Alessandro Quasimodo Presidente della giuria del Premio Letterario Città di Castello

Una voce qualificata che ha saputo imporsi teatralmente sul palcoscenico del Premio Letterario per dare vita, in modo magistrale, ai ‘mondi’ contenuti nei testi dei vincitori

image001Roma, 23 Aprile – Nel corso degli anni il punto di forza del Premio Letterario Città di Castello è stato rappresentato dalla sua Giuria, composta da famosi intellettuali, letterati e scrittori, nonché illustri personalità del mondo delle spettacolo… Dall’attore e regista Carlo Verdone allo scrittore Valerio Massimo Manfredi, dal giornalista Aldo Forbice alla scrittrice Clara Sereni, dall’attrice Anna Kanakis al cantautore Ron, si sono così succedute tante personalità appassionate di cultura e letteratura, tutte guidate da un obiettivo comune: partecipare attivamente alla promozione di un dialogo culturale e letterario capace di stimolare gli intelletti e muovere la preziosa sensibilità di un pubblico sempre più vasto verso la scrittura. Fin dalla prima edizione ha presieduto la Giuria l’illustre attore e regista Alessandro Quasimodo, una voce qualificata e inconfondibile che ha saputo imporsi teatralmente sul palcoscenico del Premio Letterario per dare vita, in modo magistrale, ai ‘mondi’ contenuti nei testi dei vincitori.

Alessandro Quasimodo

Presidente della Giuria

Attore e regista, si è diplomato al Piccolo Teatro di Milano e ha frequentato un corso di perfezionamento sotto la direzione di Lee Strasberg al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha preso parte a importanti spettacoli teatrali in Italia e all’Estero e ha partecipato a numerosi film tra cui Il fischio al naso di U. Tognazzi, Tutto a posto, niente in ordine di Lina Wertmuller e Casanova di Federico Fellini. In seguito è approdato alla regia, partendo da una ricerca sul teatro di poesia italiano: è interprete, regista e adattatore dei testi in Fuori non ci sono che ombre, e cadono, dedicato a Quasimodo e alla danzatrice Maria Cumani. Per la RAI ha curato un ciclo di ventisei trasmissioni sulla poesia italiana tra Ottocento e Novecento dal titolo Saltimbanchi dell’anima. Dal 1979 ad oggi si è dedicato quasi esclusivamente a una sua ricerca sulla poesia con numerosi spettacoli e recital che hanno ottenuto risultati di grande comunicabilità.

A tu per tu con Lucia Freda la scrittrice seconda classificata sezione narrativa – premio letterario Città di Castello IX edizione

La scrittrice che si è classificata  seconda, con l’opera  “UN AMORE POSSIBILE”

anno 2012 115 (FILEminimizer)Roma, 25 novembre – E’ piacevole scambiare due parole con  Lucia Freda, la scrittrice che si è classificata  seconda, con l’opera  “UN AMORE POSSIBILE”,  nella sezione narrativa al Premio Letterario Città di Castello,  del quale  Alessandro Quasimodo è il Presidente della prestigiosa giuria, che comprende:  Anna Kanakis, Ron, Antonella Appiano, Alessandro Masi Segretario generale della Società Dante Alighieri, l’ambasciatore d’Italia Claudio Pacifico, la giornalista Daniela Lombardi, e Alberto Stramaccioni docente all’Università per Stranieri di Perugia. Il premio consiste nel  vedere la propria opera pubblicata e promossa sensibilizzando i media.

 Ci può spiegare cosa ama fare e qual è il ruolo della scrittura nella sua vita.

Dopo aver esercitato per trenta anni la professione di Avvocato, ora mi sto godendo i piaceri domestici, amo cucinare, occuparmi del giardino e della casa. Ma ciò che amo più di tutto è leggere e scrivere, i momenti più piacevoli li trascorro con i miei libri, sia quelli che leggo che quelli che scrivo. La scrittura nella mia vita ha un ruolo molto importante e anche un po’ complesso: rappresenta uno spazio di totale di libertà nel quale posso esprimere senza condizionamenti le mie emozioni, i sentimenti e le riflessioni. Inoltre, essendo una persona ansiosa e spaventata un po’ di tutto, la scrittura soddisfa in parte il mio bisogno di controllo, che ovviamente nella vita non posso esercitare. Al contrario nei miei libri sono io a decidere ciò che accade, a creare i personaggi come mi piacciono e storie che posso dirigere come voglio. In un certo senso ha un effetto terapeutico. E ancora riempie i miei vuoti, e mi dà la possibilità di vivere più vite, perché mi immedesimo nei miei personaggi e nelle mie storie fino a sentirle mie, ciò che mi capita anche quando leggo.

Partecipando al Premio Letterario Città di Castello si aspettava questo risultato?

No, non me lo aspettavo, e ne sono stata emozionata e felice.

Cosa rappresenta per lei vedere la sua opera pubblicata?

Rappresenta un importante riconoscimento e la possibilità di condividere con i lettori parte del mio mondo interiore che inevitabilmente si riflette nei miei scritti. Scrivo per il piacere di farlo, ma indubbiamente vedere riconosciuto il mio lavoro è una grande soddisfazione, e condividere ciò che ho scritto con coloro che lo leggono, anche se sono persone che non conosco, è una maniera per comunicare. Mi piacerebbe avere contatti con i miei lettori per scambiarci commenti e opinioni.

Sta pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per lei o sta solo occupando una parentesi temporanea della sua vita?

