UNICEF su Giornata per la pulizia delle mani

I decessi di oltre 800 dei 1.400 bambini che muoiono per diarrea ogni giorno sono attribuibili ad acqua e servizi igienico sanitari inadeguati.

esterne151657191510165846_big15 ottobre 2015In occasione della 8a Giornata internazionale per la pulizia delle mani (“Global Handwashing Day”), che viene celebrata domani, l’UNICEF ricorda che lavarsi le mani con il sapone è una pratica poco diffusa in molti paesi, nonostante i benefici dimostrati per la salute dei bambini. I decessi di oltre 800 dei 1.400 bambini che muoiono per diarrea ogni giorno sono attribuibili ad acqua e servizi igienico sanitari inadeguati. I bambini nel primo mese di vita sono particolarmente vulnerabili a malattie trasmesse da mani non lavate. L’Africa Sub Sahariana, la regione con il più alto tasso di mortalità infantile al mondo, ha anche i livelli più bassi di pulizia delle mani. Secondo gli ultimi dati UNICEF-OMS nei 38 paesi della regione con dati disponibili, i livelli più alti si attestano sul 50%. Anche nelle strutture sanitarie spesso non ci sono posti dove lavarsi la mani: circa il 42% di questi nella Regione Africana dell’OMS non hanno risorse d’acqua disponibili nel raggio di 500 metri. La Giornata internazionale per la pulizia delle mani viene celebrata in tutto il mondo con diverse attività per ricordare l’importanza di lavarsi la mani con il sapone, soprattutto per i bambini. Repubblica Democratica del Congo: nelle scuole in tutto il paese sarà realizzata una gara di disegni sul lavaggio delle mani che coinvolgerà 300.000 studenti in 1.500 scuole; messaggi sull’importanza di questa pratica raggiungeranno 3.000.000 di persone in 5.500 villaggi.

  • Haiti: si svolgerà una partita di calcio (“Mani pulite” contro “Mani sporche”), oltre a parate, spot, canzoni, storie trasmesse dalle radio comunitarie, gare di disegno e dimostrazioni in luoghi pubblici sul lavaggio delle mani.
  • Kiribati (Oceania): tutte le 94 scuole primarie, 24 Scuole Secondarie Inferiori e 16 Scuole Secondarie Superiori parteciperanno ad iniziative di pulizia delle mani collettive. Gli studenti realizzeranno cartelloni e striscioni e promuoveranno il lavaggio delle mani con marce, canzoni, balli, spettacoli, discorsi, poesie.
  • Sri Lanka: il Governo ospiterà uno scambio di una settimana tra scuole per identificare le migliori pratiche per i programmi tra Asia e Pacifico. L’Ambasciatore UNICEF per il Sud Asia, il giocatore di Cricket Sachin Tendulkar, sarà coinvolto nella promozione dell’importanza del lavaggio delle mani.
  • Viet Nam: 8.000 bambini parteciperanno ad un evento che ha l’obiettivo di incoraggiare le famiglie a praticare il lavaggio delle mani con il sapone.

 L’8a Giornata Internazionale per la pulizia delle mani viene celebrata a meno di un mese dall’adozione da parte delle Nazioni Unite degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che includono per la prima volta l’igiene nell’agenda globale. Uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è di raggiungere un accesso adeguato ed equo ai servizi igienico sanitari entro il 2030. Secondo l’UNICEF i miglioramenti nell’igiene devono integrarsi con l’accesso all’acqua e ai servizi igienici, oppure i bambini continueranno ad essere vittime di malattie facilmente prevenibili come la diarrea. “Insieme con l’acqua potabile e l’accesso ai servizi igienico sanitari, l’igiene – in particolar modo lavarsi le mani con il sapone – è la terza essenziale gamba dello sgabello sul quale poggia l’Obiettivo legato all’acqua e ai servizi igienici”, ha dichiarato Sanjay Wijesekera, responsabile UNICEF per acqua e servizi igienico sanitari. “A partire dalla nascita – quando le mani non pulite di assistenti al parto possono trasmettere pericolosi agenti patogeni – passando poi all’infanzia, alla scuola e oltre, lavarsi le mani è fondamentale per la salute di un bambino. E’ uno degli interventi sanitari meno costosi, più semplici e concreti che abbiamo a disposizione”.

Carl Lewis alla Corsa Dei Santi

Il nove volte campione olimpico il primo novembre sarà a Roma per la corsa solidale capitolina. 

