UNICEF/Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS

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Si prevede un aumento del 60% dei nuovi casi di HIV fra gli adolescenti entro il 2030, se i progressi si arrestano

unicef

Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF lanciato oggi, se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi per raggiungere gli adolescenti, i nuovi casi di contagio da HIV per questa fascia di età aumenteranno fino a 400.000 ogni anno, rispetto ai 250.000 del 2015. L’AIDS rimane una delle cause principali di morte fra gli adolescenti: nel 2015 ha causato 41.000 vittime fra gli adolescenti (tra i 10 e i 19 anni), secondo il settimo rapporto sui bambini e l’AIDS, For Every Child: End AIDS

Nel rapporto viene sottolineato che:

  • Sono stati fatti considerevoli progressi nella prevenzione della trasmissione materno infantile dell’HIV. Nel mondo, fra il 2000 e il 2015, sono stati evitati 1,6 milioni di nuovi contagi fra i bambini.
  • Nel 2015 sono state colpite 1,1 milioni di persone fra bambini, adolescenti e donne.
  • I bambini fra 0 e 4 anni che convivono con l’HIV, rispetto a tutti gli altri gruppi di età, vanno incontro ai maggiori rischi di morte causata dall’AIDS, e questi casi sono spesso diagnosticati e curati troppo tardi. Solo alla metà dei bambini nati da madri sieropositive viene effettuato un test per l’HIV nei primi due mesi di vita, e in Africa Subsahariana l’età media dei bambini, che cominciano a ricevere cure e ai quali le madri hanno trasmesso il virus dell’HIV, è di circa 4 anni.
  • Nel 2015 nel mondo erano circa 2 milioni gli adolescenti fra i 10 e i 19 anni che convivevano con l’HIV. Nell’Africa Subsahariana, la regione maggiormente colpita, 3 nuovi casi su 4 registrati fra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni hanno colpito le ragazze.

“Il mondo ha fatto enormi progressi per porre fine all’AIDS, ma la battaglia è ancora lontana dall’essere conclusa, soprattutto per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake. “Ogni due minuti un adolescente – con molte più probabilità una ragazza – contrae l’HIV. Se vogliamo sconfiggere l’AIDS, abbiamo bisogno di restituire al problema l’urgenza che merita e raddoppiare gli sforzi per raggiungere ogni bambino e ogni adolescente.”

Il rapporto propone alcune strategie per accelerare il progresso nella prevenzione dell’HIV fra gli adolescenti e per garantire cure a coloro che ne sono già stati colpiti:

  • Investire in innovazione, includendo soluzioni prodotte a livello locale.
  • Rafforzare la raccolta di dati.
  • Porre fine alle discriminazioni di genere, inclusa la violenza di genere, contrastando la stigmatizzazione.
  • Dare priorità agli sforzi per fronteggiare le vulnerabilità degli adolescenti, garantendo sistemi di prevenzione, fra cui la profilassi pre-esposizione, supporto economico e un’educazione sessuale completa.

Secondo l’UNICEF, nonostante i progressi effettuati per prevenire nuovi casi e ridurre i decessi, dal 2014 il finanziamento per contrastare l’AIDS è diminuito.

“La forza dell’amore. In ricordo di Daniele” al Michael Jackson Day di Napoli per aiutare la raccolta fondi di Antonietta Parisi a sostegno dell’ospedale di Latina

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Nel libro best seller di C1V Edizioni, prefazione del professor Fernando Aiuti, i ricordi di una madre, l’esperienza dell’adozione, la battaglia contro l’Aids per la salvezza di un figlio, l’affetto degli amici, l’amicizia con Renato Zero, il momento magico di Daniele con Michael Jackson al “San Siro”

