Rapporto UNICEF-UNAMA su Afghanistan: nel 2015 257 attacchi a operatori sanitari e scolastici.

Nicholas Haysom:  “I dati del rapporto sono profondamente allarmanti. E’ inaccettabile che gli insegnanti, i medici e le infermiere siano soggetti a violenze o minacce e che le scuole e le strutture mediche siano utilizzate in modo diverso o attaccate” 

unicef319 aprile 2016 – Secondo un nuovo rapporto* realizzato dall’UNICEF e da UNAMA/Missione di Assistenza ONU in Afghanistan, i bambini in Afghanistan hanno sempre più difficoltà ad accedere ai servizi sanitari e all’istruzione. Nel 2015, le violenze causate dal conflitto hanno provocato la parziale o totale chiusura di oltre 369 scuole, colpendo più di 139.000 studenti e 600 insegnanti. Nel 2015 sono stati documentati 125 incidenti accaduti a personale medico-sanitario – rispetto ai 59 del 2014 – con ripercussioni negative sull’accesso alla salute: 20 operatori sanitari sono stati uccisi, 43 feriti e 66 sequestrati. Sono stati documentati anche 132 episodi, legati al conflitto, che hanno colpito l’accesso all’istruzione e il personale scolastico: 11 operatori scolastici sono stati uccisi, 15 feriti e 49 rapiti. Questi dati sono in forte aumento rispetto al 2014. Dei 257 episodi documentati, la maggior parte riguardavano: minacce e intimidazioni, con un incremento rispetto al 2014 del 182%. Le minacce e le intimidazioni comprendono: minacce di morte, assalti a personale sanitario e scolastico, chiusura forzata delle scuole, lettere che vietavano la frequenza scolastica, in particolar modo per le ragazze, estorsioni e altri atti violenti. UNAMA e UNICEF hanno documentato anche episodi di ordigni improvvisati fatti esplodere vicino le scuole e gli ospedali, uccidendo e ferendo personale sanitario e scolastico. Il rapporto documenta come le violenze, le minacce e le intimidazioni da parte di tutte le parti in conflitto minino il personale sanitario e scolastico e abbiano ridotto la disponibilità di strutture sanitarie e limitato l’accesso dei bambini ai servizi sanitari e l’istruzione di base. Il rapporto riguarda un periodo di 3 anni: dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2015. “I dati del rapporto sono profondamente allarmanti. E’ inaccettabile che gli insegnanti, i medici e le infermiere siano soggetti a violenze o minacce e che le scuole e le strutture mediche siano utilizzate in modo diverso o attaccate,” ha dichiarato Nicholas Haysom, Rappresentante Speciale in Afghanistan del Segretario Generale delle Nazioni Unite. “Tutte le parti devono attuare misure per proteggere le scuole e i servizi sanitari in Afghanistan”. “Nel 2015 i bambini hanno avuto sempre più difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari e scolastici in Afghanistan a causa dell’insicurezza e delle violenze legate al conflitto, ulteriormente aggravate da alti livelli di povertà cronica in tutto il paese,” ha dichiarato Akhil Iyer, Rappresentante UNICEF in Afghanistan. Il rapporto sottolinea la particolare vulnerabilità che devono affrontare le ragazze, come attacchi, minacce, divieti espliciti per l’accesso all’istruzione. “Le violenze legate al conflitto non solo mettono i bambini afghani a rischio, ma limitano anche i loro diritti fondamentali all’istruzione e alla salute,” ha dichiarato Danielle Bell, Direttore Diritti Umani UNAMA. “Gli sforzi devono essere raddoppiati per permettere ai bambini – in particolar modo alle bambine – accesso libero e sicuro ai servizi sanitari e all’istruzione.”

*“Education and Healthcar at Risk – Key trends and incidents affecting children’s access to healthcare and education in Afghanistan”

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– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

UNICEF: nel 2015 oltre 16 milioni di bambini sono nati in zone di conflitto, un neonato ogni 2 secondi.