La scrittura ha sempre occupato un posto importante nella mia vita, tant’è che scrivo fin da quando ero ragazzina e solo da adulta ho avuto l’occasione di pubblicare alcuni romanzi, per l’esattezza tre prima di quest’ultimo “Un amore possibile”. Continuerò a scrivere, indipendentemente dai risultati, e spero di poterlo fare sempre meglio.

Quanto è importante secondo lei la promozione per il successo di un libro?

La promozione è fondamentale per il successo di un libro, suscita interesse e curiosità e questo spinge le persone a comprarlo. A volte una promozione ben fatta crea un caso editoriale di un libro che non vale gran cosa ma che vende milioni di copie solo per la pubblicità. Ed è ancora più importante per gli autori sconosciuti che in tal modo hanno la possibilità di avvicinarsi al pubblico. Diversamente i lettori comprerebbero solo i libri degli autori famosi.

Chi desidera ringraziare?

Ringrazio vivamente il Premio Letterario Città di Castello che mi ha offerto questa splendida opportunità, la giuria che ha valorizzato e scelto il mio lavoro, la Sua persona, simpatica e gentile, che mi seguirà in questo cammino. E con l’occasione ringrazio tutta la mia famiglia, mio marito, mio figlio e gli amici che hanno creduto in me e che più di me sono stati ottimisti.

Il Premio letterario “Città di Castello”, conclusa la IX edizione 2015

Michele Bettarelli: “Il Concorso è diventato uno straordinario mezzo di promozione del capoluogo altotiberino in tutta Italia ma anche all’estero”

premio_letterario_citta_di_castelloPerugia, 3 Novembre – Si è appena conclusa con uno straordinario successo di pubblico e di critica la IX edizione del Premio Letterario Città di Castello, che anche per il 2015 si è potuta fregiare del prestigioso Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Sabato 24 ottobre, infatti, presso la Sala degli Specchi del Circolo Tifernate “Accademia degli Illuminati” ha avuto luogo la cerimonia di premiazione alla quale sono stati chiamati a partecipare 30 finalisti (dieci per ognuna delle tre sezioni del Concorso) giunti a Città di Castello da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Il Presidente dell’Associazione Culturale «Tracciati Virtuali» Antonio Vella, ideatore del Premio Letterario, ha voluto sottolineare quanto «il Concorso sia ormai uno dei più qualificati e importanti nel panorama dei Concorsi letterari italiani e quanto sia ormai proiettato indiscutibilmente in una dimensione internazionale, anche grazie all’Istituzione della sezione speciale dedicata agli scambi culturali con i paesi del Mediterraneo. L’onore che il Presidente della Repubblica ha voluto riservare alla nostra iniziativa, concedendo il Suo Alto Patronato, è al tempo stesso un gratificante riconoscimento e un monito a proseguire sul cammino intrapreso nel 2007 ».  Ricordiamo che la giuria è presieduta dal critico e attore Alessandro Quasimodo, e completata dall’Ambasciatore Claudio Pacifico, dalla scrittrice e attrice Anna Kanakis, dal cantautore Ron, dalla giornalista Daniela Lombardi, dal docente universitario Alberto Stramaccioni e da Alessandro Masi Segretario generale della  Società Dante Alighieri. «È estremamente significativo» ha dichiarato il Presidente della giuria del Concorso Alessandro Quasimodo «il fatto che di anno in anno si registri un costante aumento della qualità dei lavori iscritti, a testimoniare che ormai il Premio ha assunto una dimensione importante ed è diventato un punto di riferimento per giovani scrittori ma anche per autori che hanno pubblicato altre opere in precedenza . Le opere che sono state premiate nelle precedenti edizioni hanno di fatto ottenuto anche un apprezzamento dalla critica e questo è per noi il segnale che, pur nella difficoltà delle valutazioni, le scelte si sono quasi sempre rivelate “vincenti”».  Il 23 ottobre si è avuto un interessante prologo con l’importante convegno. Il Mediterraneo oggi, organizzato nell’ambito della Sezione speciale Mondi e Culture sulle sponde del Mediterraneo.  Sono intervenuti illustri relatori, dall’Ambasciatore d’Italia Claudio Pacifico all’Ammiraglio Rinaldo Veri, dall’Ambasciatore egiziano Amr Helmy all’Ambasciatore del Regno del Marocco Hassan Abouyoub, dall’on. Gianni Pittella all’on. Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Altri qualificati interventi si sono registrati da parte di Giovanni Paciullo, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi Vicepresidente del Consiglio Regionale dell’Umbria e Abdellah Redouane, Segretario generale del Centro Islamico Culturale d’Italia. Nel corso dei lavori è stata premiata anche l’ospite d’onore di questa edizione del Concorso: la scrittrice marocchina Bouthaina Azami coautrice del volume Ce qui nous somme, opera redatta dopo i tradici eventi di Charlie Hebdo che ha sottolineato la necessità di un vivere comune capace di unire nazioni, confessioni religiose e idee. L’assessore alla Cultura del Comune di Città di Castello Michele Bettarelli ha sottolineato che «Il Concorso è diventato uno straordinario mezzo di promozione del capoluogo altotiberino in tutta Italia ma anche all’estero, uno degli obiettivi che il comitato promotore si era prefissato al momento di dare vita alla manifestazione. Promozione di un territorio ricco d’arte, di storia e di tradizioni che vengono così veicolate attraverso gli scrittori che diventano, a loro modo, ambasciatori di Città di Castello nel mondo».

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