Abu Dhabi chiama, Italia risponde con oltre 200 aziende: 1°“MILANO – ABU DHABI BUSINESS FORUM”

Il mercato dell’emirato arabo rappresenta un’occasione irrinunciabile per le aziende italiane: 5,5 miliardi di euro è infatti il valore dell’export italiano negli Emirati Arabi Uniti. Organizzato da EFG Consulting e Abu Dhabi Chamber il 18 maggio alle 10 presso l’Hotel Principe di Savoia, Piazza della Repubblica, Milano.

20160421150016-hotelprincipesavoiaRoma, 16 Maggio – Saranno oltre 200 le aziende italiane – da Boscolo e Bulgari Hotel alla nota catena di pizzerie milanesi Spontini e alla prestigiosa gastronomia Peck, dai Fratelli Rossetti e Brick’s al gruppo Percassi, da Banca Esperia e Popolare di Sondrio al Fondo Quercus, da Chateu D’Ax a Uno Più solo per citarne alcune – che prenderanno parte mercoledì 18 maggio al primo Milano – Abu Dhabi Business Forum, organizzata da EFG Consulting, società di consulenza strategica per l’internazionalizzazione nel medioriente, fondata e presieduta dal Prof. Giovanni Bozzetti, referente unico per l’Italia della Camera di Commercio di Abu Dhabi. Il forum rappresenta una concreta possibilità per le aziende italiane di mettersi in mostra e aprirsi al mercato del golfo arabo con reciproci investimenti. Oltre al Prof. Bozzetti, per l’occasione saranno presenti, in via eccezionale, i vertici della Camera di Commercio di Abu Dhabi, il Presidente S.E. Mohamed Thani Al Rumaithi, il Vicepresidente S.E. Ebraheem Mahmood Al Mahmood e il Direttore Generale S.E. Mohamed Helal Al Muhairi a capo di una delegazione di oltre trenta tra i più importanti imprenditori locali, tra cui il CEO di Khalifa Fund, il CEO di Abu Dhabi Ports, il CEO di Media Zone Authority & Twofour54, il CEO di Abu Dhabi Tourism, i Chairmen di Gulf Oil Field Services e di Afhad Holdings. Significative anche le presenze di Emirates Global Aluminum, della Vice Chairperson dell’Abu Dhabi Businesswomen Council e di altri importanti gruppi industriali. Il valore del settore petrolifero era stimato in 128 miliardi di dollari nel 2014, un calo di 8,5% rispetto ai 140 del 2013. Il contributo del settore petrolifero all’economia nazionale è così passato dal 55% nel 2013 al 51% nel 2014. “Gli Emirati Arabi Uniti e, in particolare l’emirato di Abu Dhabi – dichiara Giovanni Bozzetti – stanno mostrando di essere un contesto di sviluppo per ben altri settori anche grazie al fatto di essere il principale hub logistico mondiale. La previsione di crescita dell’economia “non-oil” di Abu Dhabi è stimata fra il 6 e l’8 per cento per I prossimi 20 anni, per arrivare al 65% nel 2030”. Sette i settori di prevalente interesse per l’export italiano: real estate e costruzioni; trasporti  e logistica; ospitalità e turismo; moda e gioielleria; design e arredo; ristorazione ed gastronomia; media e entertainment per un mercato che nel 2015 valeva 46 miliardi di dollari, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. “Il prodotto italiano – aggiunge Bozzetti – gode di un largo prestigio in tutto il Paese e gli esportatori italiani possono sempre più guardare agli Emirati come un trampolino di lancio per la penetrazione commerciale in altri mercati del Golfo e del Medio Oriente oltre che del sub continente indiano”.  Le attività immobiliari rappresentano la più alta percentuale di investimenti diretti esteri nell’emirato, per un volume pari a 7 miliardi di dollari, seguito dal settore dell’industria manifatturiera con 3,5 miliardi e il settore acqua ed elettricità con circa $ 2 miliardi (Fonte: Dipartimento per lo Sviluppo Economico di Abu Dhabi). Il comparto della moda è anche uno dei più promettenti per gli investimenti da parte di imprese italiane, grazie al grande appeal dell’Italian style non solo per la categoria extra lusso. Anche il turismo rappresenta un settore in forte crescita, anche in vista di Expo Dubai 2020: ad Abu Dhabi sono in costruzione circa 150 alberghi 3 e 4 stelle. Il crollo del mercato petrolifero, passato da 140 miliardi di dollari nel 2013, ai 128 miliardi nel 2014, ha fatto sì che gli Emirati Arabi Uniti puntassero ad una diversificazione delle attività economiche. Gli Emirati si confermano il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane in Medio Oriente e Nord Africa. Nel 2015 l’export italiano ha superato i 5,5 miliardi di euro; le importazioni dagli EAU sono invece state pari a 826 milioni di euro circa (fonte EIU febbraio 2016). L’export italiano è costituito prevalentemente da arredamento,  meccanica strumentale, metallurgia e moda. La presenza imprenditoriale italiana negli Emirati è in costante aumento. Attualmente sono presenti oltre 160 società con propria filiale negli emirati e circa 20 – attive nel manifatturiero e nella distribuzione – sono invece localizzate nelle zone franche. Quanto ai dati sui singoli settori, per il food & beverage si segnala che gli Emirati importano il 90% dei prodotti e la richiesta italiana è in continua crescita (3000 centri solo ad Abu Dhabi). Per l’arredamento nel 2014 si è verificato un aumento delle esportazioni, che ammontano a 162,5 milioni di euro, rispetto a 152,5 milioni di euro nell’anno precedente. (Rapporto Info mercati esteri a cura dell’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti d’Italia). “La sicurezza nell’investire ad Abu Dhabi in particolare – conclude il Prof. Bozzetti – è data anche dal fatto che l’emirato è sede di uno dei principali fondi sovrani a livello mondiale: ogni anno, circa il 70% di qualsiasi avanzo del bilancio statale viene devolto all’Abu Dhabi Investment Authority, il secondo più grande fondo sovrano al mondo, con 773 miliardi di asset a partire dal 2015 e investimenti diversificati. Negli ultimi 5 anni gli investimenti diretti esteri ad Abu Dhabi sono arrivati a circa 30 miliardi di dollari”.

