ERO e LEANDRO: dont’ask me more di Alma Daddario

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5 Luglio 2016 Villa Livia

lendi

Il mito racconta dell’amore nato tra Ero, sacerdotessa di Afrodite a Sesto, e Leandro, un giovane di Abido, città della sponda asiatica dell’Ellesponto. Essendo consacrata a una dea, Ero non poteva unirsi a un uomo, ma Leandro, innamoratosi di lei, tutte le sere attraversava di nascosto a nuoto il mare per incontrarla, accompagnato dalla luce di una torcia che Ero teneva accesa vicino alla spiaggia. Ma in una notte di tempesta, la torcia si spense e Leandro annegò. Ero lo attese invano, e quando al mattino trovò sulla spiaggia il corpo di lui privo di vita, per il gran dolore si gettò da una torre. Nella trasposizione contemporanea del mito, Ero diventa una ballerina, segregata dai genitori e consacrata alla danza. Leandro è un giovane musicista, incontrato per caso in riva al mare. Pur di frequentare l’amata, Leandro la raggiunge di nascosto ogni sera, non a nuoto, ma cavalcando una potente moto. Anche qui il destino gioca la sua parte: Leandro perderà la vita in un incidente durante una notte di tempesta. La voglia di assoluto sublimata in un sentimento eterno è un archetipo che anticipa tutte le storie di amori contrastati, nel mito come nella letteratura, Orfeo ed Euridice, Romeo e Giulietta o West Side Story.

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