Carl Lewis at the Save The World Awards show 2009

Roma, 8 ottobre- La leggenda dello sport Carl Lewis alla “Corsa dei Santi” di Roma, il primo novembre 2015. Il “Figlio del vento”, nove medaglie d’oro olimpiche e otto mondiali, sarà stella e testimonial d’eccezione della  manifestazione solidale capitolina, in scena ogni anno nel giorno d’Ognissanti. La presenza del fuoriclasse statunitense, fra gli atleti più medagliati di sempre nella storia dell’atletica (il suo record di 10 medaglie ai Mondiali è stato battuto solo quest’anno a Pechino da Usain Bolt) arricchirà così una manifestazione che da otto anni combina corsa e solidarietà, in un percorso che – nel giorno della celebrazione di Tutti i Santi – parte e arriva da Piazza Pio XII, a ridosso di Piazza San Pietro. LA SOLIDARIETA’ – L’appello di quest’anno – una causa umanitaria ancora una volta proposta dalla Fondazione Don Bosco nel mondo – ripropone il tema del virus Ebola in Africa Occidentale e il sostegno ai missionari salesiani di Monrovia, che in Liberia assistono i bambini con cibo, scuola e assistenza sanitaria. Sarà possibile, dal 25 ottobre al 1 novembre, fare una donazione di 1 euro inviando un sms al numero 45598 da cellulare TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali,oppure 2 euro  chiamando il 45598 da rete fissa Telecom Italia, Fastweb, Vodafone e TWT. L’evento è promosso dalla Fondazione Don Bosco nel Mondo e realizzato dalla ASD Corsa dei Santi. I PERCORSI – La corsa propone due percorsi, uno agonistico di 10 chilometri e uno non competitivo di 3 chilometri, entrambi con partenza e arrivo in Piazza Pio XII, a ridosso di Piazza San Pietro, e un tracciato fra gli splendidi scorsci del centro storico di Roma. Lo scorso anno furono quasi 7.000 i partecipanti alle due prove. TV – Ancora una volta le fasi principali della corsa verranno trasmesse in diretta da Mediaset in uno Speciale TG5 condotto da Paola Rivetta che si soffermerà ad illustrare il progetto missionario solidale con ospiti e testimonial. 

UNICEF: Shakira e Angélique Kidjo, voci a sostegno di una nuova era di sviluppo per i bambini

Le due cantanti con Papa Francesco, Malala e alcuni bambini di tutto il mondo In una speciale cerimonia per l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 

Shakira-and-Angélique-Kidjo-performing-e144320327922427 settembre 2015 – Le Goodwill Ambassador dell’UNICEF Shakira e Angélique Kidjo hanno celebrato l’adozione oggi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile con una importante performance pubblica in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite con oltre 130 capi di Stato e di governo. Dopo il discorso di Sua Santità Papa Francesco, Shakira è salita sul palco per cantare “Imagine”, inno iconico di John Lennon di amore e di pace.”Viviamo in un mondo in cui molti di coloro che sono nati poveri moriranno poveri. Spetta a noi di essere la prima società a sradicare la povertà e portare la giustizia e l’uguaglianza alle persone più diseredate della terra, ha detto Shakira, appassionata sostenitrice dei diritti dei bambini, ai leader mondiali riuniti prima della sua performance. “I nostri figli hanno il diritto alle pari opportunità; di vivere in prosperità, di essere felici, in salute e al sicuro”. Angélique Kidjo, Goodwill Ambassador dell’UNICEF dal 2002, ha cantato una commovente versione di ‘Afirika’ – il suo inno al continente che chiama casa. “L’Africa e i bambini hanno molto da guadagnare dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ma hanno anche più da perdere se i nostri leader non si impegnano pienamente per questa nuova agenda per la pace e la prosperità”, ha detto Kidjo. “Come artista voglio utilizzare la mia voce per fare in modo che le persone in tutto il mondo comprendano i nuovi obiettivi globali e perché sono importanti, in modo che essi possano ritenere i loro leader responsabili per il loro successo o il fallimento”. Affiancata da un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, Malala Yousafzai ha poi consegnato un messaggio di speranza per i bambini di oggi prima che gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono stati ratificati dai leader mondiali. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano un ambizioso piano d’azione che mira ad eliminare la povertà estrema e la fame, garantire l’istruzione permanente di qualità per tutti, proteggere il pianeta e promuovere società pacifiche e inclusive. Questi nuovi obiettivi globali offrono una opportunità storica per dare ai bambini il giusto inizio alla vita che meritano; l’UNICEF ha avvertito che questa opportunità sarà sprecata se il mondo non metterà al centro gli sforzi e gli investimenti sui bambini più svantaggiati e vulnerabili.

