Sviluppo urbano. Algeri chiama Milano

Il Primo Ministro Sellal al Sindaco Pisapia: “L’Algeria ha bisogno della qualità milanese”

algeriAlgeri, 6 aprile 2016 – Algeri chiama Milano, città ponte tra Nord Europa e Mediterraneo, per rafforzare la cooperazione nei campi dello sviluppo urbano sostenibile, della cultura e del turismo. L’invito è arrivato nel corso dell’incontro del Sindaco Giuliano Pisapia con il Primo Ministro Abdelmalek Sellal nell’ultimo giorno della visita istituzionale nella capitale algerina iniziata il 3 aprile. Una missione cui hanno partecipato anche due imprese partecipate, MM e A2A, e Assolombarda in rappresentanza delle aziende del territorio milanese. Una delle città più importanti del Mediterraneo, capitale di un grande Paese della Sponda Sud oggi forte di una significativa stabilità, ha avviato un grande progetto strategico al 2029 per costruire una metropoli che si propone di essere protagonista negli anni a venire, anche ai fini dell’attrazione dei flussi turistici del Terzo Millennio. Altri partner sono già in campo: turchi, spagnoli, cinesi e portoghesi. Ma Algeri oggi guarda a Milano e alle sue università e imprese, specie piccole e medie, per progetti di qualità alta, “perché questo è Milano e questo vuole oggi l’Algeria per costruire il suo futuro”, ha affermato il Primo Ministro Sellal. Progetti di interesse di cui si è parlato sono soprattutto la riqualificazione della baia della capitale algerina, il restauro di monumenti e palazzi (compresa la famosa Casba, luogo simbolo della lotta di Liberazione dal colonialismo), la formazione nel campo dell’accoglienza, e in generale la gestione dei servizi alla città nell’ottica della costruzione di una Smart City. Nel corso di tre giorni il Sindaco Pisapia ha incontrato, oltre al Sindaco di Algeri Abdelkader Zoukh, molti ministri tra cui i responsabili dell’Industria, dell’Urbanizzazione, dell’Interno e Collettività locali, del Turismo, dell’Ambiente e Risorse idriche, dell’Istruzione superiore e Ricerca scientifica. Le imprese hanno invece incontrato la Confindustria algerina e la Camera di Commercio di Algeri, e hanno visitato impianti legati ai loro settori di interesse.

Cultura. Street Art, con ‘Energy box’, Milano prima galleria a cielo aperto d’Europa

Promosso da A2A e Fondazione Aem, patrocinato dal Comune di Milano e inserito nel quadro di Urban Art Renaissance

