Prorogata fino al 30 maggio l’esposizione di Antoni Muntadas PROTOCOLLI E DERIVE

La mostra è visitabile da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso libero

ImageProxyRoma, 18 Maggio – Data la cospicua affluenza e il grande interesse dimostrato dal pubblico, è stata prorogata fino al 30 maggio p.v. l’originalissima esposizione dal titolo PROTOCOLLI E DERIVE VENEZIANI del grande artista Antoni Muntadas presso gli spazi della Real Academia de España en Roma. Tra i principali pionieri della video arte, Muntadas ha unito ai suoi scatti segreti dell’affascinante città lagunare un documentario – presentato per la prima volta all’interno della 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – che ne ripercorre le sue caratteristiche più inesplorate: è così che tubi, aperture, tombini, finestre chiuse, sembrano possedere una logica propria e raccontano la città attraverso le tracce di un’antica attività edilizia. Come afferma Muntadas, presente a Roma lo scorso 14 aprile in occasione dell’inaugurazione e di alcuni workshop per gli studenti dell’Accademia delle Belle arti, “la particolare configurazione di questa città storica la rende un interessante oggetto di studio e riflessione, di cui ho potuto godere in prima persona, come osservatore esterno, avendovi trascorso per lavoro tre mesi all’anno dal 2004 ad oggi.” Nell’esposizione, come anche nel filmato, vengono evidenziate le peculiarità dell’abitare lontano dalla terraferma: un racconto per immagini, fisse e in movimento, che rendono il panorama veneziano misterioso e al contempo affascinante, caratterizzato da una quasi totale mancanza di individui, al contrario di quanto siamo abituati a rilevare.

 

Antoni Muntadas è nato a Barcellona nel 1942. Dal 1971 vive a New York. È stato uno dei primi artisti concettuali e media artist. Artista multidisciplinare, che spazia dalla fotografia al video, dalle installazioni agli interventi urbani, è particolarmente noto per i suoi progetti che prevedono un uso artistico dei media e new media, in funzione sociale e politica, così come la relazione fra lo spazio pubblico e privato all’interno della struttura sociale.  Nei suoi quarant’anni di carriera ha realizzato e prodotto numerosi lavori delle serie definite “Media Landscape” (1977), “Media Architecture installations” (1980 e 1990), “The File Room” – progetto il cui obiettivo è la messa in discussione dell’idea di censura culturale – (1994). Oggetti di lavoro sono state anche le serie “On Translation” (1995) e “Asian Protocols”, tutt’ora in corso. Le sue opere sono state esposte nei più importanti e rinomati musei e gallerie: The Museum of Modern Art a New York, Berkeley Art Museum, C.A., Musée d’art contemporain de Montréal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, Museo de Arte Moderno a Buenos Aires, e molti altri ancora.  Ha inoltre partecipato a diverse esposizioni internazionali, tra le quali Documenta VI e X a Kassel, le Biennali di Venezia del 1972, 1976 e 2005, Whitney Biennal of American Art, San Paolo e Lione, Taipei, Gwangju e L’Aavana. Oltre ad aver lavorato come docente, e aver diretto seminari in istituzioni accademiche europee e statunitensi, tra cui École des Beaux-Arts di Paris, la USP a San Paolo in Brasile, è stato ricercatore dal 1977 presso Center for Advanced Visual Studies al MIT, e successivamente professore alla Scuola di Architettura nello stesso MIT di Cambridge dal 1990 al 2014. In Italia collabora con la Galleria Michela Rizzo dal 2010 e insegna alla Facoltà IUAV di Venezia.

Maggiori info su Antoni Muntadas:
http://act.mit.edu/people/professors/antoni-muntadas/
https://vimeo.com/37814828
http://www.vanartgallery.bc.ca/the_exhibitions/exhibit_muntadas.html

Real Academia de España en Roma 

A partire dalla sua fondazione nel 1873, la Real Academia de España en Roma ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione di numerose generazioni di artisti e intellettuali spagnoli. Il suo obiettivo primario è quello di offrire la possibilità a creatori spagnoli, latinoamericani e italiani, con una traiettoria promettente o già consolidata nelle rispettive discipline, di creare un progetto proprio tra le mura del centro, che funge quindi da piattaforma di proiezione internazionale della cultura creativa di Spagna, America Latina e Italia, e consolida il vincolo culturale tra i due Paesi, nonché tra Europa e America Latina. La Real Academia de España en Roma  è una piattaforma culturale e un centro di produzione e ricerca artistica di riferimento, situata nel complesso monumentale di San Pietro in Montorio, in cui spicca il Tempietto del Bramante, gioiello architettonico del Rinascimento. Dipende funzionalmente e organicamente dal Ministero d’Affari Esteri, per tramite della Segreteria di Stato per la Cooperazione Internazionale e per l’America Latina, cui spetta il coordinamento e, in ottemperanza al principio di univocità della politica estera, per tramite dell’Ambasciata di Spagna presso la Repubblica Italiana.