 

UNICEF/Nigeria: oltre 1,4 milioni di bambini costretti a fuggire a causa del conflitto nel paese e nella regione.

l’UNICEF ha ampliato le sue operazioni salvavita a migliaia di bambini e alle loro famiglie colpiti dalle violenze

download18 settembre 2015 Secondo l’UNICEF, negli ultimi 5 mesi, un sensibile incremento degli attacchi del gruppo armato comunemente chiamato Boko Haram ha costretto alla fuga  500.000 bambini, portando a 1,4 milioni il numero totale dei bambini che si spostano nel nordest della Nigeria e nei paesi vicini. Solo nel nord della Nigeria, circa 1,2 milioni di bambini – oltre la metà dei quali sotto i 5 anni – sono stati costretti a lasciare le proprie case. Altri 265.000 bambini sono stati costretti a fuggire in Camerun, Ciad e Niger. “Ognuno di questi bambini che fugge per salvare la propria vita è  un’infanzia spezzata” ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa Centrale e Occidentale. “E’ veramente preoccupante vedere che i bambini e le donne continuano ad essere uccisi, rapiti e usati per trasportare bombe.”Insieme con i governi e i partner in tutti e quattro i paesi colpiti, l’UNICEF ha ampliato le sue operazioni salvavita a migliaia di bambini e alle loro famiglie colpiti dalle violenze. Dall’inizio dell’anno:

          Oltre 315.000 bambini sono stati vaccinati contro il morbillo;

          Più di 200.000 persone hanno ricevuto accesso ad acqua pulita;

          Circa 65.000 bambini sfollati e rifugiati hanno avuto accesso all’istruzione e hanno continuato ad studiare grazie alla distribuzione di materiali scolastici;

          Circa 72.000 bambini sfollati hanno ricevuto supporto psicologico;

          Circa 65.000 bambini sotto i 5 anni hanno ricevuto cure per malnutrizione acuta grave.

Tuttavia, l’appello lanciato dall’UNICEF per la risposta umanitaria nella regione del Lago Ciad è ancora sotto finanziato. L’UNICEF ha ricevuto solo il 32% dei 50,3 milioni di dollari richiesti quest’anno. A causa di questo deficit, oltre 124.000 bambini colpiti dal conflitto devono ancora essere vaccinati contro il morbillo, più di 83.000 non hanno ancora accesso ad acqua potabile e oltre 208.000 non vanno a scuola. “Con un incremento del numero di rifugiati e risorse non sufficienti, la nostra possibilità di distribuire aiuti salvavita sul campo è seriamente compromessa” ha continuato Fontaine. “Senza ulteriori aiuti, centinaia di migliaia di bambini che hanno bisogno di aiuto non avranno accesso a cure mediche di base, acqua pulita e istruzione”.

Sostieni la campagna UNICEF “Non è un viaggio. E’ una fuga. AIUTA I BAMBINI IN PERICOLO” con donazioni suwww.unicef.it/bambininpericolo

 

E’ possibile donare  anche tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

 

Commercio internazionale: Calenda in missione in Mozambico e in Congo (Brazzaville)

Con il Vice Ministro 90 rappresentanti di aziende e associazioni imprenditoriali italiane dei settori energia, infrastrutture, agri-food e meccanica.

