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Italiani nel Mondo

Scrivere e aspettare, il Purgatorio degli autori – Writing and waiting, the Purgatory of authors

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Scrivere e aspettare, il Purgatorio degli autori

Siamo tutti andati in libreria per cercare qualcosa da leggere tra gli scaffali, ma quanti di noi pensano a come questi tomi siano stati pubblicati? La risposta mostra un mondo crudele dove non sempre la bravura viene premiata e dove la strada è molto più difficile di quel che molti possano immaginare.

Da esperienza personale, questa strada non è affatto facile.

Potrebbe sembrare facile scrivere un libro, ma ogni autore ci mette un pezzo del cuore e non pochi libri contengono episodi che vengono proprio dalla loro vita. Ogni libro non racconta solo una storia, rivela l’anima dell’autore che espone i propri sentimenti ai lettori. A volte il libro è difficile da scrivere e a volte le parole arrivano da sole, inattese, e l’autore si trova trascinato a mettere su carta pensieri che non sapeva di avere pochi secondi prima. Poi, arriva il momento che l’autore finisce l’ennesima revisione e deve trovare un editore.

E con questo passo inizia il Purgatorio degli autori.

Il lettore potrebbe pensare che basta inviare il manoscritto ad editori e qualcuno deciderà di offrire un contratto all’autore, magari con opzioni per futuri libri, ma la realtà è ben più complicata.

Molti editori non accettano manoscritti direttamente da autori e nel caso di quelli che li accettano i controlli spesso sono fatti non da lettori professionali, ma da stagisti inesperti che potrebbero non capire quale sia il libro valido, anche se soggetto a modifiche.

Allora cosa deve fare l’autore a questo punto? Deve cercare un agente letterario bravo e professionista ed in un certo senso questo è ancora più difficile che trovare un editore. Basta controllare le pagine delle agenzie letterarie per vedere che ciascuno ha le proprie preferenze, la metodologia per fare domanda cambia da agenzia ad agenzia e l’autore deve presentare una domanda fatta a misura per l‘agente di turno. Inoltre, gli agenti chiedono che l’autore non faccia molte richieste alla volta, alcuni chiedendo addirittura che lo scrittore non ne faccia altre fino alla sua risposta, e questo è un altro tasto dolente.

Nella maggioranza dei casi gli agenti non rispondono e le loro pagine magari avvisano “se non ti rispondiamo in 2/3/4/5 o 6 mesi sentiti libero di provare con un altro” Ogni domanda a un agente letterario è in effetti un esame profondo dell’autore che si sente giudicato da una persona che non ha mai conosciuto, e il suo libro è giudicato da poche pagine, infatti, in alcuni casi gli agenti chiedono un campione del libro di solo dieci pagine, che sono poche per libri che potrebbero avere diverse centinaia di pagine.

Questa procedura è dolorosa per l’autore che non sa se il libro piace o no. A volte arriva una risposta, ma senza alcun commento tranne “questo libro non è per noi”, ma le risposte più brutte sono quelle che non arrivano perché il silenzio potrebbe sembrare una condanna del tuo lavoro. Per dare un’idea delle difficoltà di queste procedure, il classico “Via Col Vento” ha impegnato 32 anni per essere stampato…

Poi in Italia l’autore trova una barriera non indifferente con gli agenti letterari. Nonostante nel mondo anglosassone gli agenti di solito non richiedono niente, sapendo che i soldi possono arrivare da una percentuale dell’eventuale vendita di un libro valido, in Italia molti agenti chiedono un pagamento solo per la lettura, di solito €400, e poi pagamento per eventuali modifiche al libro per renderlo presentabile a potenziali autori. Ci vuole poco per capire che, con spese del genere, pochi autori potrebbero avvicinarsi a una serie di agenti letterari.

Questo non è un problema per personaggi famosi, come vediamo regolarmente nei salotti televisivi in Italia con interviste all’uscita di questi libri,  perché la loro popolarità garantisce il successo per gli editori, e quindi anche gli agenti. Ma per gli autori nuovi le alternative sono poche.

La prima alternativa sarebbe di quelle “case editrici” che chiedono agli autori contributi per le spese di produzione della prima edizione di un libro. Questo potrebbe sembrare giusto, ma in verità è un tranello perché le promesse spesso non si realizzano e, peggio ancora per i libri validi, rende ancora più difficile, se non impossibile, proporre i libri ad editori seri perché non sono più inediti.

Non tutti gli autori vogliono avere successo, alcuno vogliono solo mostrare i loro tomi sugli scaffali, e questo è il motivo per cui nel mondo anglosassone questo tipo di editori sono chiamati “vanity press”, cioè editori della vanità, ma questo rende ancora più tristi le esperienze di coloro che hanno scritto libri importanti e validi perché non vedono altre alternative per pubblicarli, e firmano il contratto non capendo che in molti casi questa decisione rende impossibile pubblicare di nuovo il libro nel futuro.

