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Attualità

Suor Angela Musolesi ed i Figli della Luce

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Tempo di lettura: 6 minuti

Suor Angela Musolesi  ci parla del gruppo di preghiera da lei fondato, “I figli della luce”.

Di Francesca Rossetti

Oggi siamo con Suor Angela Musolesi che ci parla del gruppo di preghiera da lei fondato, “I figli della luce”e della sua vita, ricca di interessanti incontri.

 Chi è Suor Angela Musolesi e come nasce la Sua esperienza religiosa?

“Sono nata a Budrio(BO) dove ho frequentato le scuole di base, poi mi sono trasferita a Roma dove ho studiato Diritto e seguito un Master in Studi europei. Sono stata una delle prime donne che si è occupata di Europa unita ed ho conseguito un premio in Campidoglio per questo. Al termine della cerimonia di premiazione vi era un pranzo e  la signora seduta davanti a me mi ha invitato a partecipare alle riunioni del loro gruppo. Io non avevo capito che si trattasse di un gruppo religioso e mi sono incuriosita, anche perché ero alla ricerca del senso della vita e avevo passato in rassegna il Buddismo, l’Islamismo, le diverse forme di spiritualità e religione con occhio critico ma anche apertura mentale per capire dove fosse la verità. Mi sono sempre chiesta, anche prima, il senso della vita e per quale motivo si vive, dato che c’è un perché a tutto. Dopo due mesi e mezzo sono andata alla prima riunione ed era il gruppo “Maria nel Rinnovamento dello Spirito Santo” che si riuniva alla chiesa di S.Apollinare. Mi hanno accolto con molta gioia ed ho appreso il concetto che Dio è Amore e guarisce le ferite dell’anima, essendo Amore infinito. Io ne avevo parecchie e ho cominciato ad invocare cantando lo spirito di Dio e i canti di lode. Quasi contemporaneamente mi sono stati regalati i Vangeli sinottici e per me che ero nell’ambiente giuridico e collaboravo con il CNR, quindi mentalità scientifica, mi sono trovata molto bene e li ho letti con molta attenzione e rigore e ho capito che era la verità assoluta. Da li’ è cominciata la mia esperienza religiosa nel campo cristiano – cattolico e sono andata sempre piu’ avanti cercando di approfondire il mistero di Dio. Ho cominciato ad invocare spessissimo lo Spirito Santo, ogni giorno mattina e sera, e mi sono arrivati alcuni doni particolari da parte del Signore. Ho sentito il desiderio di spogliarmi totalmente di ogni mio avere, ho venduto casa di mia proprietà che avevo a Roma e nell’arco di 2 anni e mezzo ho devoluto l’intero ricavato ai poveri, poi sono entrata nell’Ordine Francescano ed ho fatto altre cose.”

Di che cosa parla il libro “Progetti federativi europei” da Lei curato e a chi si rivolge?

“E’ un excursus storico sull’idea d’Europa, con una prima parte propedeutica e la seconda con i diversi progetti di Europa unita dal primo fino al 2000. In questo periodo sto facendo la revisione di questo testo, l’aggiornamento, per cui penso che nel 2024 uscirà la nuova versione con un altro editore, anche perché e’ l’unico testo in circolazione che contiene un progetto di Europa unita da parte degli Stati Uniti d’America, redatto da un Senatore americano, per cui è interessante da riprendere.”

L’esperienza del volontariato in carcere e cosa insegna un luogo come questo, storie di vita raccolte ed episodi particolari vissuti

E’ un’esperienza che mi ha insegnato che ci sono tanti detenuti che sarebbero recuperabili alla società e alla vita se ci si occupasse un po’ piu’ di loro. Di solito le persone fanno volontariato puro in carcere donando abiti e beni materiali ma i detenuti hanno bisogno anche di apporto psicologico e spirituale. Io ho svolto questo servizio per 10 anni a Rebibbia e in altre carceri italiane, fra cui Le Vallette di Torino, e quello che ho visto è che loro hanno moltissimo bisogno di contatto umano e credono molto piu’ ai volontari che alle istituzioni ma quello che serve di piu’ è l’apporto mentale e spirituale. Io andavo anche al Tribunale di Sorveglianza per aiutarli concretamente da un punto di vista giuridico e per farli crescere umanamente: parlavo loro del Signore, con o senza Vangelo davanti, e facevo loro una preghiera di guarigione dalle ferite interiori o liberazione, 10 minuti dato che restavo un’ora con loro, e le volta successive tutti quelli a cui l’avevo fatta mi dicevano che erano stati cosi’ bene che ne chiedevano altre. Che io sappia non ci sono altri volontari che fanno questo, chi insegna loro l’invocazione allo Spirito Santo che guarisce tante ferite dell’anima?

Mi ha colpito il fatto che alcuni detenuti era li’ per alcune violenze subite nell’infanzia e che si erano ripercosse nella loro vita, per cui avevano reagito a loro volta con violenza. Inoltre quando sono andata in Sud Italia parlavo della mia esperienza in una casa di accoglienza che ho diretto per 10 anni e fra le persone accolte c’erano alcuni detenuti che mi hanno detto “Sorella, hai capito tutto! Quando noi usciamo dal carcere se non troviamo un posto che ci ospita è chiaro che ci ricadiamo”.