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Mamma Antonietta Parisi, protagonista del best seller “la Forza dell’amore. In ricordo di Daniele”, pubblicato da C1V Edizioni, sarà lunedì 29 agosto al “Michael Jackson Day” di Napoli, con un apposito spazio presso l’Auditorium Mediterraneo, per raccontare ai fan della star internazionale alcuni aneddoti descritti nel libro riferiti all’incontro tra l’artista e Daniele, figlio adottivo della signora Antonietta sieropositivo dalla nascita, morto nel 1999 a poco più di quindici anni dopo una lunga battaglia contro l’Aids. La giornata napoletana darà anche l’occasione per far conoscere il libro ai fini di una raccolta fondi per l’acquisto di un macchinario da destinare al reparto oculistico dell’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina. L’obiettivo è raggiungere quota 60mila euro anche grazie alla vendita del libro, i cui diritti d’autore e parte del ricavato dell’editore, sin dalla sua pubblicazione, sono stati destinati a progetti solidali curati da Antonietta Parisi e dalla sua associazione, “In ricordo di Daniele Onlus”. Il libro ha già contribuito all’acquisto di un sollevatore e di un ecografo oculare per il “Santa Maria Goretti” di Latina, città dove viveva Daniele e dove tuttora vive sua madre. Stavolta, invece, il ricavato servirà all’acquisto di un macchinario per l’Otc, esame diagnostico per l’individuazione anche precoce di anomalie della retina. Con “La forza dell’amore. In ricordo di Daniele” l’autrice, Cerasella Da Ros, mette a raccolta le testimonianze di una madre, Antonietta Parisi, attraverso i suoi scritti, i ricordi, l’esperienza dell’adozione, le cronache della malattia del figlio, i pregiudizi ancora imperanti negli anni Ottanta rispetto al tema dell’Aids. Ma anche le storie di solidarietà e di affetto, e gli incontri speciali di Daniele come quelli con tanti personaggi tra cui Madre Teresa di Calcutta, Luciano Pavarotti e Renato Zero, che ha vissuto anche gli ultimi istanti di vita del ragazzo. E poi il magico momento con Michael Jackson immortalato dalla foto di copertina del libro riferita a quando la star ha preso in braccio Daniele portandolo al centro del palco al concerto del 18 giugno del ’97 in un affollatissimo “San Siro” di Milano. Insomma: in questo libro c’è tutta la forza dell’amore. L’amore di una madre e di un figlio, l’amore degli amici, ma anche dei medici e degli infermieri che hanno curato Daniele. Tra questi il noto immunologo Fernando Aiuti. Che ha curato la prefazione sottolineando gli sforzi per prolungare il più possibile la vita del giovane in attesa di farmaci pediatrici arrivati troppo tardi; sforzi che comunque – spiega Aiuti – hanno consentito a Daniele di diventare “il primo malato di Aids in Italia a riuscire a superare i quindici anni di vita”. Nelle parole che mamma Antonietta affida a Cerasella Da Ros c’è anche il senso dell’impegno sociale in memoria del figlio: “Se nella mia vita c’è stato Daniele e oggi non c’è più ci deve essere un motivo. Significa che devo fare, che posso fare qualcosa nel suo ricordo”. Il libro, pubblicato per la prima volta il 4 marzo del 2012 in una data simbolica – Daniele è morto il 4 marzo del ’99 – è giunto alla sesta ristampa e per ben due volte, per il primo e il secondo semestre del 2015, è stato premiato da C1V Edizioni come best seller della casa editrice romana. Questa – dichiara nella prefazione l’editrice Cinzia Tocci – è una storia di vita vera, vissuta e che rivivrà nel tempo infinito di queste pagine, grazie a tutti coloro che vorranno condividere le emozioni in esse rinchiuse”.

Milano Convivio 2016: Un Abito per la Vita

Da oggi fino al 12 giugno, negli spazi di Fieramilanocity, la mostra mercato charity a sostegno di Anlaids, l’Associazione Nazionale per la lotta contro l’ AIDS. Per ricordare a tutti che il virus dell’ HIV è sempre di moda. 

                            
di Roberta Grendene
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Roma, 8 Giugno  – Al via oggi a Milano la tredicesima edizione di Convivio. Numerose le novità per la cinque giorni di shopping solidale a favore di Anlaids Lombardia. Accanto agli abiti griffati, anche food, moda kids, vintage, arte e per la prima volta il design. Oltre duecento le aziende che hanno aderito quest’anno alla mostra mercato charity che da piú di vent’anni sostiene la ricerca. Il primo a credere in questo progetto fu Gianni Versace. Sua l’idea di affiancare charity e fashion. Allora si parlava di raccolta fondi e moda a favore dei malati di Aids. Era il 1992. Sono passati più di vent’anni, gli inglesismi hanno soppiantato l’italiano, ma le parole per descrivere quel male sono sempre le stesse. Perchè “la malattia del secolo”, non è scomparsa. L’ Aids è un argomento sempre tristemente attuale; solo in Italia ogni anno vengono infettate 120.000 persone. Si contano dieci contagi ogni giorno. E proprio per dare informazioni e promuovere la prevenzione, Anlaids sarà presente all’interno del padiglione Zero con due corner: Easy Test e Casa Anlaids.
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Convivio è sostenuto da una campagna che nei mesi scorsi ha fatto molto discutere. Lo slogan “L’ AIDS è di moda” ha acceso e diviso il popolo del web. Ora quelle polemiche, forse volutamente provocate per riportare l’attenzione su un tema così importante, si sono spente e lasciano spazio allo shopping, al divertimento e alla consapevolezza che la malattia esiste sempre. E che la vita è preziosa. Più di un abito.