12° Edizione del Festival di Abu Dhabi

L’Italia sarà il “Country of Honour” In cartellone il maestro Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ma anche tanti altri artisti di respiro internazionale

di Ram

food-enAbu Dhabi, 22 febbraio – L’Abu Dhabi Music & Arts Foundation (ADMAF), organizzatrice del celebre Festival degli Emirati Arabi Uniti, annuncia la Line-up del Festival che si terrà dal 3 marzo al 2 aprile 2015 nella splendida cornice di Abu Dhabi, hub della cultura negli Emirati Arabi. La 12° edizione di una delle principali kermesse culturali degli Emirati Arabi Uniti è dedicata all’Italia in omaggio a Riccardo Muti, fondatore e direttore dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, l’orchestra composta da giovani talenti musicali provenienti da tutta Italia. In cartellone oltre al Maestro Muti anche tre anteprime assolute per il Golfo Persico: Sérgio Mendes, la star brasiliana della Bossa Nova che si esibirà assieme al rapper statunitense H2O; il tenore peruviano Juan Diego Flórez e l’enfant prodige del pianoforte classico Jan Lisiecki della Deutsche Grammophon. Come orchestra in carica per quest’anno ci sarà la Budapest Festival Orchestra diretta dal suo fondatore Iván Fischer.  Tra i tanti anche la virtuosa del violino Anne-Sophie Mutter e il pianista Julien Libeer. Sua Eccellenza Hoda Al Khamis-Kanoo, Fondatrice di ADMAF e Direttore Artistico del Festival definisce la rassegna come una “incubatrice di nuove idee” per la sua molteplicità di programmi e la partecipazione di tantissimi artisti provenienti da tutto il mondo. Il Festival di Abu Dhabi è la principale manifestazione che celebra l’arte e la cultura degli Emirati Arabi Uniti. Lanciato nel 2004, continua ad attirare ogni anno nella capitale degli EAU artisti nazionali e internazionali di alto profilo. Giunto alla sua dodicesima edizione, il Festival è riconosciuto nella regione come uno degli eventi culturali di maggior rilievo e, nel corso di un decennio, ha formato partnership lavorative con alcune delle istituzioni culturali più influenti al mondo, fra cui l’Edinburgh International Festival, la Royal Opera House, il Manchester International Festival e la Carnegie Hall. Grazie a una serie di ampi programmi comunitari e di formazione culturale, il Festival riunisce artisti, studenti, gruppi comunitari e organizzazioni culturali di tutti gli EAU e supporta attivamente i talenti emergenti degli Emirati, oltre a promuovere la tradizione artistica e culturale degli EAU. I fondi raccolti dal Festival 2015 andranno in beneficenza all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). I biglietti del Festival sono acquistabili online sul sito timeouttickets.com.

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