A RiminiWellness 2016 i nuovi trend del cibo per gli sportivi

Con FoodWell Expo, l’evento nella fiera dedicato all’alimentazione buona e sana per chi ha una vita in movimento. Grandi aziende e le tendenze 2016

 

 

Wellness2015_Food_Well_ZANI2136Rimini, 18  maggio 2016 – Per Food Well Expo, a RiminiWellness dal 2 al 5 giugno prossimi, è l’anno della frutta! Soprattutto secca ma anche fresca, colorata e ricca di nutrienti e minerali essenziali per l’organismo. Tante saranno le aziende protagoniste specializzate nell’innovazione in ambito alimentare che porteranno a FOODWELL Expo grandi anteprime e curiose novità. L’evento nella fiera dedicato al mangiar bene per una vita in movimento è pronta ad accogliere Nucis, l’Associazione che raggruppa le aziende della frutta secca ed essiccata che presenterà al pubblico degli sportivi il proprio progetto di informazione ed educazione nutrizionale “Frutta Secca è Benessere”;  Eurofood, il gruppo che dal 1970 distribuisce in esclusiva per l’Italia le migliori specialità gastronomiche da tutto il mondo,Noberasco, storica realtà familiare ligure, leader in Italia nel settore della frutta secca e disidratata grazie all’expertise maturata in oltre un secolo di passione, entusiasmo e innovazione continua; ma anche WheyCream, che a FOODWELL rappresenterà una grande innovazione: il gelato per lo sportivo. E poi tanti nomi noti dell’universo alimentare: da Parmalat con Santal, a Saclà, Fiberpasta, Fiori di Loto e così via. Torna anche Fruit&Veg Fantasy Show, un’area che sotto l’egida di Macfrut ospiterà altri grandi aziende che si concentreranno su una cucina fresca e salutare, tra show cooking e assaggi colorati a base di frutta e ortaggi grazie alle mani esperte delle aziende di settore (DimmidiSì – La Linea Verde; OrtoRomi  – Insal’Arte; Solarelli; Jingold; Dole; Vog –  Marlene; Valfrutta). E poi tanti convegni ed appuntamenti con esperti, come quelli del Comitato Tecnico-Scientifico e Domenico Dagostino, lo chef ufficiale di FOODWELL Expo, tutti pronti a dispensare consigli, tenere lezioni e dimostrazioni, impartire ricette e stili di vita, creare momenti di networking e condivisione. Saranno anche trattati concetti legati ai pasti “on the move”, in the street, sul posto o in auto e illustrati gli alimenti più consoni per la cosiddetta silver generation. E poi, per la prima volta verrà riconosciuto un vero e proprio premio, il FoodWell Award, un riconoscimento per quei prodotti che si distinguono in funzionalità e aderenza rispetto alle esigenze dell’attuale mercato “on the move”. E’ la menzione particolare che Rimini Fiera assieme alla redazione di Alimenti Funzionali (media partner dell’evento) attribuirà ai prodotti più innovativi, trendy e in linea con le peculiarità di FOODWELL Expo.

Michael culinario

Francesca e Alberto Gregori, autori del libro “You&me And Sold-out” dedicato al Re del Pop, in occasione della presentazione dell’operetta che avverrà a Roma  hanno raccolto le testimonianze dei numerosi fans italiani di Michael Jackson riguardo alle sue abitudini alimentari e hanno inoltre intervistato la Colf che lavorò per la star a Neverland negli anni ’90

