Lidu onlus, la poesia che salva il mondo con ‘Siamo tutti Di…Versi’

Comitato Insieme per l’Arte e Ipathia associazione, patrocinate dalla Lega Italiana Diritti dell’Uomo in un evento che, tra poesia, scultura e cinema, racconta le diversità come fonti inesauribili di voglia e capacità di vivere insieme  

 

liduRoma, 22 marzo –   “La diversità raccontata dalla poesia e dal cinema realizza in pieno la mission del comitato costituito da una concertazione di poeti, attori e artisti vari che insieme appunto utilizzano il loro estro per scuotere coscienze su disagi sociali, per sensibilizzare e catalizzare attenzione e perché vogliono credere che l’arte possa salvare il mondo.” È  questo il commento di Ella Clafiria Grimaldi, presidente del Comitato Insieme per l’Arte, che in collaborazione con Lidu(Lega Italiana Diritti Umani) e Ipathia associazione,  venerdì 20 marzo presso la sede nazionale della Lidu onlus in piazza d’Ara Coeli n.12, ha organizzato un reading poetico dedicato al tema delle diversità. Le liriche tutte tratte dall’antologia “SIAMO TUTTI DI… VERSI realizzata da autori vari, curata da Maria Pompea Carrabba, pubblicata da RosaAnna Pironti Editore, sono  state recitate dagli attori Valerio Cappelli, Caterina Taccone e Matteo Fasanella. rosaOspite d’eccezione l’attrice Rosa Pianeta con una lettura inedita di un testo autografo. Ad aprire l’evento il presidente nazionale della Lega Italiana Diritti dell’Uomo, l’onorevole Alfredo Arpaia, che insieme alla responsabile commissione donne della stessa onlus Maricia Bagnato Belfiore, ha voluto sottolineare il valore aggiunto che qualsiasi diversità porta al tessuto sociale: “La diversità è una risorsa. –Ha spiegato Arpaia- In tema di diritti dell’uomo ogni essere umano ha diritto che venga rispettata la sua dignità e ha indubbiamente qualcosa di particolare e di unico da offrire al prossimo. Da anni la Lidu si batte affinché ogni essere umano trovi la sua collocazione in mezzo agli altri uomini, considerando ognuno portatore di preziosi valori ed esperienze di vita.”  A significare il senso della serata è stata esposta anche una bellissima scultura di Antonio Petronzi dal titolo “L’incontro”. lidu 2Lo scultore, che da sempre riplasma materiali di scarto raccolti per strada, tra cui legno e pietra, ha voluto così suggellare lo sforzo delle associazioni presenti nel voler riassumere temi importanti attraverso l’espressività artistica. Ed in effetti in questa occasione la Lidu, che ha ospitato il Comitato Insieme per l’Arte e l’associazione Ipathia, presidente Tiziana Primozich, ha voluto rinnovare la possibilità per qualsiasi associazione di considerare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo come il luogo ideale, laico e senza alcun colore politico, dove chiedere supporto per la difesa di qualsivoglia diritto umano. Tra le associazioni ospiti anche Sara Iannone, presidente associazione culturale “Alba del terzo millenio” che si ricollega all’associazione “Villaggio del Cuore” di Idalia Trevisan. Quest’ultima in particolare da anni lotta per l’adeguamento dei tariffari ministeriali in tema di protesi e tutori per persone disabili, affinchè gli stessi, fermi nei prezzi a quattordici anni fa, vengano adeguati ai prezzi correnti. Arte sociale dunque per un grande messaggio: nel confronto si genera conoscenza e arricchimento. Durante l’evento anche la proiezione, in anteprima nazionale, del cortometraggio a tema: “I minuti che contano” per la regia di Sara Condizi, con Valerio Cappelli, Luigi Mastronardi e Alberto Mosca, prodotto da Visual Studio,  un coraggioso messaggio rivolto a chi non si arrende mai e soprattutto a chi continua a credere che questa vita vada vissuta al massimo. Al termine della serata un assaggio di vini offerto dall’azienda vinicola Vinaria con rossi di Cole di Luna gentilmente offerti dall’imprenditore vinicolo marchigiano Alessandro Paolucci