Come nasce il documentario “Il nemico fraterno di Joseph Rochlit” e di cosa parla?

 “Il padre diplomatico di una mia amica, Castellani di cognome, ha salvato circa 5000 Ebrei: si trovava nella parte alta dell’ex Yugoslavia e con varie scuse, anche se era arrivato l’ordine da Roma, ha fatto in modo di bloccare i camion con gli Ebrei inventandosi qualcosa, tipo “si sono bucate le ruote e non abbiamo quelle di scorta” , rimandando sempre la loro partenza fino a quando è arrivato l’armistizio dell’8 settembre 1943. Ho parlato con il figlio di uno di questi salvati che di sua iniziativa ha realizzato un documentario che la Rai gli ha acquistato due volte e gli ho chiesto come mai non è mai stato trasmesso ma lui non lo sa. Ho cercato di fare in modo che venisse divulgato ed abbiamo organizzato una proiezione privata in una stanza della Camera dei Deputati ed hanno partecipato alcuni di loro, un Generale dell’Esercito Italiano, la giornalista Fiamma Nirenstein, che è la deputata piu’ famosa di loro. La cosa che mi ha piu’ colpito è stato che il Generale era seduto alla mia sinistra e dopo 2 minuti dall’inizio della proiezione stava piangendo e non era un anziano che poteva aver vissuto quel periodo: forse era figlio di qualcuno di loro, non lo so”.

 L’incontro con Padre Amorth e come ci si avvicina all’esorcismo

“L’incontro con Don Gabriele Amorth nasce perché ho frequentato la comunità Amen a Roma che è presso i Padri Colombiani, a Via del Serafico, ed era diretta da marito e moglie, Nino e Maria Masucci,  che lo aiutavano durante gli esorcismi. Io sono capitata in   questo gruppo di preghiera ed ho visto le prime reazioni, dato che quando  facevamo i canti di Alleluia alcune persone cadevano a terra. Io non avevo mai visto una cosa del genere e mi è stato detto di cantare piu’ forte l’Alleluia e di non preoccuparmi. Ho poi partecipato ad un ritiro spirituale in cui c’era anche Don Amorth che ci ha raccontato alcuni episodi: mi sono incuriosita ed ho cominciato a leggere i suoi libri e a frequentarlo, anche se saltuariamente, per ben 28 anni. Qualche volta sono stata ai suoi esorcismi e mi sono limitata a pregare ed aiutarlo come lui mi chiedeva, c’erano sempre altre persone con noi e gliene ho portate diverse.

Don Amorth ha sempre fatto la prefazione ai miei tre libri scritti con lui ma nell’ultimo ha specificato che quel testo è frutto di tanti anni di collaborazione insieme, cosa che non ha fatto con nessun altro autore. Ora che c’è chi mette in dubbio che abbia collaborato con lui a lungo, quello che ha redatto di sua spontanea volontà mi è di aiuto, anche perché sembra che concretamente sono l’unica persona che sta portando avanti i suoi insegnamenti, con i figli della luce e i nostri simpatizzanti, il sito è www.ifiglidellaluce.it”.

Come nasce il gruppo “I figli della luce” e chi ne fa parte?

“E’ un movimento che ho fondato nel 2015 su richiesta di nostro Signore: stiamo portando avanti gli insegnamenti di Don Gabriele Amorth ed oltre al sito Internet abbiamo il canale Youtube sul quale ogni 15 giorni, di domenica, teniamo il rosario online che termina sempre con una catechesi e una preghiera di intercessione che può essere di guarigione o di liberazione. Al giovedi’ il rosario si tiene in latino ma tramite un altro sistema operativo e facciamo solo preghiera di liberazione, nessun esorcismo, a seconda del problema della persona che si vuole aiutare. Sono preghiere private con comando nel nome di Cristo Gesu’ e possono esserci risultati strepitosi magari piu’ che con un esorcismo, tutto dipende dalla fede di chi lo fa e dalla potenza del comando. Quasi tutte le persone che ci chiedono aiuto sono già state dall’esorcista e spesso sono anche suore, è stato detto loro che non hanno niente, poi vengono da noi e si scatena l’inferno. Una frase che ricorre spesso durante le preghiere è “Tu sei la mia rovina” che è anche il titolo del mio prossimo libro che uscirà ad ottobre 2023 con editore Cantagalli. Non è necessario avere una possessione per fare le preghiere di liberazione, tutt’altro, tutti siamo vittime di invidie, gelosie, e ci sono anche tante forme intermedie. Purtroppo le possessioni sono molto piu’ del 3% che è quello che  sostengono tanti esorcisti, e con me e il mio gruppo lavorano diversi sacerdoti che possono confermare. Nel Vangelo c’è scritto che Gesu’ guariva e liberava tutti coloro che incontrava e sono convinta che la nostra società di oggi non sia migliore di quella di allora, e fra le persone che abbiamo aiutato ce ne sono diverse che sono state in manicomio.”

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