accordoRoma, 31 agosto 2015 – Il Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, è da oggi in Mozambico per una missione di due giorni  nel paese, partner di primo piano per l’Italia in Africa sia per gli storici legami di amicizia (a Roma nel 1992 furono firmati gli Accordi di Pace che posero fine alla lunga guerra civile mozambicana), che per le prospettive di collaborazione economica. La missione è parte della strategia che da diversi anni il Governo italiano sta portando avanti per rafforzare  il dialogo con le autorità mozambicane, anche a sostegno delle nostre imprese: in particolare, dal 2013, si sono svolte ben 5 missioni imprenditoriali ed è stato aperto il nuovo ufficio ICE a Maputo. Il prossimo passo sarà l’inaugurazione, sempre nella capitale, dello Spazio Italia: si tratta di uno show-room a servizio delle aziende italiane, una vetrina per far conoscere al paese africano l’imprenditoria italiana. Negli ultimi 10 anni il Mozambico ha intrapreso un percorso di crescita economica tra i più promettenti nel Continente africano, che potrà essere  ampliato dal dinamismo in ambito minerario, in particolare per gli investimenti legati all’Oil&Gas, fattore che porterà numerose opportunità anche in altri settori, primi fra tutti le infrastrutture, ma anche l’agroindustria. La missione che il Vice Ministro sta guidando – organizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Ice Agenzia e Confindustria – prevede infatti un focus speciale sul settore Oil&Gas. Partecipano alla missione, e in particolare al programma dedicato al settore minerario, ben 90 rappresentanti di aziende italiane e delle associazioni imprenditoriali dell’energia, delle costruzioni e infrastrutture, dell’agroindustria, della meccanica. La missione del Vice Ministro Calenda inoltre è finalizzata ad accompagnare le oltre 60 nostre aziende che parteciperanno alla Fiera internazionale di Maputo, la FACIM (che avrà luogo dal 31 agosto al 6 settembre):  si tratta di una partecipazione imprenditoriale di alto livello, che anche quest’anno è pari a quella dei due nostri grandi competitors nel Paese – Sudafrica e Portogallo. Il Vice Ministro avrà inoltre una nutrita agenda di incontri istituzionali, con i Ministri dell’Industria e del Commercio, delle Opere Pubbliche, dei Trasporti e delle Telecomunicazioni, dell’Energia Rinnovabile e delle Risorse Minerarie. L’obiettivo di questi incontri è quello di avviare forti rapporti di collaborazione economico-commerciale anche con il nuovo esecutivo mozambicano.  A seguire il Vice Ministro Calenda si recherà nella Repubblica del Congo (Brazzaville) accompagnato da oltre 20 tra aziende e associazioni, per il follow-up delle iniziative avviate a seguito della precedente visita di Calenda del gennaio 2015 e della successiva missione in Italia del Presidente congolese, Sassou Nguesso. Il programma della visita a Brazzaville prevede, tra l’altro, l’inaugurazione del Centro Tecnologico per la Meccanizzazione Agricola di Oyo-Ollombo, allestito con macchinari italiani.

UNICEF, nuovo rapporto “Progress for Children”

Milioni di bambini dei paesi più poveri del mondo sono rimasti indietro nonostante i progressi a livello globale.

 

Sanjana Lodha eats her mid day meal at the Anganwadi centre in village Hilgna, district Guna in Madhya Pradesh.Despite being rich in natural resources like diamonds, Madhya Pradesh is more infamous for its poverty. It is home to around 50 million people who defecate in the open air without latrines (around 70% of its 72 million people). These people consequently do not have adequate hygiene, without soap and enough water to wash their hands after defecating. About 5% of the global total of open defecators can be found in this one Indian state alone. Madhya Pradesh is also home to some of the most undernourished children in India with 50% of under threeÕs suffering from stunting (chronic malnutrition), an indicator of long-term persistent nutrition deprivation that lead to poor physical growth and brain development in children with tragic implications for child survival, growth and development. As much as 50% of malnutrition is caused not by a lack of food or poor diets, but due to poor water, poor sanitation facilities and unhygienic practices - like not washing hands properly with soap.  2.5 billion cases of diarrhoea in children under-five are recorded worldwide every year , and in India diarrhoea caused 2,12,000 child deaths in 2010 alone. Moreover, many people do not recognise diarrhoea as a problem; because it is so recurrent it is thought to be normal, and they do not seek help. These numbers are therefore likely to be under reported.  UNICEF India/ 2013/ Manpreet Romana

Roma, 23 giugno  – Secondo i dati del nuovo Rapporto dell’UNICEF “Progress for Children”, considerate le proiezioni della crescita della popolazione, con il tasso attuale di progresso si stima che:

–          68 milioni di bambini sotto i 5 anni moriranno entro il 2030 soprattutto per cause prevenibili;

–          nel 2030, 119 milioni di bambini soffriranno di malnutrizione cronica;

–          nel 2030 mezzo miliardo di persone continuerà la pratica della deiezione all’aperto, mettendo in serio pericolo la salute dei bambini;

–          ci vorranno circa 100 anni perché tutte le ragazze delle famiglie più povere dell’Africa sub-sahariana potranno completare il ciclo scolastico di istruzione secondaria inferiore;

Il rapporto rileva anche importanti risultati raggiunti dal 1990:

–          Il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni è diminuito di oltre la metà: da 90 bambini che morivano ogni 1.000 nati vivi si è passati a 43 bambini che muoiono ogni 1.000 nati vivi;

–          i bambini sotto i 5 anni sottopeso e cronicamente malnutriti sono diminuiti rispettivamente del 42% e del 41% ;

–          la mortalità materna è diminuita del 45%;

–          circa 2,6 miliardi di persone hanno avuto accesso a fonti migliorate di acqua potabile.

