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Diritti umani

Sit-in a Roma per la liberazione di Nnamdi Kanu difensore dei poveri in Biafra, detenuto in Nigeria in violazione dei diritti umani

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Domani 26 luglio (dalle 9 alle 13) di fronte all’Ambasciata britannica di Roma nei pressi di Porta Pia la manifestazione per la liberazione di Nnamdi Kanu. Il leader di fede ebraica, che sostiene i poveri del Biafra di ogni religione, vessati dal governo nigeriano, è stato catturato all’aeroporto di Nairobi, privato del passaporto e trasferito in modo coatto in Nigeria. La famiglia: “temiamo per la sua vita”. La restrizione, priva di chiara motivazione legale e di reati penali, è un’evidente violazione dei diritti umani.

Nnamdi Kanu, leader del movimento Indigenous People of Biafra (IPOB), è detenuto illegalmente in Nigeria dallo scorso 29 giugno 2021. L’attivista era stato costretto a fuggire dalla Nigeria nel 2017, dopo che i militari nigeriani avevano tentato senza successo di ucciderlo nella sua casa di Umuahia nello stesso anno. In questa operazione, denominata pythondance, sono state uccise almeno 28 persone. Kanu è stato accusato di terrorismo e idee sovversive, legate al movimento che chiedeva il Referendum per i diritti umani, contro l’emarginazione e la violenza nella regione del Biafra, dichiarato fuorilegge in Nigeria. Stando a fonti ufficiali, domani 26 luglio si dovrebbero avere informazioni riguardo al suo arresto, se non proprio una sentenza da parte del governo nigeriano. In vista dell’udienza, è stata organizzata a Roma una manifestazione di solidarietà per la liberazione di Kanu, che si terrà a Porta Pia di fronte all’Ambasciata britannica. Il governo britannico ha anche chiesto ufficialmente al Kenya chiarimenti a proposito della vicenda. Nnamdi Kanu è una figura controversa per il governo nigeriano, che già nel 2013 lo aveva accusato per proteste e disordini. Dopo la fuga del 2017, Nnamdi Kanu ha vissuto a Peckham, sud di Londra, da cui gestiva l’emittente indipendentista Radio Biafra, portando avanti le sue battaglie.

Recentemente, dopo che Twitter ha rimosso un tweet del Presidente nigeriano Muhammadu Buhari indirizzato ai separatisti biafrani: “Quelli di noi nei campi da 30 mesi, che hanno visto la guerra, li tratteranno con il linguaggio che conoscono”. La cancellazione di questo tweet ha portato, dopo due giorni, alla chiusura della piattaforma social nell’intero Paese. Due settimane dopo, durante il suo soggiorno in Kenya, Kanu è stato rapito e trasferito in Nigeria senza passaporto. Sua moglie Uchechi Okwu-Kanu, rifugiatasi nel nord dell’Inghilterra con i suoi cinque figli, ha rilasciato una dichiarazione al Sunday Times, sostenendo di essere preoccupata per la vita di suo marito. “È difficile per me parlarne. Sono estremamente devastata. È stato picchiato e torturato, temo per la sua vita”. Uchechi Okwu-Kanu e i suoi figli non hanno contatti con lui da quando è stato rapito. Stando a quanto riporta The Guardian, Kanu era entrato in Kenya utilizzando il passaporto britannico, con un visto che sarebbe scaduto a giugno. Tuttavia, non è più tornato nel Regno Unito. L’ultimo ad aver parlato con lui è stato suo fratello, Kingsley Kanu. “Ho parlato con lui al telefono – dice – era a Nairobi e stava bene. I suoi colleghi dicono che sia uscito senza portare i documenti con sé, quindi non stava pensando di andare da nessuna parte. Subito dopo lo abbiamo visto sfilare con le manette ad Abuja”. “Si tratta di una consegna straordinaria messa in atto dalle autorità keniote” continua Kingsley Kanu “ed è un oltraggio che non può essere permesso. Riteniamo che il governo nigeriano e le autorità keniote siano responsabili”.

Aggiunge anche che il governo britannico è attualmente in contatto con la famiglia e i legali di Kanu, tutti preoccupati per torture e abusi perpetrati durante la detenzione. Mentre i legali della famiglia Kanu accusano il Kenya di complicità in quello che sembrerebbe un “rapimento di Stato”, il governo nigeriano scagiona le autorità keniote, sostenendo che non siano coinvolte. Tuttavia, lo scorso 29 giugno, il Ministro della Giustizia nigeriano Abubakar Malami ha dichiarato che Kanu è stato estradato a seguito di una cooperazione tra l’intelligence nigeriana e l’Interpol. Accusando pubblicamente Kanu di attività sovversive, Malami sostiene che sia “stato portato in Nigeria al fine di affrontare il processo da cui era fuggito quando si trovava su cauzione”, ritenendolo responsabile per attacchi armati contro la polizia e le autorità civili nel Sud-Est della Nigeria.

L’arresto di una delle più autorevoli voci per l’indipendenza del Biafra accresce notevolmente le tensioni locali e la violenza delle forze militari nigeriane. Il fratello, Kingsley Kanu ha firmato una dichiarazione intitolata “Cittadino Britannico rapito”, in cui la famiglia afferma che non ci saranno procedimenti giudiziari finché non si saprà realmente cosa è accaduto, affermando ancora una volta l’illegalità delle azioni svolte contro Kanu. La famiglia chiede di riconsegnare Kanu al Regno Unito per poter affrontare un’estradizione legale, pretendendo che nessuna sentenza venga emessa prima di chiarire il reale svolgimento dei fatti a partire dalla cattura in Kenya.