Roma, ‘Dal degrado al decoro’ a Ponte Milvio

La eco- art di Antonio Petronzi rivaluta la zona di Ponte Milvio utilizzando pietre di cave del Gargano e legni e tronchi recuperati dai platani rimossi sul viale che costeggia il parco

petronziRoma, 19 febbraio – Dal degrado al decoro, è questa la mission di Antonio Petronzi, artista sensibile e variegato che da tempo sta recuperando una parte di un parco in località Tor di Quinto, non utilizzata e in stato di degrado, trasformandola in laboratorio d’arte e spazio espositivo. Per questa attività utilizza pietre di cave del Gargano e legni e tronchi recuperati dai platani rimossi su Viale Tor di Quinto a Roma.  Antonio Petronzi nasce a San Paolo di Civitate in provincia di Foggia il 25 aprile del 1953. Dopo varie esperienze da autodidatta nel settore pubblicitario, collabora con Aziende quale consulente esperto in comunicazione e marketing, in Italia e a livello europeo. Da alcuni anni si dedica alla scultura utilizzando pietre di cave del Gargano e legni di ulivo provenienti da potature di vecchi alberi. Con alcune sculture ha partecipato a mostre temporanee in varie gallerie pubbliche e private, tra cui l’ “Accademia del Superfluo”, la “Cappella Orsini”, la “Casina delle Civette (Villa Torlonia)”, l’ “Accademia Nazionale di Belle Arti di Luig (Ucraina)  Si trasferisce a Roma nel 1999 con un progetto pilota denominato “Contatto Graffiti” che univa l’Arte a tematiche sociali. Il progetto fu utilizzato dai Comuni di Roma, Milano e Pescara. Nel 2001, nei locali dell’ex frigorifero dell’ex Mattatoio a Testaccio, organizza un progetto denominato “Natural Contatto”, al quale partecipano artisti di varie nazionalità, che producono ed espongono le loro opere in quei locali, con la possibilità di vendita diretta dei pezzi prodotti e la socializzazione con gli abitanti del quartiere, facendo scaturire così un arricchimento del tessuto sociale. Nel 2003 collabora con la Galleria d’Arte “Gard Roma Design” ad un progetto che prevedeva l’organizzazione di laboratori e allestimenti esterni con criteri ecologici di riciclo materiali. La filosofia alla base delle attività di Petronzi è che l’anima degli oggetti, come origina in natura, debba essere rispettata, pure in caso di utilizzi diversi. Lo spreco delle risorse naturali è uno dei maggiori danni della nostra epoca e, opponendosi concettualmente e fattivamente con azioni di riciclaggio e di riutilizzo, si può salvare la Natura e ridare nuova dignità a materiali di scarto con la trasformazione degli stessi in opere d’arte.  Importante è il suo concetto di “vuoto artistico” che emerge dalle sue opere visto come qualcosa non di statico ma di dinamico, da cui originano tutte le cose, contenitore del tutto. “Il vuoto è forma, la forma è vuoto”. È una visione viva,  carica di tensione, di energia, è meditazione, è attenzione immobile che dà espressione allo spazio prima della creazione, prima dell’azione creativa. Nel lavorare il legno l’artista realizza vuoti per così dire naturali che lo stesso materiale fornisce lasciandosi plasmare  influenzando le sue stesse forme, la materia è il soggetto e non l’oggetto come comunemente utilizzata. Attraverso un vuoto si riesce a guardare oltre come una finestra che si apre sul mondo. I materiali utilizzati sono esclusivamente di scarto : radici, residui di potature, tronchi malati, il legno utilizzato è l’ulivo pugliese della zona di origine e il platano romano, utilizza inoltre pietre naturali prese ai cigli delle strade di campagna oppure emerse dalle arature del terreno, per sculture più grandi in pietra utilizza in assemblaggio scarti di lavorazione di segheria, falde e scorza di marmo, materiale estratto da una cava del Gargano. Il suo è un “naturale contatto” con la madre terra, un rapporto rispettoso quello che emerge da questa eco-art del Petronzi.

 

 

 

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