Le differenze tra i più poveri e i più ricchi si stanno riducendo in oltre la metà degli indicatori analizzati dall’UNICEF:

–          In molti paesi, i più grandi traguardi nella sopravvivenza dei bambini e nella frequenza delle scuole sono stati rilevati nelle famiglie più povere;

–          il divario nei tassi di mortalità materna tra i paesi a basso e alto reddito si sono dimezzati tra il 1990 e il 2013.

Il rapporto sottolinea anche notizie negative: i progressi continuano a non includere circa 6 milioni di bambini che muoiono ogni anno prima di aver compiuto 5 anni, 289.000 donne che muoiono ogni anno durante il parto e 58 milioni di bambini che non frequentano la scuola primaria. Secondo l’UNICEF la comunità globale non raggiungerà milioni di bambini se il nuovo piano di sviluppo per i prossimi 15 anni non si concentrerà su quelli più svantaggiati. Secondo “Progress for Children: Beyond Averages”, l’ultimo Rapporto dell’UNICEF sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio per i bambini, nonostante gli importanti risultati raggiunti, diseguali opportunità hanno lasciato milioni di bambini in condizioni di povertà, esposti ad elevati rischi di morte prima del loro quinto compleanno, senza accesso alle scuole e in condizioni di malnutrizione cronica. “Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio hanno aiutato il mondo a realizzare progressi importanti per i bambini – ma ci hanno anche mostrato che molti di loro sono stati lasciati indietro,” ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “La vita  e il futuro della maggior parte dei bambini più svantaggiati sono importanti – non solo per se stessi, ma anche per le loro famiglie, comunità e società.” A causa delle diseguaglianze all’interno dei paesi, i bambini delle famiglie più povere hanno il doppio delle possibilità di morire prima del loro quinto compleanno e molte meno possibilità di raggiungere gli standard minimi nella lettura rispetto ai bambini delle famiglie più povere. I continui fallimenti nel raggiungere questi bambini possono avere conseguenze drammatiche. Secondo l’UNICEF, mentre i leader del mondo si preparano ad adottare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la maggior parte dei bambini svantaggiati dovrebbero essere al centro del nuovi obiettivi da raggiungere. Una migliore raccolta dati e disaggregazione – andando oltre le medie come quelle utilizzate per misurare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – possono aiutare a identificare i bambini più vulnerabili ed esclusi e sapere dove vivono. Sistemi più solidi per la salute a livello locale, l’istruzione e la protezione sociale possono aiutare ancora più bambini a sopravvivere e a svilupparsi. Investimenti più intelligenti mirati alle necessità dei bambini più vulnerabili possono produrre benefici nel breve e nel lungo periodo. “Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile rappresentano un’opportunità per applicare la lezione che abbiamo imparato e per raggiungere i bambini che hanno più bisogno; se non riusciremo a farlo, sarà una vergogna”, ha dichiarato Lake. “Una maggiore equità nelle opportunità per i bambini di oggi significa minore diseguaglianza e maggiori progressi a livello globale domani”.

Roma – Italia. Dimensioni transcontinentali dell’immigrazione.

I gruppi nazionali più numerosi tra percorsi di inserimento e legami con i paesi di origine “Affari Sociali Internazionali – Nuova Serie” n. 1-2/2015

20051228 - IMMIGRAZIONE, CONSULTA BOCCIA ALTRA NORMA DELLA BOSSI-FINI  - Un barcone di immigrati nelle acque dell'isola di Lampedusa (Agrigento) in un'immagine d'archivio del 22 giugno scorso. FRANCO LANNINO/ARCHIVIO ANSA/ji

