva che ti fa vedere l’Australia a 360°!

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Si chiama Go Australia 360 ed è la nuova invenzione di JoBonobo, società formata da giovani professionisti con l’obiettivo di innovare il mondo del turismo.

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Innovatori del turismo, i giovani professionisti di JoBonobo, in collaborazione con il Tour Operator Go Australia, hanno dato vita ad una originale App interattiva, dedicata a chi vuole organizzare un viaggio in Australia, le isole Fiji e la Nuova Caledonia. L’applicazione si chiama Go Australia 360 e funziona grazie ad innovative tecnologie direaltà aumentata che permettono a chiunque la scarichi sul proprio smartphone o tablet di vivere un viaggio in anteprima tra la barriera corallina, isole paradisiache, perle di cultura aborigena ed avventurose esplorazioni nel nuovissimo continente. La App, che si trova sugli store Google e Apple, è collegata ad un catalogo, che si può scaricare sul sito www.goaustralia.it in pdf oppure sfogliare online. Nella parte “cartacea” sono descritte le destinazioni ed i prodotti di punta  per pianificare un viaggio da sogno organizzato da professionisti sul campo, oltre ai “racconti del bush”, esperienze ed avventure di vita vissuta sul posto, per entrare subito in empatia con la destinazione. Puntando il dispositivo mobile sulle immagini del catalogo dove c’è il bollino “Goaustralia360”, si aprono video ed immagini di realtà aumentata a 360°, contenuti multimediali che permettono di vivere emozioni virtuali quasi come dal vivo. Oltre a queste esplorazioni, la App consente di visualizzare itinerari ed ottenere informazioni utili per viaggiare in tutto il continente e scoprire le sue meraviglie. La App Go Australia 360 fa parte del progetto Immersive.Travel per lo sviluppo di esperienze turistiche immersive. Ed è solo una delle invenzioni di JoBonobo, società nata da un gruppo di giovani professionisti con l’obiettivo di cambiare il modo di fare turismo, attraverso progetto come TIM2go, il Tablet Sharing ufficiale di Expo 2015 realizzato per Telecom Italia, o Jo-In Tour Operator che propone itinerari ed esperienze autentiche e personalizzate che nascono dalla volontà di approfondire quanto di unico il territorio ha da offrire.

HappySun, è boom nel Regno Unito per l’App italiana che previene i tumori cutanei

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HappySun è scaricabile gratuitamente sia dall’ Apple Store che da Google Play

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Si chiama HappySun (www.happysun.it) l’applicazione per smartphone e tablet che sta avendo molto successo ed è molto apprezzata nel mondo, ed in particolar modo nel Regno Unito, per la sua unicità e precisione nel prevenire i potenziali pericoli della pelle causati dal sole. Ideata e sviluppata da Flyby Srl, azienda livornese specializzata nel telerilevamento satellitare, HappySun è infatti la prima App al mondo in grado di misurare da satellite in tempo reale i raggi solari che colpiscono la pelle, fornendo all’utente una consulenza personalizzata per tempi e modalità di esposizione al sole e promuovendo lo stile di vita più idoneo e sicuro per salvaguardare la pelle dai possibili danni della foto esposizione al sole. HappySun è scaricabile gratuitamente sia dall’ Apple Store che da Google Play è stata lanciata con successo anche sul mercato internazionale, grazie a siHealth Ltd, la start-up inglese spin-off di Flyby Srl. L’attenzione dei media UK per HappySun è molto alta e lo scorso mese di giugno a recensire l’app di Happy Sun è stato sia il Daily Mirror (http://www.pressreader.com/uk/daily-mirror/20160628/282192240292384) che l’Express (http://www.express.co.uk/life-style/health/676456/app-measure-how-much-sun-exposure-your-skin-can-take-before-you-get-sunburnt). In Italia, invece, il 10 giugno si è tenuto un Workshop europeo organizzato dal Melanoma Patient Network Europe e l’Associazione contro il melanoma ONLUS e HappySun è stata presentata ricevendo l’entusiasmo di tutti i convenuti  che hanno definito la rivoluzionaria App “a friendly App for increasing UV light awareness and modifying life style” (http://www.melanomapatientnetworkeu.org/communication-quickstart-2016.html). Per avere tutti i dettagli su HappySun è possibile consultare i seguenti siti web: www.happysun.it e www.sihealth.it per l’Italia e www.happysun.co.uk ewww.sihealth.co.uk per l’estero

Millenials, Brexit, dating app…tutto bello ma che vi mangiate?

