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Siria, accusa di massacri con gas nervino. Ma Damasco nega

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siria gas nervinoDa Medici senza Frontiere la conferma dell’uso di sostanze neurotossiche. Usa e Gb pronte ad un attacco missilistico. 

Roma, 26 agosto – I sospetti sono pesanti, di quelli che, se fossero confermati, significherebbero pesanti violazioni della legge internazionale e colpe di cui il governo siriano si sarebbe macchiato. La notizia che le forze militari del presidente Assad hanno usato gas nervino facendo strage di civili getta un’ombra inquietante su una guerra che va avanti ormai da due anni.  Intanto l’Occidente si muove e progetta le prime mosse di quello che potrebbe sfociare in un attacco missilistico in Siria. Anche se la notizia è stata smentita dal governo americano, l’intervento sembra imminente.


Intanto, secondo quanto riferiscono gli attivisti del Comitato di coordinamento locale di Muaddamiya, a sud di Damasco cecchini delle milizie fedeli ad Assad avrebbero aperto il fuoco sugli ispettori Onu incaricati di indagare sul presunto uso di armi chimiche. Da Medici senza Frontiere arriva la prima conferma sull’uso di armi chimiche. Secondo l’organizzazione 3.500 pazienti trattati presentavano “sintomi neurotossici”. Di questi, 355 sono morti. L’organizzazione afferma inoltre che i pazienti sono giunti in tre ospedali del governatorato di Damasco nei quali opera Msf il 21 agosto, il giorno in cui i ribelli hanno denunciato attacchi con armi chimiche da parte del regime di Bashar Al Assad.
La situazione in Siria, dunque, diventa di ora in ora sempre più critica. Se da una parte soffiano i venti di un possibile intervento missilistico sul Paese, in un’intervista al quotidiano russo Izvestia, il presidente siriano Bachar al-Assad ha definito “insensate” le accuse occidentali su un attacco chimico effettuato dal suo regime e ha avvertito gli Stati Uniti che i loro progetti di un intervento militare in Siria sarebbero destinati al “fallimento”.
Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania e Inghilterra, dunque, sembrano favorevoli ad un intervento. Ma dall’altra la Russia avverte gli Usa sulle conseguenze “estremamente gravi” che avrebbe un eventuale intervento militare in Siria. Mentre secondo il ministro degli esteri turco, Ahmet Davotoglu, la Turchia parteciperà a qualsiasi coalizione internazionale che decida di intervenire in Siria, anche se non sarà possibili raggiungere un più vasto consenso nel Consiglio di sicurezza dell’Onu.