Roma, 23 giugno – Una ricerca sulle più numerose collettività immigrate a Roma promossa dall’Istituto di Studi Politici San Pio V a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS Nel panorama dell’immigrazione italiana, l’area romana gioca un ruolo di assoluto rilievo. Sono oltre 500mila i cittadini stranieri residenti nell’intera Città Metropolitana, pari a oltre un decimo del totale nazionale, dei quali oltre 350mila nel Comune di Roma Capitale. Le loro provenienze e caratteristiche sono tra le più diverse e, nell’insieme, attestano un insediamento sempre più stabile e radicato sul territorio. Di questa variegata realtà si è interessato l’Istituto di Studi Politici San Pio V, dando incarico al Centro Studi e Ricerche IDOS di realizzare una ricerca sul tema, che fotografasse la situazione dei gruppi nazionali più numerosi. La pubblicazione esce come numero monografico della rivista “Affari Sociali Internazionali – Nuova serie” (n. 1-2/2015) con il titolo Roma – Italia. Dimensioni transcontinentali dell’immigrazione. I gruppi nazionali più numerosi tra percorsi di inserimento e legami con i paesi di origine. A coordinare la ricerca è stata Maria Paola Nanni con il supporto del corpo redazionale di IDOS. Sono state prescelte, per ciascun continente di origine dei migranti, le due collettività più numerose tra i residenti stranieri nel Comune di Roma Capitale, senza tener conto della distinzione tra cittadini comunitari e cittadini di paesi terzi: romeni e ucraini per l’Europa, egiziani e marocchini per l’Africa, filippini e bangladesi per l’Asia, peruviani ed ecuadoriani per l’America Latina. Di ciascun gruppo viene presentato un ritratto a tutto tondo, che unisce l’analisi dei dati statistici più aggiornati alla ricostruzione dell’evoluzione storica dell’insediamento, con specifica attenzione ai percorsi di inserimento sociale e lavorativo nell’area romana, messi a fuoco anche grazie all’ascolto di testimoni privilegiati rappresentanti delle collettività stesse. Il tutto, con una prospettiva di ampio respiro che, seppure centrata sul territorio romano, resta aperta tanto alla dimensione nazionale che all’esplorazione dei rapporti con i paesi di origine. Le riflessioni che ne derivano sono in larga misura estendibili anche ad altre collettività immigrate e aiutano a ricomporre un quadro unitario di Roma come città internazionale. Si individuano, inoltre, chiavi di lettura unificanti rispetto ai vari continenti:

· per l’Europa, la vicinanza e l’appartenenza allo stesso processo di integrazione continentale;

· per l’Africa, l’obiettivo dello sviluppo e della cooperazione;

· per l’Asia, l’avvicinamento a quello che sarà il fulcro dell’economia mondiale;

· per l’America, continente che ha accolto nei due secoli precedenti flussi massicci di italiani, la memoria di un passato che costituisce un sussidio per meglio affrontare i temi più attuali della mobilità internazionale. 2 I cambiamenti intervenuti nell’ultimo decennio, in particolare, hanno visto triplicare la presenza di cittadini immigrati nell’area romana, come anche nella Regione Lazio. In questo quadro, alcune collettività sono cresciute di più rispetto alla media, come i bangladesi (aumentati di oltre 8 volte nel Comune di Roma tra il 2004 e il 2014), gli ucraini (quasi 7 volte di più) e i romeni (5 volte di più). I filippini e i bangladesi, inoltre, si distinguono per una concentrazione nel Comune di Roma particolarmente spiccata (oltre 1 su 4 rispetto all’insieme dei connazionali residenti in Italia e oltre 9 su 10 rispetto a quelli presenti nel Lazio, a fonte di una media relativa all’intera presenza straniera di 6 su 10). Riassumendo i cambiamenti intervenuti, Ugo Melchionda, presidente di IDOS, sottolinea che “il potere di attrazione di Roma è rimasto pressoché intatto, nonostante la crisi, anche perché i servizi alla persona e il commercio trainato dalla vocazione turistica della Capitale sono stati ‘settori rifugio’ per i lavoratori migranti”. In questa ricerca, in cui Roma si staglia sempre più come un ‘laboratorio del futuro’, che indica in anticipo quali saranno i prossimi scenari dell’Italia, la società appare sollecitata a configurarsi sempre più come internazionale, interculturale, interreligiosa e imprenditoriale, assicurando nello stesso tempo l’inte(g)razione, la coesione sociale e lo sviluppo. È questo l’obiettivo che il presidente dell’Istituto di Studi Politici “San Pio V”, Antonio Iodice, sottolinea con forza nella sua prefazione, in cui si sofferma su “lo scarto tra impegno e indifferenza, tra responsabilità e inazione, tra approfondimento e superficialità” e sottolinea che “le statistiche indicano un percorso di condivisione e di dialogo”, particolarmente utile per proteggersi dalle “raffiche di vento del populismo e della xenofobia”.

