Roma, alla 6° Senso Art Gallery inaugurata la personale di Irene Petrafesa

Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività.

Di Barbara Tamburro

10560377_10152778952562296_4127685340416025189_oRoma, 20 ottobre – 6° Senso Art Gallery ha inaugurato giovedì 16 ottobre la mostra di Irene Petrafesa “SUL FILO DELLA MEMORIA”, curata dalla gallerista Barbara Tamburro. La mostra  presenta  una serie di nuovi dipinti di medio e grande formato, alcuni dei quali sono stati esposti recentemente alla mostra Antologica “Tra terra e mare – Opere dal 2001 al 2014” , presso il Complesso del Vittoriano di Roma. I dipinti di Irene Petrafesa sono caratterizzati da una grande armonia e delicatezza cromatica, dall’essenzialità del segno e dalla particolare tecnica mista dell’ossido e dei materiali di risulta, dell’olio e dei pastelli. Sono dipinti di grande intensità espressiva e spiritualità interiore. Nella pittura di Irene è connaturata un’ armonia cromatica e formale che si manifesta sulla tela delicatamente, in un gesto quasi etereo. L’artista istintivamente da vita ad immagini astratte, che potremmo definire primordiali per il loro richiamo ai colori del mare e della terra, per i segni incisivi e arcani che evocano l’antica arte muraria, riconducendoci inevitabilmente all’origine della terra, dell’uomo e dell’universo. Nel dipinto “Respiro 2” (Ossido e pastelli su tela) il colore azzurro occupa l’intera tela, mischiandosi ai segni a pastello che si  espandono sulla tela come onde fluttuanti nel cielo.  Nei dipinti “ Anemos” (materiale di risulta e ossidi) e “Sul filo della memoria” (materiale di risulta, olio e grafite) al centro del quadro è disegnata una forma rettangolare che circoscrive al suo interno una mezza luna bianca, come a voler creare uno stacco, un punto di rottura tra lo spazio che la delimita e quello in cui si trova; un segno di netta separazione tra il mondo esterno e quello interiore.

L’artista

10402726_645099855611176_163003858273653613_nPittrice poliedrica, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore, piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi “padri spirituali”. Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un’arte che sa comunicare le sue più intime emozioni. “Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria – scrive la Petrafesa – vengono evocate nell’atto creativo”. E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l’anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.

“Sul filo della memoria”di Irene Petrafesa alla 6° Senso Art Gallery

Roma, dal 16 al 31 ottobre 2014 la mostra dell’artista pugliese curata dalla gallerista Barbara Tamburro

irene-petrafesaRoma, 10 ottobre – 6° Senso Art Gallery inaugura giovedì 16 ottobre alle ore 19.00  la nuova mostra di Irene Petrafesa “SUL FILO DELLA MEMORIA”, le cui opere resteranno esposte sino al 31 ottobre
La mostra curata dalla gallerista Barbara Tamburro, presenterà una serie di nuovi dipinti di medio e grande formato, alcuni dei quali sono stati esposti recentemente alla mostra Antologica “Tra terra e mare – Opere dal 2001 al 2014” , presso il Complesso del Vittoriano di Roma.
I dipinti di Irene Petrafesa sono caratterizzati da una grande armonia e delicatezza cromatica, dall’essenzialità del segno e dalla particolare tecnica mista dell’ossido e dei materiali di risulta, dell’olio e dei pastelli. Sono dipinti di grande intensità espressiva e spiritualità interiore.
Nella pittura di Irene è connaturata un’ armonia cromatica e formale che si manifesta sulla tela delicatamente, in un gesto quasi etereo. L’artista istintivamente da vita ad immagini astratte, che potremmo definire primordiali per il loro richiamo ai colori del mare e della terra, per i segni incisivi e arcani che evocano l’antica arte muraria, riconducendoci inevitabilmente all’origine della terra, dell’uomo e dell’universo. Nel dipinto “Respiro 2” (Ossido e pastelli su tela) il colore azzurro occupa l’intera tela, mischiandosi ai segni a pastello che si espandono sulla tela come onde fluttuanti nel cielo. Nei dipinti “ Anemos” (materiale di risulta e ossidi) e “Sul filo della memoria” (materiale di risulta, olio e grafite) al centro del quadro è disegnata una forma rettangolare che circoscrive al suo interno una mezza luna bianca, come a voler creare uno stacco, un punto di rottura tra lo spazio che la delimita e quello in cui si trova; un segno di netta separazione tra il mondo esterno e quello interiore.

L’artista

Pittrice poliedrica, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore, piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi “padri spirituali”. Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un’arte che sa comunicare le sue più intime emozioni. “Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria – scrive la Petrafesa – vengono evocate nell’atto creativo”. E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l’anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.

Roma, ‘La moda nell’arte’ illumina la Capitale dell’arte e della moda

Dal 15 al 30 luglio 2014 un omaggio alla bellezza della città eterna in esposizione presso la 6° Senso Art Gallery

di Barbara Tamburro

5f740daf-9889-4da1-87d2-5adc956f9b73Roma, 27 luglio – Un abito-scultura, color cipria, composto da oltre 700 bretelle dell’indumento femminile per eccellenza, sfoggia la creatività della stilista Eleonora Riccio all’entrata della 6° Senso Art Gallery in via dei Maroniti 13, a pochi passi da Fontana di Trevi. Ci accoglie così la galleria di Barbara Tamburro che quest’anno rappresenta l’A.R.G.A.M. (Associazione Romana Gallerie Arte Moderna) insieme allo studio S- Arte Contemporanea di Carmine Siniscalco. L’occasione è la fashion week di AltaRomAltaModa (dal 12 al 16 luglio 2014), a cui l’associazione partecipa con l’allestimento di un evento parallelo nelle suddette gallerie. Il connubio tra Arte e Moda si traduce in termini di ossimori creativi attraverso un esemplare accostamento di opere che si ispirano sia all’universo femminile, principale punto di contatto tra i due settori, sia alla bellezza monumentale della capitale. “Arte e Moda / La Moda nell’Arte”: questo il titolo dell’evento inaugurato il 15 luglio in contemporanea nelle due gallerie. In mostra insieme all’abito-scultura di Eleonora Riccio, in cui si fondono l’aggressività del mondo punk e il romanticismo della lingerie femminile, l’imponente dipinto di Antonio Tamburro che ritrae un gruppo di donne in abiti moderni mentre avanza nella direzione opposta all’osservatore. La sinuosità misteriosa dei loro movimenti induce l’immaginazione a seguirne il cammino sincronizzando il tempo con quello sospeso dell’opera. Si uniscono alla creatività dei due nomi citati i “Patchwork d’Autore” di Emiliano Manari. L’opera “Marlene” ripropone, in versione pop, broccati e damascati di altri tempi. Il blu e l’oro si intersecano in un raffinato gioco di tessuti cuciti a mano, in cui il passato diventa presente e il presente si perde in un lontano passato, quasi per riaffermare l’esistenza di un’osmosi continua, sia in senso diacronico come contaminazione temporale di stili, sia in senso sincronico come uso promiscuo di materiali e contenuti ispirativi. Manari, che è anche architetto, contrappone le sue ricercate creazioni su tessuto, ai seducenti scatti di Sinisca. Le sovrapposizioni fotografiche di quest’ultimo immortalano, trasfigurandoli, famosi monumenti romani. Un omaggio alla bellezza della città eterna proprio durante la settimana dedicata all’Alta Moda romana. La mostra sarà visibile alla 6° Senso Arte Gallery fino al 30 luglio.

 

[email protected]
www.sestosensoartgallery.net

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]