UNICEF/Siria: l’acqua sta lentamente tornando ad Aleppo

 Ad Aleppo 1,8 milioni di persone sono state senza acqua per un mese. Ci vorranno almeno 10 giorni prima che l’acqua possa arrivare regolarmente in tutti i quartieri.

Secondo l’UNICEF l’approvvigionamento d’acqua sta lentamente tornando a funzionare pienamente. Per circa un mese, 1,8 milioni di persone – 1,3 milioni nella città e 500.000 ad Aleppo rurale est; di questi: 517.000 sono i bambini nella città di Aleppo, 217.000 ad Aleppo rurale est – sono tagliate fuori dai servizi pubblici di approvvigionamento idrico. L’ultima interruzione di erogazione di acqua ad Aleppo è avvenuta il 14 gennaio quando la stazione per il pompaggio idrico di Al-Khafse ad Aleppo Orientale ha smesso di funzionare. Grazie alle operazioni di ripristino del sistema municipale, l’erogazione di acqua sta ritornando lentamente a funzionare. Ci vorranno almeno 10 giorni prima che l’acqua possa arrivare regolarmente in tutti i quartieri.

I bambini sono stati quelli maggiormente colpiti, perché sono i più vulnerabili alle malattie legate all’acqua; spesso proprio i bambini avevano il compito di raccoglierla. Attualmente ad Aleppo, i bambini sono costretti a lunghe file presso i pozzi e i punti di distribuzione mentre la città continua a subire bombardamenti. Tutto questo ha conseguenze negative sulla loro salute, esponendoli a rischi e sottraendo loro tempo che avrebbero potuto utilizzare per giocare o andare a scuola. Gli ordigni di guerra inesplosi continuano ad essere una minaccia per le vite dei bambini in interi quartieri, soprattutto nella parte orientale di Aleppo.

In circa 6 anni, tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria hanno utilizzato la fornitura di acqua come arma di guerra: contaminando le fonti di acqua, danneggiando le infrastrutture e le stazioni di pompaggio o sottraendo carburante alle stazioni di pompaggio. L’UNICEF e i suoi partner – compresi il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Mezza Luna Rossa Araba Siriana – continueranno a garantire acqua sicura ad 1 milione di persone ogni giorno, fino a quando i servizi pubblici per l’acqua ad Aleppo non saranno tornati a funzionare normalmente.

Il supporto dell’UNICEF comprende: la riparazione delle fonti per l’approvvigionamento idrico e la fornitura quotidiana di emergenza di 10 milioni di litri d’acqua per le famiglie e i bambini più vulnerabili – compresi tutti coloro che vivono in rifugi, le famiglie che ospitano le persone sfollate e 144 scuole, così che i bambini possano continuare ad apprendere. L’UNICEF sta anche garantendo forniture e carburante per purificare l’acqua e per le stazioni di pompaggio. L’acqua è un diritto umano fondamentale e tutti i bambini dovrebbero avere accesso ad acqua sicura.

Grazie al supporto dell’UNICEF 34 scuole sono state riaperte ad Aleppo Orientale e circa 15.500 bambini hanno avuto accesso all’istruzione; all’inizio di febbraio sono state riaperte 23 scuole per 6.500 bambini.

La situazione della sicurezza ad Aleppo, anche se migliorata rispetto ad un anno fa, rappresenta ancora un problema. Molti bambini raccolgono acqua, mentre dovrebbero essere a casa o a scuola. Per quanto riguarda gli ordigni inesplosi, a dicembre 6 bambini ad Aleppo Orientale sono morti mentre giocavano con un ordigno inesploso e molti altri sono rimasti feriti. In tutti i quartieri, moli edifici sono stati distrutti e gli ordigni inesplosi sotto gli edifici distrutti costituiscono ancora un rischio per le vite dei bambini e delle persone che continuano a tornare alle proprie case. Da novembre, l’UNICEF ha raggiunto 80.000 bambini con informazioni sui rischi delle mine ad Aleppo.

