Caldo. Nel weekend oltre 500 telefonate al numero verde, 120 gli interventi di assistenza a domicilio

Il Ministero Salute conferma l’allerta massima per caldo e afa fino a mercoledì 8 luglio. Numero verde 800.777.888 attivo dalle 8 alle 20. Assessore Majorino: “Pronti con l’assistenza domiciliare, segnalateci anziani e persone con disabilità che possono avere bisogno”

caldo-150706160303Milano, 7 luglio 2015 – Sono state circa 500 le telefonate arrivate al numero verde gratuito 800.777.888 durante lo scorso weekend e 120 gli interventi di assistenza domiciliare. Consegna di pasti a domicilio, accompagnamenti, igiene della persona, pulizia della casa e visite per avere compagnia gli interventi più richiesti tra quelli predisposti dal Comune ed estesi, per il periodo estivo, anche agli anziani fragili non ancora in carico ai servizi sociali.
Il numero verde è attivo dalle 8 alle 20 tutti i giorni dal lunedì al sabato e, in caso di ondate di calore, anche la domenica. In mattinata il Ministero della Salute ha emesso il nuovo bollettino che indica per Milano allerta massima fino a mercoledì 8 luglio. Invitiamo chi conosce persone non autosufficienti che vivono sole, anziani o persone con disabilità, a fare una segnalazione al nostro numero. In caso in stato confusionale o disidratazione della persona chiamare immediatamente il 118. “Da oggi a mercoledì – resta altissima l’allerta per tutti i servizi di assistenza per gli anziani con massima attenzione alle persone più fragili”, afferma l’assessore alle Politiche sociali. Il numero verde è attivo tutto il giorno e gli operatori sono pronti a predisporre interventi a domicilio e teleassistenza. Chiediamo a tutti, vicini, familiari e conoscenti di segnalarci anziani o persone con disabilità, che vivono soli e che a causa del gran caldo potrebbero avere bisogno di aiuto”.

L’ UNICEF pronto per il tifone “Maysak/Chedeng”

Previsto sulle Filippine nel weekend di Pasqua l’evento meteorologico metterà a serio rischio la popolazione sulla costa orientale di Luzon

SHGMSVSWRoma, 3 aprile  – Il super tifone Maysak (nome locale Chedeng) è entrato nell’Aria di Responsabilità delle Filippine ed è previsto che si abbatta  sulla costa orientale di Luzon nel weekend. “L’UNICEF è pronto a supportare il governo con aiuti di emergenza preposizionati  dai nostri centri per gli aiuti a Manila, Tacloban e Cotabato una volta che l’emergenza è in atto. In occasioni di disastri, i bambini devono affrontare il rischio di scoppi di malattie, malnutrizioni, violenza e interruzione delle lezioni scolastiche. La nostra priorità è di assicurare  che i bambini, i loro diritti e il loro benessere siano protetti prima e dopo i disastri”, ha dichiarato Lotta Sylwander, Rappresentante UNICEF nelle Filippine. L’UNICEF ha preposizionato aiuti di base che comprendono: kit idrici ed igienici, unità di purificazione dell’acqua, tende- scuole, materiale scolastico per studenti e insegnanti, tende per spazi a misura di bambino, scorte mediche, alimenti terapeutici per combattere la malnutrizione, sali per la reidratazione orale, teloni e generatori utili per almeno 10.000 famiglie. Lo Staff dell’UNICE è pronto ad entrare in azione non appena le condizioni per viaggiare saranno sicure. L’UNICEF, con il Governo delle Filippine ha predisposto una risposta congiunta nell’area per i settori di intervento che comprendono: acqua, servizi Igienico-sanitari, nutrizione e protezione dell’Infanzia. Secondo gli ultimi aggiornamenti del PAGASA, il centro meteo del paese, Maysak  ha venti che vanno ad una velocità massima di 175 km/h e raffiche che arrivano fino a 210 km/h, facendolo rientrare nella Categoria 2 dei Tifoni . La potenza di questo tifone è leggermente diminuita rispetto ai venti registrati precedentemente a 215 km/h. Secondo le ultime previsioni Maysak si abbatterà sulla costa orientale delle provincie di Aurora e Isabela nella sera del 5 aprile. Il Governo delle Filippine ha anche lanciato un ‘allerta per possibili mareggiate con onde alte fino a quattro metri sull’area della costa orientale delle regioni di Samar e Bicol, così come nelle province di Aurora e Quezon.

