Vinitaly: la Cia punta sull’impegno sociale con i vini “solidali”

L’iniziativa allo stand della Confederazione con il viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero per raccontare la realtà in crescita delle aziende che affiancano alla coltivazione della vite e alla produzione del vino i valori della solidarietà, il rispetto dell’ambiente e del paesaggio in un’ottica di “welfare”.
di Adelfia Franchi
Foto_1Roma, 12 Aprile – Prodotti d’eccellenza, biologici, di alta qualità sia produttiva sia legata ai valori che incorporano. Sono i “vini solidali”, una realtà in costante crescita all’interno del panorama agroalimentare italiano capace di coniugare la distintività territoriale con un forte contenuto sociale. Sempre più presenti e diffuse, le aziende agricole sociali che affiancano alla coltivazione della vite e alla produzione del vino i valori della solidarietà, il rispetto dell’ambiente e del paesaggio, rappresentano ormai un’asse strategico e portante del Made in Italy. Un patrimonio ad elevata valenza socio-economica che va valorizzato e difeso e le cui traiettorie di sviluppo e crescita competitiva sono state al centro di un’importante iniziativa all’interno del Vinitaly, organizzata dalla Cia-Agricoltori Italiani. Un programma ricco d’interventi che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero e di Cinzia Pagni nella duplice veste di vicepresidente vicaria della Cia e di membro del Coordinamento nazionale del Forum dell’Agricoltura Sociale. Durante l’evento, le relazioni dei partecipanti hanno voluto porre l’accento sull’importanza dell’agricoltura che fa “welfare”: non solo opportunità economica, ma bene comune per la collettività, strumento concreto di riabilitazione e inclusione sociale. “La buona agricoltura svolge da sempre una rilevante funzione sociale: oltre a latte, vino, frutta, produce welfare ‘rigenerativo’ -ha spiegato la Pagni- dando nuova vita e nuove risorse al rapporto tra città e campagna e diventando un soggetto attivo nell’erogazione di servizi al pubblico”.
Foto_2L’Italia oggi si colloca ai primi posti dello scenario europeo con oltre 1.000 progetti e pratiche di agricoltura sociale all’attivo. Tantissime aziende associate alla Cia hanno già avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura, promuovendo l’offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati) in collaborazione con istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore. L’agricoltura sociale, dunque, cresce nei numeri, contando oltre 4 mila addetti su tutto il territorio nazionale e toccando un valore della produzione di 200 milioni di euro. Dati incoraggianti che l’approvazione della legge nazionale dello scorso anno può solo consolidare e migliorare. In tale contesto, ha osservato la vicepresidente vicaria della Cia, “la realtà del vino solidale può rappresentare una nuova opportunità. La filiera del vino è senza dubbio un esempio vincente all’interno del settore agroalimentare. Dopo la crisi dell’etanolo, i produttori hanno saputo reagire e, attraverso sacrifici, lavoro e investimenti, hanno portato il vino tricolore sulle tavole di tutto il mondo, tanto che lo scorso anno le esportazioni sono valse circa 5,4 miliardi di euro. Ma il vino italiano vuol dire anche territorio, tutela del paesaggio e dell’ambiente. Un trinomio vincente che vede nell’ascesa del segmento del vino biologico una delle principali rappresentazioni. Con oltre 72mila ettari coltivati a vite, una produzione di uva che sfiora i 5 milioni di quintali, più di 1.300 cantine, vendite raddoppiate nell’ultimo anno: la produzione di vino con il metodo biologico rappresenta ormai una delle realtà più interessanti dell’agroalimentare nazionale. E se ai tanti punti di forza del vino si affiancano i valori dell’agricoltura sociale e del suo processo plurale, radicato nei luoghi, allora le potenzialità aumentano. Quindi quanto più saremo capaci di coniugare gli elementi produttivi con quelli della sfera sociale e di promuoverne la diffusione, tanto più il sistema vitivinicolo italiano e, con esso, l’agroalimentare, saranno più forti e competitivi sui mercati”. Del resto, la quota di cittadini che, accanto ai fattori tangibili che caratterizzano i prodotti che consumano, ricercano elementi immateriali legati alle tradizioni e alla sfera sociale che incorporano, è in forte espansione. In quest’ottica, ha concluso la Pagni, “quella del vino solidale è una frontiera da valorizzare e difendere. Una scelta che ci carica di responsabilità ma che rappresenta la strada obbligata se si vuole cogliere una delle opportunità più strategiche che si prefigurano all’orizzonte”.