michael alla cena a lume di candelaRoma, 21 gennaio – Michael Jackson è stato sicuramente sempre abituato a pranzare e cenare in palazzi o ristoranti di lusso, si è comunque dimostrato  un appassionato di cucina “veloce”,in particolare il pollo KFC,che consumava ad ogni pasto, colazione inclusa nonostante queste fossero in generale molto leggere: succo d’arancia fresco, uova strapazzate e pane tostato integrale senza burro. Alle volte degustava mais, focaccine da thè, marmellata di fragole,ciambelle di grano dietetiche e formaggio cremoso dietetico;oltre che frutta tagliata e preparata o intera come uva,mele,arance e banane. A pranzo amava,oltre il già citato pollo,purè di patate,sugo di carne,pannocchie di patate e altrettanto a cena; raramente chiedeva un dessert,in questi casi sceglieva gelato alla vaniglia. Amava molto le mentine, le caramelle gommose oltre a bomboloni glassati,gelatine e biscotti,il Tiramisù era in assoluto il suo dolce preferito. Nel settembre 1987, in occasione del lancio del Bad tour in Giappone, Michael Jackson aveva assunto un cuoco giapponese,ogni giorno lo faceva scoprire nuove  specialità. In seguito a queste esperienze culinarie, uno dei piatti favoriti  di Michael diventò il sushi. In un periodo della sua vita, aveva scelto di non mangiare la Domenica. Per mantenere la linea? Convinzione religiosa? No!” “Io digiuno ogni Domenica, non mangio niente, mi nutro di succhi di frutta. Pulisce il sistema digestivo, è fantastico. Dobbiamo prestare particolare attenzione al colon e al  retto, che funzionano come la valvola di flusso del corpo. L’interno deve essere pulito con la stessa cura della parte esterna di noi stessi. “(Michael Jackson, 1980). Michael era sempre pronto a mangiare cucina araba e messicana. I suoi due piatti preferiti erano le enchiladas con salsa piccante e tofu kebab con couscous e salsa marocchina,ma amava anche il cibo italiano e dopo un concerto effettuato nel nostro paese, si fece portare in hotel una grossa pizza fatta apposta per lui in una delle nostre pizzerie! Lungo tutta la “Bad-era”,1987-1989, il cantante decise di seguire una dieta vegetariana, mentre nel 1993 si prestò a scrivere la prefazione per un libro di cucina dedicato ai bambini dal titolo “Pigtails and frog legs”,nel quale viene ricordato il tema della canzone,della poesie e della carità “Heal the world” che rappresenta il punto centrale della sua ricerca nel libro menzionato. le bevande favorite di Michael Jackson erano Gatorade all’arancia, che lo aiutavano a restare idratato quando doveva svolgere attività fisica intensa, ad esempio in un concerto e il 7Up (limonata) oltre ai succhi di frutta in particolare quello di carota, acque francesi (tra cui Evian e Perrier) e Orange Crush (aranciata). Per lungo tempo, è stato riferito che Jackson non consumare bevande alcoliche ed era stato persino soprannominato dai giornalisti  “l’uomo che beve solo acqua.” Infatti, il cantante solo di tanto in tanto sorseggiava vino bianco. Ci è stato riportato che la star, fu un assiduo frequentatore del ristorante messicano “El Cholo” di Santa  Monica e degli“Ivy restaurant” sempre di Santa Monica e di Los Angeles che “bazzicò” con altre celebrità di grande spessore. Quest’ ultime indiscrezioni, ci sono giunte da Silvia Bufarini, una donna che segue michael da 34 anni e non solo dal punto di vista musicale,  ma come essere umano e che collabora e organizza eventi a scopo benefico a suo nome con tante associazioni e gruppi presenti in Italia; proprio attraverso Silvia, abbiamo avuto l’onore di essere messi in contatto con colei che lavorò come domestica a Neverland nel corso degli anni ’90, periodo di grande splendore e successo della popstar e che ha accettato di soddisfare alcune nostre curiosità.

INTERVISTA  A JUDI BRISSE

La Colf che lavorò per Michael Jackson nella sua casa a Neverland

  1. Michael amava maggiormente il cibo dolce o quello salato?

 Non sono sicura se Michael preferisse il cibo dolce o quello salato; l’ho visto comunque sempre avere una dieta molto ben bilanciata.

 

  1. Quando era in tour, andava spesso fuori a cena o preferiva mangiare a casa?

 

Non so quello che Michael faceva in tour,so solo che amava mangiare a casa quando era a Neverland.

 

  1. Amava pranzare e cenare con amici ed artisti?

 

Credo che a Michael piacesse mangiare con artisti o amici,ma non lo so con certezza.

 

  1. Che rapporti aveva con i suoi cuochi e con la cucina in generale? Ha mai provato a cucinare qualche prelibatezza?

 

Non ho mai visto Michael cimentarsi ai fornelli nella cucina di Neverland; lui ha sempre avuto un ottimo rapporto con i suoi cuochi.

 

  1. Qual’era il tipo di cucina preferita da Michael ?

 

Michael prediligeva soprattutto il cibo messicano.

 

  1. Che rapporti aveva con il suo staff ? E con te nello specifico ?

 

Lui ha sempre avuto ottimi rapporti con tutti coloro che lavoravano per lui. E’ sempre stato cordiale e gentile con me. Ci è stato detto di non interagire troppo con lui, per mantenere intatta la sua privacy. Lui sembrava apprezzare ogni rapporto con il proprio staff, se e quando era necessario.

Io amavo il mio “Boss”.

 

Latte di capra veneto, la scelta del caseificio Tomasoni

Il Caseificio Tomasoni, da 60 anni punto di riferimento per la produzione artigianale di formaggi freschi e stracchini, negli ultimi tre anni ha deciso di investire sempre di più nei prodotti a latte di capra. 