UNICEF: dal 2000 triplicato il numero delle morti a causa dell’AIDS tra gli adolescenti

L’AIDS è la causa numero uno delle morti tra gli adolescenti in Africa e la seconda causa di morte tra gli adolescenti a livello globale

articoloRoma, 27 novembre – il numero di morti tra gli adolescenti a causa dell’AIDS è triplicato nel corso degli ultimi 15 anni, secondo i nuovi dati lanciati oggi dall’UNICEF. L’AIDS è la causa numero uno delle morti tra gli adolescenti in Africa e la seconda causa di morte tra gli adolescenti a livello globale. Tra la popolazione affetta da HIV, gli adolescenti sono l’unico gruppo per i quali i dati sulla mortalità non stanno diminuendo. Nell’Africa subsahariana, la regione con la più alta incidenza, le ragazze sono maggiormente affette dall’HIV, rappresentando 7 contagi su 10 nel gruppo di età 15-19 anni. Inoltre, tra gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni, solo 1 su 10 ha effettuato il test per l’HIV.

I dati rivelano che attualmente tra gli adolescenti (15-19 anni):
– ogni ora si verificano 26 nuove contagi;
– circa la metà di coloro che vivono con l’HIV sono concentrati in soli sei paesi: Sud Africa, Nigeria, Kenya, India, Mozambico e Tanzania.

E’ fondamentale che i giovani affetti da HIV abbiano accesso ai farmaci, alle cure e al sostegno” ha dichiarato Craig McClure, responsabile UNICEF del programma globale sull’HIV/AIDS, durante il Critical Thinking Forum che si tiene oggi a Johannesburg. “Allo stesso tempo, le persone non affette da HIV devono avere accesso alle conoscenze e agli strumenti per preservare il proprio stato di salute”. Secondo i dati contenuti nell’Aggiornamento statistico sui bambini, gli adolescenti e l’AIDS dell’UNICEF, meno della metà dei bambini al di sotto dei due mesi di vita hanno effettuato il test per l’HIV. Solo 1 su 3 dei 2,6 milioni di bambini sotto i 15 anni che hanno contratto l’HIV ha accesso ai farmaci. I nuovi dati dimostrano che la maggior parte degli adolescenti morti per cause legate all’AIDS avevano contratto l’HIV da bambini, 10 o 15 anni fa, quando solo poche donne incinta e madri affette da HIV ricevevano i farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione dell’HIV da madre a figlio. Questi bambini sono sopravvissuti fino all’adolescenza, in alcuni casi senza essere a conoscenza di aver contratto l’HIV. Tuttavia, dal 2000, circa 1,3 milioni di nuovi contagi tra i bambini sono state scongiurate, in gran parte grazie ai progressi nella prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio. Al 2014, 3 donne in gravidanza su 5 affette da HIV hanno ricevuto il trattamento antiretrovirale per prevenire la trasmissione del virus ai loro bambini. Questo si è tradotto in una riduzione del 60% dei decessi collegati all’AIDS tra i bambini sotto i 4 anni a partire dal 2000. Questi interventi per eliminare la trasmissione da madre a figlio contribuiranno a cambiare il corso dell’epidemia per la prossima generazione di adolescenti. “I risultati conseguiti nella prevenzione della trasmissione materno-infantile sono lodevoli, e da celebrare”, ha aggiunto McClure, “ma sono necessari investimenti immediati per dare un trattamento salva-vita ai bambini e agli adolescenti che sono stati contagiati”.

Nasce “All In” per mettere fine all’AIDS tra gli adolescenti

UNAIDS, UNICEF, UNFPA, OMS, PEPFAR, the Global Fund to fight AIDS Tuberculosis and Malaria, the MTV Staying Alive Foundation e i movimenti giovanili rappresentati da PACT and Y+ join President Uhuru Kenyatta lanciano All In, una nuova piattaforma di azione per prevenire nuovi contagi da AIDS tra gli adolescenti.