La Cia al Vinitaly 2016: dal 10 al 13 aprile a Veronafiere tante iniziative “dentro e fuori la bottiglia”

Molti gli eventi in programma allo stand confederale: dalle degustazioni al ruolo dei vini “solidali” da agricoltura sociale, dall’impegno con Libera alla performance musicale con il “violino di-vino”. Senza dimenticare le politiche e le strategie necessarie al settore in un convegno “ad hoc” di tutta la filiera.
Vinitaly2016_invitoRoma, 6 Aprile- Anche quest’anno la Cia-Agricoltori Italiani sarà al Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 10 al 13 aprile, il più importante Salone internazionale dedicato al mondo del vino e dei distillati che quest’anno compie cinquant’anni. Tante le iniziative che si svolgeranno nello spazio meeting dello stand confederale, per illustrare quello che è “il nostro mondo del vino, dentro e fuori la bottiglia”, come recita lo slogan scelto dalla Cia per questa edizione 2016. Si va dagli appuntamenti più istituzionali, con la presentazione lunedì 11 aprile, alle ore 15, del progetto della Cia di Asti “Piemonte Barbera, la tradizione si rinnova”, con il presidente nazionale Dino Scanavino e il presidente del Consorzio di Tutela Filippo Mobrici: un piano per restituire precisa identità alle varie tipologie delle Dop Barbera, sotto la parola d’ordine “sai cosa bevi”, cominciando proprio da quella base che è la Doc Piemonte, troppo spesso utilizzata finora come “valvola di sfogo” delle altre denominazioni, con risvolti negativi nella percezione che ne ha il consumatore e ricadute economiche poco soddisfacenti in relazione alla qualità diffusa del prodotto. Altrettanto importante l’evento di martedì 12 aprile, alle ore 14:30, su “I vini ‘solidali’ dell’agricoltura sociale”, con il viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero e il Forum dell’Agricoltura Sociale (del cui coordinamento nazionale fa parte la vicepresidente vicaria della Cia Cinzia Pagni), per mettere l’accento ancora una volta sull’agricoltura che fa “welfare”: non solo opportunità economica, ma bene comune per la collettività, strumento concreto di riabilitazione e inclusione sociale. Ma ci sarà spazio anche per momenti musicali, come l’11 aprile alle ore 16:30, con “Violino di-vino. Note di musica, note di terre”, ovvero la performance live della violinista Francesca Lorenzini accompagnata dalla degustazione dei vini di Tenute del Cerro. Altre degustazioni guidate a cura delle aziende Cia ci saranno anche il 12, sempre dalle 16:30, per “Viaggio in Italia: territori che vai, vini che trovi”. La Cia non dimentica neppure il suo impegno contro le mafie, per la legalità in agricoltura, e con l’associazione Libera con cui collabora da anni racconterà, martedì 12 aprile alle ore 11, “L’esperienza dei vini Libera Terra”. Nell’arco della stessa giornata, presso lo stand confederale, sarà distribuita gratuitamente la pasta “Venti Liberi” creata per il ventennale dell’associazione. Inoltre, assieme a tutti i protagonisti della filiera del vino, la Cia si confronterà sulle politiche e strategie utili per il settore -dal vino come identità culturale al suo ruolo nella tutela del territorio, dalla competitività sui mercati esteri fino alla tutela internazionale delle indicazioni geografiche- in un convegno “ad hoc” dal titolo “Vino: produttori e protagonisti in Europa e nel Mondo”, che si terrà ll’11 aprile, alle ore 10 presso l’area talk-show dello stand del Mipaaf, con i presidenti di Cia (Dino Scanavino), Confagricoltura (Mario Guidi), Federvini (Sandro Boscaini), Uiv (Domenico Zonin), Assoenologi (Riccardo Cotarella), Federdoc (Riccardo Ricci Curbastro) e la coordinatrice settore vitivinicolo di Alleanza delle cooperative agroalimentari (Ruenza Santandrea), moderati dal giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Andrea Scanzi.

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