Paola-Moreno-e-Nicoletta-Tomasoni2Treviso, 19 gennaio – Solo latte di capra proveniente da una decina di allevamenti selezionati della zona del trevigiano. È questo il segreto dei formaggi caprini prodotti dal veneto Caseificio Tomasoni, realtà affermata nel panorama lattiero-caseario italiano e che da oltre 60 anni produce stracchini e formaggi freschi da tavola. Una sfida quella della famiglia Tomasoni, che nonostante la limitata reperibilità del latte di capra e l’articolata modalità di produzione, ha deciso di investire in nuove tecnologie e di creare una gamma di formaggi caprini che vanno a completare il ventaglio di oltre 30 referenze già proposte al consumatore. Dopo un attento studio e una costante ricerca sulle materie prime di alta qualità, in tre anni il Caseificio Tomasoni ha ampliato la propria produzione arrivando a realizzare oggi cinque diverse referenze a latte caprino. Una scelta dettata anche dalle nuove esigenze dei consumatori, sempre più attenti alla corretta alimentazione e ad uno stile di vita sano ed equilibrato. I formaggi di capra, infatti, oltre ad essere altamente digeribili anche per chi è intollerante al latte vaccino, sono particolarmente indicati nell’alimentazione di bambini e anziani grazie all’alto contenuto di calcio. Inoltre vengono particolarmente apprezzati per il ridotto apporto di calorie, circa 76 kcal per 100 ml di latte e per il minore contenuto di colesterolo rispetto ai formaggi a base di latte vaccino. Tra le referenze più apprezzate dai consumatori, tutte realizzate dal Caseificio Tomasoni con il 100% di latte caprino, spiccano lo Stracchino e il Capriccio di capra, prodotti dal gusto originale ed intenso che rispondono perfettamente all’esigenza di quei consumatori sempre più orientati ad una dieta leggera ma nel contempo ricca di gusto. La gamma dei prodotti di capra comprende anche il Soffio di Capra, una ricottina dolce e delicata e adatta alla preparazione di ricette sia dolci che salate e la Caciotta.

www.caseificiotomasoni.it

Gli ormoni della felicità – il ritorno a Dio

7 regole di base per accelerare la produzione dell’ormone della felicità

di Fiorella Capuano

felicitaRoma, 16 dicembre – Scritto ispirato nel giorno dell’Aquila Galattica Blu, da tutte le donne meravigliose che ho scelto e incontrato nella mia vita, dalle amiche maghe e maestre, dalle sacerdotesse e dee, dalle donne in percorso che ringrazio enormemente, per tutte le donne in cammino. Ognuno di noi ha sogni nel cuore che vorrebbe realizzare. Quando il cuore è in pace, un’immensa gioia si irradia dal nostro centro in ogni direzione. Possiamo avere la sensazione di essere in Paradiso o in un inferno, spaziare in libertà e creatività o sentirci come in una prigione di morte interiore e disperazione.  Se vi dicessi che tutto dipende da noi? Sì, tutto dipende dalle nostre percezioni. E’ dal nostro sentire che si producono gli ormoni della felicità. Ci sono modi, tecniche, conoscenze che attivano e generano gli ormoni della felicità. Principi esoterici e alchemici descrivono modalità di trasformazione dell’energia da entropica distruttiva a sincronica e creativa. Proviamo a tirar giù sinteticamente 7 regole di base per accelerare la produzione dell’ormone della felicità:

1 – l’ABC della buona educazione. Gentilezza, cortesia, rispetto, gratitudine sono solo una piccola manciata di buone abitudini che dovrebbero essere assodate, mentre invece, presi dal turbinio della vita, si finisce spesso per dimenticare questi principi di base anche nei confronti dei propri conviventi. La prima regola è associata ad un’alimentazione sana per il corpo con l’assunzione di integratori alimentari e/o rimedi e all’astinenza di fattori di intossicazione.

2 – Rispettare i cicli. Tutta l’esistenza è costituita da cicli di apertura e chiusura, quando li rispettiamo è verificabile istantaneamente un aumento della felicità perchè tutto fluisce in abbondanza fiammeggiante, il cuore lo sente come un ritorno d’onda di gioia e amore. Viceversa quando si posticipa, non si è tempestivi, si tentenna nelle cose o con le persone, siamo preda di interferenze di ogni tipo. Quando ricevi qualcosa di bello devi istantaneamente mostrare gratitudine con un gesto di maggior intensità e generosità di quello che stavi pensando perchè c’è sempre una ricompensa cosmica pronta a benedire i tuoi pensieri e le tue azioni. Siamo qui per ascendere come Dei. La vita è il rituale! Questa seconda buona regola è associata al movimento corporeo. Lo yoga, il qi kong, la danza, etc. sono tutte forme di tonificazione del corpo che creano anche elasticità e prontezza di riflessi.

3 – Vivere i propri talenti. Significa avere chiaro quello per cui siamo qui. Possiamo pescare in quello che da bambini pensavamo di voler fare da grandi…la coscienza del bambino non sbaglia. Appena abbiamo scoperto quello che ci da gioia fare, è bello offrirlo agli altri in forma di altruistica entusiastica emanazione, in un’onda di polarità ricevente, cioè in quel continuo scambio vitale, com’è in natura. Si tratta di una nutriente alternanza di energia, proprio come la corrente elettrica, di un incessante fluire energetico di scambio che si accresce di continuo. Quando qualcuno blocca questo fluire si sente e produce un’entropia, un arresto dal punto di vista cosmico di tutte le benedizioni pronte a calare per noi nel piano tridimensionale. Quando operiamo nella manchevolezza verso il nostro prossimo, questo diventa facilmente vampirismo energetico che crea disordine e sofferenza. Viceversa quando fluiamo con entusiasmo ed amorevole gratitudine, il ritorno è immediato diventa come un propulsore energetico che accresce i doni più grandi che l’universo ha per noi. Anche qui il cuore lo sente e si vive uno stato di pre-estasi. L’azione connessa a questo terzo livello è la meditazione. Vivere lo stato di meditazione è vitale per tutto il nostro essere se vogliamo realmente la felicità di tutte le creature noi incluse.