IOSTALLAZIONE_STREET_SurboMilano, 8 settembre 2015 – Prenderà il via il 10 settembre il nuovo progetto di street art ‘Energy box’, promosso da A2A e Fondazione Aem, patrocinato dal Comune di Milano e inserito nel quadro di Urban Art Renaissance, iniziativa di intervento urbano (dal 13 al 23 settembre) che trasformerà Milano nella prima galleria metropolitana a cielo aperto in Europa. L’intero progetto gode di una media partnership d’eccezione: Rolling Stone Italia, magazine sempre attento alle nuove forme d’arte. Dal 10 al 20 settembre, dunque, l’iniziativa ‘Energy box’ (#energybox2015) porterà sulle strade di Milano 50 artisti – selezionati da A2A e Fondazione Aem con la supervisione del critico d’arte e ordinario di Storia dell’arte moderna al Politecnico di Milano Flavio Caroli –, che eseguiranno dal vivo le loro opere su 150 centraline semaforiche sia in centro sia in periferia. Le centraline saranno decorate e colorate per diventare opere d’arte permanenti di Milano, in dialogo e relazione temporanea con le altre opere e installazioni di Urban Art Renaissance. A ciascuno dei cinquanta artisti selezionati saranno affidate da decorare in tre date diverse tre centraline, che saranno segnalate attraverso un allestimento ad hoc. Il 23 settembre, infine, alcuni artisti si esibiranno in performance live alla Fabbrica del Vapore, durante la giornata di chiusura di Urban Art Renaissance. “Questa iniziativa ci consente di donare bellezza a semplici elementi di arredo pubblico – spiega l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno – che sono fondamentali per il corretto funzionamento di una grande città. Grazie all’intervento di questi artisti straordinari riusciremo a conciliare efficienza ed estetica, trasformando Milano in una vera e propria galleria a cielo aperto. Questo progetto si colloca all’interno delle iniziative promosse dal Comune di Milano che intendono mettere a disposizione ‘muri liberi’ ai writer ma allo stesso tempo essere di contrasto ad atti di puro vandalismo.”“É inutile vietare: il problema è piuttosto creare un meccanismo di qualità tra tutti gli artisti in modo che siano loro a decidere dal punto di vista estetico cosa è bello e cosa non lo è. ‘Energy box‘ è un esempio di questa necessità –  aggiunge il Professore Flavio Caroli – per poter trasformare la ‘creatività marginale’, che citavo in ‘La Politica dell’Arte’ in una creatività che arrivi al centro, cioè che sia di utilità pubblica. Ecco perché io intitolerei questa manifestazione ‘Creatività Applicata 2.0’.” “L’arte è la combinazione di intuizione, passione ed energia creativa –  commenta il Presidente della Fondazione Aem Alberto Martinelli -. Valori in cui Fondazione Aem e A2A si riconoscono pienamente, esprimendoli in servizio ai cittadini e in sostegno a iniziative culturali di qualità come questa. Abbiamo quindi aderito con convinzione e partecipazione al progetto Urban Art Renaissance, perché pensiamo di poter contribuire anche in questo modo al benessere dei milanesi e a valorizzare contemporaneamente giovani talenti dell’arte urbana”. Il progetto Urban Art Renaissance,  dentro la cui cornice si sviluppa “Energy box’, richiamerà a Milano gli urban artist del panorama internazionale, che decoreranno grandi tele con bombolette spray e pennelli in alcuni angoli della città, realizzando un coloratissimo e vitale affresco. Il 23 settembre, infine, le opere realizzate su canvas saranno esposte alla Fabbrica del Vapore (ex locale cisterne), dove gli artisti presenteranno le performance. “Urban Art Renaissance non è una semplice mostra, ma è un racconto. Un romanzo contemporaneo scritto da artisti provenienti da mezzo mondo (2501, C215, D*Face, Etnik, Hopnn, Laurina Paperina, Millo, No Curves, Pixel Pancho, Reka, Rone, The London Police) che con stili e lessici diversi ci narrano il Medioevo attuale, senza moralismi. Al centro sta sempre l’essere umano, con espliciti o accennati rimandi alla storia dell’arte, o attraverso espressioni inedite. Sia nella mostra ospitata negli splendidi spazi della Fabbrica del Vapore, sia nei canvas realizzati dal vivo in luoghi particolarmente simbolici per la città, questo progetto vede l’arte come il più alto mezzo espressivo per parlare di Architettura, Moda, Design, Musica, Cinema, Letteratura, Tecnologia. Urban Art Renaissance crea per ogni intervento una sorta di ‘bottega del pensiero’ che rielaborerà la concezione moderna della società con il contributo di riconosciuti intellettuali del settore. Quando è nata, la street art rientrava nella stretta categoria del fenomeno sociale, ma nel corso degli anni è assurta all’Olimpo dell’arte: oggi rappresenta il punto di incontro tra l’uomo e la città”, aggiunge Nicolas Ballario, curatore di Urban Art Renaissance. “Brera per Milano (e per il mondo) è sinonimo di arte, misura, immaginario. Da queste considerazioni è coinvolta come declinazione della tematica dell’Arte Pubblica riguardante la ‘pelle’ della città, sia come palcoscenico del live painting dei The London Police, che con l’apporto di una pattuglia di allievi, in mostra alla Fabbrica del Vapore”, concludono Renato Galbusera e Maria Cristina Galli, in merito al coinvolgimento dell’Accademia di Brera.