UNICEF/Ucraina: pesanti combattimenti lasciano migliaia di bambini al freddo, assetati e senza scuola

A causa degli intensi combattimenti degli ultimi due giorni presso la città di Avdiivka, nella regione di Donetsk, oltre 17.000 persone, compresi 2.500 bambini – stanno affrontando temperature rigide senza riscaldamento, elettricità o acqua.

A causa degli intensi combattimenti degli ultimi due giorni presso la città di Avdiivka, nella regione di Donetsk, oltre 17.000 persone, compresi 2.500 bambini – stanno affrontando temperature rigide senza riscaldamento, elettricità o acqua. Sei scuole e 4 asili sono stati chiusi nella zona a causa delle violenze, interrompendo temporaneamente l’istruzione ed esponendo i bambini ad ulteriore stress.

Il 29 e il 30 gennaio ad Avdiivka, le infrastrutture elettriche e idriche sono state fortemente danneggiate. Le conseguenti interruzioni di corrente hanno danneggiato la rete idrica che attingeva acqua da un serbatoio di riserva utile per la città e per il sistema di riscaldamento. Con il crollo delle temperature fino a -17 gradi, la situazione può avere conseguenze catastrofiche per le persone che vivono ad Avdiivka.

“Non sono a rischio solo le vite di migliaia di bambini ad Avdiivka, e in tutte le zone in conflitto, ma, a peggiorare le cose, mentre stiamo parlando, la mancanza di acqua e di elettricità rende le case sempre più pericolosamente fredde e le condizioni di salute peggiorano – ha dichiarato Giovanna Barberis, Rappresentante UNICEF in Ucraina – l’UNICEF e i suoi partner chiedono un accesso sicuro per riparare prima possibile le infrastrutture elettriche e idriche danneggiate per evitare ulteriori sofferenze”.

Dopo che, il 29 gennaio, è stata tagliata la fornitura di energia elettrica alla Stazione di Filtraggio dell’Acqua di Donetsk, le scorte di acqua per le altre città e villaggi nella regione di Donetsk si sono interrotte. La Stazione di Filtraggio garantiva acqua a circa 400.000 persone. L’acqua è razionata e c’è la possibilità che l’approvvigionamento idrico domestico si possa interrompere del tutto.

UNICEF su Settimana Mondiale Acqua: ogni giorno, donne e bambine spendono 200 milioni di ore per raccogliere acqua

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Sanjay Wijesereka:  “Quando non c’è disponibilità di acqua ed è necessario raccoglierla, sono le donne e le bambine che pagano maggiormente questo prezzo attraverso il loro tempo e le opportunità perdute.”

