Marocco, mai più stupri ‘premiati’ con matrimonio riparatore

maroccoAbolita la norma che permetteva ad uno stupratore di sposare la sua vittima minorenne per evitare il carcere

Melbourne, 24 gennaio – Il parlamento del Marocco ha abolito l’articolo 475 del codice penale grazie al quale l’autore di uno stupro nei confronti di una minorenne poteva evitare il carcere sposando la sua vittima. Dopo due anni di dibattito e a seguito del suicidio di Amina Filali, il Marocco muove un primo e concreto passo nel riconoscimento della dignità delle donne nell’ambito della tutela dei diritti umani. Era il 10 marzo del 2012, quando la 16enne Amina Filali  preferì togliersi la vita piuttosto che accettare l’imposizione del matrimonio con il suo stupratore. Un gesto dettato dalla disperazione che avuto eco in tutto il paese e nella comunità internazionale, e che  ha spinto il governo di impronta islamica a modificare una legge che salvava il ‘carnefice’ che, a seguito di una violenza sessuale, poteva sposare la sua vittima, evitando così il carcere. Continue Reading

Tunisia. L’attivista Amina abbandona le ‘Femen’

aminaAccuse di islamofobia e di finanziatori oscuri alla base della scelta di Amina Sboui che dichiara nel lasciare il gruppo ‘Femen’

Roma, 20 agosto – Appena uscita dal carcere tunisino, dove era stata per due mesi e mezzo, aveva dichiarato “Non lascerò mai le Femen!”. Ma è di oggi l’annuncio fatto da Amina Sboui che contraddice quella affermazione: l’attivista ha infatti dichiarato che lascia il gruppo. “Non voglio che il mio nome sia associato a un’organizzazione islamofoba.” – ha detto Amina al sito di informazione dell’Huffington Post – “Non mi è piaciuta l’azione in cui le ragazze strillavano ‘Amina Akbar, Femen Akbar’ (una parodia di preghiera) davanti all’ambasciata di Tunisia in Francia, o quando hanno bruciato la bandiera di Tawhid (dogma fondamentale dell’islam) davanti alla Continue Reading

Tunisia, liberata l’attivista Amina Sboui: era in carcere da maggio

Amina fuori dal carcereLa Femen era stata arrestata con l’accusa  di profanazione di tomba.

Roma, 2 agosto – E’ stata rilasciata dopo tre mesi di carcere, Amina Sboui, l’attivista Femen tunisina arrestato lo scorso maggio con l’accusa di profanazione di tomba. La 19enne aveva scritto la parola “Femen” sul muro di un cimitero per protestare contro una riunione del gruppo salafita Ansar al-Shariah. Diventata il simbolo della protesta contro l’integralismo islamico, Amina è stata liberata ieri dal penitenziario di Sousse, nel sud della Tunisia, dove era detenuta. I suoi sostenitori hanno diffuso sul we le sue foto all’uscita dal carcere mentre  fa il segno di vittoria. “Adesso è con la famiglia e spero che sia del tutto al sicuro”, ha detto il suo avvocato.

Francia: incendio in sede Femen

Explosion in GennevilliersAl rogo sede a Parigi delle attiviste femministe, ma la polizia assicura ‘non doloso’

Roma, 21 luglio – Non ha fatto vittime il rogo che si è sviluppato questa mattina alle 5,30 nella sede delle Femen di Parigi. “Ci sembra una strana coincidenza che quest’incendio arrivi una settimana dopo la polemica sul timbro”, riferisce Inna Shevchenko alludendo all’uscita di un nuovo francobollo in cui i tratti della Marianne, simbolo della repubblica francese, sono ispirati a quelli della leader delle Femen. E’ proprio dalla sua stanza che si è propagato l’incendio che ha distrutto il secondo piano dello stabile, che secondo la polizia non è di natura dolosa ma causato da un incidente. Continue Reading

Tunisia, l’altra sfida di Amina al mondo islamico: senza velo davanti al Tribunale

aminaLa Femen a processo si toglie il sefsari indossato dalle detenute
Roma, 5 luglio – Amina Sboui, la blogger tunisina che si e’ mostrata a seno nudo come le Femen, sfida ancora il mondo islamico. All’udienza nel processo che la vede imputata per il possesso di spray anti-aggressione e la profanazione di un cimitero, Amina si e’ presentata davanti alla Corte senza sefsari, il velo indossato dalle detenute tunisine per nascondere il viso al pubblico in aula. La donna, dopo aver chiesto ai difensori se il velo fosse obbligatorio, alla risposta negativa degli avvocati ha lanciato l’ennesima provocazione. Continue Reading

L’acido retinoico distrugge le cellule tumorali: nuove prospettive per la cura del cancro di prostata e mammella

la sapienzaLa ricerca della Sapienza individua un meccanismo che attiva i recettori delle cellule neoplastiche rendendole sensibili all’azione distruttiva dell’acido retinoico
Roma, 27 giugno- L’acido retinoico, molecola legata alle funzioni della vitamina A (retinolo) e comunemente conosciuta per il suo impiego in ambito dermatologico, potrebbe costituire la base per una innovativa terapia di due delle più frequenti tipologie di tumori maligni: il cancro della mammella e quello della prostata. A compiere la scoperta sono i ricercatori della Sapienza coordinati da Elio Ziparo in collaborazione con il Comprehensive Cancer Center di Cleveland (Ohio), Usa, leader nella ricerca oncologica mondiale.
La ricerca, pubblicata dalla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) è stata condotta su cellule umane coltivate in vitro e poi trapiantate in topi sani, oltre che su campioni bioptici da pazienti.  Continue Reading

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