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Specie vegetali in via di estinzione: nel mondo e in Italia

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Tempo di lettura: 3 minuti

L’annuale “Lista Rossa” redatta dall’Unione Internazionale Conservazione della Natura – IUCN – continua a fornire preoccupanti informazioni ed allarmanti aggiornamenti non solo sugli animali a rischio di estinzione ma finanche sulle specie vegetali, quali alberi, frutti e fiori

 di Giordana Fauci

 L’IUCNUnione Internazionale Conservazione della Natura – ogni anno continua a fornire preoccupanti informazioni ed allarmanti aggiornamenti in merito al rischio di estinzione di specie vegetali, oltre che animali.

 …Lo ha fatto anche quest’anno, con la redazione della Lista Rossa, mondiale e nazionale per ogni specie di albero, frutto e fiore.

La IUNC ha finanche definito il livello ed il grado di minaccia della stessa esistenza dei vegetali, indicando con EX l’estinzione, EN il pericolo di estinzione ed LC un livello di preoccupazione minima.

Sta di fatto che, sebbene siamo abituati a riflettere sul rischio di estinzione di specie animali, non abbiamo la consuetudine di pensare al rischio di scomparsa dei vegetali, altrettanto importanti.

Pertanto, la lettura dell’ultima redazione della “Lista Rossa IUNC” si rivelerà utile a comprendere la rilevanza della tutela dei vegetali per la stessa esistenza del mondo animale, tra cui rientra in primis l’uomo.

E se ben poco comprendiamo dalla lista degli alberi da frutto in via di estinzione nel mondo intero e che neppure conosciamo – tra cui il Pero di Bukara, i Meli di Sievers e di Niedzwetsky, oltre l’Albicocco Selvatico –, pur senza dimenticare la lista di piante ed altri alberi – quali il Castagno americano, l’Olmo americano, l’Ippocastano ed il Peccio di Koyoma –, ben più indicativo è l’elenco di piante e fiori presenti nel nostro Bel Paese e di cui – quanto meno! – abbiamo sentito, almeno una volta il nome: piante e fiori che, a detta degli scienziati, rischiano di scomparire per sempre dal mondo, oltre che dall’Italia e che, perciò, le generazioni future non conosceranno mai.

Ci si riferisce a:

 

  • il Citiso delle Eolie: ora presente solo a Stromboli, Vulcano ed Alicudi ma, un tempo, in ogni Isola delle Eolie. E ciò perché l’uomo ha usato fin troppo questa pianta, invero, ab-usandone per ricavarne legna da ardere o addirittura i più svariati utensili ed attrezzi. Ed, ovviamente, tanti e tali abusi, insieme al disboscamento per ottenere sempre più campi da coltivare, non hanno potuto non comportare la “quasi estinzione del Citiso…” che, ora, rientra tra le specie protette, visto che, in totale, ne restano sole poche centinaia.

 

  • il Ribes di Sardegna: la resistenza di questa pianta è innegabile; vive in Sardegna da quando l’isola si è staccata dal Continente, ovvero da oramai diversi milioni di anni fa. Oggi, in ogni caso, si limita a crescere in un’area ristretta della provincia di Nuoro dove ne sopravvivono appena un centinaio di esemplari.

 

  • il Limonio strettissimo: questa pianta minuta predilige le coste della Sardegna e della Corsica dove, purtroppo, è elevato l’insediamento umano. Il limonio è considerato in pericolo di estinzione a livello globale, essendo presente solo in cinque siti della Corsica orientale; mentre in Italia vive sull’Isola di Caprera, all’interno del Parco Nazionale della Maddalena ed è, quindi, in pericolo critico di estinzione.

 

  • l’Abete dei Nebrodi: è endemico della Sicilia. Al termine dell’ultima era glaciale era presente nell’intera isola ma, in seguito, a causa del riscaldamento climatico e della intensa presenza umana, l’abete si è necessariamente spinto a quote sempre più elevate e, inevitabilmente, in aree ben più ristrette. All’inizio del secolo scorso lo si credeva addirittura estinto. Tuttavia nel 1957 è stato riscoperto sulle Madonie, dove a tutt’oggi risultano presenti una trentina di esemplari.

 

  • la Buglossa Sarda: cresce lungo i litorali sabbiosi della Sardegna del nord e della Corsica meridionale. Si tratta di un fiore minacciato dalla urbanizzazione e dal turismo di massa, col risultato che è, ormai, raro.

 

  • l’Aquilegia di Sardegna: fiore endemico della Sardegna; anch’esso minacciato gravemente dalla estinzione. Fino al 1992 ne esistevano “insediamenti” sul monte Spada, nel Gennargentu e nei pressi di Orgosolo. Nonostante la sua rarità, l’Aquilegia continua a non essere tutelata e sopravvive da anni sul solo monte Spada.

 

  • l’Ibisco litorale: questo fiore, di color rosa-pallido e dall’aspetto vagamente esotico, sopravvive in Veneto ed in Emilia- Romagna ma, in passato, è stato segnalato anche in Toscana, Lazio, Campania, e Puglia. A quanto pare, la ridotta variabilità genetica ne avrebbe compromesso la fertilità e la capacità dispersiva. Ma vi è una buona notizia: l’ibisco litorale non è presente solo in Italia bensì in altri Paesi, per cui la sua situazione desta minore preoccupazione rispetto ad altri fiori che rischiano, invece, di scomparire in toto.

 

  • la Zelkova siciliana: è rimasta sconosciuta alla scienza fino al 1991. Con l’alternarsi di periodi glaciali e di interglaciali è scomparsa dall’Europa tranne che a Creta e in Sicilia. Sui monti Iblei sopravvivono popolazioni relitte di Zelkova sicula, necessariamente adattatasi a vivere alle condizioni climatiche locali.

…Pezzi di natura straordinari, fatti di ancor più straordinari fiori, di meravigliose piante e di bellissimi alberi che le generazioni future rischiano di non vedere e non conoscere e che l’intera umanità perderà per sempre… Assieme a specie animali che, magari, da quei vegetali hanno ricevuto il necessario nutrimento e, pertanto ora rischiano, parimenti, di non più sopravvivere…

…Specie vegetali e animali a rischio di scomparsa, come pure l’uomo che, ad onore del vero, fa egli stesso parte di questa stessa specie.

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