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Secondo l’UNICEF, ogni giorno, donne e bambine spendono 200 milioni di ore per raccogliere acqua e questa è una grandissima perdita di tempo prezioso per il loro futuro. Durante la Settimana Mondiale dell’Acqua (28 agosto – 2 settembre), a Stoccolma, gli esperti si sono riuniti per provare a migliorare l’accesso all’acqua a livello globale. L’UNICEF ricorda che il prezzo della mancanza di accesso all’acqua pesa in maniera sproporzionata sulle donne. “Basta pensare che 200 milioni di ore corrispondono a 8,3 milioni di giorni, ovvero a 22.800 anni,” ha dichiarato Sanjay Wijesereka, Responsabile dell’UNICEF a livello globale per i programmi legati all’acqua e ai servizi igienico sanitari. “É come se una donna iniziasse a raccogliere acqua durante l’Età della Pietra e arrivasse a casa nel 2016.  Pensiamo a quanti progressi sono stati fatti in questo lungo periodo di tempo. Pensiamo a cos’altro avrebbero potuto fare le donne in questo periodo di tempo. Quando non c’è disponibilità di acqua ed è necessario raccoglierla, sono le donne e le bambine che pagano maggiormente questo prezzo attraverso il loro tempo e le opportunità perdute.” Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per l’acqua e i servizi igienico sanitari, Obiettivo 6, chiedono un accesso equo e universale ad acqua pulita e accessibile entro il 2030. Il primo passo consiste nel garantire ad ognuno servizi di base entro 30 minuti di viaggio, nel lungo periodo l’obiettivo è di assicurare a ciascuno di avere acqua pulita a casa. Secondo le Nazioni Unite, in Africa Sub Sahariana, per esempio, per il 29% della popolazione le fonti di acqua potabile sono a 30 minuti distanza o ancora di più. In media in Africa Sub Sahariana, un viaggio per raccogliere acqua dura 33 minuti per chi proviene da aree rurali e 25 minuti per coloro che provengono da aree urbane. In Asia, le stime sono rispettivamente di 21 e 19 minuti. Ciò nonostante, per alcuni paesi i dati potrebbero essere più alti. In Mauritania, Somalia, Tunisia e Yemen per un solo viaggio è prevista più di un’ora di tempo. Quando l’acqua non arriva direttamente a casa, il suo recupero ricade in maniera sproporzionata sulle donne e sui bambini, in particolar modo sulle bambine. Uno studio su 24 paesi dell’Africa sub Sahariana ha rilevato che quando la raccolta di acqua impiega più di 30 minuti, circa 3,36 milioni di bambini e 13,54 milioni di donne adulte sono responsabili della raccolta. In Malawi, secondo le Nazioni Unite le donne che raccolgono acqua spendono in media 54 minuti di tempo, mentre gli uomini solo 6. In Guinea e Repubblica Unita della Tanzania la raccolta impiega in media per le donne 20 minuti, il doppio degli uomini. Per le donne il costo della raccolta dell’acqua è più alto e questo ha importanti conseguenze sulle loro vite. Diminuisce considerevolmente il tempo che hanno a disposizione per stare con le loro famiglie, la cura dei figli, della casa, o anche per il proprio tempo libero. Sia per i ragazzi che per le ragazze, la raccolta di acqua può sottrarre tempo che dovrebbero dedicare alla loro istruzione e talvolta impedisce loro di frequentare la scuola. La raccolta di acqua può colpire la salute di tutta la famiglia, in particolare dei bambini. Quando l’acqua non è disponibile a casa, anche se raccolta da fonti sicure, il fatto che deve essere trasportata e conservata aumenta il rischio di essere contaminata.  A sua volta aumenta il rischio di malattie diarroiche, che sono la quarta principale causa delle morti dei bambini sotto i 5 anni, e causa principale di malnutrizione cronica che colpisce 159 milioni di bambini nel mondo. Oltre 300.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno – oltre 800 al giorno – per malattie diarroiche dovute a scarse condizioni igienico sanitarie o acqua potabile non sicura. “L’accesso all’acqua potabile fa differenza nelle vite delle persone,” ha continuato Wijesereka, “Le necessità e gli obiettivi sono chiari. Le donne e i bambini non dovrebbero utilizzare così tanto tempo per un diritto umano di base.”

UNICEF/Siria: piano per portare acqua a bambini e famiglie di Aleppo

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UNICEF ha predisposto un piano di risposta all’emergenza

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L’UNICEF, insieme ai suoi partner, fornisce complessivamente acqua potabile a 13 milioni di siriani in tutti i governatorati. Per far fronte alla drammatica situazione ad Aleppo – dove 2 milioni di persone sono senza acqua corrente – l’UNICEF ha predisposto un piano: di risposta all’emergenza

• L’UNICEF ha aumentato la distribuzione d’emergenza – tramite autotrasporto – di acqua nelle parti occidentali della città di Aleppo dopo la recente escalation di attacchi e scontri del 31 luglio. Con i partner ICRC e SARC, l’UNICEF sta quotidianamente portando acqua potabile di emergenza – tramite autotrasporto-  a 325.000 persone- tra quelle più vulnerabili-  nella parte occidentale della città, comprese le famiglie sfollate a causa dei recenti combattimenti.