4 – Previgenza, chiaro-udienza. Nello stato di meditazione pura tutti i nostri sensi si accelerano, si entra in uno stato di visione e sentire espansi. In tal caso si è chiamati a compiere servizi umanitari in coordinamento con l’espansione di coscienza. Diventiamo un tutto con l’universo, connessi con le forze angeliche per attuare programmi angelici. Lo vediamo perchè ci è consentito di lavorare per un ordine sublime i cui proventi sono ben maggiori di quelli puramente materiali. Tutto ci è dato in abbondanza. Ogni nostro desiderio non è più personale ed è sigillato da un ordine superiore che ci offre sempre nuove e più grandi opportunità per rendere agevole il nostro servizio più elevato. Questo quarto livello è associato con l’abilità di trasmettere energia positiva e insegnamenti che mirano al benessere e all’equilibrio.

5 – Irradiare coscienza. In questo stadio si espande il proprio campo energetico, la propria esperienza si orienta verso nuovi modelli, attraverso gruppi di azione coordinata dando la possibilità anche ad altri di ricevere la formazione dell’iniziato. Milarepa dovette girare l’India in lungo e in largo per trovare un solo discepolo degno dei suoi insegnamenti. Oggi è diverso, tutto e tutti sono nostri maestri. Questo crea campi di risonanza multipla che si espandono in una benedizione che può comprendere paesi, regioni, stati, mondi e dimensioni. Il lavoro qui diventa enorme perchè si devono neutralizzare campi di contrasto immensi che hanno a che fare con forme pensiero diaboliche e distruttive. Il riscontro è immediato, larghe zone intorno a centri di protezione divina si espandono. Tutti coloro che rimangono allacciati a frequenze distruttive periscono velocemente, mentre chi risuona con le frequenze alte e benefiche significa che è sincronicamente pronto e subisce un’accelerazione di crescita spirituale. Cominciano ad arrivare aiutanti e collaboratori, fratelli di luce in risonanza. In tal caso è possibile qualsiasi guarigione dell’anima e del corpo fisico.

6 – Mantenere il Ritmo. La coscienza continua può creare momenti d’estasi pura, mantenere costante e permanente questo livello di sensazione richiede un cuore puro, libero da ogni memoria di sofferenza personale. Solo così si entra nel proprio progetto creativo universale dove tutto quello che accade di meraviglioso nella nostra vita è frutto di una perfetta creazione superiore di cui siamo parte omniscenti e co-creatori devozionali di un solo proposito divino. La nostra personalità è dissolta, non desideriamo e vogliamo null’altro che servire i comandi cosmici del piano divino. Tutto ci è dato prima ancora di pensarlo realmente, tutto arriva in una sorta di dono orgasmico che indica sempre la direzione giusta da prendere. Questo livello è associato a meditazioni telepatiche planetarie con equipe di navi di anime in azione.

7 – Risonanza Cosmica. La risonanza cosmica accade quando più persone della stessa sensibilità evolutiva si uniscono in cooperazione. Ce ne accorgiamo perchè arrivano aiutanti della nostra stessa percezione e potere realizzato. Tutto si muove in un’onda di benedizione multipla e di ascensione collettiva. Si chiama il livello puro della gioia permanente in cui tutti gli esseri stanno bene e felici, tutte le nostre relazioni sono in pace. Tutto si muove secondo il piano divino. Tutto è un multiplo orgasmo sensoriale in armonia con tutti gli universi e dimensioni. Associato a questo settimo livello di coscienza è l’Ordine Sincronico puro che mette in pratica progetti terrestri per il bene planetario. Questo è realizzare il Paradiso in Terra, la somma felicità, il ritorno a Dio.

Con immenso amore.

Fiorella M. Capuano

RIMINIWELLNESS 2016: l’energia scalda i muscoli

L’undicesima edizione della più grande kermesse di fitness e benessere annuncia le date: dal 2 al 5 giugno a Rimini Fiera e sulla Riviera romagnola.

