Cause civili troppo lunghe: il 2016 Annus Horribilis

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Investire e incentivare sempre più  il ricorso alla Mediazione e all’Arbitrato , unica possibilità per portare anche in Italia una giustizia rapida, concreta, altamente specialistica

Come ogni anno il Tribunale Arbitrale dell’Immobiliare e del Condominio divulga e commenta i dati sulla Giustizia Civile. Stando ai dati forniti di recente dal Governo Renzi, in occasione dei 1.000 giorni di attività, sembrerebbe vi sia un netto calo delle cause pendenti, ma non è proprio così. “Si tratta di dati inopportunamente trionfalistici” racconta il Dr. Nicola Guerriero, Presidente Nazionale del Tribunale Arbitrale dell’Immobiliare e del Condominio – Il cittadino non ricorre più in Tribunale perché preferisce non addentrarsi in un tunnel che forse gli permetterà di avere una sentenza di 1° grado dopo 4 o 5 anni. Disincentivare il cittadino a non ottenere giustizia non è da paese civile“.In ogni caso apprezziamo l’impegno del Ministro della Giustizia Orlando che sin dal suo insediamento parla degli strumenti ADR. Ma bisogna fare di più. Investire e incentivare sempre più forte il ricorso alla Mediazione e all’Arbitrato che siamo certi sono l’unica possibilità per portare anche in Italia una giustizia rapida, concreta, altamente specialistica”. “Di fronte ad una giustizia lunga e costosa abbiamo una sola alternativa. Investire sempre di più sugli strumenti ADR” conclude il Presidente Rocco Guerriero.

Reggio Calabria, il lavoro nel 2016, un bilancio della CCIAA

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A Reggio Calabria il mercato del lavoro è sempre in affanno; emergono però dinamiche occupazionali positive per i giovani e le donne.

di C. Taccone

Dopo un primo trimestre dell’anno 2016 particolarmente critico sul fronte del mercato del lavoro, tra aprile e giugno 2016 si rilevano segnali di distensione, con una crescita nel numero dei lavoratori e una contestuale flessione delle persone in cerca di occupazione, soprattutto nella fascia giovanile.

Se però si guarda al bilancio complessivo del primo semestre dell’anno, il dato che ne emerge non è positivo, risentendo di una prima fase di significativo affanno.

La partecipazione al mercato del lavoro nel periodo gennaio-giugno 2016 è in calo a Reggio Calabria: dopo un 2015 di sostanziale stazionarietà, si registra una contestuale flessione sia nel numero dei disoccupati, sia nel numero degli occupati, con conseguente riduzione delle forze di lavoro complessive. In particolare, le forze di lavoro provinciali diminuiscono del 2%, mentre in Calabria (+1,7%) e in Italia (+0,8%) il trend è opposto. La flessione delle forze di lavoro riguarda prevalentemente la componente maschile; aumentanoinfatti di 4mila unità le donne attive, poco più di metà delle quali occupate e per la restante parte in cerca di occupazione.

I disoccupati nel primo semestre 2016 in provincia di Reggio Calabria si attestano poco sotto le 39mila unità, diminuendodell’1,7%. Essendo diminuiti sia i disoccupati che le forze di lavoro, rimane sostanzialmente stabile il tasso di disoccupazione provinciale, che passa dal 22,1% del 2015 al 22,2% del primo semestre 2016. Si è ridotta comunque la quota di giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca di occupazione: il dato provinciale rimane in ogni caso preoccupante, pari al 50,6%, (12,7 punti più alto del valore nazionale), ma in progressivariduzione già dal 2014e in flessione di quasi 8 punti percentuali nel solo ultimo semestre.

All’uscita dei dati trimestrali sull’andamento del mercato del lavoro, il Dr. Ninni Tramontana, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, afferma: «Il trend in riduzione del numero di giovani che cercano lavoro soprattutto nel periodo aprile – giugno 2016 è  molto importante, sebbene siano evidenti le difficoltà che caratterizzano il nostro territorio sul fronte dell’occupazione; la quota di giovani che non riescono a trovare un impiego è in discesa ma la strada da percorrere è ancora lunga. La Camera di Commercio è impegnata a supportare questa dinamica con importanti iniziative quali i percorsi di formazione per i giovani nell’ambito del progetto “Crescere in Digitale” e il supporto offerto ai NEET che aspirano ad intraprendere attività imprenditoriali tramite l’iniziativa “Crescere Imprenditori”».

Oltre ai disoccupati, anche gli occupati sono in calo nel primo semestre, perché l’aumento delle lavoratrici è più che compensato, in termini assoluti, dalla riduzionedegli occupati di sesso maschile, con circa 136mila posti di lavoro in totale, cioè il 2,1% in meno rispetto all’anno scorso. Si tratta di un nuovo minimo storico, che segna una perdita di 33mila lavoratori rispetto al 2006. Così, mentre a livello nazionale l’occupazione è tornata timidamente a crescere dal 2014, Reggio Calabria non riesce ad agganciare la dinamica nazionale.Il tasso di occupazione locale sperimenta una nuova flessione, attestandosi al 37,1% (era 37,5% nel 2015), di 2 punti percentuali inferiore alla media calabrese (39,2%), e a quasi 20 punti da quella italiana (57%).È pur vero, comunque, che dopo un primo trimestre estremamente negativo, tra aprile e giugno 2016 i posti di lavoro reggini sono aumentati, anche se non abbastanza da controbilanciare le perdite del trimestre precedente.Si può dunque sperare in un primo passo verso la tanto attesa inversione di tendenza rispetto aun calo medio annuodel 2,2% tra il 2006 e il 2015.

 

 

[1]Not in Education, Employment or Training: si trattadei giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro e né nella formazione.

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