Campagna di raccolta fondi “Bambini in Pericolo” con numero solidale 45594

ImageProxy17 dicembre 2015 – Secondo l’UNICEF, ogni due secondi un bambino viene alla luce nel mezzo di un conflitto, spesso in circostanze spaventose e senza accesso a cure mediche . Nel 2015 oltre 16 milioni di bambini sono nati in zone di conflitto – 1 bambino su 8 tra tutti i bambini nati quest’anno nel mondo. “Troppi bambini iniziano la propria vita in circostanze inaccettabili – durante un conflitto, una catastrofe naturale, in condizione di estrema povertà, di malattie e malnutrizione. Sono bambini in pericolo, che non hanno scelta, che conoscono l’inferno quasi prima di nascere” ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia – “Per questo Natale   abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi ‘Bambini in pericolo’ per chiedere a tutti un impegno di solidarietà. E’ possibile inviare un sms o chiamare il numero 45594 per garantire a milioni di bambini vulnerabili istruzione, protezione e assistenza”.

Alcuni drammatici dati UNICEF sui bambini in pericolo:

– Nei primi nove mesi del 2015 oltre 200.000 bambini hanno richiesto asilo nei paesi dell’Unione Europea, aggiungendosi ai 30 milioni di bambini nel mondo costretti a lasciare le proprie case nel 2014 a causa di guerra, violenza e persecuzione. Risultano sfollate molte più persone adesso che durante la II Guerra Mondiale.

– Oltre 250 milioni di bambini – 1 su 9 – vivono in paesi e aree in conflitto e devono affrontare ostacoli enormi per la loro salute, la loro istruzione e il loro benessere.

– Oltre 500 milioni di bambini vivono in aree in cui le inondazioni sono estremamente comuni e circa 160 milioni vivono in zone soggette ad un elevata siccità.

-I bambini rappresentano quasi la metà di tutte le persone che vivono in estrema povertà, anche se costituiscono un terzo della popolazione mondiale.

Nei paesi colpiti da conflitti come Afghanistan, Repubblica Centrafricana, Iraq, Sud Sudan, Siria e Yemen, o durante viaggi pericolosi per scappare dai conflitti, i bambini neonati e le loro madri affrontano rischi enormi. Le donne in gravidanza rischiano di partorire senza cure mediche e in  difficili condizioni igieniche. Oltre ai conflitti, la povertà, gli effetti del cambiamento climatico e la mancanza di opportunità stanno rendendo questi bambini ancor più vulnerabili e  milioni sono stati costretti ad affrontare viaggi pericolosi lontani dalle loro case. “I recenti e ambiziosi accordi  presi dai leader del mondo sui cambiamenti climatici e su una nuova agenda per lo sviluppo globale rappresentano un enorme opportunità se vogliamo rendere concrete le nostre promesse per i bambini più vulnerabili”, ha continuato Guerrera.- “Possiamo rendere il 2016 un anno di speranza per milioni di bambini e non un anno di disperazione”.

 Dal 14 dicembre fino al 3 gennaio 2016 sarà possibile sostenere la campagna UNICEF “Bambini in pericolo” e donare:

-2 euro per ciascun SMS al 45594 inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali.

-2 euro per ciascuna chiamata fatta al 45594 da rete fissa Vodafone e TWT.

-2 oppure 5 euro per ciascuna chiamata effettuata al 45594 da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

I fondi raccolti saranno interamente devoluti alla campagna “Bambini in pericolo” per garantire istruzione, protezione, assistenza, istruzione a milioni di bambini vulnerabili.

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Oltre che con l’SMS solidale, è possibile donare anche tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

UNICEF su Terremoto in Afghanistan e Pakistan: bambini “tagliati fuori” dagli aiuti

Karin Hulshof: “Siamo profondamente preoccupati per la sicurezza e il benessere dei bambini”

