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Arte & Cultura

Siria, Unicef denuncia: conflitto colpisce anche bimbi palestinesi

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profughi-palestinesiNel conflitto siriano, “sono 1 milione i bambini profughi e oltre 3 milioni di piccoli innocenti colpiti dalla guerra” tra loro anche molti palestinesi .

 Roma, 20 settembre“Ci sono 1 milione di bambini profughi, oltre 3 milioni di piccoli innocenti colpiti dal conflitto. Quasi 2 milioni di bimbi sono sfollati. Ogni giorno, tante persone, compresi i bambini, vengono uccise, mutilate, e profondamente traumatizzate in seguito alla condotta sfrenata del conflitto armato in molte aree urbane. Pensiamo ad esempio a Mohammad Al-Khatib di 14 anni che giorni fa e’ stato ucciso da un proiettile mentre stava tornando a casa a piedi dopo aver comprato il pane in un panificio nel suo quartiere a Deraa” è l’allarme lanciato da Andrea Iacomini portavoce di Unicef  Italia. “In questo contesto di disperazione non dobbiamo dimenticare i bambini palestinesi presenti in Siria.” – Spiega Iacomini – “Questo anno, come i bambini di tutto il mondo, sono tornati a scuola quasi 500 mila bambini rifugiati palestinesi in piu’ di 700 scuole allestite dall’Unrwa in Giordania, Libano, Cisgiordania e Striscia di Gaza. Tra 118 scuole aperte per palestinesi in Siria invece, 68 sono state chiuse, 10 scuole usate come rifugi di emergenza e solo 40 sono ancora aperte.

UnicefGrazie al lavoro dell’Unrwa e dell’Unicef, che ha fornito materiale didattico, banchi, kit scolastici, sono stati aperti 41 edifici alternativi per consentire loro di andare a scuola. L’Unicef e’ attivo, attraverso il programma ‘Back to Learning’, per riportare a scuola 1 milione di bambini siriani. Da due anni quasi 2 milioni di loro, lo voglio ricordare, hanno dovuto abbandonare le classi a causa del conflitto”. “I dati non sono confortanti” conclude Iacomini: “due terzi dei bambini palestinesi che vivono in Siria sono stati colpiti dalla chiusura delle scuole all’interno del paese. Occorre intervenire al piu’ presto anche al fianco di questi bambini . Il conflitto in corso e’ stato particolarmente difficile per i giovani rifugiati palestinesi, compresi quelli che sono fuggiti in Giordania e Libano costretti a lasciare le loro case, i loro amici e le loro scuole dove hanno dovuto fare i conti, tra le altre cose, con metodi di apprendimento per loro nuovi e non semplici da assorbire. E’ una generazione nuovamente in fuga che va protetta”.