• L’acqua potabile sicura è attualmente trasportata tramite 70 pozzi d’acqua a terra predisposti dall’UNICEF e sul fiume Queiq, vicino alla città di Aleppo, dove l’UNICEF ed i suoi partner hanno installato 28 unità per il trattamento delle acque.

• Nelle aree orientali di Aleppo, fino a 300.000 persone – più di un terzo dei quali bambini – si affidano all’acqua dai pozzi, che è potenzialmente contaminata da materiali fecali e pericolosa da bere. L’UNICEF ed i suoi partner continuano a cercare di accedere all’area ad est di Aleppo, a riprendere le riparazioni urgenti delle tubature idriche e di altre infrastrutture, per completare l’installazione e l’allestimento di pozzi, e aumentare la capacità di stoccaggio dell’acqua, così come fornire il trasporto dell’acqua d’emergenza, se necessario.

• L’UNICEF attraverso i suoi programmi fornisce servizi idrici e igienico-sanitari per i bambini e le famiglie in Siria in tutti i governatorati del paese, concentrandosi su tre tipi di servizi: la consegna di emergenza tramite autotrasporto di acqua e kit igienico-sanitari; la riabilitazione dei sistemi infrastrutturali, compresi i sistemi danneggiati da attacchi militari;  la fornitura di disinfettanti dell’acqua per le stazioni di pompaggio.

UNICEF/Ecuador: aiuti con 20 mila compresse per la potabilizzazione dell’acqua per bambini colpiti dal terremoto

Un team dell’UNICEF è operativo nelle aree colpite dal terremoto per valutarne l’impatto sui bambini e le prime necessità.

2016_02_23_inondazione18 aprile 2016- L’UNICEF ha appena fornito 20.000 compresse per la potabilizzazione dell’acqua a Pedernales, l’area dell’Ecuador maggiormente colpita dal terremoto. Un team dell’UNICEF è operativo nelle aree colpite dal terremoto per valutarne l’impatto sui bambini e le prime necessità.  I danni più gravi si sono verificati a Pedernales, Chone, Muisne, Bahía de Caráquez, Manta, Portoviejo, Esmeraldas e Guayaquil. L’UNICEF continuerà a lavorare con gli altri partner per fornire protezione, acqua, servizi igienici, assistenza sanitaria, oltre a kit scolastici e tende. La risposta all’emergenza include la prevenzione della diffusione di malattie, la protezione dei bambini che rischiano di essere separati dalle loro famiglie, fornendo loro supporto psicosociale e opportunità di apprendimento temporanei. L’UNICEF avrà bisogno di 1 milione di dollari per soddisfare i bisogni immediati dei bambini colpiti dal terremoto.

UNICEF: milioni di bambini in Siria esposti ad elevati rischi di malattie tra scarsità di acqua e il caldo estivo

Hanaa Singer:”“La situazione è particolarmente allarmante per i bambini che sono esposti a malattie legate all’acqua”