Domani, 25 aprile: Giornata Mondiale contro la Malaria

UNICEF:  oltre 1.200 bambini muoiono ogni giorno per la malaria, 50 ogni ora

malariaRoma, 24 aprile – “Dal 2000 le morti di bambini dovute alla malaria sono diminuite del 40%, ma i bambini sotto i 5 anni rappresentano ancora il 78% delle morti globali dovute a questa malattia, 456.000 l’anno. Questo significa che oltre 1.200 bambini muoiono ogni giorno per la malaria – circa 50 ogni ora”, ha ricordato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia – “Nessun bambino dovrebbe morire per la malaria. A nessun bambino e a nessuna donna in gravidanza dovrebbe essere negato l’accesso alle cure disponibili a causa del luogo in cui vivono o di quanto poveri essi siano. Le morti per malaria sono prevenibili. Dipende da tutti noi – governi, comunità internazionale, operatori sanitari o donatori – mettere in atto le misure per sconfiggere questa devastante malattia un volta e per tutte”, ha concluso Guerrera.

Principali dati e informazioni sulla malaria:

  • Nel 2013 circa 584.000 persone nel mondo sono morte a causa della malaria. Il 90% di queste morti sono avvenute in Africa. In totale erano stati registrati circa 198 milioni di casi di malaria.
  • Tra il 2001 e il 2013, 4,3 milioni di vite sono state salvate grazie ad un migliore accesso a prevenzione, diagnosi e trattamento della malaria. Di questi, il 92% (3,9 milioni) erano bambini sotto i 5 anni nell’Africa Sub Sahariana.
  • Proteggere le donne in gravidanza è fondamentale nella lotta a questa malattia. La malaria nelle donne in gravidanza contribuisce significativamente alla morte delle madri e dei bambini. Ogni anno fino a 10.000 donne e 200.000 bambini sotto un anno muoiono per malaria.
  • Le strategie per prevenire la malaria per le donne incinta sono semplici e poco costose: il Trattamento preventivo intermittente (IPTp) costa 12 centesimi a dose (meno di 50 centesimi per il ciclo completo) e le Zanzariere Trattate con Insetticida (ITNs) ora costano solo 5 dollari  – compresi i costi di distribuzione.
  • Le visite prima della nascita di un bambino rappresentano un’ottima opportunità per distribuire IPTp alle donne in gravidanza, anche se l’accesso alle visite è basso e non equo. Solo 4 donne su 10 nelle aree rurali effettuano le 4 visite raccomandate prima della nascita del proprio bambino, rispetto a 7 donne su 10 nelle aree urbane.
  • Somministrate IPTp durante le visite prenatali può ridurre la mortalità neonatale del 31% e la possibilità di riscontrare un basso peso dei bambini alla nascita del 43%. In ogni caso nei paesi endemici dell’Africa sub sahariana più di 3 donne in gravidanza  su 4 non riceve IPTp, che significa approssimativamente che 28 milioni di bambini nati vivi nel 2014 non erano stati protetti dalla malaria.
  • Eliminare la malaria può far risparmiare alle economie dei soli paesi dell’Africa Sub Sahariana 270 milioni di dollari.

La giornata Mondiale contro la Malaria quest’anno ha come tema: “Investire nel futuro: Sconfiggiamo la Malaria”. L’UNICEF diffonderà sui social media dei messaggi importanti con l’hashtag #defeatmalatia. “Dal 2000 le morti di bambini dovute alla malaria sono diminuite del 40%. Quest’anno la giornata Mondiale contro la Malaria ci ricorda dove siamo arrivati. Anche se la morte di mezzo milione di bambini in un anno è un importante segnale del fatto che senza maggiori sforzi e investimenti questa malattia resterà per tutti noi una sfida da vincere per molto altro tempo”, ha detto Mickey Chopra, Direttore Associato dell’UNICEF per i Programmi  e Responsabile della  Salute.

 

 

Mudec, aperte le prenotazioni per la serata inaugurale delle due mostre “Africa” e “Mondi a Milano”

Il 26 mattina intitolazione del “Largo delle Culture” e la sera apertura straordinaria degli spazi del Museo delle Culture

mudecMilano, 23 marzo  – Sarà attiva a partire dalle ore 11 di lunedì 23 la pagina on line per partecipare alla speciale preview delle due grandi mostre che apriranno gli spazi del Museo delle Culture (MUDEC). Una serata speciale che si aprirà giovedì 26 marzo alle 21.30 e fino a mezzanotte permetterà a mille cittadini di visitare gratuitamente e in anteprima le esposizioni “Africa” e “Mondi a Milano”, ideate in occasione di Expo Milano 2015 per raccontare il legame antico di Milano con le Esposizioni Universali e con le culture di tutto il mondo. Sarà possibile prenotare uno dei mille biglietti gratuiti messi a disposizione dei cittadini registrandosi a questo link:http://preview26marzo.eventbrite.it
La giornata di festa per la città inizierà già a partire dalle ore 11.30, quando si aprirà la cerimonia di intitolazione del Largo delle Culture: la piazza che si affaccia sul quartiere ex Ansaldo, che ospita il Museo delle Culture, all’incrocio tra le vie Bergognone e Tortona, diventerà ufficialmente “Largo delle Culture”, proprio per sottolineare la nuova identità di quella zona, in grado non solo di accogliere e rappresentare i diversi linguaggi artistici della cultura internazionale di ieri e di oggi, ma anche di trasformarsi in straordinario laboratorio della creatività artistica, musicale, performativa del presente e del futuro.