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Prima mettevamo al primo posto la necessità di soddisfare un bisogno inevitabile, ora mangiamo per affollare pagine di social con #foodporn #foodinstagram

di Valentina Colella

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Gli argomenti che si trovano sulla bocca di molti ultimamente sembrano essersi incanalati in un vortice continuo. Al centro c’è l’evoluzione tecnologica e intorno ruota l’uomo. Quindi tutte le sfere emotive, sociali, relazionali dipendono dallo sviluppo del mezzo con il quale vogliamo diffondere un’esperienza. Fondamentalmente ci si approccia ad un’attività solo ed esclusivamente se questa è a misura di smartphone. Non ci soffermeremo ad un’ attività di giudizio sul fenomeno in questione ma sulle abitudini che un tempo, erano considerate scontate e di routine e che ora hanno una rilevanza sorprendente. Mangiamo, tutti. Da sempre ci nutriamo. Prima però mettevamo al primo posto la necessità di soddisfare un bisogno inevitabile, ora mangiamo per affollare pagine di social con #foodporn #foodinstagram. Così il bisogno si trasforma in ossessione e quella condivisione che prima avveniva intorno ad una tavola con un forte richiamo al focolaio domestico diventa estrema necessità di visibilità. Mangiamo pietanze dai nomi improbabili, ci improvvisiamo vegani, vegetariani, sperimentiamo le diete detox e lo comunichiamo a tutti. Almeno abbiamo il buon gusto di non farlo con la bocca piena visto che per parlare non serve più il “becco” ma un dito. Ma c’è una caratteristica che da sempre ha contraddistinto le tendenze e le mode: la provvisorietà.

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Quando si tocca l’apice della sperimentazione e ci si è arrovellati a lungo per trovare diverse versioni della stessa sostanza si implode come una stella lasciando posto a buchi neri. E nella rinascita si fa un passo indietro, poiché è scritto nel corredo genetico universale che solo partendo dal punto 0 si può costruire qualcosa. Hanno dato un nome anche a questo: “vintage”. In realtà ci siamo solo resi conto che dopo tanto affanno ci sarà un motivo per cui nonne e nonni mangiavano senza declamazioni, gomito a gomito, e ritenevano quel momento un tempo importante da celebrare. A questo punto scatta la ricerca del posto giusto per creare quell’atmosfera di unione. Nascono così delle vere e proprie isole nel cemento. Luoghi preferibilmente all’aperto. Piccoli spazi che ossigenano la voglia di una condivisione reale. Il cibo è sempre “fast” ma l’ambiente coinvolge e stimola i commensali, tra una birra e una partita di biliardino. E’ il caso di “Mare Nostrum”, fast food di pesce situato nel cuore del Villaggio Azzurro , quartiere di Roma. La caratteristica che colpisce maggiormente questo luogo è la sensazione di trovarsi a pochi passi dal mare. L’atmosfera è quella tipica della “leggerezza” estiva. Anche in questo caso il menù proposto ha subito l’influenza delle tendenze del momento, ma con una variante sfiziosa. Se la parola d’ordine nello street food è hamburger qui di certo la si rispetta ma proponendo la valida alternativa con del pesce. La birra c’è, lo spazio c’è, la qualità senza ombra di dubbio e c’è pure il biliardino. Il posto giusto per quel ritorno alla sacralità della mensa, dove nessuno vi vieta comunque di continuare la vostra attività sui social ma quantomeno tra uno scatto e un altro, potete guardarvi in faccia e mangiare veramente con la bocca e non solo con gli occhi.