Bruxelles : Allarme bomba rientrato

Sono stati tre in una sola giornata gli episodi di allerta antiterrorismo a Bruxelles

Di Cap

 

img1024-700_dettaglio2_europarlamentoRoma, 2 febbraio – “Ci hanno fatto evacuare ufficio ora. Sospetta autobomba in strada. Pieno di polizia. Sto bene “. Con queste parole una funzionaria del parlamento europeo  rassicurava oggi i suoi familiari in Italia, mentre viveva insieme ai suoi colleghi attimi di reale paura e fasi concitate durante lo sgombro degli uffici del Parlamento europeo. Era infatti metà mattinata quando scattava il secondo allarme bomba di una giornata che alla fine ne avrebbe contati tre. Il primo alle 10.30 all’ambasciata americana mentre l’ultimo vedeva coinvolto il Palazzo di giustizia . Minimo comune denominatore  un’auto sospetta, dinanzi a tutti e tre i siti, che ha attirato l’attenzione della sicurezza, con l’aggravante della rivendicazione di un uomo che si dichiarava armato e in possesso di esplosivi. Come da prassi sono partite le procedure anti terroristiche , particolarmente in allerta  dopo lo smantellamento della cellula terroristica di Verviers, e sono stati inviati sul posto gli artificieri . La giornata di oggi rafforza la scelta del Governo belga di alzare il livello di allerta antiterrorismo a “ Grave “. Scelta condivisa anche dal Parlamento Ue che ha portato da bianco a giallo il proprio livello di attenzione ed è per questo che a Bruxelles ogni obiettivo “sensibile” è, da due settimane, presidiato da uomini delle forze dell’ordine speciali belghe .

 

Milano, temperature sotto zero. Allerta del Comune per i senza tetto

Assessore Majorino: “Da stanotte massima attenzione su chi ancora dorme per strada. Aiutateci segnalando al Centro Aiuto chi si trova in difficoltà”

di Ram

420774_senzatetto freddoMilano, 25  gennaio  –  Servizi per i senzatetto allertati. Da stanotte è previsto un brusco abbassamento della temperatura minima che potrebbe raggiungere livelli sotto zero. Proprio per aiutare le persone che finora hanno rifiutato l’accoglienza nei ricoveri e dormono ancora per strada, o quelli che ancora non conoscono i nostri servizi, gli operatori del Comune e del Terzo settore intensificheranno la presenza delle unità mobili diurne e notturne. Gli operatori assisteranno i senzatetto distribuendo bevande calde, coperte termiche, kit antigelo e sacchi a pelo, contattando se necessario il 118. La speranza è di convincere gli ‘irriducibili” ad accettare la sistemazione in un ricovero almeno per le notti più fredde.
Il Centro Aiuto della Stazione di via Ferrante Aporti 3 (angolo viale Brianza) rimarrà aperto anche oggi è nei prossimi giorni fino a mezzanotte per coordinare le attività degli operatori, per registrare e inviare nei ricoveri della città chi ancora non ha un posto. Invitiamo chiunque si trovi in difficoltà a rivolgersi agli operatori del Centro Aiuto o alle unità mobili.
“In queste notti freddissime, le più difficili per i senzatetto, chiediamo a tutti i cittadini che vedono o conoscono persone in difficoltà di fare una segnalazione chiamando il Centro Aiuto”, dice l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. “Conosciamo circa cinquecento persone che nelle ultime settimane hanno dormito per strada, ma potrebbero esserci altri senzatetto che ancora non abbiamo incontrato e che senza aiuto potrebbero trovarsi in difficoltà. Una segnalazione potrebbe salvar loro la vita consentendo l’intervento tempestivo delle unità mobili. Spesso le persone non conoscono i nostri servizi e noi non conosciamo loro e per questo sono più vulnerabili. ”.Il Centro Aiuto della Stazione Centrale è aperto tutti i giorni con orario prolungato dalle 8.30 alle 24 (il sabato e la domenica dalle 9).
Per le segnalazioni è possibile chiamare questi numeri: 02/88447643 – 02/88447646 – 02/88447647 – 02/88447648 – 02/88447649.
Per chi tra i senzatetto sceglie di rimanere per strada, non accettando l’accoglienza offerta in una struttura, l’assistenza è portata ogni notte dagli operatori e dai volontari che distribuiscono coperte, sacchi a pelo e bevande calde. Le attività sono svolte in collaborazione con i mezzi del 118.