ph.LucaToniRimini, 2 dicembre – RIMINIWELLNESS scalda i muscoli per un’edizione che si preannuncia altamente adrenalinica, a Rimini Fiera e sulla riviera romagnola, dal 2 al 5 giugno prossimi. Un’edizione sempre più internazionale, sempre più orientata al business, con anteprime mondiali e l’esaltazione del rapporto tra alimentazione ed allenamento con un’intera area dedicata Food Well Expo nata due edizioni fa con il coinvolgimento dei più famosi ricercatori nutrizionisti e che oggi può annoverare importanti followers, tra i quali food blogger top e noti professionisti del vivere e mangiare bene per tenersi in forma. A RiminiWellness si daranno appuntamento le più importanti aziende in ambito fitness e benessere, qui si stabiliranno i nuovi trend del business del divertimento, si attiveranno i più acclamati presenter nazionali e internazionali per entusiasmare ed allenare l’attivissimo pubblico proveniente da tutto il mondo. Sono inoltre attesi, come ogni anno, protagonisti dello spettacolo e atleti professionisti, tutti attenti alla forma fisica e al proprio rapporto con il benessere. Dunque un incredibile mix di divertimento, sport, fitness e benessere, che nella scorsa edizione decretò lo straordinario successo di pubblico di oltre 260.000 visitatori con una visibilità mediatica pari a 233 milioni di contatti. RiminiWellness 2016 occuperà tutto il quartiere espositivo: 16 i padiglioni attivi dove respirare energia a 360 gradi, con 50 palchi e un totale di oltre 400 aziende tra dirette e rappresentate, attive nelle diverse anime del vivere bene e in armonia con il proprio corpo e con l’ambiente: fitness, benessere, danza & sport fashion, turismo wellness, contract & design. Riconfermate, e in crescita, le sezioni Riabilitec, dedicata alla riabilitazione, e Rimini Steel, incentrata sulle arti marziali e da combattimento. Dice Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera: “RiminiWellness è riconosciuto come evento leader del settore, con una valenza internazionale in continua crescita. Per il 2016 prevediamo ulteriori margini di sviluppo, senza precedenti in termini di pubblico straniero, professionale e appassionato. Le due anime B2B e B2C convivono armonicamente, sviluppando una formula unica di grande successo, sia per il business degli operatori, sia per lo sportivo e il grande pubblico”. Per il prossimo anno viene infatti riconfermato il format vincente con l’area W-PRO, studiata per il pubblico professionale e quella W-FUN, per il pubblico degli appassionati. Di particolare impatto la nuova immagine 2016. Colorata, seducente, piena di vitalità. Un visual esplosivo in linea con la tagline Energy Revolution. “La molteplicità della gamma di colori presenti sullo sfondo – spiega Matteo Fantinelli di Hoop Communication – rappresenta bene l’ampiezza dell’offerta espositiva di una fiera che coinvolge oggi i macrosettori con un altissimo livello di specializzazione. La nuova comunicazione simboleggia innovazione e apertura alle nuove tendenze”. Un’immagine che trasmette entusiasmo e passione, l’espressione di una fiera che, oltre a offrire eccellenza e professionalità, vuole conquistare il cuore dei partecipanti attraverso il suo approccio dinamico, “on stage”. La kermesse resterà aperta dalle 9.30 alle 19.00 e sarà operativa la stazione ferroviaria interna di Rimini Fiera, con 16 treni speciali ogni giorno per una raggiungibilità immediata del quartiere fieristico.

UNICEF ad EXPO 2015: al via i laboratori per i bambini sulla sana e corretta alimentazione

La presenza dell’UNICEF a EXPO 2015 si propone di sollecitare riflessioni e azioni per garantire a tutti i bambini del mondo una sana nutrizione e uno sviluppo armonico.

NYHQ2014-0601_PhelpsMilano, 2 luglio – L’UNICEF Italia lancia (da ieri fino al 16 luglio) ad EXPO 2015- Palazzo Italia i laboratori per i bambini e gli adolescenti sulla sana e corretta alimentazione. Nei laboratori sono previste attività ludiche per le diverse fascia d’età, alcune delle quali dedicate alla Pigotta, la popolare bambola di pezza che può salvare la vita di un bambino. “La presenza dell’UNICEF a EXPO 2015 si propone di sollecitare riflessioni e azioni per garantire a tutti i bambini del mondo una sana nutrizione e uno sviluppo armonico. Riteniamo che EXPO 2015 possa essere un momento cruciale per ridefinire e rilanciare strategie efficaci, garantendo politiche centrate sull’equità per i bambini. Oggi vogliamo ribadire l’impegno dell’UNICEF nella lotta alla povertà e alla malnutrizione per garantire l’assistenza sanitaria e la corretta alimentazione, promuovere l’istruzione delle bambine e delle donne nel mondo e favorire corretti stili di vita per il benessere dei bambini, anche nei cosiddetti paesi ricchi come il nostro” ha ricordato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. Ecco le attività previste nei Laboratori UNICEF ad EXPO 2015:

 Per i bambini più piccoli sono previste due attività: “Disegna  la tua Pigotta”, per scoprire chi è la Pigotta e “Giochiamo con la Pigotta” per imparare quale è il modo corretto di alimentarsi.