UNICEF, #wateris per Giornata Mondiale dell’Acqua

750 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile.In media, circa 1.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie diarroiche legate  ad acqua non sicura, mancanza di servizi igienico sanitari o scarsa igiene.

 

large_CAO9jsrU0AAdylWRoma, 21 marzo  – In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, secondo l’UNICEF l’accesso all’acqua potabile è stato uno dei più grandi traguardi raggiunti tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ma per 748 milioni di persone ancora nel mondo, riuscire ad avere solo l’accesso a questi servizi di base resta una sfida. Dal 1990, circa 2,3 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso a fonti migliorate di acqua potabile. Pertanto, l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare a livello globale la percentuale di persone che non hanno accesso all’acqua è stato raggiunto 5 anni prima del 2015. Oggi sono  solo 3 i paesi – Repubblica Democratica del Congo, Mozambico e Papua Nuova Guinea – dove più della metà della popolazione non ha accesso a fonti migliorate di acqua potabile. Nonostante i traguardi raggiunti, ci sono ancora grandi diseguaglianze. Dei 748 milioni di persone che nel mondo non hanno ancora accesso all’acqua, il 90% vive in aree rurali e vengono escluse dai progressi realizzati dai propri paesi. Per i bambini la mancanza di accesso all’acqua può essere tragica. In media, circa 1.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie diarroiche legate  ad acqua non sicura, mancanza di servizi igienico sanitari o scarsa igiene. Per le donne e le bambine, l’andare a prendere l’acqua toglie loro tempo che potrebbero dedicare allo studio o alla famiglia. Nelle aree non sicure sono esposte anche a rischi di violenza e attacchi. Secondo l’UNICEF , solo in Africa ogni anno le persone spendono 40 miliardi di ore per andare a prendere l’acqua. In Africa Sub Sahariana, la regione che nel 1990 aveva la più bassa copertura, dal 2000 sta ottenendo accesso all’acqua potabile con un tasso di 50.000 persone al giorno. Ciononostante, nella regione vivono  ancora 2 persone su 5  tra quelle che, a livello globale, non hanno accesso all’acqua – in altre parole 325 milioni di persone. Molti dei paesi della regione non sono ancora sulla strada per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo del Millennio. Un gran numero di persone senza accesso all’acqua vive anche in Cina (112 milioni di persone) e in India (92 milioni). “Le tappe per l’accesso all’acqua potabile, dal 1990, hanno rappresentato progressi importanti nonostante le incredibili difficoltà,” ha dichiarato Sanjay Wijesekera, Responsabile UNICEF  per i programmi all’Acqua e ai Servizi igienico sanitari. “Ma c’è ancora tanto da fare. L’acqua è la vera essenza della vita e circa 750 milioni di persone – tra le più povere e ai margini – ancora oggi vedono negato questo diritto umano di base.” L’UNICEF lavora con i  Governi e i suoi partner per promuovere metodi innovativi e concreti per garantire a tutti accesso all’acqua sicura.

 

  • In Bangladesh, l’UNICEF ha utilizzato un nuovo approccio per raccogliere l’acqua piovana e pomparla nelle falde idriche superficiali, raggiungendo sicurezza idrica per circa 1 milione di persone, il cui terreno si era salinizzato.
  • Nel 2014 nella Repubblica Democratica del Congo, con il modello “Villaggi Sani”, più della metà di 1 milione di persone ha avuto accesso a fonti migliorate di acqua e servizi igienico sanitari nelle proprie comunità, e 229 scuole hanno ricevuto acqua e i servizi igienico sanitari.

 

Sulla base dei successi raggiunti l’anno scorso, l’UNICEF e i suoi partner sono ancora quest’anno impegnati in una campagna sui social media con l’hashtag #wateris, per aiutare a diffondere consapevolezza sul tema e sottolineare i problemi che affrontano tutti coloro che non hanno ancora accesso all’acqua potabile.

 

 

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