ScreenHunter_677-Apr.-21-03.0227 ottobre 2015 – L’UNICEF lancia un allarme per i bambini che si trovano nelle aree colpite dal terremoto in Afghanistan e Pakistan: devono affrontare ulteriori pericoli potenzialmente mortali  poiché  le condizioni estreme e l’insicurezza “tagliano” le comunità fuori  dagli aiuti. Dopo la scossa di magnitudo 7,5, circa 200 persone sono morte – comprese 12 studentesse –  e circa 1.000 ferite;  si pensa che la metà delle persone colpite siano bambini. Forti piogge e neve si stanno abbattendo sulle aree remote  e montane colpite dal sisma negli ultimi due giorni. Le comunicazioni sono scarse e l’accesso a queste aree è reso ancor più arduo dalle difficili condizioni del terreno e delle operazioni di sicurezza. “Siamo profondamente preoccupati per la sicurezza e il benessere dei bambini, che corrono già grandi rischi in ogni disastro e adesso sono in pericolo di morire a causa di queste condizioni,  anche per il brusco calo delle temperature”,  ha dichiarato Karin Hulshof, Direttore Regionale UNICEF per  l’Asia Meridionale. Molte di queste aree colpite dal terremoto sono completamente inaccessibili, mentre buona parte del resto della regione coinvolta è difficile da raggiungere anche in circostanze normali. L’UNICEF Afghanistan e Pakistan stanno lavorando con i Governi nazionali e sono pronti per distribuire aiuti salva vita a decine di migliaia di bambini colpiti e alle loro famiglie. L’UNICEF avverte che i  servizi igienico sanitari, la nutrizione e l’istruzione saranno posti ancora di più sottopressione, ed  un maggior numero di bambini sarà a rischio.

È possibile sostenere l’UNICEF con una donazione tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,
– carta di credito online sul sito www-unicef.it,
– oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000
– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

UNICEF su morte degli operatori umanitari e dei pazienti nell’ospedale in Afghanistan.

Dichiarazione del Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake

MSF-320x2345 ottobre 2015 – “Tutti noi dell’UNICEF siamo scioccati e rattristati per la morte degli operatori umanitari di Medici Senza Frontiere e dei loro pazienti, dopo un attacco aereo su un ospedale nel nord dell’Afghanistan.”Ci uniamo alle famiglie, ai colleghi e agli amici di coloro che hanno perso la vita e che sono stati feriti, in lutto per la perdita di veri eroi dedicati a rendere il mondo un posto migliore.”Loro e gli operatori umanitari che rischiano la propria vita per gli altri in alcuni dei luoghi più pericolosi al mondo meritano la nostra grande ammirazione”.

L’UNICEF lancia un nuovo appello per aiutare i bambini migranti e rifugiati in Europa

In Italia lanciata la campagna di raccolta fondi “ BAMBINI IN PERICOLO”

UNI19628725 settembre 2015 – L’UNICEF ha lanciato un appello per 14 milioni di dollari per assistere i bambini rifugiati e migranti in Europa, in seguito ad un aumento dell’80% del numero di bambini in fuga nel continente – molti scappano dai conflitti in Siria, Iraq e Afghanistan. In totale, tra gennaio e luglio 2015, 133.000 bambini hanno cercato asilo nell’Unione Europea – in media 19.000 bambini al mese, secondo gli ultimi dati disponibili Eurostat. 1 richiedente asilo su 4 è un bambino. “Con così tanti bambini in fuga, e con l’arrivo dell’inverno in Europa, la priorità deve essere prendersi cura di questi bambini adesso”,  ha dichiarato Marie Pierre Poirier, Coordinatore Speciale UNICEF per la crisi rifugiati e migranti in Europa. “Lavorando con i governi e altri partner in Europa, ovunque il nostro supporto sia necessario, l’UNICEF farà il possibile affinchè i bambini rifugiati e i migranti siano al sicuro, in salute e i loro diritti e la loro dignità vengano pienamente rispettati”.

Tra le differenti tipologie di assistenza che l’UNICEF può fornire, l’appello per i prossimi 12 mesi è destinato a:

–          Supportare servizi come Spazi a Misura di Bambino presso i centri di accoglienza,

–          Fornire alle famiglie informazioni sulla salute e la nutrizione dei bambini,

–          Garantire programmi d’istruzione e apprendimento,

–          Dare supporto tecnico e assistenza ai governi e altri partner, in aree come la protezione e i diritti dei bambini, garantendo supporto psicologico, prevenzione, risposta alla violenza e protezione dal traffico,

–          Sostenere e proteggere i bambini non accompagnati e separati.

