Divina, senatore LN: la Legge Fornero compromette il futuro degli italiani

La Corte Costituzionale boccia il referendum della Lega. Sergio Divina(LN) replica: Consulta ha  espresso un giudizio politico e non giuridico, i 600mila firmatari hanno diritto a chiedere di cambiare il loro destino

10945004_403912459777519_8221573203673232874_nRoma, 20 gennaio – “Le pensioni di domani garantiranno forse un tozzo di pane a chi ci arriva alla pensione. La legge Fornero assieme al sistema contributivo comprometterà la vita futura di molti Italiani” lo dice con rabbia e preoccupazione Sergio Divina, vicecapogruppo al Senato della lega Nord dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla legge Fornero che in questi mesi aveva visto il forte impegno proprio della Lega nella raccolta firme.   “La Consulta oggi ha preferito dar ragione al Governo e non ai cittadini. Il suo è stato un giudizio politico e non giuridico. In 600 mila avevano chiesto di potersi esprimere su una legge che avrebbe cambiato i loro destini. Giuridicamente ne avevano diritto!“- tuona Divina – “Ma la Corte suprema ha preferito non turbare i sonni del Governo piuttosto che consentire la libera espressione del popolo”. Ecco il testo che boccia la richiesta del Carroccio: “La Corte costituzionale, nell’odierna Camera di consiglio – informa una nota – ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum relativa all’articolo 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici)”, la cosiddetta legge Fornero, appunto, “convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive”. Bagarre  in aula alla Camera dove i leghisti hanno esposto cartelli con scritto “Ladri di democrazia”. E dal Senato Sergio Divina commenta critico :”Quante pensioni vengono pagate per scelta dei Governi di sinistra a persone che non hanno mai versato un euro? I genitori o nonni ultrasessantacinquenni di immigrati che hanno chiesto la ricongiunzione familiare, si vedono riconoscere assegni per oltre 500 €. Anche se rientrano nel loro paese d’origine. Una depredazione delle nostre casse previdenziali a danno di chi ha lavorato e pagato contributi. Ed a questi lavoratori oggi si vieta pure di dire che non condividono queste scelte”.

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