– Per i ragazzi di età superiore agli 11 anni: sono previste altre due attività: “Nutriamoci”, un gioco basto sulle conseguenze logiche e “Diventa operatore UNICEF contro la malnutrizione”, in cui ai ragazzi più grandi viene chiesto – anche con l’aiuto di tessere- di “diventare staff  UNICEF sul campo per un giorno” e lavorare per impostare un piano virtuale per aiutare bambini che soffrono di malnutrizione.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Progetto Scuole EXPO 2015. Dopo questo primo periodo, i laboratori riprenderanno dal 9 al 24 ottobre. Grazie alla collaborazione di tanti volontari dei comitati locali UNICEF, verrà allestito uno stand UNICEF dedicato all’iniziativa della Pigotta. Speciali Pigotte dell’UNICEF inoltre saranno messe in mostra su un grande albero, di nome “Alberto”, messo gentilmente a disposizione da CASAMANIA. L’UNICEF Italia – presente e attivo nel UN-TEAM-EXPO – ha in programma una serie di iniziative che culmineranno nel mese di ottobre; tra queste: il Convegno internazionale presso il Padiglione Italia “0 to 10 Feeding-UNICEF. Da 0 a 10 anni UNICEF tra nutrizione e malnutrizione” (il 5 ottobre); i risultati di un progetto-pilota nelle scuole sulla sana e corretta alimentazione; la mobilitazione di piazza con i volontari UNICEF (3-4 ottobre); la presenza a EXPO Aquae Venezia 2015, l’unico  padiglione satellite di EXPO Milano 2015, promosso da Expo Venice e dedicato all’acqua.

‘La Tavola Italiana’, una grande sfida che punta sulle cinque A dell’eccellenza italiana

Alimentazione, Agricoltura, Ambiente, Artigianato, Arte: è questa la ricetta per ottenere  prodotti unici al mondo

 

interni_ripreseMilano, 19 aprile – Giovedì 23 aprile dalle ore 17.30 presso Villa San Carlo Borromeo di Senago, verrà presentata, alla stampa e a rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, l’Associazione La Tavola Italiana. Inserendosi nel vivo e ampio dibattito generato da Expo 2015, La Tavola Italiana intende aggiungere un importante contributo, valorizzando la filiera che dal seme fino alla tavola genera la qualità dei nostri prodotti. Solo la conoscenza di questa filiera può garantirne la tutela e la continuità di una tradizione millenaria  e  far riscoprire la ricchezza dei frutti della terra e dell’ingegno italiano. Il progetto di Tavola Italiana  si basa su cinque pilastri fondanti: agricoltura, alimentazione, ambiente, artigianato e arte per la prima volta fusi, in un unico percorso, per raccontarci qual è l’origine del nostro cibo e che cosa  gli garantisce la sua unicità. “Anche il cibo è una forma d’arte. Come tutte le opere d’arte nasce da un passato e guarda al futuro. Con questo progetto intendiamo sensibilizzare sul fatto che solo tutelando il territorio, avendo cura dell’ambiente, delle tradizioni e della storia che accompagna un determinato prodotto possiamo farne comprendere il valore”. Racconta l’Ing. Stefano Goracci, fondatore dell’associazione La Tavola Italiana. Durante l’evento, gli invitati saranno protagonisti di un viaggio che li porterà a scoprire i sapori, i colori, le tradizioni culturali e artistiche di cui è ricca l’Italia.  Prodotti d’eccellenza della svariate tradizioni regionali trovano ampia descrizioni nel documentario Ricchezza. La Tavola Italiana di Claudio Viola. “Con la realizzazione di questo documentario spero di aver contribuito ad arricchire il patrimonio culturale del cibo italiano inteso come storia, arte, tradizione, eccellenze enogastronomiche da scoprire e valorizzare. Si tratta di un prodotto originale che racconta in modo non convenzionale la ricchezza dell’agroalimentare e dell’artigianato del territorio italiano”. Racconta Claudio Viola, autore e regista del documentario .L’evento sarà anche un’occasione per degustare le golose specialità enogastronomiche frutto del percorso di ricerca della Tavola Italiana.” Attraverso l’associazione non vogliamo limitarci a parlare della qualità del cibo ma far conoscere quello che sta dietro alla produzione e cosa dobbiamo conservare e tutelare per far sì che la nostra eccellenza duri nel tempo” aggiunge il fondatore e conclude “ Questo evento rappresenta il battesimo delle attività di un’Associazione che intende valorizzare le risorse agroalimentari locali attraverso un programma di eventi per la promozione delle stesse risorse”.Durante il periodo di EXPO 2015, in particolare, dal 1 giugno al 31 ottobre 2015, l’Associazione proporrà ai delegati dei vari paesi stranieri ospiti di EXPO e a un pubblico cosmopolita, estimatore di prodotti enogastronomici made in Italy, una vasta gamma di prodotti DOP, IGP, DOC, DOCG e di specialità regionali. Sul sito dell’associazione www.latavolaitaliana.org verranno proposte le date degli eventi che si terranno dalle ore 18 alle ore 22 in uno spazio esclusivo dall’atmosfera rilassante in cui lo sguardo si perde sul Duomo e sullo sky line milanese: un nuovissimo roof garden presso la sede dall’Associazione in Corso di Porta Vittoria 18 a Milano. Gli appuntamenti enogastronomici si articoleranno in tre fasi: illustrazione degli ingredienti e dei prodotti tipici italiani, preparazione di piatti a base degli stessi prodotti elaborati da chef provenienti dai territori di origine e degustazioni dei piatti e dei prodotti accompagnate dall’illustrazione delle loro proprietà alimentari, gustative e salutistiche. La maggior parte di questi eventi verranno svolti in collaborazione con i Gruppi di Azione Locali (GAL) e con i Gruppi di Azione Costieri (GAC) delle Regioni che hanno ospitato le riprese del documentario (Sicilia, Puglia, Basilicata, Sardegna, Lazio, Toscana, Lombardia). Nel stesso periodo presso la sede dell’Associazione saranno esposti il quadro “La Tavola Italiana” di Jerry Ross e la scultura: “La Tavola Italiana” di Giovanni Smeraldi.