L’UNICEF sta offrendo anche assistenza ai governi europei così che le loro politiche e procedure nei confronti dei bambini rifugiati e migranti siano realizzate nel superiore interesse dei bambini e in linea con gli standard internazionali. Poiché  il numero di bambini rifugiati e migranti in arrivo in Europa è incrementato negli ultimi mesi, l’UNICEF sta già aumentando il suo sostegno in Croazia, Serbia e Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e sta dando il nuovo supporto ai governi e partner locali per identificare le necessità in Grecia, Ungheria, Slovenia e Austria. L’UNICEF ricorda che i programmi di risposta umanitaria in Siria e nei paesi vicini, dove in totale circa 7,6 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza, restano ancora gravemente sotto finanziati. Dei 903 milioni di dollari richiesti per il 2015, fino ad ora quest’anno è stata raccolta solo circa metà . “In Italia abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi ‘“Non è un viaggio. E’ una fuga. AIUTA I BAMBINI IN PERICOLO” a sostegno dei bambini rifugiati e migranti” – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia – “Per proteggere e aiutare tutti i bambini in fuga e in cerca di protezione.”

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E’ possibile donare  anche tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

 

UNICEF: il Goodwill Ambassador Novak Djokovic tra i bambini rifugiati e migranti in Serbia

In Serbia 129.947 persone sono stati registrate come richiedenti asilo

UNI19690724 settembre 2015 – Novak Djokovic, Goodwill Ambassador dell’UNICEF ha visitato uno spazio a misura di bambino sostenuto dall’UNICEF a Belgrado e ha incontrato alcuni dei bambini rifugiati e migranti che hanno attraversato la Repubblica di Serbia nel loro cammino verso l’Europa occidentale. E’ rimasto  profondamente colpito dalla situazione dei bambini, che costituiscono quasi un terzo della popolazione di rifugiati e migranti, la maggior parte in fuga dalla violenza in Siria, Afghanistan e Iraq.“Questi bambini hanno viaggiato con le loro famiglie per giorni, sopportando un fortissimo caldo,  così come notti umide e fredde. Sono fisicamente esausti e psicologicamente traumatizzati”, ha dichiarato Djokovic. “Gli spazi a misura di bambino che l’UNICEF ha realizzato danno loro un posto sicuro per riposare, giocare e ricevere supporto psicosociale da professionisti qualificati.”Dall’inizio dell’anno, in Serbia 129.947 persone sono stati registrate come richiedenti asilo. Secondo le stime dell’UNHCR, almeno lo stesso numero di persone ha attraversato la Serbia senza registrazione.  L’UNICEF ha istituito due spazi a misura di bambino,equipaggiati con  materiale didattico e giocattoli; uno nel comune di Presevo vicino alla confine con la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia e il secondo nella capitale Belgrado. In ciascuno di questi spazi, fino a 50 bambini per volta possono giocare e ricevere supporto psicosociale. Quasi 1.100 bambini, la maggior parte tra i 6 ei 10 anni, hanno finora riposato e giocato in questi spazi sicuri. In risposta all’attuale crisi, l’UNICEF Serbia ha aumentato gli operatori sociali a Presevo e a Belgrado per individuare i bambini più vulnerabili e le famiglie e dare loro un sostegno adeguato. Gli operatori UNICEF contribuiscono inoltre a sviluppare procedure standard in caso in cui viene identificato un minore non accompagnato. A Presevo e Belgrado sono stati allestiti due angoli, dove le madri che allattano possono continuare a farlo e ricevere informazioni sanitarie. Circa 200 neonati e bambini saranno alimentati in questi spazi, dove sarà monitorato il loro stato nutrizionale. Per proteggere i migranti e rifugiati , l’UNICEF e i suoi partner stanno dando le informazioni sulle mine antiuomo, visto che molte famiglie sono ora in viaggio attraverso la Croazia,dove ci sono ancora mine e ordigni inesplosi lasciati dai recenti conflitti. “I bambini rifugiati e migranti devono essere adeguatamente protetti in linea con la Convenzione sui diritti del bambino”, ha detto Djokovic. “Questi  e molti altri bambini rifugiati e migranti in Europa vivono in condizioni inadeguate. Molti dormono fuori, all’aria aperta. E con l’avvicinarsi dell’inverno, la salute dei bambini è particolarmente a rischio”. Ha poi aggiunto: “E’ chiaro che il modo migliore per aiutare questi bambini disperati è  un’azione coordinata per affrontare le cause profonde di queste grandi spostamenti – attraverso sforzi diplomatici più vigorosi che pongano fine ai conflitti, e portando aiuti umanitari e programmi di sviluppo nei paesi di origine”.

