Teatri di Pietra Lazio, “Iliade” di Alessandro Baricco, a cura di Blas Roca Rey

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8 Luglio ore 21,15

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Nell’ambito della rassegna Teatri di Pietra Lazio, l’8 Luglio è in scena, presso il Casale Malborghetto, il capolavoro epico Iliade, nell’originale, e a tratti sorprendente, versione di Alessandro Baricco, che vede protagonisti Blas Roca Rey e Monica Rogledi. Un testo perfetto per salire in palcoscenico: un susseguirsi di monologhi nel corso dei quali i principali personaggi della storia, a turno e rispettando perfettamente la cronologia della vicenda, raccontano la loro avventura. Achille, Ettore, Andromaca, Elena, Ulisse, prendono vita uno dopo l’altro in una narrazione emozionante, avvincente e a tratti brutale. Lotte, duelli, amori e odii resi in maniera quasi tribale, in una cornice dalla quale Baricco ha escluso gli Dei. Restano uomini e donne, guerrieri e regine, vittime e carnefici, vittoriosi e sconfitti, che si fronteggiano senza esclusione di colpi. Un fiume violento e disperato, poetico e toccante, raccontato dal palcoscenico della madre di tutte le guerre: Troia. Ad accompagnare il tutto, tre talentuosi musicisti e un cantante tunisino, che avvolge lo spettacolo in un’atmosfera calda e suggestiva, dal sapore mediorientale.

Palamede, la storia di e con Alessandro Baricco e con Valeria Solarino

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4 – 9 luglio ore 21.30 | Stadio di Domiziano al Palatino

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Alessandro Baricco presenta Palamede, la storia dal 4 al 9 luglio allo Stadio di Domiziano al Palatino per l’anteprima estiva del Romaeuropa Festival 2016, con Valeria Solarino e lo stesso Baricco nelle vesti di narratore. È il secondo appuntamento del progetto Patrimonio storico e creazione contemporanea, realizzato assieme alla Soprintendenza per l’area archeologica centrale di Roma e inaugurato con la mostra Par tibi, Roma, nihil, aperta al pubblico negli spazi del Palatino fino al 18 settembre 2016. In Palamede, passato e presente, classicità e contemporaneo incorniciano molti conflitti: la lotta per il potere, lo scontro tra achei e troiani, tra Odisseo e Palamede, certo, ma soprattutto tra cultura orale e scritta. Palamede è un personaggio della mitologia greca, protagonista della guerra di Troia cancellato da Omero nei suoi poemi. La storia di questo personaggio è però giunta fino a noi grazie ai testi, alcuni andati perduti altri poco conosciuti, di molti autori classici che ne decantano la genialità. Scavando in queste testimonianze come un archeologo, Alessandro Baricco porta alla memoria quest’eroe con la complicità di Valeria Solarino, reinventando il suo spettacolo per gli affascinanti spazi dello Stadio voluto dall’imperatore Domiziano al Palatino.  L’antico edificio è così trasformato in un teatro sacro in cui gli spettatori sono una comunità, la recitazione diviene evocazione, e in cui la storia rivive attraverso i fantasmi delle figure mitologiche che l’hanno abitata. A introdurci in questo universo simbolico è lo stesso Baricco, nelle vesti di narratore, per raccontarci una storia che non può essere recitata ma solo rivissuta. Figlio di Poseidone, Palamede è ritenuto da alcuni, tra cui Euripide, l’inventore dell’alfabeto greco e della scrittura, oltre che della moneta, della musica, di alcune tattiche militari e, secondo Filostrato, perfino dei concetti di stagione, mese e anno. Eppure Palamede, grande stratega e capo militare della spedizione greca durante la guerra di Troia fu condannato a morte perché denunciato, ingiustamente, da Odisseo per aver venduto i piani di guerra achei ai troiani. L’eroe venne lapidato e il suo nome cancellato dalla storia. Quella di Palamede è anche la storia dell’intellighenzia da Omero in poi, con cui la cultura occidentale torna sempre a fare i conti: una storia scritta dai vincitori senza pietà per i vinti, cui è concesso solo l’oblio.  Dalle note di Alessandro Baricco: “Pochi lo sanno, ma Palamede è il nome di uno degli eroi achei che andarono ad assediare Troia. Io non l’avevo mai sentito prima di mettermi a studiare l’Iliade per portarla a teatro, anni fa. In mezzo a tutte quelle storie indimenticabili mi capitò di incontrare la sua.
Era talmente pazzesca che l’ho tenuta da parte per anni e poi mi son messa a studiarla sul serio: alla fine ne ho fatto un spettacolo teatrale che ho intitolato Palamede, l’eroe cancellato. L’ho fatto per un teatro molto particolare, l’Olimpico di Vicenza: là dentro era come un orologio che ticchettava senza errori. In teoria era quel Palamede che si era pensato di portare al Palatino.
Poi però ho visto il posto: magnifico, solenne, vagamente magico.
Ora: io, riguardo a posti come quelli ho una mia idea. Sono come enormi e antichissimi strumenti musicali: non bisogna andare a farci il teatro, bisogna suonarli. Che poi vuol dire partire da come sono fatti loro e cercare di farli risuonare con qualche storia, o visione, o magia.Quindi ecco quello che succederà: porteremo la storia di Palamede nello Stadio di Domiziano, e cercheremo di far suonare quei muri.
Non sarà come andare a teatro. Oltre tutto, buona parte della gente se ne starà seduta per terra (mi è sembrato il miglior modo di stare là dentro). E comunque cercheremo di recitare il meno possibile. Non so spiegare esattamente perché, ma non è la cosa che mi sembri più appropriato fare, in posti del genereSi tratta di far accadere una storia: è quello che cercheremo di fare.
Ci metteremo un’oretta. Lo dico per quelli seduti per terra. Ma poi magari ci piace e ci mettiamo un sacco di tempo in più. Non so. In realtà, penso di non volerlo neanche sapere”. 