Parte il crowdfunding per Noomray

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L’App che permette di scrivere libri personalizzati

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È partita la campagna di crowdfunding su Eppela per Noomray (www.noomray.it), il primo servizio di scrittura libri personalizzati “Made in Italy”, grazie al quale è possibile creare il proprio libro personalizzato per ritrovare sé stessi, i nostri bambini o un adulto di nostra conoscenza come protagonisti del libro. L’obiettivo della raccolta fondi è quella di creare un’applicazione in grado di permettere al cliente finale di creare in completa autonomia il proprio libro personalizzato. Noomray nasce nel 2007 dalla mente visionaria della sua creatrice,Donatella Venditto, che desiderava mettere la scrittura al servizio delle persone per fermare un ricordo, un momento importante della vita, un’emozione che anche tra tanti anni potrà essere riletta, aprendo semplicemente il proprio libro. Noomray è un progetto indipendente, nato dalla sola forza della sua creatrice e negli anni, pur essendo stato il primo progetto del genere in Italia i concorrenti si sono moltiplicati. Segno che l’idea funziona, ma che bisogna anche crescere. Per questo, attraverso Eppela, la piattaforma di crowfounding e Radio24, si è deciso di chiedere l’aiuto di tutti coloro che vorranno credere ancora in questo “sogno”. “Volete raccontare il primo anno di vita del vostro bambino in una favola? Volete raccontare la vostra storia d’amore o far appassionare vostro figlio adolescente ad una storia scritta apposta per lui? Allora andate su www.eppela.com/noomray e sosteneteci!” è l’appello di Donatella, la fondatrice del progetto. Le donazioni attraverso le quali è possibile diventare dei sostenitori partono da 5€ e le ricompense sono tantissime: libri personalizzati ad un prezzo minore, buoni sconto da spendere senza scadenza. Contribuendo alla campagna si darà l’opportunità ad una piccola realtà di crescere, diventare più concorrenziale, più tecnologica  in modo da offrire un prodotto di alta qualità in minor tempo ed a prezzi concorrenziali. “Dimostriamo che in Italia le idee possono diventare un vero lavoro e che possa creare anche lavoro per altri. Sognare tutti insieme permette alle idee di trasformarsi in realtà.Aiutiamo le persone a scrivere un altro pezzo importante della loro storia, perché da più storie che si uniscono ne nascono infinite. Ed un libro di pagine bianche è sempre pronto ad accoglier nuove storie” conclude Donatella, entusiasta per il nuovo capitolo della splendida avventura di Noomray.

L’accessibilità nel nostro paese secondo i #futuri geometri

Giunge alla quarta edizione il progetto sociale “I futuri geometri progettano l’accessibilità” che ha complessivamente coinvolto nel nostro Paese 190 Istituti CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio) presentando 108 progetti alle amministrazioni locali interessate. In arrivo dai Geometri Italiani: l’APP di GEOWEB che segnala le difficoltà e le linee guida nella progettazione delle norme UNI per l’abbattimento delle barriere architettoniche