hac2015_siria_25010 luglio 2015 – L’UNICEF lancia oggi un allarme perché le scorte di acqua sicura in esaurimento, durante i torridi mesi estivi in Siria, espongono i bambini al rischio di malattie legate all’acqua. Dall’inizio dell’anno, in Siria sono stati registrati 105.886 casi di diarrea acuta. E’ stato anche registrato un incredibile aumento di casi di Epatite A: 1.700 quelli registrati in una settimana nel solo mese di febbraio. L’intensificarsi del conflitto nel paese ha causato nuove ondate di sfollati, mettendo ancora più pressione sui già fragili sistemi idrici e sanitari.“La situazione è particolarmente allarmante per i bambini che sono esposti a malattie legate all’acqua”, ha dichiarato Hanaa Singer, Rappresentante UNICEF in Siria. “La crisi è adesso al quinto anno, l’acqua è diventata un bene sempre più scarso e non sicuro, le scarse condizioni igieniche soprattutto tra le comunità sfollate stanno mettendo in serio pericolo i bambini”. Un’area in cui il rischio di epidemie di malattie è particolarmente alto è Deir-Ez-Zour, ad Est. Le notizie indicano che le acque di scolo stanno causando serie contaminazioni nel fiume Eufrate, importante fonte di  acqua per la popolazione locale. Nell’area, sono stati registrati 1.144 casi di tifo. L’elevato costo del carburante sta avendo ulteriori ripercussioni sull’accesso dei civili all’acqua. A Idleb, nell’ovest della Siria, i prezzi del carburante sono triplicati fino a 500 pound siriani (2,5 dollari) per litro. Inoltre, le stazioni per il rifornimento di acqua sono operative solo due ore al giorno. Questo riduce la disponibilità di acqua  a soli 20 litri al giorno per persona. Altra preoccupante questione riguarda la chiusura dei confini con la Giordania, perché in questo modo la distribuzione di aiuti per il trattamento dell’acqua in Siria sta per essere interrotta. Prima della loro chiusura all’inizio di aprile, l’UNICEF utilizzava il confine per distribuire ogni mese materiali per il trattamento di mezzo milione di litri di acqua. Per questo, la distribuzione degli aiuti all’interno della Siria sta rallentando.“Stiamo lavorando, dall’inizio della crisi con diversi partner per garantire il funzionamento delle infrastrutture idriche dalle quali dipendono almeno 15 milioni di persone in Siria”, ha dichiarato Singer. “Il nostro intervento comprende anche la creazione di nuovi pozzi, come fonti alternative di acqua, e il supporto alla produzione locale e al rifornimento di materiali per il trattamento dell’acqua.” L’UNICEF richiede urgentemente 5 milioni di dollari entro la fine di agosto per i suoi programmi per l’acqua e i servizi igienico sanitari all’interno della Siria.

È possibile sostenere i progetti dell’UNICEF con una donazione tramite:

– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia,

– carta di credito online sul sito www-unicef.it,

oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000

– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.

UNICEF, #wateris per Giornata Mondiale dell’Acqua

750 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile.In media, circa 1.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie diarroiche legate  ad acqua non sicura, mancanza di servizi igienico sanitari o scarsa igiene.

 

large_CAO9jsrU0AAdylWRoma, 21 marzo  – In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, secondo l’UNICEF l’accesso all’acqua potabile è stato uno dei più grandi traguardi raggiunti tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ma per 748 milioni di persone ancora nel mondo, riuscire ad avere solo l’accesso a questi servizi di base resta una sfida. Dal 1990, circa 2,3 miliardi di persone hanno ottenuto l’accesso a fonti migliorate di acqua potabile. Pertanto, l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare a livello globale la percentuale di persone che non hanno accesso all’acqua è stato raggiunto 5 anni prima del 2015. Oggi sono  solo 3 i paesi – Repubblica Democratica del Congo, Mozambico e Papua Nuova Guinea – dove più della metà della popolazione non ha accesso a fonti migliorate di acqua potabile. Nonostante i traguardi raggiunti, ci sono ancora grandi diseguaglianze. Dei 748 milioni di persone che nel mondo non hanno ancora accesso all’acqua, il 90% vive in aree rurali e vengono escluse dai progressi realizzati dai propri paesi. Per i bambini la mancanza di accesso all’acqua può essere tragica. In media, circa 1.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie diarroiche legate  ad acqua non sicura, mancanza di servizi igienico sanitari o scarsa igiene. Per le donne e le bambine, l’andare a prendere l’acqua toglie loro tempo che potrebbero dedicare allo studio o alla famiglia. Nelle aree non sicure sono esposte anche a rischi di violenza e attacchi. Secondo l’UNICEF , solo in Africa ogni anno le persone spendono 40 miliardi di ore per andare a prendere l’acqua. In Africa Sub Sahariana, la regione che nel 1990 aveva la più bassa copertura, dal 2000 sta ottenendo accesso all’acqua potabile con un tasso di 50.000 persone al giorno. Ciononostante, nella regione vivono  ancora 2 persone su 5  tra quelle che, a livello globale, non hanno accesso all’acqua – in altre parole 325 milioni di persone. Molti dei paesi della regione non sono ancora sulla strada per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo del Millennio. Un gran numero di persone senza accesso all’acqua vive anche in Cina (112 milioni di persone) e in India (92 milioni). “Le tappe per l’accesso all’acqua potabile, dal 1990, hanno rappresentato progressi importanti nonostante le incredibili difficoltà,” ha dichiarato Sanjay Wijesekera, Responsabile UNICEF  per i programmi all’Acqua e ai Servizi igienico sanitari. “Ma c’è ancora tanto da fare. L’acqua è la vera essenza della vita e circa 750 milioni di persone – tra le più povere e ai margini – ancora oggi vedono negato questo diritto umano di base.” L’UNICEF lavora con i  Governi e i suoi partner per promuovere metodi innovativi e concreti per garantire a tutti accesso all’acqua sicura.

