Case di cura anziani: Anaste su episodio Infernetto, sono case famiglia, nessuno controlla

Alberto De Santis: “Anaste, dal 1990 la più’ importante associazione della categoria riconosciuta a livello europeo, si impegna “affinché’ l’assistenza sia di qualità’ e sollecita gli interlocutori politici affinché’ si interessino del benessere degli anziani.”

di Romolo Martelloni

casa-di-riposo1Roma, 22 febbraio – “Siamo a conoscenza di questi problemi. Sono strutture abusive, Case Famiglia  che dovrebbero avere al massimo 8 persone e ne hanno sempre di più. Nessuno controlla e parlano di Case di Riposo. Non sono case di riposo ma centri di disaggregazione e maltrattamenti”. Lo afferma, in una nota il presidente dell’Anaste, l’Associazione Nazionale Strutture Terza Età’, il prof. Alberto De Santis dopo l’ultimo episodio di maltrattamenti di anziani in una struttura dell’Infernetto a Roma. che proprio in questi giorni sta attuando una campagna informativa tramite i maggiori organi di informazione sul ruolo dell’Anaste e il benessere dell’anziano. “Le case famiglia – spiega De Santis – non sono strutture residenziali controllate dalle Asl o dal Comune ma abitazioni senza l’obbligo di comunicare l’inizio delle attività’ e non ospitare persone non autosufficienti. Al contrario di quanto previsto – e’ l’accusa di De Santis – le case famiglia scambiate erroneamente per case di cura non dovrebbero ospitare non più” di 8 persone. Purtroppo Asl e comuni tollerano questo tipo,di strutture che sono a totale carico dei cittadini”. Anaste, dal 1990 la più’ importante associazione della categoria riconosciuta a livello europeo, si impegna “affinché’ l’assistenza sia di qualità’ e sollecita gli interlocutori politici – conclude la nota del prof. De Santis – affinché’ si interessino del benessere degli anziani anche contrastando strutture abusive e Case Famiglia che ricoverano persone non autosufficienti” .

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