Romaeuropa Festival XXXI

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Dal 24 giugno le anteprime estive del festival

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Al via il 24 giugno l’anteprima estiva del Romaeuropa Festival con tre appuntamenti in programma: i suggestivi spazi dello Stadio di Domiziano al Palatino ospiteranno, fino al 18 settembre, i 36 artisti della mostra Par tibi, Roma, nihil, a cura di Raffaella Frascarelli, e dal 4 al 9 luglio lo spettacolo di Alessandro Baricco Palamede, la storia con Valeria Solarino, presentati nell’ambito del progetto Patrimonio storico e creazione contemporanea realizzato assieme alla Soprintendenza per l’area archeologica centrale di Roma e a Nomas Foundation. Al Teatro Costanzi andrà invece in scena l’opera Dido & Aeneas diretta dalla coreografa tedesca Sasha Waltz, spettacolo presentato dal Teatro dell’Opera di Roma, in collaborazione con il Romaeuropa Festival. Con la mostra Par tibi, Roma,
 nihil arte contemporanea e archeologia dialogano negli spazi monumentali 
del colle Palatino, attraverso installazioni e performance dei 36 artisti invitati a confrontarsi con l’antico. La terrazza e le arcate severiane, lo Stadio Palatino e il peristilio inferiore della Domus Augustana sono i luoghi che con la loro memoria diventano un laboratorio linguistico per il pensiero contemporaneo. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma che ha elaborato il progetto con la Fondazione Romaeuropa e in collaborazione con Nomas Foundation, la mostra si articola attorno alle tre direttrici memoria, storia e spazio, con installazioni, sculture, video e l’azione di performance, che creano una fusione di stili, tra antico e contemporaneo.

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In mostra, tra le altre, opere di Guido van der Werve, Chen Zhen, Pascale Marthine Tayou, Adrian Tranquilli, Kapwani Kiwanga, Jannis Kounellis, Marko Lulić, Masbedo, Giorgio Andreotta Calò, Loris Cecchini, Isabelle Cornaro, Michael Dean e tre installazioni site specific di Daniel Buren, Kader Attia, Sislej Xhafa. In Palamede, la storia di Alessandro Baricco, passato e presente, classicità e contemporaneo incorniciano molti conflitti: la lotta per il potere, lo scontro tra achei e troiani, tra Odisseo e Palamede, e soprattutto tra cultura orale e scritta. Palamede è un personaggio della mitologia greca, protagonista della guerra di Troia cancellato da Omero nei suoi poemi, ma la storia di questo personaggio è giunta fino a noi grazie ai testi di molti autori classici che ne decantano la genialità. Scavando in queste testimonianze come un archeologo, Alessandro Baricco porta alla memoria quest’eroe con la complicità di Valeria Solarino, reinventando il suo spettacolo per gli affascinanti spazi dello Stadio voluto dall’imperatore Domiziano al Palatino. L’antico edificio si trasforma così in un teatro sacro in cui gli spettatori sono una comunità, la recitazione diviene evocazione, e in cui la storia rivive attraverso i fantasmi delle figure mitologiche che l’hanno abitata. Opera, e danza, infine nel Dido & Aeneas di Henry Purcell, diretto dalla coreografa tedesca Sasha Waltz, in scena dal 14 al 18 settembre per il Teatro dell’Opera di Roma e in collaborazione con Romaeuropa Festival. L’opera in tre atti del massimo compositore inglese del ‘600, ripresa dall’Eneide di Virgilio, fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1689 per l’incoronazione di Guglielmo III d’Orange e Maria II Stuart ed è diventata capolavoro assoluto del melodramma britannico. La passione della regina cartaginese per il bel naufrago sbarcato sulla sua terra si esprime nello spettacolo della Waltz con un raffinato abbandono alla danza che finisce per coinvolgere tutti gli interpreti, fondendo movimento e canto. 20 spazi, 524 artisti, 145 giorni di attività 51 appuntamenti dedicati alla creazione contemporanea, di cui 34 in prima italiana, per un totale di oltre 40.000 posti in vendita agli spettacoli: sono i numeri della 31° edizione del Romaeuropa Festival. Appuntamento il 21 settembre con l’inaugurazione al Teatro Argentina al ritmo sfrenato e poetico di barbarians del visionario coreografo Hofesh Shechter. A chiudere il festival il 3 dicembre alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, la straordinaria prima nazionale dell’opera Senza sangue di Peter Eotvos basata sull’omonimo romanzo di Alessandro Baricco.

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