L’UNICEF esorta i leader Europei a trasformare rapidamente i nuovi impegni per i bambini rifugiati e migranti in azioni concrete.

Nei primi sei mesi del 2015, 106.000 bambini hanno cercato asilo nell’Unione Europea

unicef11 settembre 2015 – L’UNICEF accoglie positivamente gli impegni crescenti dei leader Europei per sostenere i rifugiati e i migranti – impegni che dovrebbero adesso dare il via ad azioni urgenti da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea per proteggere pienamente i diritti dei bambini. Fino ad ora, per quest’anno, i bambini costituiscono già un quarto di tutte le persone alla ricerca di asilo in Europa. Nei primi sei mesi del 2015, 106.000 bambini hanno cercato asilo nell’Unione Europea, la maggior parte provengono da Siria, Iraq e Afghanistan – un aumento di quasi il 75% rispetto al 2014.“Proteggere i bambini rifugiati e migranti da pericoli, in particolar modo con l’arrivo dell’inverno, deve essere la questione principale della risposta dell’Europa”, ha dichiarato Yoka Brandt, Vice Direttore generale dell’UNICEF, parlando prima della Riunione dell’Unione Europea, del prossimo lunedì, nella quale saranno discussi i prossimi passi per far fronte alla crisi che coinvolge i rifugiati e i migranti. “Tutti questi bambini, che hanno già sofferto tanto, hanno il diritto di essere protetti e che la loro dignità venga rispettata. Adesso è il tempo di rendere concreti questi diritti.”

Le azioni più urgenti per i bambini sono:

–          Tenere le famiglie insieme in ogni momento, attraverso programmi di localizzazione e ricongiungimento familiare per i bambini che arrivano non accompagnati o che sono stati separati durante il viaggio;

–          Accesso alle procedure di asilo, che devono essere intraprese dando sempre priorità al superiore interesse dei bambini;

–          Garantire supporto professionale ai bambini e alle loro famiglie, che tuteli i diritti dell’infanzia, qualunque sia il loro status legale e durante ogni passo del percorso;

–          Investimenti economici sufficienti nei sistemi di protezione dell’infanzia, nei servizi e nelle risorse, cosicché i bambini vegano supportati da esperti per il benessere dei minorenni, con gli stessi alti standard delle cure che vengono garantite ai bambini degli Stati Membri.

–          Impegni continui per ridurre la minaccia di traffico e altri rischi. Tutti i bambini, soprattutto quelli non accompagnati o separati dalle loro famiglie, sono più vulnerabili a sfruttamento, violenza e abuso, in transito e una volta arrivati nei paesi di destinazione.

–          Progettare programmi di trasferimento e reinsediamento e strutture di accoglienza che siano a misura di bambino; che comprendano anche appropriati servizi sanitari, attività scolastiche e ricreative e di sostegno per affrontare i traumi che i bambini hanno subìto durante il loro viaggio.

 

Nonostante si stia facendo di più per proteggere e prendersi cura dei bambini che arrivano e si muovono all’interno dell’Europa, è comunque necessario un continuo sostegno internazionale alle azioni umanitarie e di sviluppo nei paesi di origine, insieme agli impegni per porre fine ai conflitti e contrastare la povertà che sta costringendo così tante famiglie a intraprendere un viaggio pericoloso alla ricerca di sicurezza e opportunità.

 

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UNICEF: in Afghanistan 545 bambini uccisi e 1.149 feriti nel 2013

Sono i bambini le principali vittime dei conflitti afghani, spesso colpiti da ordigni inesplosi o mine antiuomo