UNICEF: ancora alta l’allerta Ebola nei paesi dell’Africa occidentale

 Nuovi casi di Ebola in Mali e continuo aumento di casi in Sierra Leone

ebolaRoma, 21 novembre  – Con nuovi casi di Ebola in Mali e il continuo aumento di casi in Sierra Leone, l’UNICEF sta ampliando i suoi sforzi per aiutare gli altri paesi a rischio dell’Africa Occidentale a prepararsi a potenziali epidemie. “I nuovi casi in Mali ci ricordano che nessun paese nella regione è immune all’Ebola”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale UNICEF in Africa Occidentale e Centrale. “ Non possiamo aspettare che si verifichino nuovi casi nei paesi a rischio prima di procedere con azioni concrete. Dobbiamo aiutare le comunità oggi a prepararsi ad eventuali casi di contagio, quando e ovunque avverranno.” Negli ultimi mesi, l’UNICEF ha lavorato con tutti i paesi dell’Africa Occidentale e Centrale per rivedere i piani di prevenzione e di preparazione. Nei 13 paesi maggiormente a rischio ci si è concentrati sulla lotta alla diffusione di false credenze, sulla condivisione di informazioni salva vita e sulla preparazione di rifornimenti come materassi, sapone, gel idroalcolici, candeggina, secchi, termometri laser, guanti, pacchetti per malattie diarroiche, siringhe, tendoni e tende. In Mali, un Centro per la cura dell’Ebola a Bamako è già operativo, mentre altre strutture sanitarie, in particolare nelle aree di confine, sono state dotate di ulteriori forniture di acqua e servizi igienico sanitari. Nella capitale Bamako, 77 stazioni per autobus sono state dotate di materiali per la pulizia delle mani. In Costa d’Avorio, che confina con Guinea, Liberia e Mali, campagne di informazione di massa sono in corso, mentre nelle comunità gli operatori sociali stanno promuovendo comportamenti corretti attraverso l’informazione porta a porta. L’UNICEF sta lavorando con le comunità e i leader religiosi e sta organizzando sessioni di informazione sulle buone pratiche igieniche in oltre 1.000 scuole nelle regioni di confine. In Guinea Bissau, circa 10.000 operatori sanitari, insegnanti e opinion  leader riceveranno informazioni e verranno formati sull’Ebola. In Benin, 50 stazioni radio locali stanno trasmettendo messaggi sull’Ebola nelle 8 lingue principali e una campagna di coinvolgimento della comunità  sta per partire attraverso un network di oltre 2.000 promoters sociosanitari. I 13 paesi maggiormente a rischio Ebola sono: Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Mali, Mauritania, Nigeria, Senegal e Togo.

“Emergenza Ebola”: è possibile effettuare donazioni tramite il sito: www.unicef.it.

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