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Roma, 07 Giugno – A scuola, in parrocchia o nella biblioteca comunale. Al parco vicino casa, in piazza o a teatro. Le barriere architettoniche che abitano gli spazi delle nostre città sono un problema delle persone con disabilità, ma anche di tutti i cittadini. È per questo che bisogna creare la cultura dell’accessibilità, coinvolgendo fin d’ora gli studenti che, in qualità di professionisti del futuro, possono iniziare a sviluppare soluzioni progettuali da presentare alle amministrazioni pubbliche. Con questa finalità, è nata la fattiva collaborazione fra FIABA, che ha ideato il concorso nazionale “I Futuri Geometri Progettano l’Accessibilità”, e CNGeGL (Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati), CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) e GEOWEB (società di servizi telematici per professionisti), che hanno fortemente voluto questa iniziativa, e che possiamo definire riuscita proprio grazie al coinvolgimento degli studenti degli IT CAT, a cui si è aggiunta la collaborazione dei professionisti dei Collegi Provinciali dei Geometri, che assistono i ragazzi nell’individuazione delle soluzioni e nella stesura dei progetti. Nel corso delle quattro edizioni, sono stati coinvolti oltre 190 Istituti CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio) e sviluppati oltre 108 progetti. Quest’anno le scuole che hanno partecipato sono state 51, 29 i progetti sviluppati, 12 i premiati, di cui 6 presentati nel corso della cerimonia di premiazione. Fra le novità 2016, la progettualità è stata articolata in tre aree intervento; la Giunta Esecutiva UNI (l’Ente Italiano di Normazione) ha recentemente approvato l’avvio dei lavori di elaborazione di una nuova prassi di riferimento (UNI/PdR). Imminente il rilascio della APP di GEOWEB per FIABA che segnala le criticità di accesso per stimolare i programmi di intervento da parte delle amministrazioni e di privati. L’evento è in programma a Roma, l’8 giugno 2016, dalle ore 10 in poi, presso la Sala Trilussa di CIPAG, in Via Luisa di Savoia n. 17. All’incontro saranno presenti le delegazioni degli studenti vincitori che presenteranno i loro progetti a Maurizio Savoncelli, Presidente CNGeGL, a Carmelo Garofalo, Consigliere CIPAG, e a Marco Nardini, Presidente GEOWEB. All’incontro aprirà i lavori Giuseppe Trieste Presidente FIABA Onlus, seguito dai saluti di Riccardo Nencini, Vice Ministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Massimo CASSANO – Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, Barbara BORSARI, Vittorio Martini 1866, e modererà gli interventi il giornalista Marco Finelli. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e MiBACT – Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. “Un laboratorio che cresce con l’entusiasmo dei giovani e propone alle amministrazioni locali una mappa sempre più ampia delle soluzioni per migliorare l’accessibilità. Questo è il nostro progetto sociale, spiega il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli, che conferma la prerogativa dei Geometri Italiani nonchè opportunità di lavoro qualificati per i #FuturiGeometri: essere conoscitori indiscussi del territorio italiano”. “L’intenzione”, afferma il Presidente FIABA Giuseppe Trieste, “è quella di creare la cultura diffusa della qualità totale. I futuri geometri devono uscire dalla scuola con la sensibilità verso la progettazione accessibile in tutti gli ambienti della vita sociale dei cittadini. È per questo che quest’anno abbiamo creato tre sezioni per i progetti: la scuola, gli spazi urbani e le strutture per il tempo libero. Ovunque e per tutti i cittadini ci deve essere accessibilità!”

Arriva “Progetto Vita”, l’ App che ti Salva la Vita

Arriva “Progetto Vita”, l’APP che si prefigge la prevenzione e la diffusione dell’emergenza cardiologia e che attiva con un click sia il 118 che tutta una rete di soccorritori volontari, con l’individuazione del defibrillatore più vicino

Senza-titolo-9Taranto, 27 maggio 2016 – Si chiama “Progetto Vita” ed è la prima ed innovativa APP scaricabile su smartphone che permette di attivare, con un click , in contemporanea sia il 118 che tutta una rete di soccorritori intorno a noi che possono portare aiuto anche con un defibrillatore (DAE). L’App di “Progetto Vita” è il primo progetto europeo di defibrillazione precoce a cura dell’Associazione Medici per San Ciro Onlus di Grottaglie (Ta) e si prefigge la lotta contro la morte improvvisa da arresto cardiaco che ogni anno colpisce oltre 60.000 vite. Coinvolge associazioni di volontariato, enti pubblici e privati con l’obiettivo di aumentare la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco attraverso ladefibrillazione precoce e la diffusione della cultura dell’emergenza cardiologica fra la popolazione e l’integrazione con il 118.   Ma come funziona esattamente ? Utilizzando l’app per chiamare il 118 si attiva in contemporanea anche tutta la rete di soccorso di “Progetto Vita”. I volontari vicini al richiedente il soccorso ricevono la richiesta sempre tramite applicazione e possono accorrere in aiuto reperendo il defibrillatore (DAE) più vicino. L’app di Progetto Vita permette di:

  • chiamare il 118 e attivare la rete di soccorso di Progetto Vita con un solo click, ricevere richieste di soccorso
  • poter essere parte attiva in tutta la rete di soccorso
  • localizzare i DAE più vicini a dove ci si trova
  • fare segnalazioni relative ai DAE.

