Noto, Infiorata 2019 un omaggio ai Siciliani nel Mondo

Dopo l’edizione 2017 dedicata al Principato di Monaco e quella 2018 alla Cina, l’Infiorata del 2019 accoglierà un tema importante e che vuole ricostruire memorie individuali e di comunità, fatte di storie normali ed eccezionali, passato e avanguardia dell’essere “I Siciliani in America”

Un tappeto di fiori dai colori vivaci ed armoniosi che rivestono il suolo della città barocca per eccellenza, Noto, inebriando l’aria di arte e tradizione. È la famosa Infiorata, la manifestazione tra le più belle dell’Isola, nata trentasette anni fa dall’incontro di artisti infioratori Genzanesi e Netini, ed è proprio nella città di Genzano, che si sviluppa questa  tecnica pittorica. Giunti alla 40esima edizione il focus dell’evento sarà, per la prima volta nella storia, “I Siciliani nel Mondo”. Il sindaco Corrado Bonfanti svela il tema in programma dal 17 al 19 maggio, che avrà luogo in via Nicolaci, dove troviamo nella parte alta la Chiesa di Montevergini che si contrappone al palazzo del Principe Nicolaci “Villa dorata”, con i balconi definiti i più belli del mondo.

«È un vero atto di amore- dice il sindaco- e di pura riconoscenza: vogliamo dedicare la nostra prestigiosa Infiorata alle tante comunità di Siciliani nel Mondo, permettendo loro di abbracciare l’amata Sicilia e di raccontarci le loro esperienze di vita, la storia di tanti successi e di innegabili sofferenze». I bozzetti realizzati dai maestri infioratori netini, le mostre allestite, i workshop organizzati e gli spettacoli saranno ispirati, dunque, ai Siciliani che hanno affermato la propria esistenza vivendo tra il Canada e gli Stati Uniti d’America e che da immigrati sono diventati protagonisti di storie di successo. Gli assessori al Turismo e alla Cultura, Giusi Solerte e Frankie Terranova, hanno avviato una serie di contatti sia con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sia con alcune comunità di Siciliani in America: l’evento sarà presentato anche a New York a fine marzo.

Croazia, ancora sei anni per bonificare dalle mine antiuomo

croazia_api_lp-300x186Tempo previsto, per pulire dagli ordigni disseminati in durante la guerra degli anni Novanta, il 2019 secondo una stima del Cromac, ente di sminamento croato.

 Roma, 8 settembre – Ci vorrà fino al 2019 per ripulire la Croazia dalle mine antiuomo, piazzate nel Paese balcanico durante il conflitto degli anni Novanta. Così secondo le stime del Croatian Mine Action Centre (Cromac), l’ente di sminamento croato. A diciassette anni dalla fine della guerra si continua a fare i conti con un’eredità di bombe inesplose che ha causato negli anni una strage di civili . Dal 1991, come riferisce il centro di sminamento croato, 1.960 persone hanno avuto incidenti per esplosione di ordigni. Tra queste, 506 sono rimaste uccise, 1.112 gravemente mutilate e 311 hanno subito lesioni considerate più lievi. A questi si aggiungono 60 morti tra gli addetti allo sminamento, per un totale di 202 incidenti avvenuti durante la “pulizia” del territorio. Sono centinaia gli sminatori al lavoro per la bonifica. Continue Reading

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