27_816Roma, 17 febbraio  — L’UNICEF, insieme ad altre organizzazioni, lancia oggi un appello per mettere fine all’AIDS. Anche se sono stati fatti molti progressi in diversi settori per prevenire i contagi da HIV, quelli per gli adolescenti sono ancora insufficienti. L’AIDS è diventata la causa principale di morte tra gli adolescenti in Africa e la seconda a livello globale (sempre tra gli adolescenti). Solo 1 ragazzo su 4 sotto i 15 anni ha accesso alle cure antiretrovirali salva vita. Il numero di morti è calato per tutte le fasce di età, ad eccezione dei giovani tra i 10 e i 19 anni. Per ridurre questo divario UNAIDS, UNICEF e altri partner hanno lanciato All In, una nuova piattaforma di azione per raggiungere migliori risultati per gli adolescenti, favorendo cambiamenti strategici nelle politiche coinvolgendo sempre più giovani. I leader di tutto il mondo si sono incontrati oggi a Nairobi, in Kenya, dove il Presidente Uhuru Kenyatta ha lanciato la piattaforma che servirà a trovare nuove risoluzioni per ridurre questo divario nella risposta all’AIDS. “Con l’inclusione degli adolescenti nei processi decisionali che hanno conseguenze dirette sulle loro vite, questa iniziativa sarà un catalizzatore per il cambiamento”, ha dichiarato il Presidente Kenyatta. “Il Kenya è orgoglioso di supportare quest’iniziativa”.  All In si basa su quattro aree chiave di intervento: coinvolgere, mobilitare e dare possibilità di scelta ai ragazzi come leader e protagonisti del cambiamento sociale; migliorare la raccolta dei dati per poter programmare meglio; incoraggiare approcci innovativi per raggiungere gli adolescenti con servizi medici adeguati di base per l’HIV; mettere fermamente il problema degli adolescenti con HIV nell’agenda politica per sollecitare azioni concrete e mobilitare risorse. “L’HIV è la principale causa di morte tra gli adolescenti in Africa e le ragazze sono le più colpite. E’ un’ingiustizia morale. Chiedo ai giovani di aderire al movimento All In, insieme con le Nazioni Unite, i partner del settore pubblico e privato e i paesi e porre fine all’AIDS tra gli adolescenti,” ha dichiarato Michel Sidibé, Direttore generale di UNAIDS a Ginevra. La maggior parte dei 2,1 milioni di adolescenti con HIV nel 2013 ha contratto il virus  dalla  madre, almeno 10 anni fa, durante la gravidanza, il parto o nel primo mese di vita – quando le medicine antiretrovirali che possono ridurre la possibilità di trasmissione dell’HIV non erano disponibili. Molti, a cui non era mai stato diagnosticato, hanno perso la possibilità di essere curati. “I ragazzi e I giovani dovrebbero essere i primi a beneficiare dei progressi fatti per mettere fine a questa epidemia, non gli ultimi”, ha dichiarato Anthony Lake Direttore generale dell’UNICEF. “Dobbiamo raggiungere tutti gli adolescenti e coinvolgere i giovani in questo sforzo per mettere fine all’AIDS. Non possiamo raggiungere questo traguardo di una generazione libera dall’AIDS senza di loro”. Più di 200 ragazzi e leader dei movimenti giovanili erano presenti al lancio di All In. I nuovi contagi da HIV tra gli adolescenti non diminuiscono così velocemente come tra le altre fasce di età. Le ragazze, in particolare in Africa Sub Sahariana, sono le più colpite. nel 2013 in Sud Africa ogni settimana più di 860 ragazze sono state contagiate dall’HIV, rispetto a 170 ragazzi. Dato che, fino a 10-15 anni fa, la condizione di sieropositività non era stata diagnosticata a molti ragazzi, adesso si ritrovano ad entrare nella fase dell’adolescenza senza sapere che stanno convivendo con il virus, con scarse opportunità per identificarlo e poter accedere a programmi di cura. “Dobbiamo incontrare gli adolescenti ovunque essi siano e supportare le sfide che devono affrontare”,  ha dichiarato Babatunde Osotimehin, Direttore generale dell’UNFPA, the United Nations Population Fund. “L’UNFPA è All In per proteggere i loro diritti umani e la salute sessuale e riproduttiva e prevenire e curare l’HIV”. All In si propone di raggiungere gli adolescenti con servizi per l’HIV dedicati ai loro specifici bisogni e realtà, e realizzare rapidi progressi in una fascia di età cruciale per mettere fine all’AIDS entro il 2030. I prossimi cinque anni sono fondamentali. UNAIDS ha predisposto nuovi obiettivi per velocizzare i progressi per gli adolescenti da raggiungere entro il 2020 che comprendono: ridurre di almeno il 75% le nuove infezioni da HIV;  ridurre del 65% le morti causate dall’AIDS e eliminare le discriminazioni verso questa malattia. Raggiungendo questi obiettivi potremmo mettere il mondo sulla strada giuste per mettere fine all’AIDS tra gli adolescenti entro il 2030 e mettere fine all’epidemia globale di AIDS come minaccia alla salute pubblica.