Il fine ultimo è di coinvolgere le persone all’interno di una rete di soccorso sociale tramite la quale sia possibile offrire e chiedere aiuto integrando il soccorso del 118. Chi installa l’applicazione può decidere: di non ricevere le richieste di soccorso, di ricevere solo le richieste nel raggio di 1 Km da dove ci si trova, di ricevere tutte le richieste (pensato per chi viaggia su automezzi dotati di DAE). Ogni richiesta di soccorso ricevuta contiene l’indirizzo del luogo dell’emergenza e l’elenco dei DAE più vicini, localizzandoli nelle proprie vicinanze (nel raggio di 10 Km). Per ogni DAE  sono forniti inoltre tutti i dettagli inclusi il numero del gestore nel caso si avesse bisogno di chiamarlo ed una foto che può aiutare a localizzare il DAE stesso. L’app di “Progettto Vita” è scaricabile gratuitamente sia da telefono Android su Google Play (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.codermine.progettovita&hl=it )che da iOS tramite l’Apple Store (https://itunes.apple.com/it/app/progetto-vita/id999767085?mt=8).

Visitami: “Le mamme italiane sempre più digital”

La startup italiana Visitami con pochi click permette di prenotare visite con medici, pediatri, infermieri e persino veterinari, tramite app o sito web, e anche per visite immediate a domicilio.

unnamedMilano, 6 maggio 2016 – Eh si, sono sempre loro, le mamme, a occuparsi del benessere di tutta la famiglia, dai bimbi ai nonni, fino agli amici a 4 zampe. E oggi sono anche molto digital: come riportato dal super blog “Fattore Mamma”, sono loro il traino della digitalizzazione in famiglia, dove nove mamme italiane su dieci possiedono uno smartphone e ne fanno un uso persino superiore a quello delle mamme americane. Per questo, la startup italiana Visitami, il servizio che con pochi click permette di prenotare visite con medici, pediatri, infermieri e persino veterinari, tramite app o sito web, e anche per visite immediate a domicilio, ha dedicato un’attenzione particolare proprio a questa importante categoria: le mamme italiane. Visitami è infatti il portale italiano che aiuta a trovare e prenotare visite anche in orari serali o durante i week-end: un valido aiuto per reperire un dottore, anche a domicilio, nel momento del bisogno. Un’app tutta italiana, realizzata da 4 brillanti ragazzi: Emanuele Urbani, Alessandro Cordova, Alessandro Sbenaglia e Roberto Cagnazzi. “Sin da quando è nato Visitami, abbiamo pensato alle mamme e abbiamo deciso di coinvolgerle in un focus group affinchè il servizio e la tecnologia fossero in linea con le loro esigenze. Volevamo assicurarci che avessero tutte le informazioni necessarie per scegliere il medico adatto, in completa serenità e trasparenza” ci racconta Alessandro Cordova, co-founder del progetto. “Non solo” continua Emanuele Urbani, anch’esso co-founder del progetto “ci siamo impegnati, e stiamo continuando a lavorare in questa direzione, nella ricerca di pediatri e figure professionali che possano fornire un servizio speciale proprio alle mamme italiane, che oggi vogliono trovare velocemente medici anche in orari non convenzionali”. “Siamo aperti inoltre ai pareri di tutte le mamme sul nostro progetto, per migliorarlo anche in base alle loro esigenze. Basta chiamarci allo 02-80888203 oppure scriverci suinfo@visitamiapp.com per darci i loro suggerimenti. Tutto il nostro team è a disposizione delle mamme italiane per ascoltare e migliorare sempre più questo innovativo servizio” conclude Emanuele.

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