La Tavola Italiana: L’associazione La Tavola Italiana non ha fine di lucro e si propone di porre in essere iniziative nel settore della cultura, del turismo, dell’arte, della gastronomia e dell’artigianato realizzando attività di promozione, divulgazione, studio e ricerca volte alla valorizzazione ed alla diffusione delle pratiche agricole, culinarie, artigianali, alimentari, culturali italiane in Italia e nel mondo. Il progetto de La Tavola Italiana  si basa su cinque pilastri fondanti: agricoltura, alimentazione, ambiente, artigianato e arte per la prima volta fusi, in un unico percorso, per raccontare qual è l’origine del nostro cibo e che cosa  gli garantisce la sua unicità. L’associazione ha come obiettivo quello di promuovere nei suoi sostenitori un nuovo modo di intendere la tavola italiana, sviluppando la consapevolezza degli aspetti culturali, artistici, ambientali, artigianali, agroalimentari e salutistici degli alimenti e dei complementi della tavola italiana.

Ricchezza. La Tavola Italiana: Il documentario racconta il valore aggiunto dell’agroalimentare italiano in modo non convenzionale, senza partire dalla cucina o dalla campagna ma partendo da una tavola imbandita, come sintesi della ricchezza prodotta dalla cultura, dalla civiltà, dalle tradizioni, dal clima e dalle differenze del territorio italiano. L’oggetto di questo prodotto cinematografico è quello di riprendere un pranzo, realizzato nella splendida cornice di Villa San Carlo Borromeo, in cui si documenta il patrimonio della tavola italiana attraverso storie e immagini raccontate da sei commensali, rappresentanti dei territori di origine di alcuni dei più famosi prodotti tipici italiani. La particolarità di questo prodotto è il suo essere fuori regola, non convenzionale, diverso dalle procedure “ufficiali” dello standard di riferimento. E’ un documentario straordinario, sorprendente per unicità di forma e sostanza: è il risultato di una sapiente sintesi di esperienze e di gusto. E’ la celebrazione enogastronomica, etica ed estetica, dell’origine dei prodotti e trasferisce allo spettatore il desiderio di entrare a fare parte della filiera produttiva, di valorizzarne l’unicità, la perizia, le tecniche, il territorio e le persone che determinano la genuinità degli alimenti consumati a tavola.

 

 

Expo, Pisapia: “Insieme a Slow Food per un futuro più equo e giusto”

Slow Food ha presentato le iniziative che si rivolgeranno in particolare ai giovani e ai giovani agricoltori in arrivo dall’Italia e dal resto del mondo


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Milano, 22 marzo  – “Slow Food parla alla gente di tutto il mondo di sana alimentazione e questo tema, insieme alla tutela della biodiversità e la lotta agli sprechi, è centrale nelle politiche di Milano e di Expo. Oggi a 40 giorni dall’apertura dell’Esposizione Universale, cui parteciperà l’intera popolazione mondiale direttamente sul sito espositivo e a Milano con Expo in Città, Slow Food ha presentato le iniziative che si rivolgeranno in particolare ai giovani e ai giovani agricoltori in arrivo dall’Italia e dal resto del mondo. La loro partecipazione è importante perché Expo Milano 2015 sarà il luogo in cui discutere anche del loro futuro e delle generazioni a venire. Parlare di sana alimentazione, di idee e proposte concrete significa costruire un mondo più sostenibile, più equo e più giusto. Questo sogno può essere realizzato e lo faremo insieme a Slow Food”. Lo ha detto il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia alla presentazione di Terra Madre Giovani – Feed The Planet”. “Expo sarà il punto di partenza, perché qui nasceranno le possibile risposte a partire dalla sicurezza alimentare. Nuove povertà, grandi migrazioni, costi delle materie prime, acqua. Potenziali bombe ad orologeria per nuovi conflitti in un mondo sempre più instabile. Milano sta già lavorando su questi temi per ampliare il dibattito globale durante i sei mesi di Expo e oltre. Penso alla Food Policy di Milano, per una politica alimentare sostenibile e all’Urban Food Policy Pact, il grande Patto che ho proposto ai Sindaci del mondo.  Sarà il primo patto tra città legato all’alimentazione delle metropoli. L’obiettivo comune del Patto dei Sindaci sarà quello di mettere a punto linee guida per Food policy urbane più eque e sostenibili”, ha concluso il Sindaco Pisapia.