Negli ultimi due decenni l’introduzione di siti come Amazon permettono ad autori a rilasciare i loro libri in formati elettronici per relativamente poche spese, ma questi libri hanno poche possibilità di successo perché sono talmente tanti i libri che vengono pubblicati in questo modo, che diventa difficilissimo pubblicizzare i libri in modo che vengano notati dal grande pubblico e, come conseguenza, pochissimi autori hanno ottenuto successo o riconoscimento dall’auto pubblicazione. Infatti, Amazon ha ammesso che solo poche decine dei loro autori campano dalle vendite dei loro libri online e ancora meno sono riusciti a trovare editori tradizionali disposti a stampare i libri.

Tutto questo rende la vita davvero difficile e amara per gli autori, ma questo non vuol dire che non si deve scrivere. Anche se ci sono quelli che scrivono per vanità, molti scrivono perché hanno storie ed idee originali, capaci di catturare la fantasia dei lettori e quindi ci mettono anima e cuore per scrivere libri che fin troppo spesso non vengono stampati perché non hanno avuto la fortuna o possibilità di trovare un agente letterario o editore.

Allora, la prossima volta che andiamo in libreria per cercare qualcosa di interessante da leggere, chiediamoci, quanti libri validissimi non hanno mai visto la luce del sole perché l’autore non è riuscito ad uscire dal Purgatorio che è il mondo dell’editoria?

 

Writing and waiting, the Purgatory of authors

 

di emigrazione e di matrimoni

We have all gone to the bookshop to look for something interesting to read on the shelves but how many of us think of how these volumes were published? The answer shows a cruel world where skill is not always rewarded and where the road is much harder than many can imagine.

From personal experience this road is not at all easy.

It might seem simple to write a book but every author puts a piece of his or her heart into it and not rarely books contain episodes that come from their lives. Every book does not tell just a story, it reveals the author’s soul that exposes their feelings to the readers. At times the book is hard to write and at times the words come on their own, unexpectedly, and authors find themselves being dragged into putting thoughts on paper that they did not know they had a few seconds before. And then the moment comes that authors finish the latest revision and they must find a publisher.

And with this step the authors’ Purgatory begins.

Readers could think that you only have to send the manuscript to publishers and someone will decide to offer the author a contract, maybe with options for future books, but the reality is much more complicated.

Many publishers do not accept manuscripts directly from authors and in the case of those that do accept them, the checks are not made by professional readers but by inexperienced interns who may not understand which book is valid, even if subject to modifications.

So, what must an author do at this point? He or she must look for a good and professional literary agent and in a certain way this is even harder than finding a publisher. You only have to check the pages of literary agencies to see that each one has its preference, the method of querying changes from agency to agency and the author must present a tailor made query for each agent. Furthermore, the agents asks that authors do not make many queries at the same time, some even ask that the writer does not approach any others until having received a reply and this is another sore point.

In the majority of cases agents do not reply and their pages may advise “if we do not answer in 2/3/4/5 or 6 months feel free to try with another” Every query to a literary agent is effectively a profound examination of the author who feels judged by a person he or she has never met and the book is judged by few pages. In fact, in some cases the agents ask for a sample of the book of only ten pages which are few for books that could contain a number of hundred pages.

The procedure is painful for an author who does not know whether or not the book was liked. Sometimes an answer comes but with no comment except “this book is not for us” but the worst answers are those that never come because the silence may feel like condemnation of their work. To give an idea of the difficulty of this procedure, the classic “Gone with the wind” took 32 years to be published…

And then in Italy authors find a considerable barrier with literary agents. While in the English speaking world agents usually ask for no payment knowing that the money would arrive from a percentage of any sale of a valid book, in Italy many agents request payment for only reading the book, usually €400, and then payment for any changes to the book to make it presentable to publishers. It takes little to understand that with such expenses few authors could approach a series of literary agents.

This is not a problem for famous people, as we see regularly on TV talk shows in Italy with interviews on the release of these books, because their popularity would guarantee a measure of success for publishers and therefore also for the agents. But there are few alternatives for new authors.

The first alternative would be that of “publishing houses” that ask authors for contributions to the production costs of the first edition of the book. This could seem fair but in truth this is a trap because the promise is usually not kept and, worse still for valid books, makes it harder, if not impossible, to propose books to serious publishers because they are no longer unpublished.

Not all authors want to have success, some only want to show their books on the shelves and this is the reason that in the English speaking world this type of publisher is known as the “vanity press” but this makes the experience even sadder for those who have written important and valid books because they saw no other alternatives for publishing them and they signed a contract not understanding that in many cases this decision makes it impossible to publish the book again in the future.

Over the last two decades the introduction of sites such as Amazon allows authors to release their books in electronic formats with relatively little expense but these books have little possibility for success because there are so many books published in this way that it becomes very hard to promote the book in a way that is will be noticed by the general public and, as a consequence, few authors have achieved success or recognition from self-publication. Indeed, Amazon has admitted that only a few dozen of their authors earn a living form the online sales and even fewer have managed to find traditional publishers disposed to printing them.

All this makes life truly hard and bitter for authors but this does not mean that we must not write. Even if there are those who write for vanity, many people write because they have original stories and ideas capable of capturing the imagination of readers and therefore they put their hearts and souls into writing books that all too often are not published because they have not had the luck or possibility to find a literary agent or publisher.

So, the next time we go to a bookshop to look for something interesting to read let us ask ourselves, how many very valid books have never seen the light of day because the author was unable to get out of the Purgatory that is the world of publishing?