Iraq, aiuti per 21.000 persone ad Al-Baghdadi

Le agenzie delle Nazioni Unite sono in difficoltà nel raggiungere l’area perché la parte sud della città è sotto assedio

l43-siria-guerra-qaeda-130905133805_bigRoma, 3 aprile  – Un convoglio delle Nazioni Unite è arrivato alla citta di al-Baghdadi nel Governatorato di Anbar per portare aiuti salvavita a migliaia di persone, che a causa del conflitto hanno un accesso molto limitato a cibo, acqua potabile e medicinali. Le agenzie delle Nazioni Unite sono in difficoltà nel raggiungere l’area perché la parte sud della città è sotto assedio. Questa prima distribuzione di aiuti comprende: acqua, scorte di cibo, articoli igienici e sanitari sufficienti per le necessità di 21.000 persone per una settimana. Tre Agenzie delle Nazioni Unite hanno preso parte alla missione: UNICEF, World Food Programme (WFP) e  l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). “Siamo molto preoccupati per le persone a Baghdadi, che sono sotto assedio e senza nessun tipo di assistenza. Raggiungerle è una delle priorità più importanti”, ha dichiarato Lise Grande, Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Iraq. “Le organizzazioni umanitarie in Iraq stanno facendo tutto il possibile per portare aiuti salva vita ai bambini, alle donne e alle famiglie di Al Baghdadi e nel Governatorato di Anbar” ha dichiarato Philippe Heffinck, Rappresentante UNICEF in Iraq. “Questa complicata operazione di distribuzione degli aiuti di base servirà a soddisfare le necessità primarie delle famiglie colpite dalle continue violenze.” “Senza cibo, acqua e sicurezza, queste famiglie hanno vissuto per mesi in scarse condizioni di sopravvivenza” ha dichiarato Jane Pearce, Rappresentante e Direttore del World Food Programme in Iraq. “Il WFP ha coordinato il suo impegno per garantire alle persone di al-Baghdadi aiuti alimentari per la loro sopravvivenza.”Da gennaio 2014, più di 2,6 milioni di Iracheni sono sfollati a causa del conflitto in corso, comprese circa 400.000 persone nel Governatorato di Anbar. L’ operazione umanitaria delle Nazioni Unite ha l’obiettivo di raggiungere più di 2 milioni di persone ma è molto sotto finanziata. Senza il supporto è probabile che fino al 60% delle operazioni potrebbero essere ridimensionate o eliminate nelle prossime settimane.“Raccogliere fondi per aiutare le vittime del conflitto armato in Iraq dovrebbe essere vista come una delle più importanti priorità dalla comunità internazionale. Speriamo che gli amici dell’Iraq diano il proprio sostengo. E’ assolutamente necessario”, ha concluso Grande.

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