 

  • In Bangladesh, l’UNICEF ha utilizzato un nuovo approccio per raccogliere l’acqua piovana e pomparla nelle falde idriche superficiali, raggiungendo sicurezza idrica per circa 1 milione di persone, il cui terreno si era salinizzato.
  • Nel 2014 nella Repubblica Democratica del Congo, con il modello “Villaggi Sani”, più della metà di 1 milione di persone ha avuto accesso a fonti migliorate di acqua e servizi igienico sanitari nelle proprie comunità, e 229 scuole hanno ricevuto acqua e i servizi igienico sanitari.

 

Sulla base dei successi raggiunti l’anno scorso, l’UNICEF e i suoi partner sono ancora quest’anno impegnati in una campagna sui social media con l’hashtag #wateris, per aiutare a diffondere consapevolezza sul tema e sottolineare i problemi che affrontano tutti coloro che non hanno ancora accesso all’acqua potabile.

 

 

Kenya, trovata sorgente d’acqua.

kenya-lotikipiMiliardi di litri di acqua nella regione desertica. Gli scienziati sostengono che la falda acquifera scoperta può durare per i prossimi 70 anni

Roma, 29 settembre – Utilizzando la tecnologia sviluppata per la ricerca di petrolio un gruppo di scienziati ha scoperto un vasto serbatoio di acqua sotterranea in una delle regioni più aride del Kenya che, se gestita correttamente, potrebbe ‘dissetare’ ilpaese per più di 70 anni. Si tratta di un bacino con una superficie più grande di Suffolk, che contiene miliardi di litri di acqua. I ricercatori,  che lavorano per la  Radar Technologies International, azienda franco-americana, hanno lavorato per il governo del Kenya e l’Unesco e sono riusciti, con l’aiuto di tecniche sofisticate, a trovare nel nord-ovest estremo del Kenya, vicino ai suoi confini con il Sud Sudan, Etiopia e Uganda, una falda acquifera consistente. La zona del ritrovamento è scarsamente popolata e presenta notevoli difficoltà logistiche. Continue Reading

Estate da capogiro: il termometro supera i 40 gradi

caldo_meteo_roma_6Caldo torrido su tutta la penisola: a Milano bollino rosso e a Roma acqua gratis in metropolitana

Roma, 28 luglio – Per ora è il week end più caldo della stagione estiva, ma nessuna tregua neanche domani e per il resto della settimana l’intera penisola subirà gli effetti dell’alta pressione dell’anticiclone nordafricano che arriva dal Sahara. Bollino rosso oggi per Milano, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Torino, Trieste, Verona, Genova, Perugia e Roma con punte di 40 gradi. Nella Capitale,  colma di turisti per nulla scoraggiati dal gran caldo, è stata distribuita acqua all’interno delle stazioni metropolitane. A rischio la salute di  anziani,  bambini molto piccoli e  persone affette da malattie croniche. Continue Reading

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