Ambiente. Il teleriscaldamento si amplia nella città metropolitana

Firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Regione ed A2A per una grande rete di riscaldamento alimentata da fonti rinnovabili

maran-pisapiaMilano, 6 luglio 2015 – Sviluppare una grande rete di teleriscaldamento in grado di fornire energia a tutta la Città Metropolitana. Con questo intento venerdì scorso la Giunta ha approvato le linee di indirizzo per la redazione di uno studio tecnico, economico ed ambientale, da svolgere insieme a Regione Lombardia ed A2A, in grado di definire gli obiettivi di efficientamento energetico e lanciare le basi per la realizzazione di una grande rete di riscaldamento alimentata da fonti di energia rinnovabili.  Lo studio, che durerà un anno, sarà svolto da un gruppo di lavoro composto da esperti indicati dai tre enti, che dovranno delineare un piano economico del progetto, eventualmente prevedendo forme di partnership pubblico-privato, verificare le potenzialità energetiche degli impianti presenti nel Comune di Milano per l’alimentazione del teleriscaldamento, evidenziare eventuali necessità di sviluppo anche in territorio extra-urbano e pianificare un percorso amministrativo per l’attuazione del piano.  “In un’ottica di Città Metropolitana – sottolinea l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran – è necessario sviluppare un lavoro condiviso con la Regione e con A2A affinché il sistema di teleriscaldamento, che a Milano già oggi si sta sviluppando con risultati qualificanti, sia esteso ad un territorio sempre più vasto. E’ anche uno degli obiettivi principali del PAES, che prevede di ridurre le emissioni di anidride carbonica di almeno il 20% nel 2020 rispetto e del 40% nel 2030, rispetto all’anno di riferimento 2005”.  La sottoscrizione del protocollo da parte del Comune di Milano si inquadra infatti nell’ambito degli obiettivi di efficientamento energetico già espressi nella proposta di Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, il documento di pianificazione delle politiche per la riduzione delle emissioni che arriverà in Consiglio Comunale entro l’anno e che verrà approvato attraverso un percorso di coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni.  Lo studio che verrà realizzato insieme a Regione ed A2A potrà quindi essere un ulteriore strumento di approfondimento per fissare obiettivi di efficientamento più a lungo termine, partendo dalla situazione fotografata nel 2015.  Attualmente a Milano sono presenti diverse reti di teleriscaldamento, alcune estese a parti rilevanti della città, alimentate principalmente da impianti di cogenerazione e dall’impianto di termovalorizzazione dei RSU, altre, di dimensioni più piccole, alimentate da impianti di produzione semplice a caldaie a gas. Del primo gruppo fanno parte Gallaratese/San Siro, alimentata dal termovalorizzatore di Silla 2 con il supporto dell’impianto di integrazione di Selinunte; Milano sud, alimentata dall’impianto di Famagosta; Città Studi/Tribunale, alimentata dall’impianto di Canavese e Santa Giulia/Mecenate alimentata dall’impianto di Linate. Entro i prossimi anni si arriverà ad avere due grandi sistemi di teleriscaldamento: Milano Ovest (con il collegamento tra Silla, Selinunte e Famagosta) e Milano Est (con l’unione di Canavese e Linate), che si aggiungeranno al Sistema Milano Nord, alimentato dall’impianto di Tecnocity e comprendente la Bicocca, il Comune di Sesto San Giovanni e parte del territorio di Cinisello Balsamo. Del secondo gruppo fanno invece parte le reti di teleriscaldamento minori gestite da A2A: Quartiere Palizzi in Bovisa,  Comasina, Quartiere Ex Maserati, Quartiere Ex OM, Pompeo Leoni, Centro direzionale via Bensi e Centro storico. Il Comune di Milano sta puntando inoltre sull’allacciamento al teleriscaldamento di importanti edifici pubblici (dopo Palazzo di Giustizia, sono in corso i lavori per l’allacciamento di Palazzo del Capitano – sede centrale della Polizia Locale – Palazzo Reale, gli uffici di via Larga e via Dogana, che permetteranno di risparmiare 1.100 tonnellate di CO2).  Nella rete di Milano gli appartamenti teleriscaldati ad oggi sono 100.000, si prevede che siano 150.000 nel 2020. Si stima inoltre che l’estensione del servizio del teleriscaldamento comporti fra il 2005 e il 2020 una riduzione delle emissione di CO2 pari a 139 Kton.

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