bambini-afghani1Roma, 8 luglio – Secondo il rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui Bambini nei Conflitti Armati, pubblicato questa settimana, il numero di bambini uccisi o feriti durante il conflitto in Afghanistan nel 2013 è aumentato del 30% rispetto all’anno precedente.
Circa 545 bambini sono stati uccisi e 1.149 feriti in Afghanistan durante il 2013, a causa delle azioni di tutte le parti in conflitto. La maggior parte delle morti e dei ferimenti dei bambini sono state causate da Ordigni Esplosivi Improvvisati (IEDs), Ordigni Inesplosi (UXOs) e Mine antiuomo.
Le scuole e le strutture sanitarie continuano ad essere attaccate dalle parti in conflitto o indirettamente danneggiate in scontri a fuoco. Circa 115.000 bambini sono stati coinvolti dalla chiusura permanente o temporanea di 539 scuole a causa dell’insicurezza, la maggior parte nel sud della regione. Oltre 60 persone tra insegnanti e personale medico sono state uccise, ferite, rapite o hanno ricevuto intimidazioni nel 2013.
“Siamo profondamente preoccupati per il significativo aumento del numero di vittime tra i bambini e per il devastante impatto che il conflitto continua ad avere sulla loro sicurezza, salute e istruzione in Afghanistan”, ha detto Akhil Iyer, Rappresentante UNICEF in Afghanistan. “L’UNICEF chiede alla parti in conflitto di assicurare che i bambini vengano protetti secondo le leggi umanitarie internazionali e di astenersi da tutte le azioni che hanno impatti negativi sulla salute, sull’istruzione o su altri servizi fondamentali.”
L’UNICEF in Afghanistan- è da tanto tempo a fianco della popolazione afghana e lavora ininterrottamente nel paese da più di 60 anni. L’UNICEF è un’organizzazione indipendente e imparziale e il suo unico obiettivo è quello di garantire che i diritti di donne e bambini siano protetti e rispettati. Negli ultimi sessant’anni, l’UNICEF ha promosso i diritti dei bambini e delle donne in tutto l’Afghanistan e ha lavorato per portare i servizi di base -istruzione, salute, protezione, acqua e servizi igienici- ai più vulnerabili.

Afghanistan al voto, talebani mozzano le dita ad elettori

204945-f74b3942-f471-11e3-9b4b-c275dbac2021Il ballottaggio per la scelta del nuovo Presidente afghano si è svolto sotto la minaccia e la violenza talebana: tra morti, feriti e dita mozzate alle urne il 52 per cento degli elettori

Roma, 15 giugno – Sono più di sette milioni gli elettori che hanno votato per il ballottaggio presidenziale  in Afghanistan , una affluenza del  52 per cento su un elettorato stimato in 13,5 milioni di votanti. Il voto si è svolto  nonostante le minacce dei talebani e gli atti violenti messi in campo per sabotare il risultato elettorale. Circa 200mila uomini della sicurezza sono stati dispiegati nelle 34 province per proteggere le operazioni di voto ma “15 ANA (Afghanistan National Army) e 20 civili sono stati martirizzati”, ha riferito il ministro dell’Interno Omar Daudzai, aggiungendo che circa 60 militanti sono stati uccisi. Undici elettori nella provincia occidentale di Herat si sono visti amputare le dita dai ribelli per aver votato.
Il risultato, che uscirà alla fine di luglio, deciderà se sarà l’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah o l’economista ex Banca Mondiale Ashraf Ghani  a condurre l’Afghanistan in una nuova era senza il controllo militare e l’assistenza civile internazionale.  Il segretario di Stato americano John Kerry ha avuto parole di elogio per tutti gli  afghani che “hanno sfidato la minaccia della violenza andando alle urne” per  realizzare  un “futuro più solidale, prospero e stabile”. Durante la campagna elettorale, entrambi i candidati hanno proposto soluzioni programmatiche  per affrontare la corruzione, costruire infrastrutture e proteggere i cittadini dalla violenza.

Afghanistan, non chiede permesso di andare al mercato: uccisa dal marito

donne_afghanistan01gSarwar Hussaini, 24enne afghana, ha dimenticato di chiedere il permesso al marito per recarsi al mercato ed al suo ritorno l’uomo l’ha uccisa.

 Roma, 13 agosto – Tragica fine per la 24enne afghana Sarwar Hussaini che domenica scorsa si è recata al mercato senza chiedere il permesso al marito. Al suo rientro, a quanto emerge dalle indagini condotte dalla polizia di Chahar Dara nella provincia di Kunduz – Afghanistan settentrionale, sarebbe stata sparata dal marito.  Il capo delle forze di sicurezza, Mohayyudin Khan, ha spiegato che l’uomo “ha sparato a sua moglie di 24 anni domenica pomeriggio solo perché era andata al mercato per fare acquisti”. “L’omicida è scappato dopo l’assassinio e la polizia ha iniziato le operazioni di ricerca”, ha aggiunto Khan secondo quando riportato dalla agenzia di stampa tedesca Dpa.   Continue Reading

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