Antoni Muntadas, “PROTOCOLLI E DERIVE VENEZIANI”

14 aprile – 15 maggio 2016, Real Academia de España en Roma . Piazza San Pietro in Montorio, 3

ImageProxy (1)Roma, 6 Aprile – La Real Academia de España en Roma è lieta di presentare PROTOCOLLI E DERIVE VENEZIANI, nuova mostra di Antoni Muntadas che avrà luogo negli spazi espositivi dell’Accademia (Piazza S. Pietro in Montorio, Gianicolo) dal 14 aprile al 15 maggio 2016 (inaugurazione giovedì 14 aprile, ore 19). Il progetto, presentato per la prima volta nel 2013 alla Biennale di Venezia in concomitanza con la 55esima Esposizione Internazionale d’Arte, e successivamente all’interno della 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è il risultato finale di una ricerca sulla città lagunare, che ha dato origine ad alcuni lavori realizzati in loco negli ultimi anni. La particolare configurazione di questa città storica la rende un interessante oggetto di studio e riflessione di cui l’artista può godere in prima persona come osservatore esterno, avendovi trascorso per lavoro tre mesi all’anno, dal 2004 ad oggi.  L’esposizione è composta dalla serie di fotografie Protocolli Veneziani e dal filmato Derive Veneziane, entrambi visitabili ad ingresso libero, dal martedì alla domenica in orario continuato 10-18. Gli scatti esposti, che riportano particolari architettonici di Venezia, evidenziano le peculiarità dell’abitare lontano dalla terraferma: è così che tubi, aperture, tombini, finestre chiuse, sembrano possedere una logica propria e raccontare la città attraverso le tracce di un’antica attività edilizia.  Analogamente il film, presentato e proiettato quest’estate alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, descrive un lato inesplorato della città, sconosciuto ai più, misterioso e al contempo affascinante, caratterizzato da una quasi totale mancanza di individui che, viceversa, durante il giorno affollano le calli in maniera spropositata.  La visita a Roma di Antoni Muntadas in occasione di questo suo secondo intervento alla Real Academia de España en Roma (il primo risale al 2011 in collaborazione con l’American Academy in Rome) sarà accompagnata dalle seguenti attività:

Mercoledì 13 Aprile
Dalle 12.00 alle 13.30
Tavola rotonda “Media art: the new italian challenge” – Bnl Media Art Festival
MAXXI (Via Guido Reni, 4)

Venerdì 15 Aprile
Ore 15.00
Conferenza “La metodologia del progetto”
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA – Aula Magna (Via di Ripetta, 222)

Dalle 18.30 alle 20.00
“Muntadas – Audio per tre installazioni”
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – Sound Corner 28 (Via Pietro de Coubertin, 30)

Antoni Muntadas è nato a Barcellona nel 1942. Dal 1971 vive a New York. È stato uno dei primi artisti concettuali e media artist.  Artista multidisciplinare, che spazia dalla fotografia al video, dalle installazioni agli interventi urbani, è particolarmente noto per i suoi progetti che prevedono un uso artistico dei media e new media, in funzione sociale e politica, così come la relazione fra lo spazio pubblico e privato all’interno della struttura sociale.  Nei suoi quarant’anni di carriera ha realizzato e prodotto numerosi lavori delle serie definite “Media Landscape” (1977), “Media Architecture installations” (1980 e 1990), “The File Room” – progetto il cui obiettivo è la messa in discussione dell’idea di censura culturale – (1994). Oggetti di lavoro sono state anche le serie “On Translation” (1995) e “Asian Protocols”, tutt’ora in corso. Le sue opere sono state esposte nei più importanti e rinomati musei e gallerie: The Museum of Modern Art a New York, Berkeley Art Museum, C.A., Musée d’art contemporain de Montréal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, Museo de Arte Moderno a Buenos Aires, e molti altri ancora.  Ha inoltre partecipato a diverse esposizioni internazionali, tra le quali Documenta VI e X a Kassel, le Biennali di Venezia del 1972, 1976 e 2005, Whitney Biennal of American Art, San Paolo e Lione, Taipei, Gwangju e L’Aavana. Oltre ad aver lavorato come docente, e aver diretto seminari in istituzioni accademiche europee e statunitensi, tra cui École des Beaux-Arts di Paris, la USP a San Paolo in Brasile, è stato ricercatore dal 1977 presso Center for Advanced Visual Studies al MIT, e successivamente professore alla Scuola di Architettura nello stesso MIT di Cambridge dal 1990 al 2014. In Italia collabora con la Galleria Michela Rizzo dal 2010 e insegna alla Facoltà IUAV di Venezia.

Real Academia de España en Roma 

A partire dalla sua fondazione nel 1873, la Real Academia de España en Roma ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione di numerose generazioni di artisti e intellettuali spagnoli. Il suo obiettivo primario è quello di offrire la possibilità a creatori spagnoli, latinoamericani e italiani, con una traiettoria promettente o già consolidata nelle rispettive discipline, di creare un progetto proprio tra le mura del centro, che funge quindi da piattaforma di proiezione internazionale della cultura creativa di Spagna, America Latina e Italia, e consolida il vincolo culturale tra i due Paesi, nonché tra Europa e America Latina. La Real Academia de España en Roma  è una piattaforma culturale e un centro di produzione e ricerca artistica di riferimento, situata nel complesso monumentale di San Pietro in Montorio, in cui spicca il Tempietto del Bramante, gioiello architettonico del Rinascimento. Dipende funzionalmente e organicamente dal Ministero d’Affari Esteri, per tramite della Segreteria di Stato per la Cooperazione Internazionale e per l’America Latina, cui spetta il coordinamento e, in ottemperanza al principio di univocità della politica estera, per tramite dell’Ambasciata di Spagna presso la Repubblica Italiana.

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]