 

UNICEF Italia: Roberto Mancini nominato nuovo Goodwill Ambassador

Nella Giornata mondiale di lotta all’AIDS la nomina è stata idealmente dedicata ai bambini colpiti da HIV-AIDS

 

-® UNICEF Italia 2014 - 2287 LongobardiRoma, 1 dicembre – Oggi Roberto Mancini è stato nominato Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia con questa motivazione: “Perché, con il suo impegno nel mondo dello sport sensibilizzi, mobiliti risorse e coinvolga l’opinione pubblica sui problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, testimoniando e promuovendo la solidarietà e il sostegno alle iniziative dell’UNICEF”. La cerimonia di nomina è avvenuta presso la sede nazionale dell’UNICEF a Roma alla presenza di Davide Usai, Direttore generale dell’UNICEF Italia. In occasione della Giornata mondiale di lotta all’AIDS, Roberto Mancini ha voluto idealmente dedicare la sua nomina ai bambini colpiti dall’HIV-AIDS. Proprio per questa ricorrenza, l’UNICEF ha sottolineato che, grazie alla diffusione dei programmi per prevenire la trasmissione da madre a figlio dell’HIV, le infezioni da HIV nei bambini sotto i 14 anni si sono ridotte di oltre la metà. Roberto Mancini, già celebre calciatore e successivamente allenatore di grande successo sia in Italia (Fiorentina, Lazio, ora Inter) che all’estero, è da tempo vicino all’UNICEF come testimonial e sostenitore. Ha aderito a diverse campagne, come “Vogliamo Zero” contro la mortalità infantile e “100% Vacciniamoli Tutti”. Nel maggio del 2013 Mancini ha visitato la Supply Division di Copenaghen, il cuore organizzativo dell’UNICEF, il luogo da cui provengono la maggior parte dei vaccini, dei farmaci, dei materiali didattici e degli alimenti ad alto valore nutritivo utilizzati per i progetti di sviluppo e durante le crisi umanitarie.

UNICEF: dal 2005 scongiurati 1,1 milioni di contagi da HIV tra i bambini

Domani 1 dicembre è la Giornata Mondiale contro l’AIDS, i dati di Unicef rivelano che il numero di nuovi casi è diminuito di oltre il 50% tra il 2005 e il 2013

HIVAIDS_Stack_WhRoma, 30 novembre  – Secondo i dati lanciati oggi dall’UNICEF in previsione della Giornata Mondiale contro l’AIDS (prossimo 1° dicembre) sono stati evitati circa 1,1 milioni di contagi da HIV tra bambini e ragazzi sotto i 15 anni e il numero di nuovi casi è diminuito di oltre il 50% tra il 2005 e il 2013. Questi straordinari progressi nella lotta all’HIV sono il risultato di un più facile accesso per milioni di donne  in gravidanza che convivono con l’HIV a i servizi per la prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio. I servizi comprendono: cure permanenti contro l’HIV che riducono significativamente la trasmissione del virus ai bambini e consentono alle madri di vivere bene. “Se possiamo evitare 1,1 milioni di contagi da HIV tra i bambini, possiamo proteggerli tutti dal virus, ma solo se li raggiungiamo tutti”, ha dichiarato Anthony Lake Direttore generale dell’UNICEF. “Dobbiamo eliminare questo divario e investire di più per raggiungere  tutte le madri, tutti i neonati, i  bambini gli adolescenti con programmi di prevenzione e cura dall’HIV perché possano salvarli migliorare le loro  vite”. Il declino più consistente si è verificato tra il 2009 e il 2013 in 8 paesi africani: Malawi (67%), Etiopia (57%); Zimbabwe (57%); Botswana (57%); Namibia (57%); Mozambico (57%); Sud Africa (52%) e Ghana (50%). A livello globale l’obiettivo di ridurre del 90% il numero di nuovi contagi da HIV tra i bambini, tra il 2009 e il 2015, non è ancora stato raggiunto. Nel 2013 solo il 67% delle donne in gravidanza che convivono con l’HIV in tutti i paesi a medio e basso reddito hanno ricevuto i medicinali antiretrovirali più efficaci per prevenire la trasmissione del virus madre figlio. Le disparità nell’accesso alle cure stanno ostacolando i progressi. Nei paesi a medio e basso reddito, tra coloro che convivono con l’HIV, gli adulti hanno molte più probabilità rispetto ai bambini di seguire una terapia antiretrovirale. Nel 2013, il 37% degli adulti dai 15 anni in su ha ricevuto le cure, rispetto al solo 23% dei bambini e ragazzi tra gli 0 e i 14 anni (ovvero meno di 1 su 4). L’andamento della mortalità da AIDS tra gli adolescenti è molto preoccupante. Mentre tutte le altre fasce di età hanno visto un declino di circa il 40% per le morti legate all’AIDS tra il 2005 e il 2013, gli adolescenti (tra i 10 e i 19 anni) rappresentano l’unica fascia per la quale il numero di morti per HIV non è calata. Lo Statistical Update on Children, Adolescents and AIDS dell’UNICEF è l’analisi più recente a livello globale sui bambini e gli adolescenti  fino ai 19 anni.