 

Milano Expo 2015,Pisapia: “Il patto dei sindaci grande e concreta ereditá”

Food Policy, la  rivoluzione  dell’alimentazione sostenibile parte dalle città del mondo in rete 

di Ram


pisapia_guzzettiMilano, 15 febbraio – “Milano sarà per sei mesi il centro del dibattito mondiale  sulla nutrizione  di  un Pianeta che nel 2050 avrà 9 miliardi di abitanti e che è alla ricerca di uno sviluppo più sostenibile, più giusto.
Expo  consegnerà  al  mondo  una  Carta  sul  cibo  come  patto  tra Stati, Istituzioni internazionali e individui.
Milano,  come  città  di  Expo, va oltre. Si ritaglia un ruolo preciso, che guarda  ben  oltre  il  2015.   Se è vero che il cibo è energia e motore di sviluppo, Milano   ha  proposto  alle  altre metropoli del mondo un “Patto urbano  sulle  politiche  alimentari”  (Urban Food Policy Pact), che i loro Sindaci firmeranno in un grande evento il prossimo ottobre.
Con  32  grandi  metropoli estere e con importanti Istituzioni e Fondazioni internazionali,  del  Nord  e  del  Sud  del Pianeta, da mesi Milano lavora quindi  in rete per mettere a fuoco i contenuti di quello che sarà il primo Patto  tra  città  legato  all’alimentazione dei grandi agglomerati urbani.
Sarà una delle grandi e concrete eredità di Expo 2015”.
Lo  ha  dichiarato  il  Sindaco di Milano Giuliano Pisapia aprendo i lavori della giornata dedicata alle “Idee per Expo, verso la Carta di Milano”.
“Per   una   città   che   vuole   essere   competitiva   nel  mondo  della globalizzazione,  la Food policy – come strumento per la costruzione di una città  intelligente  e  sostenibile  –  è una strada obbligata. Nel “Secolo Urbano”,  saranno  proprio  le  città  a giocare un ruolo strategico per lo sviluppo di buone pratiche in tema di politiche dell’alimentazione e per la loro  diffusione. Oggi più della metà della popolazione mondiale vive nelle città  e  nel 2030 sarà il 60%. Nel mondo globalizzato e delle megalopoli – sempre  più  collegate  in rete per costruire uno sviluppo sostenibile – le grandi  rivoluzioni  partono  a  livello  locale. Le amministrazioni urbane possono  fungere  da  aggregatori  e  guidare  gli  altri  attori in gioco, conciliando  l’impegno dei cittadini con quello del mondo non profit, delle imprese e delle altre istituzioni. Per politiche concrete.
Dal canto suo, Milano lavora alla propria strategia alimentare. Un tassello fondamentale  nella costruzione della sua Smart City, la città intelligente e  sostenibile,  che  dovrà  garantire una qualità di vita migliore ai suoi cittadini  ed essere competitiva nel mondo globale. Un passaggio necessario in  vista  della nascita della Grande Milano, la città metropolitana che si sta  strutturando  e  che  può  essere  proprio  un momento di elaborazione ulteriore  di  politiche  alimentari  sostenibili  ed eque”, ha concluso il Sindaco Pisapia.

 

Milano, prima in Italia introduce piatti bio nelle scuole

Svolta ecologica grazie a Comune e Milano Ristorazione. Assessori Maran e Cappelli a pranzo con i bimbi “testano” i nuovi piatti: 200 mila kg di plastica in meno all’anno
di Ram

16256846299_bc356339f3Milano, 6 febbraio  – Piatti biodegradabili nelle mense scolastiche. Una svolta ecologica per Milano, prima grande città italiana a introdurre in 150 scuole primarie ogni settimana 300 mila piatti compostabili in polpa di cellulosa, derivata dalla canna da zucchero, che vengono riciclati con la raccolta dell’umido. Grazie a questa scelta, saranno 200 mila i chili di plastica che, in un anno scolastico, non saranno più utilizzati sulle tavole dei refettori milanesi. Una decisione che rappresenta un ulteriore passo in avanti per la città di Milano nelle scelte ecosostenibili, per una sempre maggiore riduzione dell’impatto ambientale sulla quotidianità della vita cittadina. Questa mattina gli assessori all’Ambiente Pierfrancesco Maran e all’Educazione Francesco Cappelli, insieme alla presidente della Commissione Educazione Elisabetta Strada, hanno provato i nuovi piatti biodegradabili pranzando con i bambini della scuola primaria di via Vigevano 19. “Con questa iniziativa Milano Ristorazione consente di trasformare ogni pranzo a scuola in un regalo per l’ambiente. – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran -. Ricordiamo che a Milano la raccolta dell’umido in soli due anni ha portato la raccolta differenziata dal 35% al 54% e ha trasformato la nostra città in un esempio virtuoso di gestione dei rifiuti a livello internazionale. In questi giorni nelle scuole è partita anche la raccolta della carta, grazie alla collaborazione con Amsa e Comieco. Sono iniziative importantissime,  che trasformano anche i più piccoli in ambasciatori della corretta raccolta e del rispetto dell’ambiente”. “Una scelta ecologica davvero importante – ha commentato l’assessore all’Educazione Francesco Cappelli – che è stata accolta nelle scuole, da alunni e insegnanti, con entusiasmo e curiosità. I bambini, se ben guidati dagli adulti, sono sempre molto attenti alle tematiche ambientali e si adattano con facilità ai cambiamenti di questo genere”.

 

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