 

Aids, positivi test su vaccino terapeutico italiano

aidsTeam di ricerca dell’Università degli Studi di Brescia, guidato da Arnaldo Caruso, conclude positivamente la sperimentazione clinica del vaccino terapeutico “AT20” su pazienti infetti dal virus Hiv

Roma, 21 gennaio – Si conclude con risultati positivi la fase di sperimentazione del nuovo vaccino terapeutico ideato e realizzato dal professor Arnaldo Caruso, direttore dell’unità di Microbiologia dell’Università di Brescia, e dal suo staff, denominato ‘AT20’.  La scoperta scientifica ‘made in Italy’ poggia sulla funzione di neutralizzazione della proteina P17, ritenuta responsabile dell’insorgenza delle cosiddette “patologie correlate” all’Hiv, che sono la principale causa di morte quando ci si ammala di Aids. “Il virus è il vettore di una tossina che è proprio la p17” – Continue Reading

Aids, nuovo vaccino guarisce scimmie

sperimentazione-vaccino-hivSarà testato su persone il nuovo farmaco utilizzato per eliminare il Siv, l’equivalente del Hiv umano, da 16 macachi rhesus

Roma, 12 settembre – I risultati positivi ottenuti da una ricerca condotta dalla Oregon Health and Science University, che ha testato un nuovo vaccino per la cura dell’Aids su 16 esemplari di macachi  rhesus, hanno convinto gli scienziati a tentare la sperimentazione anche sull’uomo. Siv(Simian Immunodeficiency Virus), la sindrome che colpisce le scimmie, è il nome equivalente al Hiv umano e la ricerca, pubblicata su ‘Nature’ ha dato risultati sorprendenti rispetto al passato. L’équipe di studiosi ha esaminato una forma aggressiva di virus chiamato SIVmac239, che è fino a 100 volte più letale di Hiv . In test precedenti le scimmie infette erano morte nel giro di due anni, ma questa volta gran parte dei primati sono rimasti immuni. “Abbiamo usato criteri molto rigidi per fare questa sperimentazione – ha detto il professor Louis Picker, del Gene and therapy institute dell’Oregon Health and Science University – alla fine nel corpo delle scimmie non c’era traccia del virus”. Continue Reading

Aids verso la cura: due pazienti sottoposti a trapianto di midollo non hanno più bisogno di cure

AidsLa  notizia arriva  dall’International Aids Society Conference tenutasi a Kuala Lumpur.

Roma, 4 luglio – Ancora un passo avanti nella lotta contro l’Aids. L’ultima notizia viene dall’International Aids Society Conference tenutasi a Kuala Lumpur, in Malesia,  dove alcuni ricercatori del Brigham and Women’s Hospital (Bwh) di Boston, coordinati dal dottor Timothy Henrich, hanno riportano i casi di due pazienti con virus Hiv sottoposti al trapianto di midollo osseo che non hanno più bisogno di ricevere farmaci antiretrovirali e nei quali la malattia sembra ‘svanita’ dal loro sangue. Continue Reading

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